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giovedì 28 novembre 2013

Instax: sembra un giocattolo, ma è la mia fotocamera del cuore!

Fujifilm Instax Mini 8…che bello tenerla tra le mani! Riceverla sana e salva a villa Ester è stata davvero un’avventura! Dopo il primo invio recapitatomi con il piolo dello sportellino rotto, ho atteso ben oltre un mese a causa delle ferie estive! Ma non importa, ciò che conta è che ora la mia Fufù è tra le mie dita. L’ho battezzata giocosamente Fufù perché sembra quasi un ninnolo, una toy-cam che stampa foto al volo: giusto il tempo di un fufù e la mini-stampa di 62 x 46 mm è là che occhieggia felice!


Bastano meno di 10 minuti e la stampa è bell’e pronta per essere mostrata, appesa, incorniciata. A dispetto del nome “mini” la forma cicciotta della mia Fufù è davvero una sorpresa (pesa  307 grammi escluse le due batterie alcaline in dotazione). Bella e fumettosa, è molto adatta al mio modo di vedere gli oggetti. Disponibile in vari colori, la mia Fufù è gialla tenue…e non poteva essere altrimenti: adoro quel colore e l’aria vintage che dona! VINTAGE: mai aggettivo è più azzeccato per descriverla!

La InstaxMini8 è proprio una fotocamera da utilizzare come sfizioso modo vintage di immortalare immagini. In un momento come questo in cui le immagini vengono scattate a raffica e condivise in un attimo, è bello riassaporare il vecchio brivido del “Chissà come sarà venuta!”. L’unico "difetto" però, se così si può definire, è proprio questo! In un mondo in cui tutto scorre velocemente, mi piacerebbe che Fuji dotasse la Instax Mini 8 di un pulsante mediante il quale scegliere se scattare in formato file o stampa immediata (chissà se ci penseranno!).


Questo aspetto però mi fa ricordare che le foto non vanno sprecate e che occorre ragionare col cuore prima di scattare. Le pellicole sono vendute in pacchetti da 10 o 10+10 ed ognuna diventa quindi uno scatto prezioso (anche nel prezzo pari a circa un euro a scatto ). Ogni scatto è una sorta di piccola perla di vita da custodire nell’album dei ricordi, a patto di saper utilizzare bene l’apertura del diaframma. Accenderla è abbastanza semplice, basta premere il bottone che fa uscire l'obiettivo dal corpo, scegliere la modalità di utilizzo dello stesso spesso non lo è. Un sensore rileva la luce ambientale ed un led ti consiglia quale modalità usare (tra Interno, Nuvoloso, Soleggiato e molto Soleggiato); c'è anche la modalità Hi-Key che accentua la luminosità e azzera le ombre (ottima per fare foto ritratti vitali e dai colori vibranti). Spetta al fotografo l’arduo compito di scegliere (girando una ghiera) il giusto tipo di modalità da utilizzare perché spesso non combaciante con i suggerimenti del led (ho sprecato una pellicola intera per capirlo!). Poco male, appena ho imparato a padroneggiare bene le impostazioni è stato un divertimento scattare e aspettare che la magia della stampa si compisse. Incantati come me anche i passanti che mi guardavano, incuriositi,  scattare con questa macchina mai vista in circolazione. Tutti pensavano fosse un giocattolo salvo poi ricredersi al momento dello sviluppo istantaneo.

Tutto sommato la mia esperienza con la InstaxMini8 è stata abbastanza buona. Penso che io e la mia Fufù vivremo dei momenti davvero giocosi e creativi perché con quelle mini-foto si può davvero creare di tutto: basta lasciar correre a briglia sciolta la fantasia!


Vorrei lasciare qualche utile consiglio prima di descrivere il mio Fuji-project: Mettete il soggetto della foto ben centrato nel mirino e a non meno di un metro, proprio come consiglia Fujifilm, pena una cattiva messa a fuoco e foto decentrate. Non scattate foto a paesaggi notturni seppur illuminati da luci artificiali a meno che non vogliate fotografare il nero della notte. Non mettetevi mai di fronte al sole o in zone troppo luminose a meno che non vogliate fotografare il bianco solare. Non aprire mai il vano contenente la pellicola prima della fine della stessa. Sentite la foto col cuore, pensate prima di scattare e poi lasciate andare il pensiero al dito. Insomma: smettete di iper-scattare in digitale e ritornate a pensare in formato “pellicola”.

Il mio progetto fotografico si chiama “A City in a box”: è un piccolo percorso fotografico creato per mostrare la mia città sotto un’altra luce. Ho racchiuso tutto in una scatolina perché il bello delle fotine scattate con la mia Instax Mini 8 è proprio questo: sono piccole e non occupano spazio. Non occorrono grandi album pesanti ed ingombranti: basta una scatolina, un mini album o addirittura niente. Niente? Si, si proprio niente… perché son così belle che riporle in un cassetto sarebbe proprio un reato! Ho scelto di rendere ospiti della mia città tutti voi creando uno scrap-percorso. Pronti? Sorridete e…uno, due tre click! (chissà come sarete venuti…aspettate qualche minuto e la mia Fufù ve lo mostrerà!)


lunedì 21 ottobre 2013

Antonella e la crema perfetta per chi si lava spesso le mani

I Coloniali mi hanno davvero portato in viaggio (virtuale)! Un viaggio dei sensi in cui il percorso tocca mente, vista, tatto e olfatto: è stato come percorrere a piedi nudi un viaggio sorprendente verso il benessere. La forma delle confezioni, i colori dai toni naturali, le fragranze esotiche impiegate, la consistenza morbida e scorrevole delle creme e dei detergenti sono tutte state studiate apposta per rendere l’utilizzo dei prodotti un vero piacere sensoriale che immette energia positiva, brio e un pizzico di “senso di vacanza” ai miei rituali di cura del corpo. I Coloniali offrono una gran quantità di prodotti per il corpo suddivisi in 5 percorsi sensoriali  e per ogni percorso ci è stato inviato un prodotto da testare.

Via delle Farfalle ovvero un percorso ritemprante e rigenerante in cui la Mirra è l’elemento essenziale. La mirra serve a equilibrare il mondo spirituale con quello materiale, dandoci forza e ottimismo. Compito ben assolto dalla crema corpo massaggio profondo. Molto morbida, molto nutriente e facile da stendere, la crema massaggio profondo mi ha fatto rilassare e dimenticare il caos che affronto durante le ore lavorative. Grazie alla presenza di micro-granuli esfolianti dona una soffice luminosità alla pelle già dal primo utilizzo. La consiglio a chi desidera dedicare tempo a fine serata alla cura del proprio corpo in totale rilassamento.



Via della Rugiada, un percorso emolliente che, grazie alla presenza della ninfea bianca, dona al corpo un sensuale freschezza e morbidezza abbinati ad un’energia positiva e benefica. Il latte corpo alla ninfea bianca ha avuto sul mio corpo un effetto idratante e remineralizzante prolungato. Molto veloce da stendere, si assorbe in un attimo ed è adatta al mattino quando si ha fretta ma non si vuole rinunciale al rituale dell’idratazione e profumazione del corpo. La delicata fragranza mi ha accompagnato per un paio d’ore facendomi sentire molto sensuale e femminile.



Via dei Venti, un percorso sensoriale tonificante e corroborante in cui il Doccia schiuma Thailandese Rinvigorente mi ha messo l’argento vivo addosso grazie alla presenza della esotica fragranza all’Hibiscus (fiore noto per le sue proprietà energizzanti e rinvigorenti).  La consistenza del prodotto è davvero perfetta, non troppo liquida né troppo densa. Non crea moltissima schiuma e si risciacqua velocemente senza perdere la profumazione intensa che resta ben fissata al corpo per ore.



Via dei Petali, un percorso nutriente davvero sorprendente. La crema mani alla crusca di riso è stato il prodotto che più mi ha colpita. Vellutante e delicatamente profumata, ha donato morbidezza e idratazione alle mie mani. Prima dell’utilizzo le mie mani avevano la pelle secca, ruvida: difetti dovuti ai miei eccessivi e ripetuti lavaggi (il lavoro che faccio mi porta a lavarle molte volte al giorno). Pur utilizzando più volte al giorno una crema emolliente mani, non avevo mai ottenuto i risultati sorprendenti che ho conseguito già dalla seconda applicazione della Crema Vellutante Mani. La pelle mi è apparsa subito più compatta, idratata e le screpolature rimarginate. Il profumo è stato notato da tutti e descritto come delicato e poco invadente.



