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martedì 5 giugno 2012

Ale, la very Fifties housewife con KitchenAid!

Fifties in U.S.A.               

Huston, c’è un problema… È da settimane che mi scervello su cosa poter cucinare col mio KitchenAid. Curioso in internet, faccio domande indiscrete ad amici e conoscenti, cerco di comprendere quale sia il motivo per cui questo piccolo elettrodomestico ha avuto tanto successo a partire dagli anni Cinquanta del secolo scorso. In fin dei conti cosa fa? Frulla, cioè agita, sbatte una sostanza semiliquida, emulsiona; e trita, sminuzza cibi, rende liquidi i solidi. Li fonde, insomma. Ah, ecco.

Ho capito che per capire devo immedesimarmi nella vera protagonista della cucina americana dei tempi d’oro: la very Fifties housewife, capelli cotonati, grembiulino a balze, sorriso stampato e bicchierino di cherry a portata di mano (ottimo anticrisi). Scelgo con cura le ricette più americane che mi vengono in mente e, con gioia, scopro di poter allestire una cenetta stelle e strisce con poca fatica e ottima resa: il menù prevede hamburger e milkshake alla fragola e, per dolce, una fetta di NY cheesecake!


Innanzi tutto la torta, è la più lunga e complicata da preparare: è una torta a strati e ciascuno ha ingredienti diversi. Il primo strato è il fondo: sminuzzo finemente i biscotti Digestive e lo zucchero di canna nel blender (PULSE + TRITURARE); fondo il burro in un pentolino, lo aggiungo e amalgamo bene il tutto (MISCELARE); poi verso il composto  sul fondo e sui lati della tortiera foderata di cartaforno; una livellatina col dorso del cucchiaio e il primo è fatto! Di filato nel frigorifero.

Secondo strato: la crema! Accendo il forno a 180° C e, mentre aspetto che si scaldi, butto le uova, la vanillina e lo zucchero nel blender e amalgamo (SCIOGLIERE); aggiungo il Philadelphia, il succo di metà limone, la maizena, due pizzichi di sale e la panna, continuando ad amalgamare tutto insieme (MISCELARE). Tolgo dal frigorifero la tortiera, ci verso la crema, livello col solito dorso di cucchiaio, assaggio ciò che è rimasto sul cucchiaio (mmmmm, bontà!) e inforno per 30’. Quando il timer suona, abbasso la temperatura a 160° C e proseguo la cottura per altri 30’. In casa si diffonde un meraviglioso profumo di torta, il mio preferito! Intanto preparo il terzo strato,  la copertura: mischio la panna acida con due cucchiai di zucchero e una bustina di vanillina (MISCELARE) e, quando il cheesecake è pronto, la verso e spalmo sulla superficie (sempre col famoso e goloso cucchiaio). Quindi, di nuovo nel frigorifero fino all’ora di cena. Per completare, il quarto strato: la salsa di fragole! Frullo le fragole con zucchero e succo di limone (PULSE + FRULLARE), ed è subito fatto.


Ora si passa al piatto forte, l’hamburger. Semplicemente trito i pezzi di filetto di manzo (PULSE + TRITURARE), finché la carne è completamente sminuzzata; ne faccio due polpette che poi appiattisco in dischi piuttosto spessi. Il profumo di carne tritata è inebriante, mi ricorda i muri ricoperti di marmo del macellaio da cui andavamo quand’ero piccola. Una passata sulla griglia e lo adagio sulle foglie d’insalata, con qualche anello di cipolla fritta di contorno. Giusto il tempo di uscire dal pericolo ustione, e son pronti pure i milkshake alla fragola: tre palline di gelato e mezzo bicchiere di latte per Andrea (SCIOGLIERE) e ghiaccio tritato (TRITAGHIAGGIO) e tre palline di gelato per me (SCIOGLIERE). Ops, il gelato col ghiaccio non si scioglie, anzi, si rapprende! Decido di versare mezzo bicchiere di acqua tiepida e tutto si risolve.

E ora si mangia! Ma con attenzione, perché il testing non è ancora ultimato: gli hamburger sono buonissimi e dalla giusta consistenza – morbida e compatta, senza essere “gnucca”; ci piacciono tanto e sicuramente li rifaremo. Il milkshake, quello vero, ad Andrea è piaciuto molto, tanto che se n’è preparato un altro bicchiere, ma il mio era tristissimo, sapeva di fragole annacquate e non sorrideva per niente. E la NY cheesecake? Buonissima, pesantissima ed energetica al massimo: una fetta equivale a un pieno di carburante!

Risultato: ottima resa, ma non proprio poca fatica.  Per questa cenetta made in U.S.A. ho lavato il blender ben sei volte, ad ogni cambio di ingredienti. Troppo, troppissimo per i miei gusti. Sospiro, slego il grembiulino a balze e mi siedo al tavolo scuotendo la testa cotonata. Ancora non capisco…

Ingredienti della New York Cheesecake*
250 g di biscotti Digestive, 150 g di burro, 2 cucchiai di zucchero di cann, 20 g di maizena, 1 ½ limone spremuto, 100 ml di panna fresca, 600 g di formaggio Philadelphia, 2 uova intere, 1 tuorlo d’uovo, , 2 bustine di vanillina, 200 ml di panna acida, 1 cucchiaio di zucchero a velo, 1 cestino di fragole, 3 cucchiai di zucchero

* La ricetta è di Giallo Zafferano, che suggerisce di tagliare la cheesecake come fanno a New York, col "dental floss", cioè con il filo interdentale.

Ingredienti per gli hamburger: 500 g di filetto di manzo
Ingredienti per il milkshake alla fragola: 250 g di gelato alla fragola ½ bicchiere di latte

Valentina prepara il pesto genovese con KitchenAid


Come promesso la scorsa volta oggi vi racconto come ho utilizzato il mio Food Processor Kitchen Aid per la preparazione di alcune ricette di una cena con amici.

