Come potrete immaginare, la Fujifilm Instax Mini 8 è stato il prodotto che più mi ha entusiasmato tra quelli da testare. La conoscevo, l'avevo già vista all'opera ed era uno di quegli oggetti da "wish list" che speri sempre qualcuno ti regali... ma non succede quasi mai, tranne questa volta in cui ci ha pensato CasaFacile!
Finalmente, dopo tutto il necessario per una casa pulita e profumata, qualcosa di creativo con cui divertirsi e sperimentare.
Ne ho approfittato per realizzare un progetto che avevo in mente da tempo, forse sbirciato su qualche board di Pinterest: un bel cuore di fotografie, sul muro. Così, ho iniziato a scattare e raccogliere foto di noi due, di luoghi che abbiamo visitato insieme, di piccoli particolari quotidiani: una collezione di momenti e cose belle.
Non è stato sempre facile, abituata come sono alle macchine fotografiche digitali in cui posso regolare le impostazioni e soprattutto controllare cosa sto inquadrando. Insomma, il risultato con la Instax è sempre una sorpresa... a volte bella, a volte un po' meno, anche se mi è capitato più volte di conservare scatti "difettosi" proprio per il loro fascino imperfetto.
Purtroppo, il tempo e le occasioni a disposizione per scattare prima della "consegna" non sono state molte e quindi il mio primo esperimento è con un cuore piuttosto piccolo. Per questo, al momento di scegliere dove collocarlo, ho optato non per un muro ma per una paretina di legno di fianco al divano del soggiorno. Prima di appendere le foto ho provato su un tavolo diverse composizioni per creare il cuore, fotografandole dall'alto con il cellulare per vedere l'effetto. Una volta soddisfatta, ho trasferito le immagini sulla paretina usando le gommine adesive rimovibili. Così, potrò sostituire le foto con scatti nuovi o eventualmente spostare il cuore.
Oltre alle foto della instax, ne ho aggiunta una in un formato diverso ma dallo stile simile, regalo di un'amica: mi piaceva l'idea di inserire una scritta tra le immagini e di movimentare un po' la composizione. Anche se molto semplice, è il mio primo progettino decorativo nella casa nuova e sono molto contenta del risultato.
E quando avrò catturato altri momenti con la mia Instax Mini, chissà... magari farò un cuore ancora più grande, su una vera parete!
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martedì 19 novembre 2013
giovedì 14 novembre 2013
Lavatrice di seconda mano? Puliscila a fondo con il Cura lavatrice
Oltre alla lavastoviglie, con il trasloco abbiamo guadagnato anche un piccolissimo locale lavanderia, dotato di lavatrice. In attesa di renderlo carino anche solo la metà di quello della nostra cieffina Ilaria, ho pensato che il passaggio di proprietà fosse l'occasione perfetta per sperimentare il Curalavatrice del Dr.Beckmann.
Non avevo mai utilizzato un prodotto simile, ma si è rivelato davvero molto pratico nell'uso. Seguendo le istruzioni indicate, un unico barattolo da 250 ml è sufficiente per detergere a fondo la vaschetta lasciandola in ammollo, pulire la guarnizione di gomma dello sportello e fare un lavaggio-trattamento completo per l'interno della lavatrice. Il flacone ha una tacca apposita per misurare la quantità di liquido, quindi nessun problema ad azzeccare le dosi.
Il trattamento ha lasciato un buon profumo nella lavatrice e ho apprezzato la sensazione -anche se l'effetto non è concretamente riscontrabile- di aver "resettato" e igienizzato un elettrodomestico di seconda mano, usato finora da altre persone.
Non avevo mai utilizzato un prodotto simile, ma si è rivelato davvero molto pratico nell'uso. Seguendo le istruzioni indicate, un unico barattolo da 250 ml è sufficiente per detergere a fondo la vaschetta lasciandola in ammollo, pulire la guarnizione di gomma dello sportello e fare un lavaggio-trattamento completo per l'interno della lavatrice. Il flacone ha una tacca apposita per misurare la quantità di liquido, quindi nessun problema ad azzeccare le dosi.
Il trattamento ha lasciato un buon profumo nella lavatrice e ho apprezzato la sensazione -anche se l'effetto non è concretamente riscontrabile- di aver "resettato" e igienizzato un elettrodomestico di seconda mano, usato finora da altre persone.
mercoledì 23 ottobre 2013
La crema corpo massaggio profondo merita il massimo dei voti
Dopo tanti prodotti per la pulizia della casa... finalmente qualcosa di profumato anche per noi tester: un gran finale per coccolarci un po'! Dopo aver testato doccia dopo doccia i prodotti scelti per noi, questo il mio verdetto finale.
CREMA CORPO MASSAGGIO PROFONDO "MIRRA" voto 9: il profumo è delicato e gradevole e i microgranuli hanno un piacevole e utile effetto scrub, che lascia la pelle levigata. La texture è fresca e leggera, ma con un buon effetto idratante che permane a lungo. Se applicata dal marito con massaggio incluso, si merita perfino un 9+!
DOCCIA THAILANDESE RINVIGORENTE ALL'HIBISCUS voto 7/8: la profumazione è molto intensa e dall'impronta maschile: personalmente io la apprezzo e trovo che dia una sferzata di energia, ma potrebbe non piacere a chi predilige docciaschiuma con profumi più dolci oppure neutri. La consistenza è molto morbida e l'effetto schiuma dura a lungo anche con poche quantità di prodotto.
CREMA VELLUTANTE MANI CON OLIO DI CRUSCA DI RISO voto 7: non faccio spesso uso di crema per le mani, dal momento che non le ho molto secche, ma con l'arrivo della stagione fredda mi capita di averne bisogno. L'importante per me è che si assorba al più presto, perché odio l'effetto appiccicaticcio sulle dita. La crema de I Coloniali ci ha messo un po' a essere assorbita dalla mia pelle, ma non troppo e lasciando poi le mani levigate, perciò si merita sicuramente la sufficienza. L'idratazione è efficace e il profumo è piacevole.
LATTE CORPO IDRATAZIONE PROLUNGATA ALLA NINFEA voto 6-: sono rimasta un po' delusa da questa crema. La consistenza molto corposa (e quindi un po' difficile da stendere per il mio tipo di pelle) mi dava l'idea di un prodotto dall'alto potere idratante: l'ho provata su gambe e piedi un po' secchi dopo la doccia, ma l'effetto idratazione è durato molto meno del previsto e ho dovuto riapplicarla più volte a brevi intervalli di tempo. Strano, vista la denominazione "idratazione prolungata": probabilmente, non si tratta della crema adatta alla mia pelle. La profumazione è molto delicata e quindi adatta a chi preferisce prodotti con un profumo più neutro.
BALSAMO VISO E DOPOBARBA CON OLIO DI MANGO Non Pervenuto. Ho un marito con la barba e un papà con la barba... quindi niente test da parte degli uomini di famiglia. Una nota sul profumo: speravo si sentisse di più il mango, invece prevale la classica profumazione "pour homme". Attenzione anche a chi, come mio marito, ha una pelle che reagisce male ai prodotti con alcool: il balsamo ne contiene, come la maggior parte dei dopobarba presenti in commercio.