Via delle Cascate, un percorso nutriente, emolliente, energizzante dedicato espressamente alla cura del corpo maschile. Il balsamo viso e dopobarba 3 in 1 al mango è stata davvero una scoperta per Gio. Lui incarna perfettamente l’uomo moderno: non è un tipo rude di quelli che non si occupano affatto della loro pelle, ma neanche uno di quelli fissati con le cremine ed i trattamenti. Ha trovato la crema viso davvero ottima per la sua pelle tendenzialmente grassa. La texture del balsamo è leggera e, grazie al suo rapido assorbimento, non ha lasciato la pelle unta. La profumazione al mango ha donato una delicata fragranza che lo ha accompagnato sino a sera. L’irritazione da rasatura è sparita in un attimo lasciando posto ad una pelle idratata e morbida.


Testati tutti i prodotti sono giunta alla conclusione che ciò che dice la brochure de “I Coloniali” è vero: utilizzandoli è possibile intraprendere un viaggio esotico-rigenerante attraverso molteplici vie sensoriali che aprono la mente, ritemprano lo spirito e idratano-curano il corpo. Grazie alle belle confezioni possono essere un gradito regalo di compleanno o natalizio (alla portata di tutti). Ognuno di noi potrebbe vivere l’esperienza avvolgente ed esotica di percorrere le vie del benessere proposte da “I Coloniali” che mi sento di definire “Un viaggio a piedi nudi tra strade ricoperte di petali, circondati da farfalle, con la brezza del vento che accarezza la pelle e porta alle narici il profumo della rugiada il tutto condito da un rilassante sottofondo  di cascate scroscianti.”

P.S. Quando li userete provate a visualizzare questa mia frase in ogni parola ascoltando il vostro respiro inspirando profondamente le fragranze del prodotto scelto perché ciò che ho scritto non è una esagerazione: vi sembrerà davvero di vivere un viaggio (e magari con un sottofondo musicale rilassante sarebbe davvero il top... chissà se riuscirò a trovare una musica giusta per ogni prodotto. Inizio a cercare e vi farò sapere!)

venerdì 20 settembre 2013

Con Nelsen li vogliamo lavare... noi! E si risparmia

“Diventa sempre più difficile trovare una donna che voglia aiutare il marito a lavare i piatti.” Dice un noto aforisma di William Feather. Evidentemente non aveva mai acquistato Nelsen Ultra Concentrato Forza Limone e avuto a che fare con quello scaltro furbacchione di Giovanni! Di solito si occupa lui del lavaggio piatti della colazione perché al mattino sono pigra e detesto i profumi forti.


Qualche giorno fa ha deciso bene di “testare” lui il flacone di detersivo piatti. Sono scesa in cucina a portare la tazza del caffellatte a lavare (si, io faccio colazione a letto e la tazza la porto in cucina dopo i miei “5 minuti” che a occhio e croce durano un’oretta!) e….. ORRORE! Ho visto il lavandino pieno di schiuma. Ho iniziato a dire che è uno sprecone, che il detersivo inquina, che va utilizzato con parsimonia e che era ovvio il fatto che ne avesse usato troppo visto che la nostra acqua dura produce poca schiuma.

Mi ha sorriso e mi ha mostrato il flacone Nelsen Ultra Concentrato praticamente pieno. Non l’avevo tolto ancora dal cartone in cui me l’hanno consegnato e quindi non l’avevo visto bene. Che bella forma! Davvero ergonomica: ciccioluto sopra e sotto, con il “punto vita segnato” e antiscivolo.  Il detersivo è davvero delicato sia all’olfatto che sulle stoviglie che son rimaste pulite ed inodore dopo il lavaggio. INODORE: che conquista! Di solito i miei bicchieri hanno il sapore del detersivo perché son sempre di fretta e risciacquo velocemente!


Con gli altri detersivi ho avuto sempre problemi di dosaggio: ne mettevo poco e non facevano schiuma, ne mettevo troppo e impiegavo una vita a risciacquare le stoviglie! Insomma non ne potevo più! Adesso grazie al beccuccio dosatore è stato davvero facile dosare la quantità giusta di Nelsen e sono bastati circa uno zick e mezzo in una vaschetta del nostro lavandino per ottenere tanta schiuma detergente (in acqua fredda, badate bene!). L’alone di caffè nero è venuto via facilmente e anche i cereali appiccicati alla tazza (scrostarle è sempre stata una croce mattutina!). Il risciacquo è avvenuto con poca acqua fredda perché la forza sgrassante del detersivo combinata al formato ultra concentrato hanno fatto in modo che ne utilizzassi davvero poco.

ECO-logicamente a formula è semplice:
Più concentrato =
meno utilizzo di detersivo durante il lavaggio =
meno spreco d’acqua durante il risciacquo

Non male vero? Tra l’altro grazie all’aggiunta di limone le posate son rimaste lucide senza essere asciugate (detesto asciugare i cucchiaini!). Morale della favola? Quella mattina i piatti li ho lavati io ed ero tutta entusiasta. Gio il gatto sornione è andato al supermercato ad acquistare altri due flaconi di Nelsen, della serie “Hai voluto il concentrato? E adesso lava!”.  Ma siccome io son generosa, i piatti della colazione li faccio lavare ancora a lui: vuoi mettere la morbidezza che il detersivo lascia sulle mani? ;-)

giovedì 12 settembre 2013

Antonella mette alla prova Dixan

Chi dice DIXAN dice bucato perfetto! Dixan è stato il primo detersivo per lavatrice comparso in Italia (nel lontano 1957) ed il primo utilizzato dalla mia famiglia. “Nessun detersivo sbianca e lava come Dixan” dice mamma. Sarà vero? E se i DIXAN fossero ben due? Quale dei due vincerà la sfida? Ecco a voi la cronaca dell’incontro del secolo che ha avuto luogo nella mia Laundry Room:

Dixan Pietra Lavica e Iris  VS  Dixan Sali Minerali e Menta Acquatica


Regole dell’incontro:
Un lavaggio in lavatrice di biancheria bianca (le mie famose camice da lavoro!)
Un lavaggio in lavatrice di biancheria da sport varia.
Un lavaggio in lavatrice di biancheria colorata.
Qualche lavaggio a mano di costumi da bagno.

Inizia il primo round denominato “Annusa il flacone!”
Dixan Pietra Lavica e Iris ha davvero un gradevole odore che contrappone idealmente il maschile al femminile, la solidità alla leggerezza. Avvolgente femminile e molto sensuale grazie alle note dell’iris, ma anche deciso e robusto grazie alla pietra lavica. Dixan Sali minerali e Menta acquatica è un tripudio di freschezza dalle note intense con punte dolce-amare davvero niente male.

Il secondo round è denominato “La dose giusta”
I due detersivi sono dotati di tappo dosatore e di comode tabelle di dosaggio sul retro del flacone. Peccato per lo spreco di plastica e di colorante utilizzato per etichette e flaconi stessi.

Il terzo round, denominato “La bella lavanderina” si è svolto nell’arco di due settimane. Ho effettuato 3 lavaggi in lavatrice per ogni flacone e qualche lavaggio a mano perché volevo testare la delicatezza sulla mia pelle (in tutti i sensi!). Nel lavaggio in lavatrice della biancheria bianca si è distinto alla grande il Dixan Pietra lavica ed Iris: grazie alla pietra lavica è riuscito a sbiancare le camice nonostante la notevole durezza della mia acqua! Oltretutto la fragranza fresca ed energizzante della menta mi ha accompagnato per tutte le 8 ore di lavoro.
Calzini puzzolenti, magliette da sport sudate e calzoncini da calcio infangati hanno avuto la peggio quando sono stati lavati con Dixan Sali minerali e Menta acquatica. Addio odori sgradevoli e benvenuto profumo di freschezza! Gio ha notato la differenza: le magliette non avevano più quel caratteristico odore di usato! Purificate dai Sali in ogni fibra! Idem i calzettoni: son tornati frescamente mentosi! Loro sono puliti ed io felice! (solo chi ha a che fare con abbigliamento da sport può capire la mia gioia immensa!)


I due detersivi sono finiti a pari merito nel lavaggio di capi colorati in lavatrice e a mano. In entrambi i casi hanno mantenuto i colori inalterati e il profumo intenso. Tirate le somme mi sento di dire che entrambi i DIXAN lavano bene i capi: basta saperli dosare e scegliere in base al bucato di destinazione. Ah, la mamma ha sempre ragione!  (avevate dubbi?)

mercoledì 11 settembre 2013

E per tenere pulito il wc? Palline Bref con candeggina

Testare delle palline profumate per wc, chi l’avrebbe mai detto? Nel “luogo segreto” in cui noi tester ci confrontiamo son volate battute da morir dal ridere (specialmente quando ho mostrato la foto del mio wc!). E’ davvero un prodotto insolito, quasi un tabù da nominare figuriamoci da fotografare! Nonostante tutto ci siamo armate di allegria e di voglia di conoscere il prodotto e abbiamo aperto le danze.