Come vi dicevo il Food Processor è dotato di due ciotole, una dentro l’altra. Ho provato ad utilizzare quella più piccola per preparare il pesto genovese.Qui la prima nota dolente: a mio giudizio le lame contenute nella ciotola più piccola non sono sufficientemente adatte a triturare perfettamente gli ingredienti per il pesto che rimane piuttosto grossolano. Ora devo ammettere che sono piuttosto pignola in fatto di pesto, arrivo a mettere le lame del mixer in freezer, un trucco per far “riscaldare” il meno possibile gli ingredienti. Anche se non sufficiente è sempre meglio che fare il pesto come si dovrebbe, con mortaio e pestello… credetemi non è il massimo soprattutto se non si ha molto tempo!


Dopo alcuni tentativi sono arrivata alla conclusione che è meglio utilizzare la ciotola più grande, ho notato un buon risultato e la necessaria rapidità per amalgamare sia se si utilizza una quantità più piccola (1 mazzo di basilico) che una più grande (da 2 mazzi di basilico).

Ora sarebbe molto bello potervi dare la mia ricetta... ma non sono assolutamente in grado. Rischierei di dare le stesse indicazioni che mi dava mia nonna per qualsiasi sua ricetta: un po’ di questo, una manciata di quello, questo quanto basta… Allora ho pensato di riportarvi la ricetta tradizionale pubblicata dal quotidiano ligure più autorevole, il Secolo XIX, nell’inserto Sapore di Liguria del 16 ottobre 2001 (…lo so…. Sono un gran conservatrice!).

6 mazzetti di basilico genovese (possibilmente di Genova Pra’)
3 spicchi d’aglio, 40 gr di pinoli, 50 gr di parmigiano e 30 gr di pecorino sardo grattugiato,7-8 cl di olio extravergine d’oliva (ovviamente ligure sarebbe meglio!). La ricetta tradizionale prevede anche sale grosso, io sconsiglio vivamente di metterlo.

Ora vi do un po’ di indicazioni: innanzi con questa quantità viene pesto per un reggimento! Potete preparalo senza l’aggiunta di olio e poi congelarlo ma il mio consiglio è di limitarsi a due mazzetti, 3 se siete oltre le 6-8 persone a cena. Inoltre riducete della metà la quantità di aglio perché a mio parere diventa troppo pesante. In ogni caso va a gusto personale! Il basilico va ben lavato e asciugato con cura. Si utilizzano solo le foglie, quindi armatevi di pazienza per prepararlo...

Veniamo al’utilizzo del Food Processor KA: per mixare gli ingredienti io preferisco tritare insieme formaggio, pinoli e aglio e poi aggiungere il basilico. Se avete il formaggio già grattugiato potete fare questa lavorazione in poco tempo; se non avete il formaggio grattugiato potete utilizzare la ciotola piccola inserendo la quantità necessaria (che sia però formaggio stagionato e non fresco) a pezzi, grattugiate e versate il tutto nella ciotola grande per continuare la preparazione del pesto.


Una volta preparato il trito di formaggio, pinoli, aglio e basilico, io mescolo a freddo, con un cucchiaio, l’olio extravergine perché diversamente il mixer scalderebbe il tutto rovinando irrimediabilmente il pesto (questo sempre a mio giudizio). Il tutto deve essere fatto con molta rapidità perché è vero che usando il mixer l’ossidazione delle foglie (e degli aromi!) è inevitabile, ma se l’amalgama è rapido si può raggiungere un buon compromesso. Yum!

lunedì 4 giugno 2012

Una domenica mattina da tester per Valentina


Domenica mattina: finalmente il sole e in programma una giornata al mare. Quale occasione migliore per testare un po’ di prodotti?

Mi sono alzata presto per preparare qualche prelibatezza firmata Saclà da portare in spiaggia. E’ stata dura alzarsi: mi succede tutte le mattine da quando dormo sui materassi Simmons! Ve l’ho già confessato: è come dormire su una nuvoletta soffice ed accogliente!

Decido di preparare l’insalata di riso Saclà con pollo e qualche schiacciatina con i Peperoni grigliati e i Pomodori al forno con olive. Per l’insalata di riso ho utilizzato il condimento a cui ho aggiunto qualche pomodorino fresco tagliato a pezzetti e un po’ di tonno (lo so che non avrei dovuto mischiare i gusti ma il principino Alberto è stato tassativo!). L’insieme è molto gustoso e leggero, è piaciuto a tutta la famiglia!
Per le schiacciatine mi sono ovviamente inventata la ricetta. Ho utilizzato lo stesso impasto che utilizzo per la torta Pasqualina (ricetta qui), e per farlo ovviamente è venuto in aiuto il mio mitico e ormai inseparabile robot da cucina della Kitchen Aid. Ho steso l’impasto a mano, per lasciare un certo spessore, formando alcune schiacciatine e ho condito con i Pomodori al forno spezzettati e i Peperoni grigliati. Cottura in forno a 180-200° e le schiacciatine erano pronte!


Per trasportare il gustoso pranzetto non potevo che utilizzare i contenitori Press & Fresh di Spontex: per l’insalata di riso il pratico kit pranzo con posate, per la frutta fresca il contenitore sottovuoto più grande. L’utilizzo è semplice, per creare il sottovuoto basta premere sul coperchio del contenitore, facendo attenzione che la valvola sia ben chiusa. Ho scoperto, guardando le istruzioni, che si possono utilizzare anche con il forno a microonde: un punto in più! Io lo utilizzo spesso pertanto sono sicura che saranno molto utili!
Le schiacciatine hanno invece trovato posto nella praticissima e bellissima Lunch Bag allegata al numero di maggio di CasaFacile!