PS: un'avvertenza per chi è attento agli INCI dei prodotti: le creme de I Coloniali contengono i famigerati "parabeni" (la posizione dell'azienda è già stata riportata alla fine del post di Simona). Io di solito prediligo prodotti che non li contengano, ma il marchio da parte sua è onesto perché non promuove i prodotti spacciandoli per "naturali", bensì concentrandosi su altri punti di forza e sull'estetica della confezione. Una riflessione però riguardo al prezzo: i Coloniali si collocano su una fascia di prezzo media ed è un peccato che a questo non corrisponda una maggiore attenzione alla qualità dei componenti, quando adesso anche note marche di cosmetici economici da grande distribuzione offrono linee di prodotti senza parabeni.
CREMA CORPO MASSAGGIO PROFONDO "MIRRA" voto 9: il profumo è delicato e gradevole e i microgranuli hanno un piacevole e utile effetto scrub, che lascia la pelle levigata. La texture è fresca e leggera, ma con un buon effetto idratante che permane a lungo. Se applicata dal marito con massaggio incluso, si merita perfino un 9+!
DOCCIA THAILANDESE RINVIGORENTE ALL'HIBISCUS voto 7/8: la profumazione è molto intensa e dall'impronta maschile: personalmente io la apprezzo e trovo che dia una sferzata di energia, ma potrebbe non piacere a chi predilige docciaschiuma con profumi più dolci oppure neutri. La consistenza è molto morbida e l'effetto schiuma dura a lungo anche con poche quantità di prodotto.
CREMA VELLUTANTE MANI CON OLIO DI CRUSCA DI RISO voto 7: non faccio spesso uso di crema per le mani, dal momento che non le ho molto secche, ma con l'arrivo della stagione fredda mi capita di averne bisogno. L'importante per me è che si assorba al più presto, perché odio l'effetto appiccicaticcio sulle dita. La crema de I Coloniali ci ha messo un po' a essere assorbita dalla mia pelle, ma non troppo e lasciando poi le mani levigate, perciò si merita sicuramente la sufficienza. L'idratazione è efficace e il profumo è piacevole.
LATTE CORPO IDRATAZIONE PROLUNGATA ALLA NINFEA voto 6-: sono rimasta un po' delusa da questa crema. La consistenza molto corposa (e quindi un po' difficile da stendere per il mio tipo di pelle) mi dava l'idea di un prodotto dall'alto potere idratante: l'ho provata su gambe e piedi un po' secchi dopo la doccia, ma l'effetto idratazione è durato molto meno del previsto e ho dovuto riapplicarla più volte a brevi intervalli di tempo. Strano, vista la denominazione "idratazione prolungata": probabilmente, non si tratta della crema adatta alla mia pelle. La profumazione è molto delicata e quindi adatta a chi preferisce prodotti con un profumo più neutro.
BALSAMO VISO E DOPOBARBA CON OLIO DI MANGO Non Pervenuto. Ho un marito con la barba e un papà con la barba... quindi niente test da parte degli uomini di famiglia. Una nota sul profumo: speravo si sentisse di più il mango, invece prevale la classica profumazione "pour homme". Attenzione anche a chi, come mio marito, ha una pelle che reagisce male ai prodotti con alcool: il balsamo ne contiene, come la maggior parte dei dopobarba presenti in commercio.
PS: un'avvertenza per chi è attento agli INCI dei prodotti: le creme de I Coloniali contengono i famigerati "parabeni" (la posizione dell'azienda è già stata riportata alla fine del post di Simona). Io di solito prediligo prodotti che non li contengano, ma il marchio da parte sua è onesto perché non promuove i prodotti spacciandoli per "naturali", bensì concentrandosi su altri punti di forza e sull'estetica della confezione. Una riflessione però riguardo al prezzo: i Coloniali si collocano su una fascia di prezzo media ed è un peccato che a questo non corrisponda una maggiore attenzione alla qualità dei componenti, quando adesso anche note marche di cosmetici economici da grande distribuzione offrono linee di prodotti senza parabeni.
mercoledì 18 settembre 2013
Detersivi alla spina vs Dixan, prima puntata
Nel nuovo appartamento, abbiamo anche un piccolissimo locale a uso lavanderia. Dopo il trattamento con il Curalavatrice del Dr Beckmann, ho inaugurato la nuova lavatrice provando un detersivo Dixan tra quelli ricevuti da Henkel e l'ammorbidente Vernel.
Dixan e Vernel sono nomi conosciutissimi, probabilmente tra i primi che associamo al concetto di detersivo, ma vi devo svelare una cosa: non solo non li avevo mai comprati o usati prima, ma era la prima volta che usavo un prodotto "di marca" per il mio bucato. Finora, infatti, ho sempre scelto detersivi e ammorbidenti ricaricabili alla spina, per motivi ecologici ed economici. Mi sono sempre trovata bene e se non fosse stato per la "missione tester", non credo avrei cambiato prodotto. Ma a caval donato non si guarda in bocca, quindi da quando ho traslocato sto sperimentando il bucato "di marca".
La differenza che ho notato è il profumo. Nei prodotti che uso di solito non è così marcato: il bucato sa di pulito, ma niente più. Tra i due detersivi Dixan finora ho provato "sali minerali e menta acquatica" (mi sembrava il più "estivo" dei due) unito al Vernel "Aromaterapia all'Olio di Argan e Gelsomino": non so distinguere quale dei due prevalga, ma devo ammettere che annusare i panni asciutti e profumati è piacevole... Soprattutto se sono anche belli morbidi: l'ammorbidente Vernel fa bene il suo dovere e i panni rimangono morbidi anche se lasciati per ore sullo stendino dopo che si sono asciugati (noi speriamo sempre che si rimettano da soli nei cassetti, ma non funziona mai).
Ho confrontato la composizione chimica del detersivo alla spina e del Dixan e nella mia ignoranza non ho notato enormi differenze di componenti e quantità. Oltre a sapone in quantità inferiore al 5% e tensioattivi anionici e non ionici, entrambi contengono "profumo" (Dixan ne dichiara anche la composizione, l'altro marchio no), sbiancanti ottici e conservanti, anche se non viene specificata la quantità.
Per quanto riguarda l'ammorbidente, quello che usavo è composto di tensioattivi cationici a base vegetale, mentre Vernel cita semplicemente "tensioattivi cationici". Dal momento che l'ammorbidente viene usato nell'ultima fase di lavaggio e quindi può comunque entrare più a contatto con la pelle rispetto al detersivo, ho voluto controllare sul biodizionario l'INCI del prodotto Vernel. Preziosa è stata la scheda dei componenti trovata sul sito Henkel, che fornisce per ogni prodotto un file pdf con gli ingredienti descritti più nel dettaglio rispetto alla confezione. Buona parte risultano essere "allergeni del profumo" con il codice "giallo"... niente di nocivo, ma si potrebbe fare di meglio. L'unico componente segnalato con un doppio semaforo "rosso" è l'antischiuma/emolliente Dimethicone (non specificato sulla confezione), mentre il conservante e l'additivo si meritano addirittura il "verde". A quel punto però mi sono chiesta: dove saranno gli olii essenziali di Argan e Gelsomino? Forse si nascondono dietro quelle sigle in latinorum? Mi sono sempre chiesta (ovviamente non c'entra Henkel, è così per tutti) perché i cosmetici e i prodotti per la pulizia non parlano... italiano!?!?
Sulla confezione, Henkel dichiara il suo impegno nel rispetto dell'uomo e dell'ambiente. Ecco, mi piacerebbe che anche i marchi più noti provassero ad adottare soluzioni ancora più coraggiose, come i prodotti sfusi o componenti di derivazione naturale.