Le tavolette profumate per “viccì” in questione sono le “Bref Pulito Facile WC PowerActiv”. Aperta la confezione mi sono trovata tra le mani una specie di gabbietta a forma di bruco contenente 4 palline di prodotto detergente: due bianche (contenenti candeggina) e due rosse (contenenti un prodotto che a contatto con l’acqua forma una schiuma profumata dalla forza pulente). Applicare il blister al wc è stato davvero semplice ed intuitivo: mi è bastato agganciare la linguetta al bordo del wc, in prossimità del flusso di scarico dell’acqua.


Il blister che mi è capitato di testare è alla candeggina. Ottimo, io amo l’odore della candeggina!  Non so voi, ma io sono solita versare alla sera un tappino di candeggina nel wc perché non mi piace vedere gli aloni sul fondo…ma è una tale noia! Soprattutto quando siamo in tanti e il wc viene usato anche di notte: al primo scarico dello sciacquone l’effetto candeggina svanisce. Con questa nuova tavoletta solida della gamma Bref Pulito facile WC PowerActiv ho risolto il problema! Ad ogni scarico il wc viene deterso dalla schiuma pulente e deodorato da un gradevole profumo.

Di solito le gabbiette per “viccì” mi sono sempre state antipatiche perché le ho sempre considerate un ricettacolo di germi. Con WC PowerActif il problema è ovviato dalla forma “a bruco” del blister che grazie alle pareti tonde e bucherellate non permette lo scioglimento totale del prodotto all’interno né l’accumulo di residui di sporco (che scivolano via grazie alla forma ergonomica!). ADDIO problema di “righe di prodotto” che solitamente colano lungo il wc quando si usano altre tavolette! ADDIO germi e batteri!

Ho scoperto inoltre che il blister è prova di dita di bambino (ha addirittura una certificazione!). Non male…però dopo il primo entusiasmo ho cercato di capirne la composizione. Sono andata sul sito internet della Henkel e ho cercato la “Scheda di sicurezza del prodotto”. Nel documento in formato pdf è scritto letteralmente che “Il prodotto non è classificato dal punto di vista ecologico”, quindi pur intuendo che le sostanze presenti non siano esattamente biocompatibili, non me la sento di affermare che il prodotto sia inquinante più del mio tappo di candeggina versata ogni sera nel wc. 


C’è da dire però che “Bref Pulito Facile WC PowerActiv” alla candeggina è interamente riciclabile: la confezione che contiene il blister va in parte nel cestino della plastica e in parte in quello della carta. La gabbietta si può smaltire come materiale riciclabile solo se completamente vuota, altrimenti va posta nell’indifferenziata. Ma non è un problema: grazie alla forma della gabbietta, il prodotto viene interamente consumato e all’ultimo risciacquo resta perfettamente pulita e vuota.  Volevo spingermi un po’ oltre cercando di usare la gabbietta in modo creativo ma non me la sono sentita (ho un limite alla creatività anche io!).

Avendo utilizzato il bagno giallo in 8 persone su 10, (d’estate Villa Ester è molto popolata!), non ho potuto contare i numeri effettivi di sciacquone e non ho potuto calcolare bene la durata media del prodotto. Un’idea però me la son fatta. E non sto dando i numeri, è tutto vero!
8 persone x una media di 5 sciacqui a testa = 40 sciacqui al giorno
40 sciacqui al giorno x 16 giorni (durata della tavoletta) = 640 sciacqui totali

Non male come durata se teniamo conto che una famiglia italiana è composta mediamente da 4 persone. Tenendo conto del potere deodorante, pulente, igienizzante e il prezzo posso ben dire che acquistare è conveniente ed economico (tra l’altro viene spesso venduto in offerte tipo prendi due paghi uno!). Ottimo rapporto qualità-prezzo e tanta innovazione per avere un wc pulito, cosa volere di più?  Forse provare altre fragranze … Bref PowerActiv è disponibile in altre due fresche profumazioni: Bosco e Oceano. Da provare, parola di tester!

lunedì 9 settembre 2013

General Eco e le scelte ecologiche di Antonella

“Chiedi e ti sarà dato” dice un noto adagio. Ed è proprio vero se sei tester di CasaFacile! Dopo aver espresso il desiderio di avere un bucato profumato in un post in cui vi parlavo di alcuni smacchiatori (ve lo ricordate, vero???) ecco che il fattorino suona al portone Blumoi.  Consegna speciale per gli inquilini di Villa Ester: una ventata di freschezza e profumo sorprendenti racchiusi in un cartone firmato HENKEL, un’azienda storica sempre al passo con i tempi (basta pensare all’opportunità fantastica di poter acquistare a prezzi scontatissimi tutti i loro prodotti online!!!).

Milioni di persone in tutto il mondo utilizzano ogni giorno i prodotti targati Henkel. Tra quei milioni ci sono persone come me che sono “fissate” con l’ambiente ed il riciclo. Ebbene, la Henkel ha capito che la strada migliore da percorrere è proprio quella del rispetto per l’ambiente. Tutti gli stabilimenti Henkel presenti in Italia hanno conseguito le certificazioni di Qualità ISO 9001 2001:2008, Ambientale ISO 14001 e di Sicurezza OHSAS 18001:2007: sintomo che l’azienda è davvero rivolta verso l’eco sostenibilità.

E a proposito di eco sostenibilità, tra i prodotti presenti nella scatola profumata ho scelto di testare subito il flacone di “GENERAL ECO, fresco e brillante”. Perché questo nome? Semplice! GENERAL perché è un detersivo che si può utilizzare sia in lavatrice che per lavaggi a mano. ECO come ecologico (grazie al contenitore interamente compattabile prodotto per il 25% con plastica riciclata e riciclabile al 100%). ECO come economico (perchè grazie alla riduzione degli imballaggi e al poco utilizzo di coloranti, all’acquisto del prodotto si paga quasi esclusivamente il contenuto).


Il liquido è più  concentrato dei normali detersivi, quindi per non sbagliare ho letto bene le istruzioni di utilizzo e dosaggio. Secondo me è un modo intelligente per non sprecare detersivo e per non inquinare troppo l’ambiente. Il dosaggio di General Eco è davvero semplice perché sul retro della confezione c’è una tabella in cui incrociando il tipo di sporco e la durezza dell’acqua si ottiene la quantità di detersivo necessaria espressa in ml. La confezione del detersivo però ha un semplice tappo. Come dosare? Ebbene, la Henkel ha pensato bene di fornire un servizio gratuito: basta telefonare al numero verde 800-014487 e richiedere il dosatore.  Mi sembra una scelta giusta perché dotare ogni flacone di un dosatore (ne basta uno, non voglio "ricomprarlo" ogni volta inutilmente!) avrebbe comportato un utilizzo maggiore di plastica e sarebbe venuto meno il principio della parola “ECO”. Plastica in più = più costi e più inquinamento. Geniale come scelta, vero?

Dopo aver dosato bene il detersivo, ho deciso di testare anche l’ammorbidente presente tra i prodotti inviati: VERNEL AROMATERAPIA.  A me è arrivato il formato che abbina la morbidezza dell’olio di Argan alle note aromatiche intense del gelsomino. Non potevo abbinare meglio due detersivi!


Il lavaggio dei capi è andato bene ed il profumo quando li ho stesi è stato davvero intenso, nonostante fossero rimasti in lavatrice per quasi 6 ore! Bucato splendente, morbido e dall’intensa freschezza. Cosa volere di più? Semplice: testare altri detersivi per il bucato! DIXAN a noi due! Un abbraccio profumato a tutti e ci ritroviamo nel prossimo post! Ne vedrete delle belle (e anche delle profumate!).

mercoledì 3 luglio 2013

Bucato profumato? Ecco i consigli di Antonella

Io e il bucato abbiamo uno strano rapporto: a me basta che profumi, lui vuole essere smacchiato. Un’eterna lotta contro le macchie che ho sempre perso! Ma la lotta al profumo, quella no, l’ho sempre vinta. Sempre sino ad un paio di settimane fa, ovvero quando la lavatrice ha iniziato ad emanare un odoraccio pazzesco. Ho fatto andare un ciclo senza panni a 90° C e con un po’ di aceto e bicarbonato, ma nulla! Odore di “chiuso” nel cestello e poco profumo sui panni.