Preparato il tutto, siamo partiti alla volta della spiaggia. Una bellissima passeggiata in bicicletta sul lungo mare e poi finalmente mare!!!! …. Se non fosse che dopo poco il sole si è coperto e non è più tornato… Pazienza! Ci siamo consolati mangiando tutto quello che avevo preparato e le schiacciatine sono piaciute a tutti, amici compresi!

venerdì 1 giugno 2012

Marielucie e il tortino firmato KitchenAid


Affettare! Mescolare! Montare! “En avant, marche!” Grandi manovre in cucina…

Ieri, ho grattugiato le carote per il contorno, oggi ho affettato le patate per il tortino e montato a neve gli albumi per il tiramisù e la velocità delle operazioni continua a sorprendermi! Guadagnare tempo in cucina è un regalo considerevole per chi ha tanti altri impegni o altri interessi! Il Food Processor Artisan è davvero il perfetto alleato!


Vi piace il mio tortino?

Nella ciotola grande, con il disco apposito (quello medio riduce in fette di 4mm; in dotazione c’è anche quello sottile per fette di circa 2mm) ho affettato le patate. Poi ho mescolato 200g di formaggio feta, 1 vasetto di yogurt bianco, 1 uovo, sale, pepe e noce moscata.

In uno stampo foderato di carta forno, ho fatto un primo strato di patate, ho versato un filo d’olio, ho salato, ho ricoperto con un po’del composto, poi un altro strato di patate e così via, si finisce con il composto.

Ho infornato nel forno caldo a 200°. Per la prima mezz’ora di cottura, copro il tortino con un foglio di alluminio poi lascio cuocere ancora 30 o 40 minuti.

Si gusta sia tiepido, che freddo. Buon appetito!

martedì 22 maggio 2012

La torta Pasqualina e la pasta frolla di Valentina con KitchenAid

Non vi so dire se è la ricetta tradizionale, non credo proprio, ma è la ricetta di casa mia.

Ho lavato la ciotola grande del mio Food Processor KitchenAid, l’ho asciugata e ho inserito la lama per gli impasti. Questa operazione di lavare e asciugare pensavo mi “stufasse” di più invece, ora che ci sono abituata devo dire che non mi pesa assolutamente. Sempre meglio che avere sul bancone di cucina mille attrezzi semi usati, ciotole di varie misure e disordine ovunque!

La pasta è semplicissima e velocissima da preparare: 250 gr circa di farina 00, sale, 3 cucchiai di olio extravergine e se volete un cucchiaino di burro vegetale. A questo si aggiunge acqua tiepida in piccole quantità (usando il tappo dosatore di cui è dotato il Food Processor) fino a che l’impasto non forma una palla. Non so dirvi l’esatta quantità di acqua, diciamo intorno ai 100-120 ml ma vi consiglio di aggiungere poco alla volta finchè non avete trovato la giusta dose. Una volta preparata avvolgete la palla con una pellicola e lasciate riposare circa 30 minuti.

Per il ripieno io utilizzo carciofi tagliati e soffritti in padella (circa 5) e un mazzo di bietole (le bietole a foglia piccola che si usano qui in Liguria) lessate unite al soffritto di carciofi (utilizzate una cipolla e/o uno spicchio d’aglio). Amalgamo il tutto con uova (io ne utilizzo 2), parmigiano grattuggiato, ricotta, maggiorana, sale.

A questo punto dividere l’impasto a metà, stendere due dischi sottilissimi (io li tiro un po’ con il mattarello e poi a mano), ungere una teglia (possibilmente di alluminio), foderare con un disco di pasta, facendola debordare un po’, stendere il ripieno (c’è chi forma uno o più incavi al centro del ripieno e mette per ciascuno un uovo), cospargere con un po’ di parmigiano e poi coprire con il secondo disco di pasta ripiegando a treccia l’impasto sottostante con quello steso sopra. Ungete la superficie con olio extravergine e mettete in forno a 180° C per 45-60 minuti finché la superficie non è ben dorata.


Dopo la preparazione della torta Pasqualina ho preparato la pasta frolla per la crostata. Anche in questo caso ho lavato tutti gli accessori del Food Processor e riutilizzato la lama per l’impasto. Ho amalgamato farina, burro, zucchero e tuorli d’uovo. Poi ho lavorato velocemente a mano l’impasto, un po’ di marmellata di arance amare e voilà anche la crostata è stata fatta.

In definitiva sono rimasta molto soddisfatta del risultato. Sono riuscita a preparare tutto in tempi veloci, nonostante fosse la prima volta che utilizzavo il robot per quelle preparazioni. Anche in questo caso il Food Processor si è dimostrato un valido aiuto in cucina!

giovedì 3 maggio 2012

Chiara cucina con KitchenAid: la storia di un miracolo!

KitchenAid ed IL CUCINARCI INSIEME ovvero:
come cercare di realizzare un miracolo!

Io non cucino mai! Quando accade le reazioni in casa sono: Tobias, figlio di 5 anni: “Papà cucina mamma. Stasera ordiniamo una pizza?”; Fabry marito saggio: ”Domani catene da neve per tutti anche se è agosto!” … solamente Zoe, figlia di quasi 3 anni, tace... inconsapevolmente!


Quindi con queste premesse ho parecchie aspettative da soddisfare! Il mio KitchenAid è un robot completo dallo spremiagrumi fino alle fruste per montare la panna passando per varie misure di lame per tritare. Ed io ho una ricetta in mano! Si chiama Pisto Manchego, è una ricetta spagnola e l’ho scelta sia per l’amore che ho per la cucina spagnola, sia perché in questa posso vedere il mio KitchenAid on the action in 2 modi. E’ un piatto che si cucina con verdure di stagione.

Ingredienti:
2 zucchine
2 cipolle
1 peperone
4 pomodori succosi
Olio
E se ci fosse del prosciutto crudo a dadini

Si tagliano a pezzi grossolani le verdure e qui entra in funzione il mio KA! Quindi pelo cipolle, lavo e taglio le estremità delle zucchine, taglio e tolgo i semini al peperone ed uso di nuovo KA!
Prendo ed inserisco prima le cipolle nel mixer, poi le zucchine e il peperone e taglio in modalità grossolana; quindi uso una lama grossa ed uso il KA in modalità a pulsazione, cioè intervallo il movimento in modo che la verdura rimanga a pezzi grossi.

