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lunedì 18 novembre 2013

Una tracolla fai-da-te per la mia nuova fotocamera Instax

Appena ho vista la mia nuova Instax Mini 8 di Fujifilm ho pensato ad un diy semplicissimo e supersintetico:


Occorrente
nastro di cotone colorato
perle di legno grezzo o perle già colorate
colori acrilici
ago e filo


Procedimento: dipingere le perle di legno. Lasciar asciugare. Infilare il nastro di cotone nelle perle. Infilare ciascuna estremità del nastro in ognuna delle scanalature apposite ai lati della Instax Mini8. Con ago e filo cucire il nastro strettamente affinché non si sfili. Far scorrere le perle sulle cucitura per nasconderle.
Tracolla pronta!


sabato 16 novembre 2013

Una fotocamera pupazzosa e istantanea per chi adora le mini foto!

Spacchettando la mia Instax Mini 8 la prima cosa che mi ha colpito è l'aspetto: buffa, colorata e tondeggiante, potrebbe essere la protagonista di un cartone animato. E' una macchina pupazzosa che stampa all'istante foto formato credit card.

Facilissimo capire come usarla: si apre il pacchetto delle foto, si apre lo sportello sul retro e vi si inserisce il consumabile (impossibile sbagliare). Poi si seguono le indicazioni della macchina stessa: si schiaccia un bottoncino per far uscire l'obiettivo, che è fisso, si aspetta che si accenda la lucina (o, più professionalmente, led) sulla ghiera che ti indica come regolare l'apertura del diaframma, si ruota la ghiera in corrispondenza della lucina e si scatta. Più difficile dirlo che farlo, perché è molto intuitiva.

Meno facile è ricavarne foto davvero soddisfacenti al primo scatto. Per me che sono abituata a farne tante e scartarne altrettante, una macchina di questo tipo non è semplicissima. E qualche foto andrà sicuramente sprecata. Ambientazioni troppo luminose e controluce nascondono delle insidie perché il rischio è fare foto troppo bianche. Considerato il formato piccolo della foto, meglio scordarsi i paesaggi. Bene invece i primi piani. Bene quando la luce non è intensa. Bisogna fare un po' di prove, insomma, prima di capire come regolarsi con distanze e inquadrature, ma alla fine la si spunta.

Date le dimensioni e l'aspetto delle minifoto, secondo me si prestano a diversi utilizzi, diventando un mezzo e non un fine. Incontri l'uomo dei tuoi sogni? Lo fotografi (giusto per non confonderlo con gli altri uomini dei tuoi sogni conosciuti in vacanza) e sotto scrivi il suo numero di telefono. La famiglia si allarga? Ecco una foto immediata del pronipotino da regalare alla bisnonna. Qualcuno è molto in ritardo per il vostro appuntamento? Stufa di aspettare, ti scatti una foto bella e impossibile e la lasci dove avreste dovuto incontrarvi.

Oppure vi fabbricate una ghirlanda con le foto e i ricordi delle vacanze.





mercoledì 23 ottobre 2013

Dopobarba o crema viso? Un solo balsamo risolve tutto

Spesso le giornate scorrono in fretta tra mille impegni e arriva la sera che nemmeno te ne accorgi. Ma ogni tanto è utile e doveroso ritagliarsi uno spazio per se stessi, per coccolarsi e per riappropriarsi di tempi lenti e movimenti languidi. La linea di prodotti de I Coloniali che ci hanno mandato da testare è adatta a questo scopo. Con i suoi profumi e le sue texture sognanti suggerisce ricette di benessere. Per esempio, ecco la mia:

Ricetta per una domenica mattina di puro relax
- Un caffè
- La propria rivista preferita
- La musica preferita in sottofondo
- Una bella doccia con il doccia schiuma rinvigorente all’hibiscus
- Un lungo massaggio con la crema corpo alla mirra


Il doccia schiuma all’hibiscus ha un profumo piacevole dalle note tropicali; adatto sia a donne che uomini, lascia una sensazione di estrema freschezza. Capisco perché è indicato come rinvigorente: quando ti svegli la domenica mattina un tantino rintronato, infilarsi sotto la doccia con questo doccia schiuma ti dà l’impressione di essere sotto una cascata e ne esci fresco e tonico e senza più traccia del rimbambimento da risveglio. Poi si può tornare a letto e tra le note delle canzoni preferite farsi un massaggio con la crema corpo alla mirra, che ha un profumo caldo e avvolgente ed è arricchita con microgranuli che permettono un massaggio prolungato e profondo e un leggero effetto scrub.