Tutto questo è durato sino a quando sono arrivati i prodotti  Dr. Beckmann da testare. Nella confezione, oltre a una linea di ben 8 smacchiatori specifici, erano comprese delle salviette salva-colore e un flacone magico: il CURALAVATRICE! Non attendevo altro, infatti l’ho utilizzato immediatamente! Facile come versare un bicchiere d’acqua. Per prima cosa ho messo in ammollo il cassetto dei detersivi per mezzora in una bacinella riempita con 4 litri d’acqua e 50 ml di prodotto (facilmente misurabili grazie alla graduazione sul flacone). Nel frattempo ho pulito il cestello e la guarnizione della lavatrice con un panno sul quale avevo versato un po’ di prodotto e dopo ho sciacquato il tutto a fondo con acqua! (Vi raccomando di utilizzare i guanti, anche se non previsto: è pur sempre un detersivo!). Ho visto già la differenza. Passata la mezz'ora ho sciacquato il cassettino, l’ho rimontato, versato il restante liquido del flacone nella vaschetta lavaggio e avviato un ciclo di soli 60°C. Come da istruzioni non ho cliccato sul tasto pre-lavaggio e ho escluso la funzione centrifuga (inutile visto che il trattamento si effettua senza panni all’interno del cestello e senza detersivi).


Finito il ciclo ho aperto il cestello e magicamente quell’odore di “chiuso” era svanito!  Ho rimosso calcare, sporco, detersivo accumulato nei tubi, germi, eliminato cattivi odori e igienizzato la mia lavatrice in meno di due ore: ottimo! Ho letto sulla confezione che il trattamento va ripetuto ogni tre mesi oppure ogni 50 lavaggi.

Svanito l’entusiasmo post apertura cestello ho voluto indagare a fondo. Ho iniziato la MISSIONE denominata “Profumerà nuovamente il mio bucato oppure no?” . Ho deciso di effettuare un lavaggio cotone a 40°. Già che c’ero ho voluto testare altri prodotti e nello specifico alcuni flaconi de “Il Dissolvi Macchie”. Da dove iniziare? Semplice, dal capo con più macchie strane e variegate: la mia camicia bianca da lavoro. Un ricettacolo di macchie indegne: sugo sulla manica, biro e schizzi di vino rosso sui polsini e fondotinta all’interno del colletto. Di solito me la lava mamma, la mia smacchiatrice di fiducia. Questa volta no, ho deciso di smacchiarmela da sola. Prendo i vari flaconi dedicati e inizio a leggere le istruzioni (per evitare sprechi, l’azienda ha creato un’etichetta sollevabile con tutte le istruzioni per l’uso: addio confezione di cartone e bugiardino in carta!).


Sembrerà strano, ma ogni macchia ha il proprio metodo di trattamento, i propri tempi e procedure. Ho seguito alla lettera il tutto e ho iniziato a caricare la lavatrice. DUBBIO AMLETICO: avete presente quei capi che non sono proprio bianchi, che hanno delle scritte, dei disegni e che non si sa mai se lavarli coi bianchi coi colorati o se bruciarli? Bene, io di solito combinavo pasticci. Colori che stingevano su altri capi, macchie strambe, ingrigimento dei capi bianchi e chi più ne ha più ne metta! Visto che nella rosa dei prodotti da testare c’erano anche le salviettine salva-colore ho azzardato l’inimmaginabile: ho mescolato capi bianchi a capi con scritte e addirittura alle lenzuola beige e blu! Pigiato il bottone d’avvio, ho iniziato a pregare San Dr. Beckmann  nostro signore di Germania a più non posso!

Finito il lavaggio (l’ora più ansiosa della mia vita!) ho aperto il cestello e… wow Una ventata di profumo tale da farmi starnutire due volte! Ho steso i capi in giardino: la camicia era immacolata! Il bucato era  lindo e profumato… la salvietta, grazie alla nuova struttura a nido d'ape, aveva assorbito sporco e colori ed era grigia! Meglio lei che la mia camicia da lavoro! Ho telefonato a mamma annunciandole il licenziamento causa utilizzo smacchiatori Dr. Beckmann. Lei ne è stata felice e mi ha posto il dubbio: ma saranno prodotti inquinanti vista la potenza smacchiante? Ho subito letto gli ingredienti e con mia sorpresa ho scoperto che il CuraLavatrice ha meno del 5% di tensioattivi non ionici e gli smacchiatori in media sotto il 10% (sia i liquidi che quello in polvere che ho utilizzato per le macchie di vino).


Il mio bucato è felice, smacchiato e profumato. E se lo è lui immaginate un po’ me! Finalmente l’eterna lotta tra profumato o smacchiato è stata risolta: ho vinto io! Tutto merito del patto d’alleanza stretto con i prodotti Dr. Beckmann: con loro nella mia lavanderia è come avere sempre la soluzione per ogni macchia. E a proposito di macchia… hanno smacchiato anche quella della vergogna: non uscirò mai più con un capo sporco, ne va del mio onore appena riacquistato. Lo giuro sulla scatola de “Il Cattura Colore & Sporco”!

lunedì 3 giugno 2013

La scopa a vapore Philips? Un vero levasporco aspirante

Si dice che “La classe non è acqua” e si sa, i vecchi detti hanno sempre qualcosa di vero. Infatti con Philips Steam Plus “La classe non è acqua: è vapore!”. A partire dal design davvero di classe, sia nell’abbinamento dei colori turchese e bianco (che rimandano subito ad immagini di pulizia ed igiene) che nelle linee tondeggianti.

La scopa a vapore è arrivata smontata e montarla è stato davvero semplice grazie alle istruzioni “a fumetto” presenti nel libretto all’interno della confezione. Ho notato subito che il cavo è davvero lunghissimo, ben 6 metri: molto comodo per chi vive in una casa con grandi stanze come Villa Ester. Di solito però filo lungo è sinonimo di aggrovigliamenti e “filo tra i piedi”. Per fortuna Philips ha pensato anche alle pasticcione come me creando un attacco in cui agganciare il filo.


Altro tasto dolente quando uso elettrodomestici per pulire è la misura ed il peso dell’attrezzo: o troppo alto o troppo basso o troppo pesante. Il problema di misure è stato scongiurato grazie all’impugnatura telescopica regolabile! Infatti ho potuto trovare il giusto equilibrio tra la mia altezza (pardon, bassezza!) e le misure del mio Philips Steam Plus regolando l’impugnatura semplicemente con un click.

Molto silenzioso (meno di 75 dB), comodo e maneggevole grazie al peso di meno di tre kg ed alla sua flessibilità; lo Steam Plus è adatto a lavaggi di grandi superfici a patto di avere almeno due cuscinetti in microfibra (già presenti nella confezione). Perché? Semplice: il vapore è comunque acqua e, dopo un utilizzo continuativo di almeno 20 minuti dello Steam Plus, il cuscinetto in microfibra si inumidisce troppo lasciando il pavimento bagnato che, una volta asciutto, presenta degli aloni. La nota positiva è che essendo lavabili sia a mano che in lavatrice, i cuscinetti sono sempre puliti e pronti per essere utilizzati la volta successiva e con una durata di vita media di circa 3 mesi.  Il costo dei cuscinetti è davvero basso, quindi consiglio di acquistarne un paio di scorta per “ruotare” e giostrarsi con quattro panni (montarli sulla scopa è elementare: hanno una chiusura a velcro!).

Leggendo le istruzioni e le caratteristiche del prodotto mi ha attirato la possibilità di “spazzare e lavare” in un solo gesto, grazie alla potenza di aspirazione di 1500w circa. In effetti non è proprio così: dipende dalla quantità di sporco presente sul pavimento. Ovviamente non si può pretendere di avere un pavimento perfettamente spazzato e lavato se lo si fa una volta alla settimana: lo sporco accumulato è talmente tanto da non essere aspirato del tutto. Io definirei il mio Steam Plus un vero e proprio "levasporco aspirante" . Grazie alla combinazione del vapore (che ammorbidisce) e le setole della spazzola anteriore, lo sporco appiccicato al pavimento viene rimosso e poi ovviamente aspirato per non essere trascinato qua e là.


I capelli, le briciole, i peli delle nostre gatte scappati nella fase precedente, ovvero quella "spazza pavimento" con altri aggeggi o con la classica scopa, vengono sistematicamente aspirati per poi finire nella base della scopa (quella che contiene la spazzola rotante). Alla fine dell’utilizzo è stato semplicissimo smontarla e pulirla, infatti basta un click sul bottone posto alla base e sciacquare tutti i componenti sotto l’acqua corrente. COMODO! Niente sacchetti da sostituire.