Questa è la ricetta tradizionale, ma io sto pensando che far mangiare questo ai miei figli sarebbe impossibile … allora cambio! Metto una lama più piccola e frullo il tutto aggiungendo anche dei pezzetti di speck tagliati a dadini che avevo fatto saltare prima in padella con olio extravergine d’oliva. Ed ecco il risultato: un sugo, perché ho aggiunto i pomodori che diceva la ricetta ed ora avendo usato il mio KA in un’altra modalità ho un sugo, spero buono, per stasera.

Per lavare il KA bastano realmente poche mosse: sciacquando sotto acqua corrente i vari pezzi tornano puliti in poco tempo. Mi piace poter cambiare i programmi del mio KitchenAid ed aver a disposizione diverse lame… e poi lui è efficientissimo,  ha una tale potenza di motore che in poco tempo ho fatto tutto! Ho cronometrato la durata della mia preparazione: 30 minuti, non male eh?!

E ora i commenti al mio piatto! A Fabry è piaciuto anche se secondo lui andava messo più speck  per rafforzare il sapore. Ai miei figli… Zoe non l’ha neanche assaggiato, Tobias l’ha mangiato ma ha detto che non gli è piaciuto. Io ho cucinato una cosa, per la prima volta da tempo, e ciò già mi piace!

Inseparabili!

mercoledì 2 maggio 2012

Laura e i waffle salati: una vera delizia!!!

Dopo aver sperimentato le cialde dolci (un classico della cucina belga), provo a cimentarmi nella preparazione dei waffle salati. Una ricetta che si può arricchire con ingredienti vari e che costituisce un appetitoso antipasto o uno snack (alquanto sostanzioso però).

Per l’impasto consiglio di utilizzare la farina per focacce. Non ci sono grandi variazioni rispetto alla versione dolce per le quantità che preferisco seguire abbastanza fedelmente, correggendo un po’ con latte se l’impasto risulta eccessivamente denso. Differente è invece il tempo di cottura essendo i waffle più consistenti per l’aggiunta di patate e altri ingredienti


La mia prima prova è stata superata brillantemente. Apprezzata da tanti amici soprattutto la ricetta con l’aggiunta di acciughe in occasione del compleanno di mia sorella… Sono soddisfatta, molto!!! Grazie Waffle Baker Artisan di KitchenAid!

venerdì 30 marzo 2012

Muffin salati per Marielucie e KitchenAid

La domanda da porsi è: perché il Food Processor KitchenAid? Il mio personale punto di riferimento è il mio vecchio robot, compagno ormai da una vita e vedendoli l’uno accanto all’altro mi sono venuti in mente una “due Cavalli” e una fuoriserie!


La differenza estetica salta agli occhi, ma io posso testimoniare anche la differenza di peso! La base col motore pesantissima assicura una stabilità perfetta, non si corre il rischio di vedere il robot passeggiare sul piano da lavoro quando si mette in funzione! E nonostante la potenza notevole, l’apparecchio è relativamente silenzioso, anche quando si tratta di macinare la frutta secca per esempio. Un altro punto a suo favore è l’efficacia e la rapidità, ogni azione si risolve in pochi secondi, dal grattugiare le carote, al montare la panna o impastare la pasta frolla.

Conclusione: non c’è gara!

Ho provato a fare i miei Muffin Salati

Ingredienti:
100g di farina
1\2 sacchetto di lievito per torte salate
2 uova
125 g di ricotta
3 cucchiai d’olio
100g di pancetta affumicata
100g di grana macinato
Sale, pepe e noce moscata

Prima di tutto, macinare il grana nel contenitore piccolo con le lame universali.
Ritirare il contenitore piccolo e impastare tutti gli ingredienti compreso il formaggio nella ciotola grande con le lame universali.
Tutta la preparazione richiede pochissimi minuti.
Distribuire l’impasto nelle formine per muffins e cuocere in forno caldo (180°) per 20 minuti.

giovedì 29 marzo 2012

Valentina "assaggia" KitchenAid e la ciambella della mamma

Quando ho saputo che avremmo testato un prodotto Kitchen Aid ero felicissima per questi motivi: io adoro cucinare; io adoro il marchio Kitchen Aid; il mio robot da cucina era arrivato alla fine dei suoi giorni e da un po’ stavo programmando la spesa per sostituirlo.

Vado oltre e confesso che il prodotto che è nella mia wishlist personale da sempre (va bè diciamo da un po’ di anni) è l’impastatore KA. Lo ammetto immediatamente, la prima motivazione che mi ha portato ad apprezzare questo elettrodomestico è l’estetica, a cui io do un valore importante, soprattutto da quando la mia cucina è aperta sul living (ok… dovevo dire mini living). In secondo luogo devo dire che conosco diverse persone che lo possiedono e non ho mai sentito un parere negativo. Poi un giorno, in tempi non sospetti, ho visitato il sito web del marchio e ho appreso che:
  1. È nato a fine dell’Ottocento dall’idea di una donna, Josephine Garis Cochrane, che depositò il brevetto della prima lavastoviglie;
  2. la distribuzione, nata per il settore dei professionisti, si estende ben presto anche a quello domestico;
  3. nei primi anni del Novecento nasce la prima impastatrice domestica e il nome Kitchen Aid.
Quindi stiamo parlando di un marchio la cui filosofia si è basata e si basa sulla creazione di elettrodomestici in grado di fornire un valido aiuto in cucina e non solo ai professionisti.

Questo quindi sarà il mio punto di partenza; ma torniamo a noi cioè al prodotto che mi è stato assegnato per il Family Tester: il Food Processor Artisan, colore rosso imperiale. Esteticamente molto bello, solido, con la sua base in metallo, e super accessoriato. Questo robot da cucina permette di affettare, tritare, impastare, mixare tutti i preparati per la cucina, grazie a una serie di accessori che sono ben organizzati in una scatola studiata nei minimi particolari per riporli ordinatamente.