Ma anche mio marito ha la sua ricetta per runner
- Una bella corsa di qualche oretta
- Il latte corpo a idratazione prolungata alla ninfea bianca
- Balsamo viso e dopobarba 3 in 1 al mango


Mio marito corre e corre a lungo. Non è come me che dopo mezz’ora stramazzo al suolo. E dopo la lunga corsa è un tantino disidratato. Dopo una bella doccia rinvigorente (mi frega il doccia schiuma all’hibiscus), può farsi la barba con il balsamo al mango dei Coloniali. Ha un triplo uso: prima della rasatura per facilitare lo scorrimento del rasoio, dopo la rasatura come dopobarba e tutti i giorni come crema viso. Il profumo maschile è sensuale, la sensazione sulla pelle piacevole e il risultato efficace. Piace a lui e piace a me sentirgli quel profumo addosso. Poi, anche se non lo dicono, anche gli uomini si mettono le creme, soprattutto se dopo la corsa la pelle diventa secca e bianca. Il latte corpo alla ninfea bianca (che secondo me ha una fragranza femminile, ma invece piace molto a mio marito) si assorbe in fretta e la confezione a tubetto lo rende pratico e veloce da usare.


Infine, l’ultima ricetta: ricetta per mani felici
- Crema vellutante mani alla crusca di riso


Questa ricetta ha un ingrediente solo ed è stato una piacevole scoperta. La crema vellutante mani alla crusca di riso de I Coloniali è densa e profumata e appena la si mette dà un effetto profondamente piacevole. Via subito quella sensazione di mani secche e ruvide di pelle stanca. Le mani diventano lisce, morbide, vellutate, sembrano più giovani e più luminose. Ho preso l’abitudine di applicare la crema tutte le sere a letto, prima di dormire, per entrare con una coccola nel mondo dei sogni ed infatti è così che I Coloniali ha chiamato questa linea: “Le vie del sogno”.

giovedì 12 settembre 2013

Quando la moglie è in vacanza, il marito prova i detersivi?!

Quando la moglie è in vacanza...

Non potendomi portare proprio tutto al mare dai nonni, ho incaricato il tester-in-seconda (nonchè mio marito) di provare il detersivo da bucato il General eco, il detersivo per piatti Nelsen al limone e gel caps Pril (capsule di gel monodose per lavastoviglie). Il marito è più esigente della sottoscritta in quanto ad igiene perciò mi fido molto del suo giudizio. C’è chi, mentre la moglie è in vacanza, resta solo con una bionda prosperosa dalla gonna svolazzante... e chi resta solo coi detersivi. Ingiustizie della vita! Il marito m’informa a distanza che il detersivo è ottimo: lui è un runner coi controfiocchi e anche se non sa produrre macchie di qualità come il resto zozzone della famiglia, ha certamente un’altra specialità, quella di inzuppare di sudore il suo abbigliamento sportivo. Perciò se lui è contento, bisogna assolutamente fidarsi.


E come lava i piatti lui, con metodo e precisione, io me lo sogno! Si trova bene col detersivo per i piatti, gli piace il profumo di limone e poi è concentrato davvero, ne basta poco per lavare tanto. Dice molto bene anche delle capsule Pril per lavastoviglie: sgrassano bene, puliscono e anche lucidano!

Io mi auguro solo che la lavastoviglie l’abbia riempita da solo, il marito, e di non ritrovarmi una bionda formosa nascosta nell’armadio, al mio ritorno! (ecco, sta leggendo, dice che è fedelissimo)

martedì 10 settembre 2013

Mamma non igienista in vacanza ringrazia Henkel

Luglio 2013 - Io e i bimbi siam partiti per la casa dei nonni con un bagaglio alquanto insolito perché comprendeva, oltre alle immancabili magliette/braghette/costumi/infradito/cane/gatto, anche i nuovi prodotti da testare: l’ammorbidente Vernel all’olio di argan e gelsomino, la tavoletta per il wc 4 in 1 Power active di Bref e due nuovi detersivi Dixan (uno alla Pietra lavica e Iris, l’altro ai Sali minerali e Menta acquatica).

Ora, dovete sapere che non sono una mamma igienista: i miei bimbi possono scorrazzare liberamente e sporcarsi di terra, erba, cioccolata, succo di pomodoro (morsicato come una pesca), succo di pesca (morsicata come un pomodoro) e compagnia briscola. Non vi stupirete quindi nel sapere che possiamo produrre in ogni momento macchie di notevole qualità. E vi posso anche rassicurare: sia il Dixan Pietra lavica e Iris, sia il Dixan Sali minerali e menta acquatica si sono dimostrati efficaci con il nostro bucato. Provati sia in lavatrice che a mano, secondo le istruzioni sul retro della confezione. Buono anche il profumo che rimane sui capi, in particolare ho preferito quello di Sali minerali e menta acquatica perchè mi ricorda la mia nonna Lalla.

Con l’ammorbidente non ho confidenza, a casa non lo uso perché ho l’asciugatrice e non ho quindi termini di paragone, ma l’impressione è buona... ci abbiam lavato Giallino, il pupazzo preferito dallo zozzone Piccolo, e ne è uscito morbido e profumato come appena cucito!

Nemmeno con la tavoletta per wc ho confidenza, è un tipo di prodotto che non uso... però posso senza dubbio dire che il wc è rimasto pulito, lucido e profumato per tutta la durata del prodotto (circa tre settimane) perchè ad ogni sciacquo rilasciava una schiuma pulente che, per l’appunto, puliva il wc. Perciò ho deciso che è un prodotto che posso iniziare ad usare.