Unico neo dovuto alla forma della scopa è la difficoltà di raggiungere gli angoli anche col panno in microfibra, essendo lo stesso in posizione posteriore rispetto alla spazzola rotante (lei si che ci riesce!). In ultimo, ma non per ultimo, la Philips è da premiare per la genialata dello stoppa vapore alias autospegnimento. Infatti il vapore si interrompe quando rimetto in posizione verticale la scopa. E, credetemi, per una come me che è super distratta è una grandissima cosa! Chissà quante volte mi è capitato di lasciare un apparecchio acceso mentre l’usavo “solo” per rispondere ad una breve telefonata di mezz’ora! Viva questa funzione anti spreco e a prova di sbadatine come me! 

Tutto sommato posso ritenermi soddisfatta del Philips Steam Plus perché utilizzandolo ogni giorno ho potuto notare i miglioramenti sul mio pavimento che risulta sgrassato e igienizzato grazie al vapore che uccide germi e batteri. Poi essendo un elettrodomestico che utilizza un elemento naturale come il vapore ha la mia approvazione: nessun utilizzo di prodotti chimici, solo acqua corrente del rubinetto (anche se io ho usato quella distillata che recuperiamo dal climatizzatore… della serie non si spreca nulla!).
Posso affermare che da quando Philips Steam Plus ha bussato al nostro portone Blumoi ho un alleato valido contro la lotta allo sporco che non si vede: quello dei batteri!

domenica 2 giugno 2013

Dormire su una nuvola? Sì, con il cuscino DaunenStep!

Lo sapevo! Me lo sentivo, anche a noi Tester#4 è toccata la fortuna di fare il “lavoro” che tutti sognano: testare dormendo. L’avevo scritto anche nella mia presentazione che tutto è possibile per CasaFacile! Dopo aver testato materassi e piumini ecco che a noi tester è capitata, tra capo e collo (è il caso di dirlo!),  la ghiotta occasione di testare un cuscino DaunenStep.


In realtà ho accolto la notizia con diffidenza perché il mio cuscino in pura lana è parte di me, una specie di coperta di Linus che mi porto dall’infanzia. Ho dormito in tante case ed alberghi, in treno, in autobus, ma lui mi ha sempre seguito, asciugato le mie lacrime e vissuto la mia felicità. Dovete quindi capire con quale stato d’animo ho aperto il cartone che conteneva il mio Daunen Platinum LIGHT. Curiosità e diffidenza allo stato puro. Appena aperta la zip della borsa in cui era riposto, sono ritornata indietro alla mia infanzia passata nella fattoria di cui si occupava mio zio. L’intenso profumo di piume d’oca mi ha fatto ricordare le scorribande infantili e i riposini nei pomeriggi estivi tra oche, papere e galline. Bene, il mio cuscino è composto davvero da piume e piumette d’oca di prima qualità, tra l’altro anche lavate e sterilizzate (come riportato sull’etichetta!).  L’ho steso al sole per mezza mattinata giusto per scattare qualche foto e l’ho riportato nel suo regno: la camera da letto.


Mi ci sono tuffata subito sopra ed è stato come immergere il capo in una nuvola! Per me che sono la tipica sognatrice con i piedi fortemente poggiati sulle nuvole, è stata una vera e propria soddisfazione avere anche la testa poggiata su un morbido cirro. Tutto merito dell’imbottitura composta per il 90% di Fiocco Argentato e del restante 10% di soffice Piumetta, che donano al cuscino un’estrema sofficità e leggerezza.  Però non mi sono fatta incantare da quella soffice tentazione, pensavo sempre al mio adorato cuscino e neanche la fodera 100% cotone mi ha distratto dalla fedeltà verso il mio compagno di viaggio.

Il cuscino in piuma oltre ad avere le caratteristiche della lana (è lavabile, naturale, termoregolante, traspirante e biodegradabile) ha degli aspetti che mi hanno davvero colpito in positivo. Innanzitutto il mio Daunen Platinum Light è più leggero e non pizzica il viso, si può lavare anche in lavatrice ed è anallergico ed anti acaro (con tanto di certificazione NOMITE!).


Nonostante queste caratteristiche oggettive ho voluto informarmi di più prima di esprimere un parere definitivo. Ho voluto conoscere meglio i metodi produttivi della DaunenStep. Ho scoperto che il mio cuscino ha la certificazione Oeko-Tex®. Per me che sono fissata col rispetto della natura e dei suoi ritmi è stata una scoperta davvero positiva. Il mio cuscino è stato prodotto rispettando norme rigorose quali l’abolizione dell’uso di sostanze chimiche (per esempio candeggina per sbiancare le piume), l’attento smaltimento dei rifiuti di produzione (acque e residui vari), la tutela della salubrità del luogo di produzione (sia per il benessere dei lavoratori che della sanità del prodotto). Le oche non sono maltrattate (infatti stazionano in aree non ristrette ed adeguate) e non vengono uccise dopo l’operazione di “spiumaggio”. L'obiettivo che la DaunenStep si è impegnata di rispettare è quello di migliorare costantemente sia l'impatto ambientale dell'azienda che le condizioni di lavoro dei dipendenti e di vita delle oche impiegate. Mica male, no? Infondo è proprio grazie alle oche che si ottiene l’ottima materia prima impiegata per fabbricare i cuscini ed i piumini DaunenStep.


Nonostante tutte le note positive che ho letto, constatato con mano e con “testa”, sapete cosa mi ha dato il colpo di grazia in positivo? Non digrigno più i denti la notte ed al mattino mi sveglio con gli occhi sgonfi. Vi sembrerà assurdo e da vanesi, invece per me è stata una vera e propria conquista. Dormire sul Platinum Light mi ha fatto capire quanto sia importante il riposo di qualità e quanto sia rilevante l’utilizzo di un cuscino adatto alle proprie abitudini. Io dormo in posizione prona ed il modello assegnatomi è perfetto per le mie abitudini. Abitudini non convenzionali, lo ammetto: per me il cuscino non è esattamente solo un  sostegno per la testa mentre dormo perchè lo abbraccio, lo uso anche come paraocchi, come sostegno per la schiena quando sono al pc a letto e appoggio per le gambe quando ho problemi di gonfiore alle caviglie.

Il cuscino DaunenStep PlatinumStep è stato un gran compagno con il quale ho passato le ore più rilassanti delle mie ultime settimane. Ho mandato in pensione il  mio vecchio cuscino di lana riciclandolo come cuscino poggiapiedi dando il benvenuto ad un nuovo modo di riposare. Chi ha detto che vivere con la testa sulle nuvole non è possibile evidentemente non ha vissuto una notte in compagnia di un cuscino DaunenStep!  Tutto è possibile, anche abbattere le vecchie abitudini come ho fatto io col mio storico cuscino di lana! Benvenuto PlatinumStep e che il buon sonno sia con noi!


P.S. Se non mi trovate in giro provate a guardare in cielo, potreste vedermi riposare sul mio cuscino nuvola!

venerdì 3 maggio 2013

Antonella mette alla prova tutto il kit Tescoma

Amato Tescoma delle mie brame chi sarà l’attrezzo migliore del reame? La mia scelta cadrà sull’innovativo e pratico rullo in plastica resistente che passando sulla frolla crea magici biscotti dalla forma circolare perfetta? Vincerà la tradizione? Il migliore sarà il pratico ed efficiente stampo tagliabiscotti? Certo che con lui potrei ritrovarmi in una sola mossa con venti biscottini dalle forme più simpatiche e senza che i residui di pasta sporchino il lavoro grazie al pratico inserto removibile. Ok, ci penso su…

Forse potrei preferire gli stampi per crostatine? Sai che buona colazione farei? Avendo il fondo removibile ed essendo in materiale antiaderente riuscirei ad estrarle facilmente dagli stampi senza imburrarle (e la mia linea ne gioverebbe!). Oppure potrei creare dei piccoli biscottini accoppiati a dei cioccolatini grazie allo stampo per cioccolatini  in silicone con tagliabiscottini in dotazione. Pratico e addirittura utilizzabile nel microonde (che adoro parecchio!).

E se diventassi poligama e sposassi tutti in un solo giorno? Detto fatto!

Le nozze sono state celebrate stamattina nella mia cucina, come testimoni c’erano messer Uovo e la madama Farina, come paggetto il piccolo dolce Zucchero e come damigella la profumata Scorza di Limone. Che il primo giorno di nozze abbia inizio!