Dixan e Vernel sono nomi conosciutissimi, probabilmente tra i primi che associamo al concetto di detersivo, ma vi devo svelare una cosa: non solo non li avevo mai comprati o usati prima, ma era la prima volta che usavo un prodotto "di marca" per il mio bucato. Finora, infatti, ho sempre scelto detersivi e ammorbidenti ricaricabili alla spina, per motivi ecologici ed economici. Mi sono sempre trovata bene e se non fosse stato per la "missione tester", non credo avrei cambiato prodotto. Ma a caval donato non si guarda in bocca, quindi da quando ho traslocato sto sperimentando il bucato "di marca".
La differenza che ho notato è il profumo. Nei prodotti che uso di solito non è così marcato: il bucato sa di pulito, ma niente più. Tra i due detersivi Dixan finora ho provato "sali minerali e menta acquatica" (mi sembrava il più "estivo" dei due) unito al Vernel "Aromaterapia all'Olio di Argan e Gelsomino": non so distinguere quale dei due prevalga, ma devo ammettere che annusare i panni asciutti e profumati è piacevole... Soprattutto se sono anche belli morbidi: l'ammorbidente Vernel fa bene il suo dovere e i panni rimangono morbidi anche se lasciati per ore sullo stendino dopo che si sono asciugati (noi speriamo sempre che si rimettano da soli nei cassetti, ma non funziona mai).
Ho confrontato la composizione chimica del detersivo alla spina e del Dixan e nella mia ignoranza non ho notato enormi differenze di componenti e quantità. Oltre a sapone in quantità inferiore al 5% e tensioattivi anionici e non ionici, entrambi contengono "profumo" (Dixan ne dichiara anche la composizione, l'altro marchio no), sbiancanti ottici e conservanti, anche se non viene specificata la quantità.
Per quanto riguarda l'ammorbidente, quello che usavo è composto di tensioattivi cationici a base vegetale, mentre Vernel cita semplicemente "tensioattivi cationici". Dal momento che l'ammorbidente viene usato nell'ultima fase di lavaggio e quindi può comunque entrare più a contatto con la pelle rispetto al detersivo, ho voluto controllare sul biodizionario l'INCI del prodotto Vernel. Preziosa è stata la scheda dei componenti trovata sul sito Henkel, che fornisce per ogni prodotto un file pdf con gli ingredienti descritti più nel dettaglio rispetto alla confezione. Buona parte risultano essere "allergeni del profumo" con il codice "giallo"... niente di nocivo, ma si potrebbe fare di meglio. L'unico componente segnalato con un doppio semaforo "rosso" è l'antischiuma/emolliente Dimethicone (non specificato sulla confezione), mentre il conservante e l'additivo si meritano addirittura il "verde". A quel punto però mi sono chiesta: dove saranno gli olii essenziali di Argan e Gelsomino? Forse si nascondono dietro quelle sigle in latinorum? Mi sono sempre chiesta (ovviamente non c'entra Henkel, è così per tutti) perché i cosmetici e i prodotti per la pulizia non parlano... italiano!?!?
Sulla confezione, Henkel dichiara il suo impegno nel rispetto dell'uomo e dell'ambiente. Ecco, mi piacerebbe che anche i marchi più noti provassero ad adottare soluzioni ancora più coraggiose, come i prodotti sfusi o componenti di derivazione naturale.
mercoledì 11 settembre 2013
Lavastoviglie: con Pril la usa anche lui!
A luglio abbiamo traslocato in un nuovo appartamento in affitto e il pacco di prodotti Henkel da testare è arrivato come un gradito regalo di benvenuto!
Abbiamo inziato con le Pril Gel Caps. E con particolare gioia, visto che nella nuova casa abbiamo finalmente una lavapiatti! Gianpiero, finora addetto al lavaggio piatti manuale, è stato promosso a "manager del reparto lavastoviglie". Ha approvato fin da subito le pastiglie tutto in uno, perché sono semplici da usare, non sporcano e soprattutto lo tolgono dall'incombenza di aggiungere periodicamente sale e brillantante.
Un'unica pecca: la quantità di detersivo non può ovviamente essere dosata e questo può rivelarsi un problema in caso di lavaggi a basso carico. Noi cerchiamo comunque di evitarli per non sprecare acqua ed energia, ma a volte può capitare ed in quel caso la schiuma può diventare eccessiva e addirittura straripare. (Ogni riferimento a fatti realmente accaduti è puramente casuale... :-)
Per chi come noi è alle prime armi con la lavastoviglie, il sito di Pril offre una pagina interessante di approfondimento con l'ABC di questo elettrodomestico. Non ho potuto però fare a meno di notare come nelle foto di chi usa la lavastoviglie compaiano solo donne, l'unico uomo presente è nella sezione "manutenzione" e ha l'aria di essere il tecnico che l'aggiusta. Su, è ora di svecchiare la comunicazione e uscire dagli stereotipi: eccovi quindi il mio ritratto di "uomo con lavastoviglie"!
Abbiamo inziato con le Pril Gel Caps. E con particolare gioia, visto che nella nuova casa abbiamo finalmente una lavapiatti! Gianpiero, finora addetto al lavaggio piatti manuale, è stato promosso a "manager del reparto lavastoviglie". Ha approvato fin da subito le pastiglie tutto in uno, perché sono semplici da usare, non sporcano e soprattutto lo tolgono dall'incombenza di aggiungere periodicamente sale e brillantante.
Un'unica pecca: la quantità di detersivo non può ovviamente essere dosata e questo può rivelarsi un problema in caso di lavaggi a basso carico. Noi cerchiamo comunque di evitarli per non sprecare acqua ed energia, ma a volte può capitare ed in quel caso la schiuma può diventare eccessiva e addirittura straripare. (Ogni riferimento a fatti realmente accaduti è puramente casuale... :-)
Per chi come noi è alle prime armi con la lavastoviglie, il sito di Pril offre una pagina interessante di approfondimento con l'ABC di questo elettrodomestico. Non ho potuto però fare a meno di notare come nelle foto di chi usa la lavastoviglie compaiano solo donne, l'unico uomo presente è nella sezione "manutenzione" e ha l'aria di essere il tecnico che l'aggiusta. Su, è ora di svecchiare la comunicazione e uscire dagli stereotipi: eccovi quindi il mio ritratto di "uomo con lavastoviglie"!
giovedì 5 settembre 2013
Smacchiatori che funzionano su macchie di tè e caffè
Per mettere alla prova gli smacchiatori Dr Beckmann, ho deciso di far loro affrontare una tipologia di macchie alla quale mi ero ormai arresa: tè e caffè. Non amo candeggiare e il detersivo classico non è sufficiente a farle sparire (ci sarà un motivo se il tè viene usato anche per tingere i tessuti, sigh).
Ho messo quindi all'opera il barattolino "Frutta e bevande", indicato per tè, caffè, ma anche succhi, marmellate e cacao (tutta la colazione, praticamente!). Dopo averli fotografati, ho sparso la polvere sui famigerati tovaglioli della colazione, campo di battaglia con chiazze ormai consolidate di bevande mattutine, quasi una specie di batik sui toni del marrone chiaro. Il formato in polvere è un po' più semplice da versare rispetto al liquido, ma più complicato da distribuire uniformemente sulle macchie. Lasciato agire un po', ho messo il tutto a lavare a 40 gradi. Ammetto che non ci avrei scommesso: le macchie erano vecchie e sopravvissute a diversi lavaggi, mentre gli smacchiatori funzionano al meglio su macchie fresche.