... ma il test non finisce qui!

sabato 7 settembre 2013

Crostatine alle susine e nocciole: la ricetta di Anna

In realtà sono una pessima dispensatrice di ricette perché cucino tutto ad occhio. Non seguo mai una ricetta dall’inizio alla fine e modifico sempre quelle che si trovano nei libri di cucina. Perciò, più che altro, seguite il vostro naso e interpretate i miei suggerimenti con la vostra fantasia.

Biscotti che dovevano inzupparsi e invece no
(come ti trasformo un insuccesso in un dolcino)
ovvero I Paninbiscotti


Per testare il rullo tagliabiscotti di Tescoma sono stata colta da un guizzo iperrealista di fantasia e ho preparato... dei biscotti. Siccome li volevo del tipo che si inzuppano in latte e caffè, ho cercato in rete una ricetta ad hoc, ma non sono riuscita a resistere all’impulso modificatorio e ho cambiato qualcosina. Risultato? Biscotti buoni, ma col cavolo che s’inzuppano! Restano belli asciutti anche dopo averli spezzati a metà e averli immersi nel caffè bollente mezza giornata (esagerazione per rendere più drammatica la ricetta).

Ma che belli ‘sti biscotti, grandi e tondi come una luna piena grazie al rullo tagliabiscotti di Tescoma, così facile e immediato da usare che non si può dire di no. Allora cos’ho fatto? Ho sgraffignato la marmellata di albicocche della nonna, fatta nientepopòdimenoche con le sue personalissime albicocche del suo unico, ma fruttifero albero, l’ho spalmata abbondantemente su un biscotto e ce ne ho messo sopra un altro tipo panino. Buono! Di paninbiscotti ne ho fatti una dozzina e in una dozzina di secondi sono finiti tutti.


Crostatine alle susine e nocciole


 Si taglian le susine ben mature a tocchetti, si mescolano a un po’ di zucchero di canna integrale e una spruzzatina fresca fresca di limone appena colto e si lascian lì a riposare finchè non è pronta la pasta frolla (fatela come siete abituati). Poi si prendono questi stampi per crostatine fenomenali che sono entrati di prepotenza tra i miei articoli di cucina preferiti: Tescoma, linea Delìcia, diametro 10 centimetri. S’imburrano gli stampi e s’infarinano (poco poco), si rivestono con la frolla e poi si farcisce ogni crostatina con le susine. Si aggiunge qua e là qualche nocciola. S’inforna a 180° per circa 15 minuti.

E poi. Al momento di sformare le crostatine, scopro che il fondo rimovibile permette di toglierle dallo stampo in un nanosecondo senza rovesciarle, romperle o rovinarle. Voglio anche la versione più grande!

Ora non resta che mangiarsi le crostatine, anche perchè la pulizia degli stampi è facile e veloce e lascia tutto il tempo per le delizie del palato.

giovedì 4 luglio 2013

Aiuto, i fratelli Macchia! Arrivano i nostri: gli smacchiatori Dr. Beckmann

La steppa era arsa dal sole. Cespugli secchi rotolavano spazzati dal vento. Tutto era silenzioso nel selvaggio West. Ma nella piccola cittadina nessuno era tranquillo a causa delle scorribande dei fratelli Macchia, terribili banditi senza pietà. Si chiamavano Vino, Frutta, Trucco, Chewing gum, Biro, Terra. E poi c’era il loro capo, il peggiore di tutti, Macchia d’olio Bill.


Ormai i poveri abitanti del villaggio sperduto nel deserto non sapevano più come difendersi. Ma una sera, guardando il sole al tramonto, videro un gran polverone provenire dalle montagne rocciose: erano i cowboy del dottor Beckmann, perfettamente addestrati per far dissolvere le Macchie.


Lo scontro fu impari. Pochi colpi ben mirati e i terribili fratelli Macchia si dissolsero nel deserto… per sempre.


Spaghetti western a parte, ho deciso di testare i Dissolvi Macchie di Dr Beckmann macchiando di proposito una vecchia maglietta di cotone. Come si vede dalle foto, mi sono impegnata per produrre macchie di qualità. Non contenta, le ho lasciate asciugare 24 ore, in modo da renderle ancora più difficili. Poi ho applicato gli smacchiatori seguendo le semplici istruzioni. Alcuni vanno lasciati agire 10 minuti, altri 15. Quello per le macchie di frutta e vino 60 minuti. Poi si sciacqua e si lava come d’abitudine. Direi che le foto parlano da sole: le macchie sono sparite!

martedì 2 luglio 2013

Bucato arcobaleno? Anna usa i foglietti

Assieme agli smacchiatori di Dr. Beckmann, ci sono arrivati da testare anche una confezione di foglietti cattura colore&sporco e una del Curalavatrice. Ecco com’è andato il mio test.