Stesa la palla di pastafrolla, ho iniziato a tagliare 100 biscotti in cinque mosse (incredibile ma vero!) ed estrarli con facilità senza intoppi con la pasta in eccesso grazie al doppio stampo taglia-biscotti della linea Delicia. Ho rullato cerchi perfetti (alla faccia di chi dice che niente è perfetto a questo mondo!), tagliato biscotti mignon con i due pratici taglia-biscotti in dotazione con lo stampo per cioccolatini. Rivestito gli stampi per crostatine senza perdere tempo ad imburrare ed infarinare... Il tutto in meno di venti minuti! La velocità e la praticità di utilizzo sono essenziali per una donna multi-facente ed impegnata come me! Ho trasferito tutti i biscotti e le crostatine su due placche da forno e li ho infornati a 180°C per una ventina di minuti circa.

Avanzavano 7 biscotti tondi ed ho deciso di cuocerli al microonde sistemandoli sulla carta forno riutilizzabile e adatta a tutti i tipi di forno: che scoperta! Finalmente i biscotti hanno avuto una cottura uniforme su un supporto non imburrato (grazie all’ottimo rivestimento antiaderente) e soprattutto NON bruciacchiato!! Non so voi, ma a me la carta forno classica tende a carbonizzarsi! Questa TESCOMA è rimasta intatta grazie al materiale resistente al calore di cui è fatta e per di più la potrò riutilizzare più e più volte!  Ottima ed ecologica (evito di inquinare cestinando la carta bruciacchiata e monouso!).

Mentre tutto cuoceva ho sciolto il cioccolato ed il burro nel magico pentolino per bagnomaria e,  per la seconda volta nella mia vita, non si è attaccato e neppure bruciato alcunché. Tra l’altro, essendo dotato di un pratico manico e di due becchi, sono riuscita a versare la crema di cioccolato nello stampo in silicone per cioccolatini senza scottarmi un dito e senza sporcare. Per una pasticcera pasticciona come me è stata davvero una soddisfazione!


Suonato il timer ho estratto le placche dal forno.  In un ora ho tagliato e cotto una montagna di biscotti, le crostatine e degli ottimi biscottini che ho accoppiato al cioccolato fuso versato nello stampo per cioccolatini (che ovviamente ho fatto raffreddare prima di “sformarli” dalle formine numerate!). Dopo tutto questo, ho lavato tutti gli attrezzi, con acqua calda saponata, in un batter d’occhio…tutti a mano perché non ho la lavastoviglie altrimenti avrei potuto metterli a lavare anche là!

Che cosa dire di più se non un… vissero felici e contenti in una casa di pan di zenzero
Vi aspetto alla prossima recensione per una fetta di torta nuziale dal nome emblematico: Heart Cake! Baci baci dalla novella sposa felice ed innamorata: Tescoma I love you!




mercoledì 24 aprile 2013

Una borsa lavabile, resistente e a prova di bici e di gatta!

Eccomi qui! Faccia a faccia con la pluricopiata e premiata Carrybag della Reisenthel, storica azienda che ha fatto della praticità e dell’eco sostenibilità  una filosofia di vita. Essendo fissata con il rispetto per l’ambiente non potevo che accogliere con euforia l’arrivo della Carrybag, un’icona di stile in fatto di cestini e borse per la spesa. Fantasticavo sul momento in cui l’avrei potuta toccare e testare sin da quando ce l’hanno annunciato. Lo sognavo... mai avrei potuto immaginare la cura dei dettagli che questa azienda impiega nel produrre e commercializzare i propri prodotti.

La Carrybag arriva smontata. Un punto a suo favore: meno ingombro è sinonimo di meno materiale da imballaggio quindi meno residui da cestinare. Al suo arrivo si è fatta notare anche per il packaging. Era contenuta in una elegante busta rettangolare in plastica riciclata munita di chiusura in velcro, manici ed impunture in tinta con la fantasia della mia bag.  Estratta delicatamente dalla busta, sono riuscita a montarla in un attimo grazie alle pratiche istruzioni e alla facilità di montaggio.


La  “Fase Delicatezza”è durata giusto il tempo di toccare con mano la qualità del tessuto: ho voluto strapazzare subito la Carrybag, per capire di che pasta fosse fatta, testando la sua capacità. L’ho portata in palestra! Ho sistemato nel suo capiente cestino ben 3 dischi da 10kg: regge eccome!  Non si è deformata ed è risultata facile da trasportare nonostante i 30 kg al suo interno.  Però l’azzardo l’ho pagato caro: si è sporcata di grasso. Che sfortuna! Ho rimuginato durante tutta la lezione: “e se non si smacchiasse?” “e se restasse l’alone?” e se questo e se quello… Tornata a casa ho messo sulla macchia una goccia di detersivo per i piatti, ho passato una spugnetta umida e miracolo: la macchia è sparita! Un altro punto a suo favore: facilità di pulizia! Sono andata a letto col sorriso.

L’indomani ho deciso di andare al mercato  a fare acquisti. Che meraviglia! Per la prima volta non mi sono riempita di bag, shopper & affini: la Carrybag è molto capiente e sono riuscita a sistemare tutti gli acquisti. Non solo! Grazie al manico imbottito e alla struttura in alluminio leggerissimo, le mie mani non hanno risentito del peso degli alimenti trasportati. Ciliegina sulla torta: è anche impermeabile! Pioveva, ma al rientro a casa con una passata di panno ho tolto gli schizzi di fango e le goccioline d’acqua in un attimo.

Pensavo che la povera Carrybag ne avesse passate di tutti i colori in un giorno e mezzo di permanenza a Villa Ester, ma mi sbagliavo! Quella dispettosa di Ainette ha deciso di andare ad affilarsi le unghia proprio sulla mia Ring (l’ho chiama così in onore della sua fantasia). Per fortuna la mia compagna di shopping è in resistente poliestere antistrappo: non è fuoriuscito neanche un filino dalla trama del tessuto!

Promossa a pieni voti! Promossi anche i designer che hanno creato altri accessori con le stesse fantasie delle varie carrybag, per essere glamour ed ecologiche durante i noiosi ed indaffarati momenti degli acquisti. Promossa anche perché mi ha fatto rivalutare un compito che detesto fare: la spesa al supermercato.  Adesso ci vado volentieri perché adoro sfoggiarla. Inoltre  la uso come cestino agganciandola con un elastico alla bicicletta e finalmente non rischio più di perdere l’equilibrio ad ogni frenata “causa buste penzolanti”! Ovviamente per la serie non si butta via nulla ho subito dato una destinazione anche alla busta in cui era contenuta la mia Carrybag. Così curata nei dettagli, non potevo cestinarla! Lei mi accompagnerà nei miei giri di ricognizione alla ricerca di CF e di libri usati nei mercatini… sembra fatta apposta! Provare per credere!

lunedì 8 aprile 2013

Ciambelle a prova di Homer Simpson... by Antonella

Tescoma! Un nome sinonimo di qualità ed italianità. Questo è stato sempre il mio concetto ogni volta che ho acquistato un suo prodotto. Ho accolto con vera gioia la notizia dell’arrivo di vari attrezzi Tescoma. La gioia però è durata un attimo sostituita da un “D’OH!” in stile Homer Simpson! Imbranata come sono riuscirò mai ad utilizzarli al meglio? Non sapevo a quale santo votarmi.


Sant’Homer Simpson mi è subito venuto in aiuto: tra gli attrezzi c’era il forma ciambelle con pinza! Wow! Sono andata a casa di mio fratello ed è iniziata l’avventura denominata “Il buco con la ciambella intorno”. Abbiamo seguito la ricetta sul retro della confezione e dopo aver steso la pasta ho iniziato ad usarlo. Semplicissimo! Mi è bastato premere sull’impasto e per la prima volta anche io sono riuscita a fare le ciambelle col buco. Consiglio il forma ciambelle a chi inventò il detto “Non tutte le ciambelle riescono col buco!”: evidentemente non ha conosciuto TESCOMA! L’unica difficoltà che ho avuto è stata quella di far fuoriuscire la pasta in eccesso dal buco centrale, forse perché non l’ho tolta ogni volta che facevo una ciambellina.