Detto questo la prima cosa che ho fatto è consultare la guida. Sinceramente pensavo che, come molte case produttrici fanno, sarebbe stato disponibile il libretto solo in italiano, invece la guida multi lingue è assemblata insieme quindi ci si vede costretti a conservare il "tomo" così com’è.


Scopro, leggendo la guida, che il robot ha in dotazione fino a 3 ciotole, ma il modello che ci è stato inviato ne possiede solo due, quella standard per la maggior parte delle preparazioni e una più piccola, con una mini lama, per piccole dosi. La terza ciotola, quella che non c’è, si chiama ciotola dello chef e in pratica viene utilizzata quando è necessario utilizzare il robot in più passaggi, ma solo con le lame per affettare e tritare. Francamente lo trovo un accessorio utile ma non indispensabile. Molto utile sicuramente è concepire un robot che ha la possibilità di inserire (e utilizzare!) una dentro l’altra le ciotole, intanto perché occorre meno spazio in cucina per conservare tutti gli accessori e poi perché il funzionamento del robot è unico e sempre sicuro.

La posizione che assegno al mio nuovo “aiuto chef” è il bancone della cucina, proprio in bella vista perché voglio evitare di riporlo nella dispensa, come facevo con quello precedente. D’altronde non devo fare più a patti con il mio senso estetico, questo elettrodomestico sta benissimo dov’è, non stona.
Decido di provare la prima ricetta, una torta che sforno frequentemente per la colazione degli ometti di casa (…ok, la mangio anch’io qualche volta ma non sempre … altrimenti il programma “Nivea -pelle rassodata” viene inficiato). Se deve essere un valido aiuto vediamo se l’impasto viene bene, senza intoppi…
Si tratta di quella che io chiamo “la ciambella della mamma”, perché la ricetta me l’ha data lei:


L’impasto è venuto molto bene, non posso dire meglio che con le fruste tradizionali, non sarei onesta, ma altrettanto bene. Francamente non pensavo fosse scontato. Inizialmente il mio dubbio era: verrà cremoso senza utilizzare le fruste tradizionali? Risposta: sì.

Ora però vi dico esattamente quello che mi è piaciuto: utilizzare un elettrodomestico che è a portata di mano perché già posizionato in cucina. Mi è piaciuta la velocità con cui ho realizzato il tutto. Mi è piaciuto azionare il robot per montare uova e zucchero senza avere la necessità di star ferma a tenere le fruste perché la robustezza della base consentono al robot, certo per pochi minuti, di essere autonomo e nel frattempo ho potuto pesare gli altri ingredienti.

Quello che non mi è piaciuto è legato ad un dettaglio, cioè al tastierino dei comandi (cautelativamente dico per ora, visto che ho testato poco): innanzi tutto perché la fessura intorno al tastierino raccoglie un po’ di polvere (e anche farina e altri scarti provenienti dall’uso del robot) e poi perché la copertura dei tasti è piuttosto “leggera” e in alcuni punti pare parzialmente già scollata. Passando il dito ri-aderisce ma non ho idea se è da considerare una situazione permanente o meno. In un robot che si presenta robusto e affidabile e dal prezzo non economico penso sia necessario badare anche ai dettagli.

Il robot si è dimostrato un valido aiuto in cucina e c’è di più: dopo questa prima prova ho utilizzato il mio KitchenAid per preparare gran parte dei piatti di una cena con amici. Insomma ho provato ad usarlo testando un po’ più di funzioni e modalità.
Vi svelerò tutto nella prossima puntata!

Marielucie, KitchenAid e la crostata di mandorle

Come promesso, ho sottoposto il Food Processor KitchenAid alla prova della mia crostata alle mandorle... e il risultato ha accontentato tutti i golosi di casa!


Uno degli aspetti più pratici del robot è la doppia ciotola, un contenitore piccolo s’incastra all’interno del contenitore più grande. Nella ciotola piccola ho preparato la farcitura: occorre macinare le mandorle e sbriciolare gli amaretti, 2 operazioni perfettamente eseguite dalle lame universali in acciaio. In seguito ho unito lo zucchero, l’uovo e la ricotta e mescolato il tutto.


A questo punto, ho ritirato la ciotola piccola e sistemato la lama per l’impasto. Ho versato tutti gli ingredienti  per la base della crostata e attivato l’apparecchio. In pochi secondo la pasta è pronta!
Infine ho steso la pasta con le dita in una teglia foderata di carta da forno, ho versato il ripieno su questa base e ho decorato con strisce di pasta.


La crostata deve cuocere per circa 45 minuti in forno preriscaldato a 180° e poi va cosparsa di zucchero a velo una volta raffreddata.

Ingredienti per il ripieno:
50g mandorle
100g amaretti
100g zucchero
1 uovo
300g ricotta

Ingredienti per la base:
300g farina
100g burro ammorbidito
150g zucchero
2 uova
1 bustina di lievito

mercoledì 28 marzo 2012

Il primo miracolo di KitchenAid: Chiara vuole cucinare

Ok, il food processor KitchenAid è arrivato … ed è pesantissimo!

Nella scatola ogni lama, ogni accessorio è protetto da una pellicola o da polistirolo; lo spazio è studiato in modo da essere sfruttato al massimo (è uno shangai di pezzi di robot!): già da questo capisci di avere a che fare con gente che ci tiene a fare bene il proprio lavoro, e perciò si preoccupa che arrivi a casa il prodotto integro. Per me questo è sinonimo di serietà e professionalità.
Prima impressione? Ben fatto gente!

Inizio con una banale spremuta di arancio, anzi di mandarino, perché con lo spremiagrumi ci sono in dotazione 2 tipi di beccuccio! Si leggono sempre le istruzioni prima! Sempre e prima!!! Lo dico a voi , ma solo per ridirlo a me, ehm. Leggi le istruzioni e ti aprirà un mondo... facile!