Invece, piacevole sorpresa: i tovaglioli sono usciti dalla lavatrice con un aspetto decisamente migliore! Gran parte delle macchie sono sparite, mentre quelle più forti sono diventate quasi impercettibili, lasciando solo un pallido alone.
D'ora in poi, colazioni senza sensi di colpa se, ancora mezzi addormentati, rovesciamo qualcosa dalla tazza!
Ho messo quindi all'opera il barattolino "Frutta e bevande", indicato per tè, caffè, ma anche succhi, marmellate e cacao (tutta la colazione, praticamente!). Dopo averli fotografati, ho sparso la polvere sui famigerati tovaglioli della colazione, campo di battaglia con chiazze ormai consolidate di bevande mattutine, quasi una specie di batik sui toni del marrone chiaro. Il formato in polvere è un po' più semplice da versare rispetto al liquido, ma più complicato da distribuire uniformemente sulle macchie. Lasciato agire un po', ho messo il tutto a lavare a 40 gradi. Ammetto che non ci avrei scommesso: le macchie erano vecchie e sopravvissute a diversi lavaggi, mentre gli smacchiatori funzionano al meglio su macchie fresche.
Invece, piacevole sorpresa: i tovaglioli sono usciti dalla lavatrice con un aspetto decisamente migliore! Gran parte delle macchie sono sparite, mentre quelle più forti sono diventate quasi impercettibili, lasciando solo un pallido alone.
D'ora in poi, colazioni senza sensi di colpa se, ancora mezzi addormentati, rovesciamo qualcosa dalla tazza!
venerdì 5 luglio 2013
Risparmiare acqua e luce? Sì, con i foglietti cattura colore
GLI ACCHIAPPARCOBALENO
I foglietti "acchiappacolore" sono stati per me non tanto una prova, quanto una conferma: ero già, infatti, un'affezionata utilizzatrice, anche se fin'ora non avevo mai trovato il marchio Dr. Beckmann nei negozi dove di solito mi rifornisco.
Trovo comodi i foglietti perché permettono di lavare insieme panni di colori diversi, usando la lavatrice a pieno carico quindi risparmiando acqua, energia, detersivi e soprattutto tempo! Ecologico, economico, pratico: che volere di più?
La prova che funzionano? Direi che la mia colorata collezione di foglietti usati (appesi in bella mostra per l'occasione) parla da sé. Di solito uso un solo foglietto per ogni lavaggio, tranne quando c'è qualche indumento colorato che viene lavato per la prima volta: in quel caso, per precauzione aggiungo un foglietto in più.
Li vedete quei due foglietti arancioni? Ecco, quella volta avevo messo in lavatrice capi di tutti i colori, in prevalenza gialli e verdi, più una maglia nuova color arancione. Prova di lavaggio selvaggio: superata!
Ma i foglietti Dr. Beckmann non servono soltanto per il bucato colorato. Catturano anche lo sporco disperso, infatti se usati nella lavatrice del "bianco" escono con una sfumatura lievemente grigia... e se per caso ti è sfuggito per sbaglio un calzino rosso, niente paura, cattureranno il fuggiasco e salveranno il tuo intimo immacolato.
Mai più senza, quindi!
I foglietti "acchiappacolore" sono stati per me non tanto una prova, quanto una conferma: ero già, infatti, un'affezionata utilizzatrice, anche se fin'ora non avevo mai trovato il marchio Dr. Beckmann nei negozi dove di solito mi rifornisco.
Trovo comodi i foglietti perché permettono di lavare insieme panni di colori diversi, usando la lavatrice a pieno carico quindi risparmiando acqua, energia, detersivi e soprattutto tempo! Ecologico, economico, pratico: che volere di più?
La prova che funzionano? Direi che la mia colorata collezione di foglietti usati (appesi in bella mostra per l'occasione) parla da sé. Di solito uso un solo foglietto per ogni lavaggio, tranne quando c'è qualche indumento colorato che viene lavato per la prima volta: in quel caso, per precauzione aggiungo un foglietto in più.
Li vedete quei due foglietti arancioni? Ecco, quella volta avevo messo in lavatrice capi di tutti i colori, in prevalenza gialli e verdi, più una maglia nuova color arancione. Prova di lavaggio selvaggio: superata!
Ma i foglietti Dr. Beckmann non servono soltanto per il bucato colorato. Catturano anche lo sporco disperso, infatti se usati nella lavatrice del "bianco" escono con una sfumatura lievemente grigia... e se per caso ti è sfuggito per sbaglio un calzino rosso, niente paura, cattureranno il fuggiasco e salveranno il tuo intimo immacolato.
Mai più senza, quindi!
mercoledì 22 maggio 2013
Philips Steam Plus: vantaggi e svantaggi secondo Stefania
Premessa: il mio test completo per Philips Steam Plus è limitato all'unica stanza della casa in cui posso usarlo: il bagno, dove il Philippo (come l'abbiamo amichevolmente battezzato tra tester) è perfettamente in pendant con le piastrelle blu! Purtroppo, il resto dell'appartamento è coperto da un laminato non adatto alla pulizia con vapore... in camera, soggiorno e cucina ho quindi sperimentato soltanto la funzione "raccogli polvere".
L'esperienza con Philippo, se devo essere sincera (e voi volete delle tester oneste, giusto?) non mi ha convinto del tutto. Per farvi capire meglio le mie perplessità, ho raccolto in due liste quelli che per me sono i PRO e i CONTRO del Philips Steam Plus.
PRO:
- design piacevole, attuale, fresco (anche nelle pulizie, l'occhio vuole la sua parte)
- dimensioni poco ingombranti (è possibile anche staccare il manico, perché occupi ancora meno spazio) e gancetto avvolgicavo
- leggero e maneggevole
- uso e manutenzione semplici e immediati
- pulire con la funzione vapore è più pratico rispetto a passare il classico straccio
- il pavimento lavato con il vapore asciuga velocemente
- rumore contenuto
- non servono detergenti (ecologico ed economico)

CONTRO
- l'uso in sola funzione "raccogli polvere" non è efficace: non c'è un meccanismo di aspirazione, le spazzole rotanti dovrebbero semplicemente raccogliere la polvere facendola finire nel contenitore, ma spesso finiscono soltanto per trascinarla
- estraendo il cassetto della polvere nel modo più istintivo, si rischia di rovesciarne il contenuto (mi è successo la prima volta, poi ho fatto attenzione)
- difficile se non impossibile raggiungere bordi e angoli: la parte frontale è occupata dalle spazzole, quindi lo straccio non arriva al limite del pavimento, se non con manovre scomode
Spero che queste indicazioni vi siano utili per valutare se il Phlips Steam Plus può fare per voi. Nel mio caso, devo ammettere che non si è rivelato una soluzione. Sia per l'incompatibilità con i pavimenti, sia perché non riesce a sostituire completamente straccio e aspirapolvere, visto che non raggiunge tutti gli angoli.
Speravo di poterlo usare come sostituto al passare la scopa una volta al giorno, ma la funzione raccogli polvere non mi è sembrata abbastanza efficace.