Mio fratello ha fritto le ciambelle,  ma avevano un aspetto davvero anonimo e molto lontano dall’assomigliare a quelle del mio “muso ispiratore” Homer Simpson. Ho deciso di testare il pentolino per bagnomaria. Ho seguito le istruzioni all’interno della confezione e posto nel pentolino cioccolato e burro in parti uguali.  Ho sciolto il tutto a fuoco basso tenendo una temperatura costante di 45°C misurata grazie termometro digitale Tescoma.
Che scoperta il termometro per alimenti! Mi sono sentita Cristoforo Colombo quando scoprì l’America: non sapevo neppure che esistesse un aggeggio del genere! Facile da maneggiare e da pulire, doppia scala termica (Celsius e Fahrenheit) e possibilità di memorizzazione della temperatura appena misurata.  Ottimo! Disolito io ed il bagnomaria non abbiamo mai avuto un buon feeling, ma questa volta mi ha stupito! Utilizzando l’apposito pentolino ed il termometro digitale ho ottenuto una crema morbida, lucida e non solo! Non ho dovuto faticare per pulire gli attrezzi: NON si era attaccata nemmeno una goccia di cioccolato!

Ho versato facilmente la crema di cioccolato in una scodella grazie alle pratiche scanalature del pentolino e mio fratello ha iniziato ad intingere le ciambelline utilizzando la pinzetta in dotazione col “ciambellatore”. Era entusiasta e si divertiva come un matto. Ho voluto provare anche io. INCREDIBILE! Io, la pasticcera più pasticciona del west NON mi sono sporcata neanche un dito! Mi è bastato porre la pinza al centro del buco, intingere la ciambella ruotarla a testa in giù. Ma come liberarla dalla pinza? Semplice! Afferrando la pinza dall’altro capo e, chiudendola leggermente, le ciambelline son venute giù che è una bellezza! Ho rifinito le mie doughnut con delle codette a palline colorate ed a bastoncino.

♥ANTONELLA&TESCOMA♥    vs     ANTONELLA SENZA TESCOMA      3 - 0 !
Palla di pasta frolla al centro e si ricomincia!


mercoledì 3 aprile 2013

Antonella e Raffaella si alleano per la ricetta della blogger cake!

La vita da tester ha i suoi vantaggi: avere tante “colleghe” con cui condividere i pensieri o chiedere suggerimenti. Tester si è per sempre, anche se il “mandato” scade. Grazie a questo spirito di cooperazione che ci unisce, ho deciso saggiamente di chiedere aiuto ad un’ex tester per avere delle dritte circa il modo migliore con cui testare uno degli attrezzi Tescoma che desideravo di più: la penna decoratrice!

La tester in questione è Raffaella Di Gennaro, una cake blogger con i controfiocchi! Ho cercato sul suo blog di marzapane delle dritte circa la preparazione di una torta che potesse essere decorata con la penna. Ho scelto di fare una semplice base al pan di spagna al cacao con bagna di latte e crema di whisky e farcitura di crema al mascarpone e nutella. Per creare una base su cui sbizzarrirmi nel decoro ho rivestito il tutto con la PDZ (per chi, come me, navigasse nel buio la PDZ sarebbe la celeberrima pasta di zucchero!). Il tema della torta? I pois, ovviamente!


La parte più difficile per me è stata preparare la torta perché utilizzare la penna decoratrice per guarnirla e decorarla è stato davvero semplice, veloce e divertente! Il corpo della penna è in igienico silicone, morbido al tatto, e provvisto di scanalature per poterla impugnare saldamente durante l’utilizzo. A disposizione della mia fantasia ho trovato ben 5 beccucci decoratori in plastica con i quali ho potuto eseguire in modo preciso i decori per guarnire il mio HEART CAKE.

Per la decorazione ho scelto di fare una crema al cioccolato nero fondente che, grazie al pentolino per bagnomaria e al termometro per alimenti TESCOMA, è risultata perfettamente morbida e liscia. Caricare la penna con la crema al cioccolato è stato semplicissimo! Innanzitutto dopo aver scelto il beccuccio ho montato la penna avvitando il dado filettato al corpo in silicone della stessa.  Dopo di che, grazie alla pratica ventosa da tavolo alla quale ho agganciato la penna, ho avuto le mani libere di maneggiare il pentolino con il quale ho caricato di crema il corpo (operazione che è stata veloce e pulita: sta su che è una meraviglia!)

Finita l’operazione riempimento mi sono data alla decorazione, prima però ho fatto qualche prova sul tavolo perché volevo saggiare la consistenza e la temperatura della crema, provare i beccucci e la pressione da esercitare sul corpo in silicone per ottenere un buon tratto. La penna correva velocemente disegnando linee e pois a più non posso. Ad un certo punto ho notato che la penna non era più scorrevole: la crema al cioccolato si era raffreddata! Ho subito trovato la soluzione (Edi la Lampadina mi fa un baffo!). Essendo fatta in silicone e plastica resistente al calore, ho provato a riscaldare la penna una decina di secondi nel forno a microonde. OPERAZIONE RIUSCITA! La crema è ritornata alla giusta consistenza e ho potuto continuare a decorare la torta. Devo confessare che mi sono sentita la Raffaella della pasticceria (con buona pace sia di Raffaello Sanzio che della vera Raffaella!).

SCHERZO! Ne ho di strada da fare per imparare ad avere una mano stabile e a mantenere una pressione constante sul corpo della penna! Pena eccessi di cioccolato o linee non omogenee. Ma non mi scoraggio, e penso che con la penna decora dolci TESCOMA scriverò i capitoli più dolci del diario della mia nuova passione: la pasticceria! (Tanto a lavarla ci vuole un attimo, è lavabile in lavastoviglie!)


I LOVE TESCOMA sembra gridare la mia Heart Cake, vero?

La pistola per caramellare sbuccia i pomodori di Antonella

Altro che la ragazza con la valigia! Tempi passati! Oggi mi sono sentita la ragazza con la PISTOLA! Perché? Semplice! E’ arrivato finalmente il momento di testare il Caramellatore TESCOMA.

La prima cosa che ho fatto è stata farmi insegnare da mio fratello come si caricano gli accendini. Che c’entrano gli accendini con il caramellatore? Semplice: la fiamma è alimentata a gas butano, lo stesso degli accendini e tra l’altro il caramellatore è venduto scarico per ragioni di sicurezza. Pensavo sarebbe stata un impresa titanica, invece l’operazione è stata semplice! Mi è bastato inserire il beccuccio erogatore della mini bomboletta nell’apposito buco, tenere saldamente tra le mani il caramellatore e spingere con una certa forza.

Mentre lo ricaricavo ho notato l’unico difetto, se così si può definire, della pistola: non ha una finestrella trasparente e/o graduata che mostri la quantità di gas presente nel serbatoio. Sono andata ad occhio, quindi non so bene quanto gas ci sia ancora all’interno.  Ma per il resto è stato una bomba (so che non è il caso di dirlo visto che si parla di un apparecchio alimentato a gas, ma è vero: il caramellatore è una bomba!)




Ho letto on line che la pistola per caramellare è ottima anche per pelare i pomodori. Non ci ho creduto sin quando non ho toccato con mano! Ho abbassato la leva di sicurezza e acceso il caramellatore pigiando un bottone. La fiamma era piuttosto alta e ho regolato l’intensità facilmente grazie al regolatore presente sul dorso della pistola. Appena avvicinata la fiamma al pomodoro ho notato che la pellicina ha iniziato a gonfiarsi e quasi a staccarsi da sola. Pelarlo è stato veloce e facile. Cosa farne di questo pomodoro perfettamente spellato? Vista la quantità industriale di dolci prodotti in questi ultimi giorni ho deciso di buttarmi sul salato. 

“MINI TARTELLETTE CON CREMA DI RICOTTA E ZUCCHINE”
Gli ingredienti sono pochi e semplici (come piace a me!): occorrono una zucchina tagliata a julienne, un po’ di ricotta, dello scalogno, origano e rosmarino tritati, un filo d’olio extravergine pugliese (si lo so, sono campanilista!), sale, pepe ed un rotolo di pasta brisée.


Occorre passare in padella tutti gli ingredienti che, una volta appassiti e freddi, devono essere aggiunti alla ricotta e mescolati sino a formare una crema omogenea (salatela e pepatela!). Ho utilizzato i 4 mini stampi da crostata TESCOMA in pratico materiale antiaderente perché detesto i cibi unti di olio. Rivestiti gli stampi di pasta brisée, ho posto due cucchiai di crema in ogni stampo ed ho infornato a 200°C per 15 minuti. Sfornate le tartellette, ho aspettato che gli stampi fossero tiepidi prima di sformarle. L’operazione è stata semplice e veloce grazie al fondo estraibile degli stampi.