Il test dei fogli Cattura Colore&Sporco di Dr. Beckmann è cascato a fagiuolo col cambio stagione. Ora, tralasciando il fatto che l'estate quest'anno sembra non cominciare davvero mai, io ho proceduto ugualmente col cambio degli armadi. Prima di riporre (?) i vestiti invernali, li lavo tutti: capi di mamma, papà, bambini. Praticamente un arcobaleno. Quale occasione migliore per buttare tutto in lavatrice senza troppi pensieri sfruttando i foglietti cattura colore? Le istruzioni d’uso sono facili da seguire: basta procedere al bucato come di consueto, inserendo in mezzo ai vestiti un foglio cattura colore se si tratta di capi bianchi, due fogli se si tratta di capi misti. La promessa è che, anche mescolando abiti di colori diversi, il foglietto catturerà i colori dispersi durante il lavaggio, così che ogni capo mantenga il suo colore originario. I primi lavaggi richiedono un atto di fiducia. Si mescolano abiti di tanti colori, si programma la lavatrice, si fa partire e poi si rimane col fiato sospeso e le dita incrociate fino alla fine del bucato. Si apre l’oblò e si cominciano ad estrarre camicie, felpe, maglie. E si constata che ognuna ha mantenuto veramente il suo colore originale. Allora si diventa più audaci. La lavatrice successiva contempla anche dei capi bianchi e neri, assieme a quelli colorati. I foglietti funzionano. Mi raccomando, però, ricordatevi di metterli nel bucato prima di far partire la lavatrice!


Il test del Curalavatrice mi costringe a fare un outing. Non ne avevo mai usato uno prima, ma solo, ogni tanto, un anticalcare. Ingenuamente credevo che, essendo fatta per lavare, la lavatrice si pulisse da sola semplicemente funzionando. Beh, non è così: la lavatrice si sporca. Questa è stata una grande scoperta per me. E si sporca tanto! Così sono stata ben felice di mettere all’opera il Curalavatrice. Per pulire si procede in tre passaggi:

1.       Si versa un po’ di prodotto su un panno, si strofinano oblò e guarnizioni, si lascia agire e si sciacqua;
2.       Si estrae la vaschetta per detersivo e si lascia in ammollo per 30 minuti in 50 ml di prodotto e 4 litri d’acqua. Si risciacqua.
3.       Si versa il resto del flacone nella vaschetta e si fa partire un ciclo di lavaggio a vuoto a 60°.


Io ho sempre usato il detersivo liquido nella sfera, quindi la vaschetta della mia lavatrice era pulita. Ma le guarnizioni di gomma… orrore, non pensavo accumulassero tanta zozzeria! Sono tornate del loro colore originale. Per non parlare dell’interno, che dopo il ciclo di lavaggio ora brilla come nuovo. E profuma pure. D’ora in poi userò il cura lavatrice com’è raccomandato, ogni 50 lavaggi!

mercoledì 5 giugno 2013

Aloni sul pavimento? Philips Steam Plus sa come eliminarli!


Tra me e il Philips Steam Plus non è stato amore a prima vista. Quest’elettrodomestico è fatto come una scopa elettrica e promette di spazzare e pulire con il vapore in un unico gesto grazie alla sua doppia funzione: quella di aspirapolvere e quella di pulire con il vapore (che possono essere usate sia contemporaneamente sia separatamente).

Il problema è che l’aspirapolvere non è potentissimo e quindi poco adatto al mio caso specifico: a casa mia abita infatti la Guinnes World Record Daria, il cane più perdipelo del mondo. Io speravo di cavarmela con un unico gesto ed invece non è andata così, l’aspirazione non è abbastanza forte da far sparire tutti i peli del mio cane, perciò devo comunque prima passare i pavimenti con l’aspirapolvere che ho (e che è nato apposta per i casi disperati come il mio).

La fabbrica di pelo che non chiude mai, nemmeno il giorno di Natale né a Ferragosto!

Ma poi ho fatto una scoperta positiva. Pur avendo pulito col vecchio aspirapolvere,  dopo ho comunque azionato il Philips Steam Plus con la doppia funzione (aspirapolvere+vapore) e… ha trovato altre schifezze che erano sfuggite al primo passaggio! E mentre mi aspirava le schifezze residue, mi puliva i pavimenti col vapore. Perciò, dopo la prima delusione, ho scoperto invece che grazie allo Steam Plus posso fare una pulizia più accurata.

In agguato però tramava un secondo problema. Dopo il primo e il secondo utilizzo, il pavimento mi restava pieno di aloni. Che disdetta!!! Ero un po’ demoralizzata, ma le altre tester mi hanno rassicurata: anche a qualcun'altra di loro all’inizio erano apparsi gli aloni, ma il problema era andato via via scomparendo con l’utilizzo. E abbiamo scoperto che gli aloni erano causati in realtà dai vecchi residui di detersivo che restano sul pavimento utilizzando il classico metodo mocho + acqua e detergente per pavimenti. Invece lo Steam Plus non pulisce coi detersivi, ma col vapore, perciò non solo ammazza il 99% dei batteri, ma non lascia nemmeno residui chimici. Usandolo più volte, man mano lava via i residui di detersivo e il problema aloni non si ripresenta più.