Forse Philips Steam Plus può essere uno strumento più utile per chi ha pavimenti adatti al vapore, stanze ampie senza troppi ostacoli e cerca qualcosa di maneggevole per una pulizia veloce e frequente, da integrare poi con altri elettrodomestici per le pulizie a fondo. Qui in casa, invece, puliamo i pavimenti una volta a settimana e in quel caso il simpatico Philippo, purtroppo, non basta...
martedì 21 maggio 2013
Un cuscino per leggere e per dormire
Leggere è una mia grande passione, ma il tempo per farlo è sempre poco. Così, il mio luogo di lettura è il letto, in quei pochi minuti rubati al sonno la sera o nelle pigre domeniche mattina, quando si può rimanere sotto le coperte un po' di più.
Il mio nuovo cuscino DaunenStep quindi, è stato messo alla prova non solo per il sonno (compito fin troppo facile: io mi addormenterei ovunque...) ma anche per la funzione "sala lettura". Leggere a letto, infatti, non è comodissimo. A volte mi perdo nella trama di un romanzo e quando torno alla realtà ho i crampi alle braccia.
Il cuscino di piume Daunen Platinum classico - quello bianco, nella foto - mi è sembrato fin da subito un comodo sostegno per leggere sdraiata a pancia in su. E' un cuscino alto, soffice ma consistente e diventa una buona base d'appoggio per la nuca, aiutando a tenerla leggermente sollevata durante la lettura.
E appena "cala la palpebra" basta appoggiare il libro sul comodino, spegnere la lampada e scivolare nel sonno su una nuvoletta di piume... ma questa è un'altra puntata!
Il mio nuovo cuscino DaunenStep quindi, è stato messo alla prova non solo per il sonno (compito fin troppo facile: io mi addormenterei ovunque...) ma anche per la funzione "sala lettura". Leggere a letto, infatti, non è comodissimo. A volte mi perdo nella trama di un romanzo e quando torno alla realtà ho i crampi alle braccia.
Il cuscino di piume Daunen Platinum classico - quello bianco, nella foto - mi è sembrato fin da subito un comodo sostegno per leggere sdraiata a pancia in su. E' un cuscino alto, soffice ma consistente e diventa una buona base d'appoggio per la nuca, aiutando a tenerla leggermente sollevata durante la lettura.
E appena "cala la palpebra" basta appoggiare il libro sul comodino, spegnere la lampada e scivolare nel sonno su una nuvoletta di piume... ma questa è un'altra puntata!
sabato 18 maggio 2013
Reisenthel: un cestino grigio dal pollice verde!
Ogni anno a Trento si svolge la Fiera di S.Giuseppe, rinomata soprattutto per le bancarelle di fiori e piante. E' l'appuntamento fisso per fare scorta di verde per un bel balcone primaverile. Quest'anno meteo e temperatura non erano per nulla primaverili (notate il giaccone imbottito!), ma ho comunque fatto una passeggiata in centro e azzardato l'acquisto di qualche primula... più che altro - lo ammetto- perché volevo sfoggiare il mio cestino Reisenthel!
Non me l'aspettavo, ma vi assicuro che carrybag attira l'attenzione. Mentre camminavo per strada, ho intercettato molti sguardi curiosi rivolti al cestino, qualche commento (positivo) bisbigliato e ho addirittura incrociato due signore con le "cugine" shopper Reisenthel dello stesso colore grigio a pois!
Arrivati alla fiera, il cestino si è rivelato perfetto per la missione. Sul fondo coperto di carta da giornale (la fodera è lavabile, ma mi dispiaceva sporcarla di terra) ho adagiato sei vasetti di primule, un'edera e una piantina dalle foglie che profumano d'incenso. Vista la struttura rigida del cestino, ho potuto trasportarle fino a casa senza il rischio di rovesciarle o di schiacciare qualche fiore.
Non me l'aspettavo, ma vi assicuro che carrybag attira l'attenzione. Mentre camminavo per strada, ho intercettato molti sguardi curiosi rivolti al cestino, qualche commento (positivo) bisbigliato e ho addirittura incrociato due signore con le "cugine" shopper Reisenthel dello stesso colore grigio a pois!
Arrivati alla fiera, il cestino si è rivelato perfetto per la missione. Sul fondo coperto di carta da giornale (la fodera è lavabile, ma mi dispiaceva sporcarla di terra) ho adagiato sei vasetti di primule, un'edera e una piantina dalle foglie che profumano d'incenso. Vista la struttura rigida del cestino, ho potuto trasportarle fino a casa senza il rischio di rovesciarle o di schiacciare qualche fiore.
Morale della storia: carrybag Reisenthel ha il pollice verde!
venerdì 17 maggio 2013
Il taglia biscotti multiplo perfetto per golosi impazienti
Dopo il successone delle ciambelle (guardate qui la videoricetta), la vostra pasticcera-pasticciona di fiducia ha continuato con qualche altro esperimento, stavolta senza aiuti esterni...
Qualunque cosa semplifichi la vita è sempre ben accetta qui a casa nostra, quindi ho trovato molto intelligente l'idea del taglia biscotti multiplo Tescoma.
I biscotti che preferisco fare sono quelli con un impasto che non prevede una forma, così ho dovuto cercare una ricetta per biscotti "da formine". Purtroppo, non ho azzeccato il tipo adatto per questo strumento. L'uso, infatti, prevede di avvolgere la pasta sul mattarello per poi stenderla sul tagliabiscotti. Ci vuole quindi una pastafrolla compatta che non si sgretoli come invece ha fatto la mia... Dopo un paio di tentativi falliti, è riuscito nell'impresa Gianpiero che è dotato di più pazienza rispetto alla sottoscritta. Gli stampi si sono riempiti in modo un po' irregolare, per colpa dell'impasto troppo friabile, ma a parte questo l'uso della griglia Tescoma si è rivelato semplice e veloce.
Il tagliabiscotti va usato direttamente sopra la teglia, dove avevo posizionato la carta da forno Tescoma, multiuso e lavabile: anche questa un'idea intelligente, che evita sprechi o panico da ultimo minuto della serie "oh no, è finita la carta forno!".
Dopo l'infornata, per il servizio fotografico hanno passato la selezione solo i biscotti meglio riusciti... La prossima volta ritenterò con una delle ricette delle mie colleghe tester!
Il pentolino per bagnomaria di Tescoma è pensato soprattutto per sciogliere cioccolato, burro e simili, ma io ho voluto provarlo per preparare qualcosa di un po' più complesso ma che adoro: il lemon curd! Ho fatto riferimento alla ricetta della mia fidata amica e foodblogger Elena "Comidademama", dimezzando le dosi nella speranza che il pentolino fosse abbastanza capiente per reggerle...
Ovviamente non è stato così (sono o non sono la pasticcera pasticciona?!), ma niente panico: ho lasciato che il tutto traboccasse nell'acqua della pentolina sottostante, continuando a mescolare con la frusta, senza troppa energia per minimizzare i danni.
Una volta addensato a sufficienza, ho versato il lemon curd in un vasetto (e qui il pentolino Tescoma mi è venuto in aiuto con l'apposita scanalatura), filtrandolo con un colino. Risultato: una dose formato weekend, ottima domenica mattina a colazione per spalmarla sui biscotti di pastafrolla... sia quelli dalla forma perfetta, sia quelli più stortignaccoli! Gnam!
Qualunque cosa semplifichi la vita è sempre ben accetta qui a casa nostra, quindi ho trovato molto intelligente l'idea del taglia biscotti multiplo Tescoma.