Operazione caramellatore riuscita,
la ragazza con la pistola vi saluta
e vi aspetta al prossimo prodotto.

giovedì 28 marzo 2013

Quando Antonella perde le staffe... c'è Yankee Candle!

Cucire piccoli oggetti è una delle cose che mi piacciono di più perché mi calma e mi rende felice. Ma alle volte non riesco proprio a rilassarmi, specialmente quando mi si spezza il filo della macchina in continuazione proprio come oggi!

Ero talmente irritata che ho deciso di desistere dal finire il cuscino che stavo cucendo. Sono scesa al piano terra e ho iniziato a passare l’aspirapolvere (tipica reazione da casalinga disperata!). Ho visto la Yankee Candle alla vaniglia che mi faceva l’occhiolino dal vasetto di vetro e l’ho accesa. L’avessi fatto prima! Nel giro di cinque minuti l’ingresso era profumato di un dolce aroma che ha avuto il potere di rilassarmi. 


Ho spento l’aspirapolvere e ho portato la mia amata candela nella  mia stanza tetto-cielo alias craft-room.
Mentre cucivo, la calda luce della fiamma ha rischiarato i miei foschi pensieri; mi sono pentita di aver mandato a quel paese la mia macchina da cucire e ho fatto la pace con ago e filo! Più guardavo la fiamma, più mi rilassavo. Un occhio a quello che cucivo, uno alla fiamma, un occhiata al filo e un’altra alla candela e… cavolo! (NO, non mi sono infilzata il dito con l’ago!)… Dicevo… CAVOLO! Non avevo notato il fatto che la cera si scioglie davvero in modo perfetto: si vede che la candela è prodotta con paraffina naturale! Man mano che lo stoppino si consuma si forma un buco al centro della candela, la cera sciolta resta dell’identico colore originario e priva delle classiche bruciature nere.

Una volta spenta la candela (a proposito grazie alla tester che ha scritto di spegnerla con il coperchio del vasetto: ottimo metodo!), ho iniziato ad osservare la cera sciolta. L’ho toccata col dito e non era bollente come quella di certe candele di qualità meno pregiata: era vellutata, soffice. Mi sembrava una crema di muffin e mi è venuta voglia di assaggiarla. Non ci crederete: l’ho fatto! Tanto è composta da materiali 100% naturali. Era buona, molto più di certi muffin alla vaniglia acquistati in autostrada! Man mano che si raffreddava la cera sciolta è rimasta dello stesso identico colore della candela e nell’aria è rimasto solo il profumo di buono (niente sgradevoli odori di cera bruciata).


La Yankee Candle è riuscita con una sua candela a portare a termine una missione impossibile: calmarmi quando perdo le staffe! Ho deciso di testarla di nascosto: la “vittima” inconsapevole è stata Giovanni. Visto il potere calmante della candela alla vaniglia, ho deciso di accenderla nel salone mentre in TV passava una partita della Juventus. MAGIA! Gio si è incavolato solo un paio di volte... ovviamente solo perché la Yankee Candle non è ancora attrezzata per i miracoli! Per il resto l’ha notato anche lui, nell’aria c’era un dolce profumo rilassante e un’atmosfera romantica.  Promossa a pieni voti!

martedì 5 marzo 2013

Le candele profumate che accendono un viaggio sensoriale...

“Una notte estiva in spiaggia, il cielo trapunto di stelle, l’odore del mare. Ho appena fatto il bagno e mi asciugo davanti al piccolo falò. Attorno a me l’aroma della resina e della salsedine che resta sulla pelle. La macchia mediterranea alle mie spalle che sprigiona le sue mille fragranze e il suono dello sciabordio delle onde in sottofondo. Relax".


Accendere una Turquoise Sky della Yankee Candle è stato come compiere un viaggio mentale e sensoriale, tra luci ed ombre ovattate, accompagnata da un inebriante profumo. Una sferzata di natura racchiusa in un vasetto di vetro.

Posso dire ad occhi chiusi di essere una candle-addicted molto attenta a ciò che compra. La cosa che più mi preme quando acquisto una candela è la sua composizione. Scelgo sempre candele che non contengano additivi chimici perchè mentre bruciano non devono sprigionare sostanze cancerogene nell’aria. Tra me e questa linea di candele naturalmente profumate è stato amore a primo sniffo.  La Yankee Candle ha risolto le mie esigenze e dato una risposta ai miei dubbi in modo semplice e genuinamente schietto (caratteristica molto americana direi!). Come? Utilizzando solo ed esclusivamente materie naturali e di prima qualità.



La formula è semplice!
Paraffina naturale + Stoppino in puro cotone + coloranti ed aromi vegetali =
Qualità e sicurezza.

Visto gli  ingredienti ed il risultato della loro somma posso ben affermare che accendere una Yankee Candle non è stato pericoloso per la mia salute. Questa storica ditta americana (sono sulla piazza dal 1969!)  produce ancora in modo naturale ed attento come se il tempo non fosse mai passato. L’attenzione verso il benessere dei  clienti è talmente alta da aver messo sul fondo dei vasetti le istruzioni per l’uso. Incredibile! Non pensavo ci fossero istruzioni anche per accendere una candela. Applicando alla lettera le istruzioni (ad esempio la lunghezza dello stoppino intorno ai 3 mm) ho ottenuto una fiamma viva, un profumo intenso e non il solito odore di bruciato che si sente appena si accende o spegne una candela.


Si dice che il profumo sia fratello del respiro. Credo che la Yankee Candle sarà la mamma di tutti i respiri profumati che farò in casa ogni volta che accenderò una sua candela. Innamorata persa, ogni volta che vorrò sognare, dare carattere all’ambiente, rilassarmi, energizzarmi, meditare, profumare la casa, essere romantica, illuminare in modo soft, accogliere i miei ospiti in modo confortevole saprò a chi rivolgermi. Ho mille alleate a disposizione racchiuse in un solo nome: Yankee Candle!

lunedì 4 marzo 2013

Antonella: un'Amélie in salsa pugliese...








Mi chiamo Antonella e sono una sorta di Amélie in salsa pugliese: vivo in un favoloso pianeta parallelo al mondo reale. Un pianeta dipinto a colori in cui a far da padrone sono l'amore per la natura e le cose semplici. Sono eternamente innamorata della vita ed il risultato è palpabile e visibile in ciò che creo o fotografo.





Set delle mie passioni è Villa Ester, una casa di famiglia di circa 300mq disposti su due piani e mezzo (il "mezzo piano" è una stanza a contatto col cielo e le chiome dei pini in cui ho ricavato la mia craft room ). Qui vivo da sette anni con il mio compagno Giovanni ed i nostri amati gatti. Villa Ester è silenziosa e tranquilla, a quattro passi dal mare e dieci passi dalla città: una sorta di isola felice dalla quale staccarmi ogni tanto per uno dei miei soliti viaggi a Roma, città che amo perché fonte di molte ispirazioni!


Molti mi chiamano "la ragazza con la valigia" e hanno ragione perché quando non posso partire fisicamente viaggio con la mia fantasia in cerca di luoghi fantastici in cui piazzare la mia valigia, aprirla e riempirla di idee. Adoro il mio lavoro (chef de rang) perché non essendo continuativo mi permette di avere dei periodi "morti" da utilizzare per coltivare le mie passioni. Il luogo che amo di più in casa è la mia zona brico in garage. Passo delle ore intere tra pennelli, vecchie assi, chiodi e colori,  in un disordine creativo che fa tanto brontolare Giovanni (non trova mai ciò che cerca!) ma che rende felice me!

CasaFacile è stata la mia prima rivista d'arredo, l'acquistai anni addietro perché dovevo arredare un piccolo monolocale e cercavo ispirazioni. C'incontrammo in un'edicola a Torino e fu amore a prima vista: non ci siamo mai più lasciate. Sono stata una delle prime fan della community su FB e ho partecipato alla sua prima festa di compleanno. L'amore si è rafforzato sempre più sino a culminare in questa proposta di "matrimonio" che ho accettato con gioia. Per i prossimi sei mesi sarò la signora CF's Family Tester. Cosa volere di più? Magari un vero abito da sposa da testare quando sposerò il mio amato Giovanni. Un sogno irrealizzabile? Non credo, perché tutto è possibile con CasaFacile! Esagero? Non molto, basta pensare ad uno dei prodotti testati dai vecchi tester per capire che è tutto vero. Testare un materasso è o non è il sogno di ognuno di noi?!

Vi abbraccio e vi aspetto anche sul mio blog. Non mancate, vi racconterò le mirabolanti avventure di una tester in erba con i piedi fortemente poggiati sulle nuvole.