Ecco però un terzo problema: essendo fatto come una scopa elettrica, lo Steam Plus non riesce a raggiungere gli spazi più stretti o gli spigoli (lungo i muri o attorno ai sanitari per esempio) e quindi in prossimità di queste zone rimane un po’ di sporco che va tolto con lo straccio. E questa è una scomodità. Dovrebbe avere un accessorio fatto come una testina a punta per raggiungere anche gli spazi più difficili (Philips, è un suggerimento!).

In conclusione io penso che la pulizia a vapore sia più efficace ed ecologica ed è un aspetto molto positivo, ma che questo elettrodomestico vada perfezionato con maggiori accessori e una maggiore potenza di aspirazione.

Vi lascio con la foto della fabbrica di pelo che non chiude mai, nemmeno il giorno di Natale né a Ferragosto!

lunedì 3 giugno 2013

Ho scelto il cuscino giusto per la mia cervicale!


Quando CasaFacile ci ha annunciato che avremmo dovuto testare dei cuscini Daunenstep, s’è accesa in me una grande speranza ed una altrettanto grande aspettativa. Perché il collo cervicalgico della sottoscritta scricchiola come un pavimento di vecchie assi di legno. E le notti sono un momento critico per il collo scricchiolante.

La speranza e l’aspettativa sono cresciute ulteriormente perché Daunenstep, nella persona della gentilissima Verena, ha preso seriamente a cuore l’assegnazione del cuscino giusto a ciascun tester in base alle esigenze, abitudini e problematiche individuali.

Dopo un’attenta analisi dei miei bisogni, compreso quello di avere il collo caldo, Verena mi ha mandato il cuscino MEMO ANATOMICO con la federina COMFORT PLUS: è un (cito) "cuscino in schiuma viscoelastica a memoria di forma con sagoma anatomica a doppia altezza". La federa lo rende ancor più morbido al tatto e lo fa scaldare più velocemente a contatto col calore del corpo.

L’aspettativa è stata ampiamente soddisfatta e la speranza si è trasformata in realtà. Il cuscino anatomico si adatta perfettamente alla curvatura del collo e la schiuma viscoelastica con cui è fatto offre sostegno senza “schiacciare” o respingere. E’ un cuscino che avvolge e sostiene.

Anche prima usavo un cuscino anatomico, ma in lattice, e quando mi giravo sul fianco destro sentivo le pulsazioni nell’orecchio perché il lattice è gommoso e fa troppa pressione. Ora il problema di sentire le pulsazioni è sparito.

Non solo. Un altro problema che avevo durante la notte era che mi svegliavo e mi rigiravo il cuscino perché trovavo “stancante” usarlo per tante ore consecutive nella stessa posizione. Certo che stancarsi dormendo ha dell’assurdo. Ora invece non succede più. E da quando lo sto usando, non mi sono più svegliata con quel mal di testa da cervicali che ti fa sentire imbalsamata.

So che chi, come me, soffre di dolori cervicali, può capirmi. Io mi sento di consigliare questo cuscino perché ha notevolmente migliorato la qualità del mio sonno. E' proprio vero che dormire bene è fondamentale!

giovedì 4 aprile 2013

Tutti studenti modello con la cioccomatica!

Ci sono dei pomeriggi in cui fare i compiti per casa provoca manifestazioni anomale di orticaria improvvisa. Docili bambini che fino ad un attimo prima sorridevano angelici, non appena si siedono di fronte ai quaderni si trasformano in scimmie urlatrici come se fossero stati punti da qualche ragno peloso.

E allora noi freghiamoli con la CIOCCOMATICA!

Prima bisogna preparare i ciocconumeri con lo stampo in silicone Tescoma e il cioccolato fondente. Per fondere il cioccolato in maniera ottimale possiamo servirci del pentolino Tescoma per bagnomaria e del termometro alimentare. Si mette lo stampo in frigo e si aspetta che il cioccolato solidifichi. Poi si fonde il cioccolato bianco, lo si mette nella penna decoratrice Tescoma e si riempiono i numeri. Si rimettono i cioccolatini in frigo e, una volta solidificato anche il cioccolato bianco,  si possono affrontare operazioni e tabelline: le scimmie urlatrici verranno subito conquistate dalla cioccomatica, somme e sottrazioni diventeranno dolci come mai prima… soprattutto se alla fine puoi mangiarti i risultati, gli addendi e l’uguale!


LE MIE OPINIONI DA TESTER

PENTOLINO PER BAGNOMARIA: è in acciaio inossidabile, ha la forma di semisfera ed è munito di due beccucci che agevolano il travaso della crema/cioccolata/burro fusi. Essendo una cuoca sbrigativa, finora fondevo tutto con il forno a microonde. Grazie a questo pentolino invece ho scoperto i pregi della fusione a bagnomaria, che ti permette di controllare costantemente la densità e la temperatura raggiunte e, mi sembra, mantiene i sapori più intatti. Trovo molto comodo il doppio beccuccio che permette di utilizzare il pentolino sia con la mano destra che con la sinistra. La forma stondata garantisce una distribuzione del calore uniforme e una fusione omogenea e graduale.