I biscotti che preferisco fare sono quelli con un impasto che non prevede una forma, così ho dovuto cercare una ricetta per biscotti "da formine". Purtroppo, non ho azzeccato il tipo adatto per questo strumento. L'uso, infatti, prevede di avvolgere la pasta sul mattarello per poi stenderla sul tagliabiscotti. Ci vuole quindi una pastafrolla compatta che non si sgretoli come invece ha fatto la mia... Dopo un paio di tentativi falliti, è riuscito nell'impresa Gianpiero che è dotato di più pazienza rispetto alla sottoscritta. Gli stampi si sono riempiti in modo un po' irregolare, per colpa dell'impasto troppo friabile, ma a parte questo l'uso della griglia Tescoma si è rivelato semplice e veloce.
Il tagliabiscotti va usato direttamente sopra la teglia, dove avevo posizionato la carta da forno Tescoma, multiuso e lavabile: anche questa un'idea intelligente, che evita sprechi o panico da ultimo minuto della serie "oh no, è finita la carta forno!".
Dopo l'infornata, per il servizio fotografico hanno passato la selezione solo i biscotti meglio riusciti... La prossima volta ritenterò con una delle ricette delle mie colleghe tester!
Il pentolino per bagnomaria di Tescoma è pensato soprattutto per sciogliere cioccolato, burro e simili, ma io ho voluto provarlo per preparare qualcosa di un po' più complesso ma che adoro: il lemon curd! Ho fatto riferimento alla ricetta della mia fidata amica e foodblogger Elena "Comidademama", dimezzando le dosi nella speranza che il pentolino fosse abbastanza capiente per reggerle...
Ovviamente non è stato così (sono o non sono la pasticcera pasticciona?!), ma niente panico: ho lasciato che il tutto traboccasse nell'acqua della pentolina sottostante, continuando a mescolare con la frusta, senza troppa energia per minimizzare i danni.
Una volta addensato a sufficienza, ho versato il lemon curd in un vasetto (e qui il pentolino Tescoma mi è venuto in aiuto con l'apposita scanalatura), filtrandolo con un colino. Risultato: una dose formato weekend, ottima domenica mattina a colazione per spalmarla sui biscotti di pastafrolla... sia quelli dalla forma perfetta, sia quelli più stortignaccoli! Gnam!
mercoledì 10 aprile 2013
Reisenthel diventa anche... portariviste
Il carrybag Reisenthel nasce come cestino per la spesa, ma è così carino che non sfigura nemmeno come complemento d'arredo... L'idea me l'ha data mia mamma, che quando l'ha visto ha detto: "Potresti usarlo anche come portariviste!"
Detto, fatto: ho provato a mettere nel cestino alcune delle mie riviste preferite (indovinate quale non poteva mancare?), un manuale sulla maglia e il necessario per il knitting, gomitoli e ferri. Poi l'ho sistemato di fianco al divano, che con i suoi elementi in metallo si abbina perfettamente al colore grigio del carrybag...
Che ne dite? Non vi sembra carino anche così,
per creare in casa un angolino lettura e hobby?
martedì 2 aprile 2013
Meglio carrybag o meglio la classica shopper? Sentiamo Stefania
I prodotti Reisenthel li ho scoperti qualche anno fa in una cartoleria di Bolzano. Mi hanno subito colpito per il design, i colori e l'utilità... e anche per il prezzo, purtroppo. Ho continuato ad ammirarli sugli scaffali e a curiosare tra i vari modelli sul sito internet, senza mai acquistare... Sono quegli oggetti che speri sempre che qualcuno ti regali, ma non ci ha mai pensato nessuno... prima di CasaFacile! Immaginate quindi la gioia con cui ho accolto l'arrivo del mio carrybag a pois!
Il mio primo pensiero, vedendolo ripiegato nella confezione, è stato: che bello, è pieghevole! Nella nostra casa-ufficio siamo sempre in lotta contro la mancanza di spazio, quindi il fatto di poterla appiattire e riporre è un importante punto a favore. L'entusiasmo è un po' calato quando, al momento di assemblarlo, ho scoperto che vanno inserite quattro stecche rigide per tenerlo in forma. Stecche che ovviamente vanno sfilate ogni volta per ripiegarlo. Si può fare, ma non è proprio immediato. E io mi conosco: sono pigra. Avrei preferito un sistema che permettesse al carrybag di ripiegarsi e riaprirsi senza dover togliere pezzi.
Ma passiamo a carrybag in azione... Io combatto da tempo la mia lotta contro i sacchetti di plastica e sono un'accanita sostenitrice delle shopper riutilizzabili, di stoffa o altri materiali. Che sono pure esteticamente più carine, tant'è che ne ho praticamente una collezione... Il carrybag Reisenthel è al 100% in sintonia con questo mio spirito ecologico, ma come se la caverà nel confronto con le mie borsine?
Lo inauguro per andare al supermercato a comperare gli ingredienti per "la missione ciambelle". Ci vado a piedi passando per il parco e mi sento una simpatica Cappuccetto Rosso con il suo cestino... fortunatamente, niente lupi sul mio percorso.
Al supermercato lo infilo nel carrello e poi lo riempio con i miei acquisti alla cassa. E' molto capiente, tanto che una volta pieno faccio un po' di fatica a portarlo per il peso (ho comprato olio, farina, latte, burro...). Le mie mani apprezzano ancora di più il manico ricoperto da uno spesso strato di gomma morbidosa.
Arrivata a casa, lascio gli ingredienti nel carrybag (tranne quelli che vanno in frigorifero, ovviamente) e il giorno dopo lo uso per portarli a casa della mia amica, dove cucineremo. Carico il cestino in auto e via.
Com'è andato il confronto carrybag VS shopper? Direi che non ci sono né vincitori né vinti. Il cestino Reisenthel non solo è "stiloso", ma è funzionale quando si esce appositamente per la spesa di tutti i giorni, al supermercato vicino a casa o magari al mercato. Rispetto alle shopper, non ha la praticità di poter essere infilato nella borsa per averlo sempre a disposizione, ma ha il pregio di contenere i prodotti bene in ordine, senza che si rovescino. Ho apprezzato molto anche la taschina interna con cerniera, della misura giusta per infilarci le chiavi di casa, il cellulare e magari anche un piccolo borsellino con i soldi per la spesa... così non occorre nemmeno portarsi un'altra borsa! Insomma, credo che continuerò a usare entrambi i metodi a seconda dell'occasione.
E appena smette di piovere, porterò il carrybag a fare un giro al mercato e vi racconterò com'è andata...
Il mio primo pensiero, vedendolo ripiegato nella confezione, è stato: che bello, è pieghevole! Nella nostra casa-ufficio siamo sempre in lotta contro la mancanza di spazio, quindi il fatto di poterla appiattire e riporre è un importante punto a favore. L'entusiasmo è un po' calato quando, al momento di assemblarlo, ho scoperto che vanno inserite quattro stecche rigide per tenerlo in forma. Stecche che ovviamente vanno sfilate ogni volta per ripiegarlo. Si può fare, ma non è proprio immediato. E io mi conosco: sono pigra. Avrei preferito un sistema che permettesse al carrybag di ripiegarsi e riaprirsi senza dover togliere pezzi.
Ma passiamo a carrybag in azione... Io combatto da tempo la mia lotta contro i sacchetti di plastica e sono un'accanita sostenitrice delle shopper riutilizzabili, di stoffa o altri materiali. Che sono pure esteticamente più carine, tant'è che ne ho praticamente una collezione... Il carrybag Reisenthel è al 100% in sintonia con questo mio spirito ecologico, ma come se la caverà nel confronto con le mie borsine?