In ogni caso lo spremi agrumi è efficientissimo, rapido, dalla potenza di una trivella per carotaggio lunare! E mi chiedo… Come mai così tanta potenza?
Sul sito trovo subito la risposta alla mia domanda: “Ka si spinge oltre i limiti dell'unione perfetta tra tecnologia e design , incarnando un'arte di vita fatta di piacere, condivisione e, soprattutto, di passione” … La passione: ah, io a questi li adoro!

Ora cominciamo col capire chi è Bartolo (così ho chiamato il mio KitchenAid!) e cosa farà da noi visto che le mie prodezze di cuoca si concentrano in: “Cucino io? Bene! Che pizza ti devo ordinare?”: con lui posso impastare (torte, pasta frolla, pizza), posso tritare (il soffritto ad esempio!). E poi ha contenitori di diverse misure: un bicchiere per mettere le cose da tritare di due dimensioni, una “piccola” dove infili comodamente carote, zucchine e una seconda dove puoi mettere melanzane, patate, che puoi affettare a seconda della lama e del tipo di taglio che ti serve. Ha bacinelle che possono essere contenute una dentro l’altra e che puoi utilizzare a seconda della grandezza delle porzioni.


Sì, il mio robot Bartolo-KA è un elettrodomestico che consiglierei a tutti, perché ha tutto, dal tritatutto allo spremiagrumi per differenti misure di agrumi, è bello, bello e bello da guardare, da toccare ed ha una potenza che lo rende velocissimo per l’uso quotidiano e forte per resistere nel tempo: il Food Processor KitchenAid ha proprio l'aria di quello che durerà un bel po'.

E qui sta la risposta anche all’altra domanda che mi sono posta: il prezzo! Giustificato dalla durata del mio Bartolo, dalla perizia nei dettagli, dalla bellezza del design. Sì ho fiducia nel KitchenAid - Bartolo, molto! Lo guardo con ammirazione, adesso capisco perché il mio capo che cucina tutti i giorni ha tutta la linea della KitchenAid.

Benvenuto tra noi Bartolo e grazie d'esser qui! Questa cosa del metterci Passione mi ha fatto venir voglia di cucinare... no, non di ordinare la pizza al telefono, di cucinare, bene con passione. Promesso!

Laura alle prese con il Waffle Baker: evviva le cialde!

Kitchen Aid tra design e dolcezza.

Il Waffle Baker della Kitchenaid ha già trovato la sua collocazione nella mia cucina. Solido e compatto, nel bel colore rosso imperiale ha un design attraente che richiama le linee dei piccoli elettrodomestici anni '50.

Potrò realizzare cialde dolci e salate (all'interno del libretto delle istruzioni c'è anche un ricettario  che sicuramente mi tornerà utile). I dolci non sono mai stati il mio forte, ma questo apparecchio mi spronerà a sperimentare per la gioia del marito goloso...

Il suo utilizzo è semplice e divertente. Mi cimento con la ricetta 4/4 waffle avendo già gli ingredienti a mia disposizione: farina, zucchero, margarina, uova. Le dosi indicate sono molto abbondanti, non so se utilizzerò tutto il composto perché so già che in poco tempo i dolcetti saranno destinate a sparire...


Dopo aver preriscaldato le piastre, verso l'impasto su entrambi i lati e aziono il timer di cottura. Il profumo inizia a farsi intenso e invitante, ma le indicazioni consigliano di buttare le prime cialde... Meno male perchè il risultato non è eccellente :((  Che sbadata, ho impostato il tempo, dimenticando la cosa più importante: azionare il tasto START, dunque non è scattato il segnale acustico e  le cialde sono uscite bruciacchiate.. Ehm, ritenta, sarai più fortunata. 

Seguo passo a passo le istruzioni. Adesso scelgo una ricetta un po' più leggera, il composto della precedente era più consistente. Preparo i waffle alla belga con meno burro e farina e con l'aggiunta di un po' di latte e panna. L'aspetto e la fragranza sono stuzzicanti. Li spolverizzo con un po' di zucchero a velo e ne assaggio uno: finalmente ci siamo, sembrano commestibili e il sapore è gustoso. Li gradisce anche mio marito che dopo pranzo ne addenta uno!


Di pomeriggio accompagnano una piacevole pausa tè con mia sorella, che, entusiasta del risultato ne prende un po' per la colazione del giorno dopo. Li riempirà con la confettura di ciliegie!

martedì 27 marzo 2012

Alessandra e il Blenderosaurus KitchenAid

“I don’t care what you call it, it’s the best kitchen aid I’ve ever had!”

Ommamma! Ma allora è vero?! Dovrò testare un frullatore KitchenAid! Salti di gioia scomposti: avere un KitchenAid è un sogno vero e proprio, l’ho ammirato in vari colori e sfumature in bella mostra nelle cucine di vetrine, riviste, blog e siti d’arredamento e ora sarà nella MIA :-)

Appena ho tra le mani il mio blender (quanto mi piace chiamarlo all’inglese!), gli trovo un posticino dove possa spiccare. A toglierlo dalla scatola faccio fatica: è pesante ben 4,5 Kg e alto più di 38 cm!
La base è in metallo pressofuso e la caraffa in vetro temprato (per resistere meglio!), il collare di blocco in plastica con le lame in acciaio inossidabile (per miscelare meglio!), il coperchio in gomma con tappo dosatore trasparente (per aderire meglio!). E, gran cosa, il pannello comandi è integrato nella base senza fessure né scanalature (per pulirlo meglio!).