TERMOMETRO ALIMENTARE: l’uso è semplicissimo, basta togliere il tappino che protegge la punta,  premere il pulsante di accensione, selezionare se si desidera la misurazione in °C o °F ed immergere il termometro nell’alimento di cui si vuol conoscere la temperatura avendo prima l’accortezza di toglierlo dalla fonte di calore. Sul display ben leggibile i gradi cominciano subito a salire e dopo pochi secondi si stabilizzano alla temperatura raggiunta. Per spegnere si preme il tasto ON/OFF per 3 secondi. Il termometro comunque si spegne da solo dopo 3 minuti di inutilizzo.  Questo termometro è stato semplice e veloce da usare anche per me che non ne avevo mai adoperato uno.


STAMPO PER CIOCCOLATINI: non c’è bisogno di istruzioni per usare questo stampo, basta riempire le forme col cioccolato fuso stando attenti che non fuoriesca e metterlo in frigorifero a solidificare. Nella confezione ci sono anche due stampini per biscotti della misura giusta. Trovo l’idea intelligente perché io, che amo scegliere le materie prime (per esempio usare la farina integrale, prodotti biologici, cioccolato extrafondente) posso preparare questi biscotti+cioccolatini sfiziosi che tanto piacciono ai bambini controllandone gli ingredienti. E poi grazie a questo stampo ho inventato la cioccomatica!

PENNA DECORATRICE: la prima prova con questa penna è stata abbastanza fallimentare, ma basta prendere un po’ la mano ed anche questo è uno strumento pratico e utile. Bisogna seguire bene le istruzioni riportate sulla confezione, si tratta di pochi passaggi per riempire correttamente la siringa. Il mio errore iniziale era stato usare un beccuccio troppo stretto in proporzione alla densità della crema che avevo preparato. Premevo premevo e la crema non usciva. Consiglio pertanto di fare qualche prova a parte prima di procedere alla decorazione definitiva. Con la penna vengono fornite infatti 5 punte di misure diverse adatte ad effetti decorativi dal più minuzioso al più spesso. C’è anche un sottilissimo bastoncino che permette di pulire i fori dei beccucci e di togliere eventuali grumi. Il corpo della penna è in morbido silicone perciò basta “scrivere” facendo pressione sul silicone e la crema esce dalla punta.  Basta un po’ di allenamento e ci si può sbizzarrire con le decorazioni! Tutti i pezzi poi si smontano e si possono lavare separatamente. 

giovedì 28 marzo 2013

Anna, Yankee candle e la voglia di primavera

Piove, è grigio e fa freddo: in certi momenti mi sembra di stare a Gotham City. Osservo gli alberi spogli e li minaccio: "Fuori le gemme, pigroni!". Guardo il cielo e gli dico: "Tesoro mio dolcissimo, esiste anche l'azzurro, mica solo il grigio topo!". E sarei anche un pochino stufa di portare i pantaloni felpati.



Per fortuna, almeno in casa, posso ricreare un'atmosfera primaverile, riempiendola di luce, di colori chiari e del fresco profumo di una Yankee Candle.

Reisenthel carrybag diventa anche portariviste!

La prima cosa che ho pensato quando mi è arrivata la carrybag Reisenthel è stata: “E’ bellissima,  deve assolutamente far parte del mio arredamento quando non la uso”. A casa infatti sta benissimo vicino al divano come portariviste, oppure sulla panca in entrata, per metterci sciarpe, guanti e berretti, perché è lì che ci sediamo quando ci prepariamo per uscire e la cesta scalcagnata che abbiamo è troppo piccola.


Ma, accantonando per un attimo i mille usi alternativi che se ne possono fare, la devo testare per ciò che è nata, quindi accendiamo il tasto “criticona”. La carrybag arriva piegata in una robusta confezione di plastica dai bordi della stessa fantasia della bag prescelta. Per portarla ad avere la forma di paniere bisogna inserire quattro staffe nelle apposite tasche sui lati e sollevare il manico. L’operazione è semplice ed immediata e la carrybag in un attimo è pronta. Il telaio in alluminio è solido e leggero. Il tessuto è in robustissimo poliestere impermeabile. Il fondo è rigido e all’esterno ci sono dei piedini per tenerla sollevata da terra. All’interno c’è una taschina con la cerniera, perfetta per riporre la lista della spesa, la tessera del supermercato e la monetina per il carrello. Il manico è alto, rivestito di morbida gomma nella parte superiore per rendere confortevole il trasporto. Dopo averla ispezionata per benino sotto/sopra/dentro/fuori, usiamola!


PRIMA PROVA: andiamo al negozietto biologico coi bimbi


Lì non uso il carrello e la carry bag mi risparmia la ricerca di quegli orrendi cestini di plastica forniti dai minimarket. Per una volta riesco perfino ad essere elegante mentre faccio la spesa. Riempio il paniere, lo porto in cassa e pago. Siccome è molto capiente (22 litri) e molto robusto (può portare fino a 30 kg), quando esco il paniere è davvero molto pesante. Così pesante lo trovo scomodo da reggere con la mano, mentre se infilo il braccio nel manico posso tenerlo stretto al fianco e distribuire meglio il peso. Quindi le considerazioni che faccio sono due: la carrybag è molto capiente e se devi fare tanta spesa ci si evitano i mille soliti sacchettini (pane, latte, giornale, frutta…) e in più si può organizzare lo spazio in maniera pratica e funzionale (per esempio tenere le uova in alto, dove non prendono urti o vengono schiacciate). Ma quando è così pesante non è comodissima da portare, personalmente mi trovo meglio a distribuire il carico su due braccia.