Lo inauguro per andare al supermercato a comperare gli ingredienti per "la missione ciambelle". Ci vado a piedi passando per il parco e mi sento una simpatica Cappuccetto Rosso con il suo cestino... fortunatamente, niente lupi sul mio percorso.
Al supermercato lo infilo nel carrello e poi lo riempio con i miei acquisti alla cassa. E' molto capiente, tanto che una volta pieno faccio un po' di fatica a portarlo per il peso (ho comprato olio, farina, latte, burro...). Le mie mani apprezzano ancora di più il manico ricoperto da uno spesso strato di gomma morbidosa.
Arrivata a casa, lascio gli ingredienti nel carrybag (tranne quelli che vanno in frigorifero, ovviamente) e il giorno dopo lo uso per portarli a casa della mia amica, dove cucineremo. Carico il cestino in auto e via.
Com'è andato il confronto carrybag VS shopper? Direi che non ci sono né vincitori né vinti. Il cestino Reisenthel non solo è "stiloso", ma è funzionale quando si esce appositamente per la spesa di tutti i giorni, al supermercato vicino a casa o magari al mercato. Rispetto alle shopper, non ha la praticità di poter essere infilato nella borsa per averlo sempre a disposizione, ma ha il pregio di contenere i prodotti bene in ordine, senza che si rovescino. Ho apprezzato molto anche la taschina interna con cerniera, della misura giusta per infilarci le chiavi di casa, il cellulare e magari anche un piccolo borsellino con i soldi per la spesa... così non occorre nemmeno portarsi un'altra borsa! Insomma, credo che continuerò a usare entrambi i metodi a seconda dell'occasione.
E appena smette di piovere, porterò il carrybag a fare un giro al mercato e vi racconterò com'è andata...
Pasticciera o pasticciona? Tescoma è a prova di principiante
Ve lo dico subito: più che una pasticciera, io mi sento... una pasticciona! Così, quando ho aperto lo scatolone dei prodotti Tescoma ho subito pensato: ma chi? Io? Adoro i dolci e mi capita di preparare qualche torta semplice, dei biscotti veloci, il pane con la pasta madre. In quella scatola, invece, c'erano utensili per preparazioni di tutt'altro livello, addirittura un "mini lanciafiamme"!
Confesso che mi è venuta un po' l'ansia da prestazione... Ma poi ho pensato: chi meglio di me può testare se i prodotti Tescoma siano a prova di "dummies"?
Come primo esperimento, ho scelto un dolce che mi sta simpatico: i donuts, doughnuts... o ciambelle, come dir si voglia. E per superare la suddetta ansia da prestazione, mi sono fatta aiutare nell'impresa dalla mia amica Elisa, che ha l'hobby del cake design... e soprattutto una cucina più ampia, attrezzata e luminosa della mia! La ricetta che compare sulla confezione del formaciambelle mi è sembrata un po' troppo scarna e poco precisa, così ho fatto qualche ricerca online e con Elisa abbiamo deciso di fare un misto tra le versioni di GialloZafferano e Un'americana in cucina.
Il FORMACIAMBELLE (ovviamente): Semplice ma pratico, svolge perfettamente e velocemente la sua funzione. Una volta capito quanta pressione è necessario esercitare perché la pasta si tagli completamente, è un gioco da ragazzi. E' anche dotato di una pinza, che è comoda quando si intinge la ciambella nella glassa, ma l'abbiamo trovata un po' meno pratica al momento di appoggiare la ciambella dal lato non glassato. Dovendo comunque prenderla con le mani e toglierla dalla pinza, la tentazione è di fare tutto con le mani fin dall'inizio...
Il RULLO TAGLIAPASTA TONDO: Con un avanzo di pasta, ne abbiamo approfittato per provarlo e... funziona! Cerchi veloci e degni di Giotto! Bisogna solo fare un po' di attenzione a non tirare troppo la pasta facendo scorrere il rullo, altrimenti i cerchi si trasformano in ovali... Li abbiamo fritti insieme alle ciambelle improvvisando un tentativo di krapfen, che però sono rimasti vuoti all'interno perché la pasta era troppo sottile.
Il TERMOMETRO DIGITALE: Utilissimo per verificare la temperatura dell'olio da frittura, che doveva essere di 175° (il termometro può arrivare a misurare fino a 300°). E' sufficiente aspettare qualche secondo, lasciando salire la temperatura sul display finché la si vede rallentare e assestarsi.
Il PENTOLINO PER BAGNOMARIA: l'abbiamo usato per sciogliere la cioccolata da utilizzare nella glassa. Comodo da appoggiare alla casseruola e comodissimo nel versare il contenuto grazie alla scanalatura apposita.
Nessuna di noi due aveva mai cucinato prima i donuts, abbiamo fatto qualche pasticcio nella glassatura (che colava dappertutto, faceva i grumi, non copriva bene la superficie...) ma ci siamo divertite e il risultato finale ci ha garantito golose colazioni e merende nei giorni successivi. Insomma, posso tranquillamente affermare che con Tescoma... le ciambelle riescono col buco!
Confesso che mi è venuta un po' l'ansia da prestazione... Ma poi ho pensato: chi meglio di me può testare se i prodotti Tescoma siano a prova di "dummies"?
Come primo esperimento, ho scelto un dolce che mi sta simpatico: i donuts, doughnuts... o ciambelle, come dir si voglia. E per superare la suddetta ansia da prestazione, mi sono fatta aiutare nell'impresa dalla mia amica Elisa, che ha l'hobby del cake design... e soprattutto una cucina più ampia, attrezzata e luminosa della mia! La ricetta che compare sulla confezione del formaciambelle mi è sembrata un po' troppo scarna e poco precisa, così ho fatto qualche ricerca online e con Elisa abbiamo deciso di fare un misto tra le versioni di GialloZafferano e Un'americana in cucina.
La preparazione dei donuts ci ha permesso di testare più prodotti:
Il RULLO TAGLIAPASTA TONDO: Con un avanzo di pasta, ne abbiamo approfittato per provarlo e... funziona! Cerchi veloci e degni di Giotto! Bisogna solo fare un po' di attenzione a non tirare troppo la pasta facendo scorrere il rullo, altrimenti i cerchi si trasformano in ovali... Li abbiamo fritti insieme alle ciambelle improvvisando un tentativo di krapfen, che però sono rimasti vuoti all'interno perché la pasta era troppo sottile.
Il TERMOMETRO DIGITALE: Utilissimo per verificare la temperatura dell'olio da frittura, che doveva essere di 175° (il termometro può arrivare a misurare fino a 300°). E' sufficiente aspettare qualche secondo, lasciando salire la temperatura sul display finché la si vede rallentare e assestarsi.
Il PENTOLINO PER BAGNOMARIA: l'abbiamo usato per sciogliere la cioccolata da utilizzare nella glassa. Comodo da appoggiare alla casseruola e comodissimo nel versare il contenuto grazie alla scanalatura apposita.
Nessuna di noi due aveva mai cucinato prima i donuts, abbiamo fatto qualche pasticcio nella glassatura (che colava dappertutto, faceva i grumi, non copriva bene la superficie...) ma ci siamo divertite e il risultato finale ci ha garantito golose colazioni e merende nei giorni successivi. Insomma, posso tranquillamente affermare che con Tescoma... le ciambelle riescono col buco!
ps: Se volete vederci all'opera e ammirare le ciambelle,
Gianpiero ha girato un video della nostra impresa...