Il motore è potente, trita addirittura il ghiaccio e gli alimenti congelati, ma si comporta come un diesel: lento in partenza e rapido e costante in accelerazione, per miscelare i cibi perfettamente e in maniera omogenea. Sulla confezione, una ricostruzione grafica molto illuminante, spiega come: le lame, disposte due in su e due in giù a quattro diverse altezze – mai visto prima – scatenano ben due movimenti opposti, un vortice centrale che sale stretto e in senso antiorario, e uno esterno che sale lasco in senso orario fino in cima, per poi ricadere verso il centro. Sono molto colpita: altro che piccolo elettrodomestico! Io, nota non-chef che fino ad ora ha solo usato una volta sì e cento no un frullatore a immersione, credo che il nome Blenderosaurus gli sia dovuto ;-)

Do un’occhiata veloce al sito internet e scopro come l’azienda sia profondamente legata al mondo femminile: è una donna, Josephine Garis Cochrane, a brevettare la prima lavastoviglie nel 1886, adattandola poi all’uso domestico; è sempre una donna a inventare il nome del marchio nel 1919, quando, testando la prima impastatrice elettronica, esclamò: “Non m’importa come lo chiamate, è il miglior aiuto in cucina che io abbia mai avuto!”; è ancora una donna, la designer di fama mondiale Egmont Arens, a progettare nel 1936 i modelli più eleganti, tra cui il mitico K (a cui s’ispira l’impastatrice di oggi); ed è alle donne che si rivolge l’azienda dal 2001 con l’edizione speciale color rosa pallido dei suoi piccoli elettrodomestici, devolvendo parte del ricavato a fondazioni e associazioni impegnate nella lotta contro il cancro al seno.

Mi piace, e mi piace come KitchenAid descrive se stessa, un’impresa che “si spinge oltre l’unione perfetta tra design e tecnologia, incarnando un’arte di vivere fatta di piacere, condivisione e, soprattutto, passione”.
Se Andrea apprezza l’aspetto tecnologico, io ne ammiro la forma: effettivamente, conosco il blender KitchenAid solo come oggetto di design e non come strumento culinario. Ora che ci penso, la cosa mi preoccupa un po’, perché Andrea, ottimo cuoco, persegue la sua tradizione gastronomica veneto-emiliana del “fatto a mano” e storce il naso davanti a tutto ciò che possiede un cavo elettrico; e io, be’, io sono una frana in cucina! Forse, testandolo, è la volta buona che incomincio ad apprezzare quell’aspetto della vita che passa attraverso piatti, pentole e frullatori :-)


Angela si è innamorata del signor Toast

Sono troppo felice di aver ricevuto il bellissimo tostapane del prestigioso marchio KitchenAid! Ho voluto documentarmi meglio e ho scoperto che l'universo KitchenAid ebbe inizio nel 1886 con l'idea di una donna:si chiamava Josephine Garis Cocharane e rivoluzionò il mondo della cucina.


Soddisfatta per queste informazioni, leggo finalmente le istruzioni del mio tostapane. Quanto mi piace l'aspetto estetico! Ed anche il fatto che sia molto pesante perché costruito interamente in acciaio. Ottimo anche il cavo che può alloggiare sotto la base: avendo uno spazio limitato in cucina  non ingombra! Ha poi un vassoio raccogli briciole ed anche questa è una nota positiva perché rende il tostapane KitchenAid molto facile da pulire. Infine grazie agli scomparti ampi, posso preparare vari tipi di pane.

Il voto 10 e lode però lo do al suo sensore elettronico "intelligente": quando il pane è dorato emette un suono acustico ed avverte che la cottura è ultimata. 


Sono giorni che sto "testando" il mio tostapane, io lo chiamo "signor Toast" perché è davvero un signor tostapane, ne sono letteralmente innamorata. Toast, bruschette, piadine: tutto quanto diventa dorato e croccante. Grazie signor Toast, sei il mio amico in cucina. Le mie prime ricettine sono a base di prosciutto, sottilette, emmenthal, insalatina, pomodorini e mozzarella, ma ho ancora da sperimentare tanti buoni e gustosi ingredienti!

lunedì 26 marzo 2012

Marielucie disintegra arance (ma fa anche il purè) con KitchenAid

Dopo aver testato un telefonino e delle creme cosmetiche, finalmente si mangia!


Per dirla tutta, prima bisogna darsi da fare: tagliare, grattugiare, affettare, impastare, spremere, montare, sminuzzare, tritare, frullare... per fortuna mi assisterà un aiutante bellissimo, rosso fiammante, dall’aria professionale, un robot da cucina dal nome autorevole, Food Processor Artisan” di Kitchen Aid.


Colpisce subito la sua robustezza: l’apparecchio pesante e stabile suggerisce potenza e sicurezza. Indubbiamente è anche un bell'oggetto e non fatica a trovarsi un posto in primo piano.

Un’occhiata al libretto delle istruzioni e via con le prime prove! Sarà la mia scarsa confidenza col robot, ma i primi esperimenti mi deludono un po’: ho tentato di affettare i cipollotti ma ho ottenuto lunghe strisce invece di rotelline, ho voluto spremere un’arancia e per poco il frutto non si disintegrava!

Per fortuna i tentativi successivi hanno avuto esiti più soddisfacenti: il formaggio si grattugia facilmente e la panna si monta in un attimo, le patate poi si riducono in un purè sofficissimo! Questi sono solo i primi elementari test, presto ho intenzione di sottoporre il robot rosso alla preparazione di piatti più elaborati, ho in mente una torta … ma ne riparliamo la prossima volta, sempre qui sul blog!

Darva, KitchenAid e la teoria dei toast verticali

Da qualche mese il vecchio tostapane ci aveva abbandonato, ed era stato sostituito da una piastra orizzontale per tostare il pane... non l’avessi mai fatto! Da allora è iniziata una infinita, lunga, estenuante discussione SULLA TEORIA DEI TOAST VERTICALI!

Da questa premessa potete immaginare come è stata accolta la notizia che CasaFacile mi avrebbe mandato da testare il Tostapane KitchenAid (...e come io mi sono salvata!)

Com’è?  Rosso, bellissimo, fifties!

Nella nostra cucina si è ambientato perfettamente, e non poteva essere altrimenti, dato che è molto curato dal punto di vista estetico, ma senza tralasciare comode funzionalità nell’utilizzo: il cassetto raccoglibriciole, comodo per tenerlo pulito, la manopola che ti permette di regolare la doratura a 9 livelli differenti per ottenere il pane e i toast esattamente come li vuoi tu, la possibilità di avvolgere il cavo sotto. Insomma meraviglioso!