SECONDA PROVA: accompagniamo il Tulimarito
alla maratona di Treviso





In questo caso il paniere ha la funzione di cestino da pic-nic: contiene panini, acqua, succhi, tovaglioli, frutta. Si può disporre tutto con ordine e quindi si può trovare subito ciò che si cerca. Il cestino è stabile e si può appoggiare un po’ ovunque senza pericolo che le bottiglie si rovescino e i mandarini rotolino fuori come palline da tennis. La funzione cesto da picnic è promossa a pieni voti.







TERZA PROVA: andiamo al mercato con il cane


Qui ricevo una telefonata. E così approfitto della comodità di poter infilare il braccio sotto il manico ed avere entrambe le mani libere, una per tenere il guinzaglio, l’altra per tenere il telefono. Mi aggiro per i banchetti toccando la merce e mi trasformo nella dea Calì dalle mille braccia: con una mano porto il cane, con una il paniere, con una il telefono, con una rovisto tra la mercanzia. Mi manca solo la mano per mettere il rossetto. Con la carrybag mi trovo bene, ma confermo l’impressione della prima prova: quando è molto piena è ingombrante da portare, preferisco distribuire il peso su più borse e il carico su entrambe le braccia.



Il bilancio nell’insieme è però più che positivo!!

Tagliabiscotti veloce? Ecco le prove a casa di Anna

MISSIONE: testare lo Stampo tagliabiscotti e la carta da forno riutilizzabile Tescoma
TESTER: la Tulimami, felice di avere una scusa per rinviare la dieta
AIUTANTE:  il Piccolo, fiero del suo cappello da cuoco
DOVE E QUANDO: in cucina, una pigra domenica mattina
GIURIA:  famiglia intera riunita nel Concilio Tester Secondo


SVOLGIMENTO
1.      LEGGERE LE ISTRUZIONI: ho deciso di avere un approccio scientifico e un metodo analitico, perciò la prima cosa da fare è leggere le istruzioni. L’utilizzo degli strumenti sembra davvero semplice: dopo aver preparato la frolla, si stende ben bene direttamente sopra lo stampo, si preme con il mattarello, si solleva lo stampo et voilà, 24 biscottini di 12 forme diverse dovrebbero apparire sulla teglia già pronti per essere infornati e i residui di frolla dovrebbero venire via nel sollevare lo stampo.  Posso farcela. Per avere un bagaglio di informazioni completo, guardo anche i video esemplificativi direttamente sul sito Tescoma. L’impresa sembra facile, oltre che divertente.

2.      PREPARARE  LA FROLLA: sulla confezione ci sono due ricette base (frolla e pan di zenzero), ma si può adottare qualunque ricetta per biscotti da fare con gli stampini.  La via più semplice sarebbe adottare una delle ricette suggerite o una propria ricetta collaudata. Ma la qui presente tester-scienziata decide di complicarsi la vita, elaborando una ricetta tutta sua fatta di farina integrale e farina di mandorle e zucchero mascobado. L’impasto che ne risulta è più compatto e granuloso del previsto. Il Piccolo Chef lo guarda perplesso. Riuscirà lo stampo Tescoma a sagomare la fantasiosa frolla?

3.      Mentre la fantasiosa frolla riposa in frigorifero mezz’oretta (altro tempo inventato ad occhio… forse non sto usando un metodo così rigorosamente scientifico), ho preso la teglia da forno e ho steso sopra la carta da forno riutilizzabile.

4.      PROCEDERE CON IL TEST: il Piccolo Chef ha steso la frolla in un foglio sottile più o meno omogeneo, io ho appoggiato lo stampo sulla carta da forno, ho posizionato diligentemente la fantasiosa frolla sullo stampo livellandola con il mattarello. Con trepidazione ho sollevato lo stampo e…. ooooooooh….. ma guarda che bei biscottini! Il Piccolo Chef  vuole la mela, la pera, il fungo, il fiore, il cerchio, il cuore. La scienziata ne desidererebbe almeno uno per sé.

5.      Infornare, aspettare, assaggiare.


CONCLUSIONI
CARTA DA FORNO: è comoda e facile da usare, semplice e veloce da pulire. Ha il pregio di non arrotolarsi in continuazione come succede invece con la carta da forno usa e getta, di non abbrustolirsi e, soprattutto, di poter essere utilizzata più e più volte, diminuendo quindi il volume dei rifiuti. Una volta pulita e asciugata si avvolge su se stessa e occupa pochissimo spazio.