Dite che si è meritato la sua razione di donuts? ;-)
lunedì 18 marzo 2013
Videoricetta: come fare le ciambelle
La primavera tarda a farsi sentire e avete bisogno di... dolcezza? Preparate le
coloratissime e gustosissime ciambelle insieme alla nostra tester
Stefania! Con il formaciambelle di Tescoma e lo splendido video "homemade" il successo ed il divertimento sono assicurati! Buona visione ;-)
martedì 5 marzo 2013
Stefania e le candele profumate a prova di raffreddore
Le Yankee Candles sono arrivate durante una settimana di raffreddore: non le condizioni ideali per testare delle candele profumate... Ma appena ho aperto lo scatolone, ho subito capito che non sarebbe stato un problema, perché il profumo che ha invaso la stanza l'ho sentito benissimo nonostante il naso chiuso! "Ma ce n'è una al melone?", chiede il marito ancor prima di vedere le candele. Indovinato! Test "naso da tartufo" brillantemente superato!
Qui in casa, a dire il vero, non facciamo grande utilizzo di profumi "artificiali". Qualche raro incenso o delle candeline, ma più che altro per decorare o creare atmosfera sulla tavola. Gli spazi sono piccoli e c'è sempre il timore che il profumo risulti troppo intenso e invadente. Il mio primo pensiero alla vista delle Yankee Candles, quindi, non va tanto al profumo quanto ai colori e ai vasetti di vetro (carinissimi!) in cui sono contenute.
Dove metterle per valorizzarle? Le candele sono 4 e noto che i colori combaciano perfettamente con le tinte dominanti dei nostri ambienti... Perfetto, direi!
La più scura, nei toni del marrone, va sullo sgabellino dell'ingresso, a fianco della "rana pescatrice" di legno, guardiana della casa. Anche il profumo, Black Coconut, richiama un'atmosfera etnica... note calde e accoglienti, con un accento vanigliato, ottime per dare il benvenuto agli ospiti.
La gialla si abbina alla nostra cucina color "vaniglia". Faccio spazio sul piano a fianco dei fornelli e la accendo mentre cucino: il profumo Paradise Spice ha una nota fruttata predominante che ricorda tanto l'ananas... forse più adatta alla stagione estiva, ma comunque utile per mascherare gli odori.
La blu trova la sua naturale collocazione in un angolo della vasca nel nostro piccolo bagno, dove quasi tutto, dalle piastrelle agli asciugamani, è... blu, appunto. A questo punto, perché non fare come nei film? Riempire la vasca, con tanta schiuma, accendere la candela, spegnere la luce e rilassarsi con un bel bagno caldo... anche se è pieno inverno e fuori nevica, basta chiudere gli occhi per farsi trasportare dal delicato profumo Turquoise Sky e immaginarsi su una spiaggia in riva al mare.
E infine la candela arancione... Il suo posto è nella camera da letto e all'inizio ho un po' il timore che il profumo Waikiki Melon sia troppo dolciastro. Invece si rivela una coccola piacevole: proviamo a lasciarla accesa per un po' la sera prima di andare a dormire, per poi infilarci sotto le coperte cullati dalle ultime note fruttate.
Sogni d'oro a tutti dal nostro appartamento profumato!
Dove metterle per valorizzarle? Le candele sono 4 e noto che i colori combaciano perfettamente con le tinte dominanti dei nostri ambienti... Perfetto, direi!
La più scura, nei toni del marrone, va sullo sgabellino dell'ingresso, a fianco della "rana pescatrice" di legno, guardiana della casa. Anche il profumo, Black Coconut, richiama un'atmosfera etnica... note calde e accoglienti, con un accento vanigliato, ottime per dare il benvenuto agli ospiti.
La gialla si abbina alla nostra cucina color "vaniglia". Faccio spazio sul piano a fianco dei fornelli e la accendo mentre cucino: il profumo Paradise Spice ha una nota fruttata predominante che ricorda tanto l'ananas... forse più adatta alla stagione estiva, ma comunque utile per mascherare gli odori.
La blu trova la sua naturale collocazione in un angolo della vasca nel nostro piccolo bagno, dove quasi tutto, dalle piastrelle agli asciugamani, è... blu, appunto. A questo punto, perché non fare come nei film? Riempire la vasca, con tanta schiuma, accendere la candela, spegnere la luce e rilassarsi con un bel bagno caldo... anche se è pieno inverno e fuori nevica, basta chiudere gli occhi per farsi trasportare dal delicato profumo Turquoise Sky e immaginarsi su una spiaggia in riva al mare.
E infine la candela arancione... Il suo posto è nella camera da letto e all'inizio ho un po' il timore che il profumo Waikiki Melon sia troppo dolciastro. Invece si rivela una coccola piacevole: proviamo a lasciarla accesa per un po' la sera prima di andare a dormire, per poi infilarci sotto le coperte cullati dalle ultime note fruttate.
Sogni d'oro a tutti dal nostro appartamento profumato!
lunedì 4 marzo 2013
Stefania: origami, manga e... CasaFacile!
Sono Stefania, bellunese di origine, trentina per amore. Infatti, mi sono trasferita a Trento quattro anni fa per vivere con Gianpiero, ora mio marito. A unirci è stata la passione comune per il Giappone! Io sono laureata in Lingue Orientali, lavoro principalmente come traduttrice di manga, amo le riviste di interior giapponesi e lo stile zakka.
Tra i miei tanti passatempi, da anni c'è anche quello del blog, dove tengo traccia delle cose belle che mi capitano, il tutto accompagnato dalle mie foto: mi trovate su Piano B. Gianpiero invece è un amante del cinema asiatico, di professione videomaker. Dall'anno scorso collaboro con lui al suo nuovo progetto professionale di comunicazione video: Origami Videography.
Abitiamo in un miniappartamento in affitto, che oltre a essere la nostra casa è anche il nostro ufficio, come testimonia l'enome scrivania per l'angolo home office in soggiorno. Affittato già ammobiliato, non rimaneva molta libertà di scelta nell'arredarlo. Fortunatamente, i mobili già presenti non sono troppo distanti dal nostro stile e per il resto ho fatto il possibile per personalizzarlo e renderlo "nostro". Indovinate chi mi ha aiutato e dato ispirazione? CasaFacile, ovviamente!
Ora, dopo quattro anni, ogni angolo parla di noi, dei nostri ricordi e delle nostre passioni: il Giappone, i libri, i dvd, i pupazzi, i viaggi, il tè, i colori. E, ahimè, c'è ampia traccia anche dei nostri difetti: pigrizia e disordine!
Probabilmente non ha uno stile preciso e a volte lo vorrei più minimalista e più simile alle case che vedo sulle pagine di CF, ma è sicuramente un appartamento vissuto e amato.
Ora che lavoriamo entrambi a casa, però, lo spazio scarseggia e nei prossimi mesi cercheremo una nuova sistemazione (sempre in affitto) con almeno una stanza in più. Family Tester... missione trasloco! Intanto, inizio a immaginare la nuova casa sfogliando CasaFacile e segnandomi le idee che più mi piacciono (o ripinnandole su Pinterest)... E' proprio per questo che sono affezionata alla rivista: le case e le soluzioni proposte sono sempre molto concrete, pratiche e alla portata di tutti, senza però mancare mai di fantasia e creatività. E poi... volete mettere che bella la community, per una Internet-addicted come me?! Mi sono divertita a fare la City Angels di Trento, ho festeggiato al party dei 15 anni, partecipato tra il pubblico al primo Meet the Blogger e ora... inizia l'avventura come tester!
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