Ho scoperto però che alcuni accessori sono opzionali cioè da comprare a parte (pinze e scalda pane) e invece sarebbero utili. Peccato!
Dopo giorni in cui abbiamo mangiato solo toast (rigorosamente verticali) a colazione,  pranzo e cena, è iniziata anche la sperimentazione di NUOVE RICETTE

Eccone una: Crostini salsiccia e squaquerone!
Far rosolare in padella 100 gr di salsiccia, aggiungere 100 gr di formaggio squaquerone. Quando il formaggio inizia a fondere, spalmare tutto su fette di pane caldo tostato e spolverare con pepe nero... una delizia per il cuore!
Buon appetito!

mercoledì 21 marzo 2012

Tostapane Artisan di KitchenAid

Con una struttura di grande solidità in acciaio inox e metallo pressofuso, il tostapane Artisan® di KitchenAid spicca per il suo design anni ’50, caratterizzato da curve morbide e arrotondate.

Disponibile nella versione a due scomparti e a quattro scomparti, è dotato di sensori elettronici intelligenti, in grado di rilevare la temperatura e procurare lo spegnimento automatico quando il pane è pronto e tostato al punto giusto. Se invece si desidera personalizzare la tostatura, la leva di espulsione manuale consente di interrompere la macchina quando lo si desidera rendendo il pane subito disponibile.
Gli scomparti presentano una lunghezza e una profondità tali da poter ospitare ogni tipologia di pane e nella versione “a quattro” ogni coppia può essere utilizzata in modo indipendente, ciascuna con i propri comandi e i propri meccanismi di accensione e spegnimento.
Le manopole dei comandi sono poste lateralmente e sono estremamente intuitive e facili da usare, mentre sotto il tostapane è collocato un vassoio raccoglibriciole estraibile in acciaio inox, molto semplice da pulire e lavabile anche in lavastoviglie. Tra gli accessori opzionali, sono disponibili la pinza per toaster e scaldapane a due o quattro scomparti

Restiamo in attesa delle recensioni di Darva e Angela che stanno provando il Tostapane... 

Food Processor Artisan di KitchenAid


Utensile da cucina indispensabile, il Food Processor Artisan® permette di liberare la creatività in cucina. Questo apparecchio flessibile esegue ogni compito rapidamente e con semplicità, consentendo la preparazione di innumerevoli ricette in pochissimo tempo.

Stabile e resistente grazie alla struttura interamente in metallo, è dotato di un motore a trasmissione diretta silenzioso, affidabile e di lunga durata; è ideale per impastare svariati tipi di cibo e per affettare e tritare, con diversi livelli di velocità, differenti tipologie di alimenti.

Restiamo in attesa delle recensioni di Chiara, Marielucie e Valentina che stanno provando il Food Processor...

Frullatore Artisan di KitchenAid


Il frullatore Artisan® grazie alle sue esclusive funzioni è il top di gamma tra i frullatori presenti sul mercato: è robusto, stabile e resistente e garantisce sempre un risultato eccellente. L’esclusivo motore con controllo Intelli-Speed™ mantiene automaticamente costante la velocità, anche quando la densità degli alimenti varia per l’aggiunta di nuovi ingredienti, e la funzione Soft Start fa si che il frullatore parta sempre a velocità bassa, per attrarre gli ingredienti verso la lama e amalgamarli meglio, per poi aumentare fino alla velocità selezionata.

Grazie a un motore da 0,9 cavalli e ai sei velocità che frullano, triturano, miscelano, omogeneizzano, sciolgono, e tritano il ghiaccio, è in grado di mixare  tutti gli ingredienti che desiderate.

Quest’anno KitchenAid, pensando a tutte quelle ricette che richiedono una piccola quantità di ingredienti, come sorbetti e salse – il pesto, ad esempio, riesce in maniera perfetta perché il frullatore sminuzza finemente i pinoli e grattugia anche il formaggio - presenta un nuovo accessorio: la caraffa in vetro da 0,75 litri. Piccola e leggera, la nuova caraffa è facile da usare, multifunzionale e versatile: è dotata di un tappo dosatore perforato che consente di misurare le dosi e aggiungere gli ingredienti anche mentre si sta frullando … pratica e intelligente, la nuova caraffa è un accessorio insieme al frullatore con caraffa da 1,5 lt.

Questo straordinario piccolo elettrodomestico è davvero un alleato prezioso in cucina perché semplifica la preparazione di qualsiasi piatto, per accompagnarci durante tutta la giornata con ottimi frullati per la colazione, miscele deliziose per la torta della merenda, squisiti passati di verdura per la cena, o velocissime creme per la cura del viso!

Restiamo in attesa delle recensioni di Alessandra che sta provando il Frullatore...  
 

Waffle Baker Artisan di KitchenAid

Il Waffle Baker Artisan® di KitchenAid è un piccolo gioiello di tecnologia, ideale per preparare gustosi waffle. Caratterizzato da un design forte ed elegante, è stato pensato per cucinare deliziose cialde dolci e salate da guarnire con tutti gli ingredienti che ci suggerisce la nostra creatività.

Il Waffle Baker Artisan® di KitchenAid è robusto, stabile e resistente perché è creato e progettato guardando al mondo dell’alta cucina. È dotato di un display con timer, di un termometro e di un’unità a cottura a conchiglia che garantiscono una cottura facile, veloce e a temperatura costante.

Il coperchio e le impugnature cool reach, integrati in una forma arrotondata, consentono un utilizzo sicuro del Waffle Baker, mentre le piastre anti-aderenti, che permettono di preparare due waffle con profilo rotondo, sono facilissime da pulire. Infine, la sua straordinaria ergonomia e la robusta base in acciaio inossidabile donano alla cucina un tocco di eleganza e di hi-tech davvero irresistibili.

Il Waffle Baker Artisan® di KitchenAid trasforma tutte le ricette in piatti fantasiosi e sorprendenti, capaci di soddisfare anche i palati più esigenti!

Restiamo in attesa delle recensioni di Laura che sta provando il Waffle Backer...