STAMPO TAGLIABISCOTTI: l’utilizzo è davvero semplice ed immediato, non ho trovato difetti in questo prodotto, che oltretutto ha un’estetica gradevole, bei colori pastello e forme arrotondate. Poter tagliare contemporaneamente 24 biscotti rende l’impresa divertente anche per una cuoca tendenzialmente pigra come me. Le due parti che compongono lo stampo si possono lavare in lavastoviglie, che, per una cuoca tendenzialmente pigra come me (di nuovo?) è una gran comodità.

LA PAROLA AI GIURATI
Stampo e carta da forno superano l’esame e, quasi incredibilmente, lo supera anche la fantasiosa frolla: i biscotti sono finiti alla velocità della luce

martedì 5 marzo 2013

Profumo piacevole e non invadente: anche il vicetester di Anna dice sì!

Sarò sincera: quando ha saputo che il primo prodotto da testare sarebbero state delle candele profumate, mio marito non si è esibito in salti di gioia scomposta. Noi siamo i classici che, all’Ikea, mentre lei si fermerebbe sei ore al reparto candele, lui si finge improvvisamente incapace d’intendere e tira dritto.

Ma il mio gentile consorte, da ora in avanti denominato Vicetester, si è dovuto ricredere. Innanzitutto le Yankee Candles si presentano benissimo: coloratissima cera in barattoli di vetro trasparente dallo stile morbido e country. Aperto il robusto coperchio, si sprigionano fragranze piacevoli e non invadenti.



La famiglia si è riunita collegialmente attorno alle quattro candele e ognuno ha scelto la sua preferita: tutti sono stati accontentati. Il vice-vicetester, nonché Primogenito, ha subito voluto fare i compiti all’azzurro profumo di Turquoise Sky. L’aroma s’è diffuso per tutto il salotto, ma anche in ingresso e in cucina, senza però rendere l’aria pesante.

Il vice-vice-vicetester, nonché Piccoletto, ha ficcato il naso in quella arancione, che sa di melone e ha esclamato:”Mmmmmmmmmm buona!”. La Tester Ufficiale ha invece deciso di coccolarsi un po’: non c’è nulla di meglio che leggere un buon libro su di una morbida poltrona, sorseggiando un tè caldo mentre attorno l’aria profuma di spezie (grazie Paradise Spice!).



E il Vicetester scettico? Si è lanciato in ardite sperimentazioni portandosi appresso la Black Coconut per tutta la casa. Ha deciso di testare la capacità copri-odori della candela. Per esempio quando si cucina il cavolfiore, che è tanto buono, ma non gareggia certo con lo Chanel n° 5. Oppure quando si è impegnati nel poco edificante compito di pulire la lettiera del gatto. Ebbene, la candela ammazza la puzza!

Il test decisivo però s’è svolto una mattina, quando il Piccoletto ha annunciato all’intera casa di dover… ehm… fare pupù (ed è un campione del settore). Il Vicetester s’è fiondato in bagno, ha acceso la candela e ha aspettato. Il Piccoletto s’è esibito. Test olfattivo. Risultato: ha vinto la candela!!! Applausi.

lunedì 4 marzo 2013

Anna e una famiglia in viaggio tra i colori







Ciao! Sono Anna! Insieme a mio marito Nicola, i nostri due bimbi Romeo di 8 anni ed Enea di 6, il nostro cane Daria ed il gatto Tranquillo, viviamo in un trilocale a Vicenza, di 110 mq circa (ingresso, soggiorno, cucina, due camere, studio, due bagni e guardaroba).








Da piccola disegnavo sui muri con matite di tutti i colori e sagomavo con il pongo buffi personaggi che diventavano i protagonisti dei miei giochi e delle favole che inventavo e scrivevo. Ora che sono grande dipingo (tanto, ovunque, sul legno che taglio, sui mobili, a volte ancora sui muri) e cucio nel piccolo laboratorio che ho in casa, continuo a scrivere nel mio blog (tulimami.blogspot.com) e a raccontare favole ai miei bambini: Romeo, promettente cestista di 8 anni nonché appassionato di fotografia ed Enea, 6 anni, che ama nuotare e parlare, parlare, parlare. Mio marito Nicola, smessi gli abiti da ufficio, e quando non è suo malgrado coinvolto nelle mie avventure creative, si barda con indumenti supertecnici che nemmeno Batman e corre. Tutti insieme, quando possiamo, salutiamo il nostro appartamento di Vicenza e ci trasferiamo nel miniappartamento su ruote, il camper, con cui ci divertiamo ad esplorare la nostra bella Italia. Daria-perdi-pelo e Tranquillo-occhio-ceruleo, rispettivamente il cane e il gatto di casa, completano la popolazione domestica.


Il  mio incontro con Casafacile è capitato per caso, l’ho preso in edicola per ammazzare il tempo e ho scoperto un mondo in sintonia con il mio. Era il numero con pubblicata la casa di una lettrice, Maria Laura, così allegra e colorata e del tutto affine ai miei gusti! Ho cliccato subito “Mi piace” sulla pagina Facebook ed eccomi qui, dopo nemmeno due anni, con un bagaglio di stimoli, amicizie, insegnamenti e divertimento in più.