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giovedì 26 luglio 2012

Valentina: sei mesi da tester, quante emozioni!

Sei mesi da tester per CasaFacile, sei mesi di bellissime emozioni, di prove, di fotografie, di “chiacchiere” con le amiche tester, di risate e di confronti, di attesa, di campanelli che suonano e di pacchi da scartare (e per mio figlio Alberto di scatoloni da usare, colorare, tagliare e inventare!). Sei mesi fortunati con la consapevolezza di aver avuto il privilegio, fra tanti, di essere scelta e di provare prodotti di qualità!

Tutto è iniziato con un messaggino di Giusi, il direttore della mia rivista preferita, che mi annunciava l’opportunità che mi stava dando CasaFacile! Che gioia! E insieme a Giusi un grazie enorme formato famiglia va a Sara, a Claudio e a Silvio, che ci hanno coccolato, accompagnato, aiutato a fare il nostro “lavoro” di tester. Una redazione fantastica, che ci ha sempre valorizzato e ha saputo rendere al meglio tutte le nostre recensioni!


No non mi sto dimenticando… un ringraziamento speciale al blogger più creativo e instancabile che c’è, a Francesco, che ci ha sopportato, indirizzato, ha aspettato pazientemente le recensioni e le foto inviate l’ultimo giorno utile, parlo ovviamente per me (!), e ha reso, insieme a Giusi, Sara, Claudio e Silvio, questa esperienza ironica, divertente, gratificante e unica!

E non ho finito! Ancora grazie a tutte le aziende che hanno partecipato e che ci hanno permesso di testare i loro prodotti. Grazie a loro posso dire di: aver provato e familiarizzato con la tecnologia ed essermi divertita con tutte le opzioni e i colori del telefonino Alcatel ;aver curato la mia pelle e il mio spirito con le morbide, delicate e profumate creme Nivea della linea Pure&Natural; aver cucinato con ancor più entusiasmo e abbellito il bancone della mia cucina con il colorato Food Processor di Kitchen Aid; aver dormito come su una nuvola, in totale relax sui materassi della Simmons; aver vestito il mio letto con il pregiatissimo copri piumino di lino bio della Zenoni&Colombi; aver assaggiato le prelibatezze e i nuovi prodotti Saclà; aver stirato con il luminoso ferro da stiro di Russell Hobbs dal design elegante; aver conosciuto, provato e approvato gli utilissimi prodotti di Spontex; aver conosciuto, assaggiato e aver deliziato il palato con i buonissimi pomodori della linea Così Com’è.

Un grazie alle mie compagne di avventura: Alessandra, Chiara, Laura, Darva, Marielucie e Angela. Siete persone fantastiche, meravigliose, brave, originali, creative, simpatiche, piene di entusiasmo. Fare questo percorso con voi per me è stato davvero gratificante!

Non mi resta che dire un bel: “Evviva i nuovi tester”! Spero che possiate provare tutte le emozioni e le gratificazioni che ho cercato di riassumere qui e vi auguro di cuore un buon lavoro!
Vale


mercoledì 18 luglio 2012

Valentina adora i datterini gialli

I pomodorini della linea Così Com’è mi hanno lasciato davvero senza parole! A guardarli nella confezione in vetro si vede che sono di alta qualità: l’aspetto e il colore già suggeriscono che hanno avuto una crescita naturale, sana e che sono stati conservati freschissimi. Appena apri in barattolo ti accorgi che avevi visto giusto: un profumo delizioso e una consistenza ottimale! Quelli che mi hanno colpito di più sono i datterini gialli: sarà che non li avevo mai visti né assaggiati, sarà che ne ho messo in bocca subito uno a crudo e di colpo sono tornata bambina fra i sapori autentici dell’orto del nonno… insomma hanno conquistato subito il primo posto!

Nel preziosissimo cofanetto abbiamo trovato i datterini gialli, al naturale e in succo, i datterini rossi, al naturale e in succo, la passata di datterino rosso, la passata pizzutello e il pomodoro pizzutello in succo… c’è l’imbarazzo della scelta!

Ho iniziato con due ricette a base di pesce visto che l’estate è arrivata e le alte temperature suggeriscono piatti leggeri e gustosi. Insieme ai barattoli abbiamo trovato il ricettario e così ho provato la ricetta dei filetti di nasello fresco all’acqua pazza, con i meravigliosi datterini gialli, e la pasta alle vongole e pomodorini (datterini rossi). Una cena completa e pronta in pochi passaggi… garantito il figurone con il marito di ritorno dal lavoro affamato!

Per la pasta, lasciate spurgare qualche ora le vongole in acqua e poi fatele aprile in casseruola con olio extravergine e aglio. Sgusciatene una parte e filtrate il liquido di cottura. Rimettete tutto sul fuoco e aggiungete un pizzico di peperoncino, i datterini rossi al naturale scolati, un pizzico di sale e cuocete per pochi minuti. Unite la pasta scolata, il prezzemolo e fate saltare in padella per un minuto.


Per i filetti di nasello la preparazione è ancora più veloce: scaldate l’olio in padella con uno spicchio d’aglio e toglierlo, scottate il pesce per pochi minuti da entrambi i lati e unite i datterini gialli con la loro acqua di conservazione, le olive (nere e verdi), i capperi dissalati, e un po’ di origano. Fate cuocere per 8 minuti circa ed il piatto è pronto!


E visto che qui in Liguria non si butta via niente (!) ho pensato di riutilizzare i bellissimi barattoli (che tra l’altro hanno un ‘elegantissimo’ tappo nero) improvvisando due piccoli centri tavola.Tutto questo in un giorno lavorativo… marito a bocca aperta e qualche mio messaggio per nulla celato sulle risorse pressoché infinite del mondo femminile. Lo so, forse sto esagerando ma ogni tanto fa bene anche indorare un po’ la pillola… o no?



domenica 17 giugno 2012

Valentina, Russell Hobbs e... la Torre di Pisa dei panni da stirare!

In fatto di organizzazione mi ritengo abbastanza preparata: mi piace l’ordine e mi piace curare la casa ma quando si tratta di stirare perdo qualsiasi orientamento e così non c’è settimana che non si accumuli roba su roba su roba, in famiglia ormai affettuosamente denominata la “Torre di Pisa”.

Mi riduco a stirare di sera, fino a tarda notte, il più delle volte la domenica sera … in effetti non è vita pertanto quando ho ricevuto il ferro da stiro Precision Heat di Russell Hobbs ho subito pensato di cambiare ritmo e dedicarmi al testing in modo più assiduo... Tentativo assolutamente fallito, la Torre di Pisa è tornata dopo pochi giorni e quindi ho cambiato obiettivo: Precision Heat mi aiuterà a smaltire facilmente e velocemente le kilometriche pile di vestiti da stirare?


Ve lo svelerò tra poco ma intanto vediamo una delle caratteristiche più interessanti del ferro: la punta si colora in maniera differente a seconda della temperatura e quindi in funzione dei tessuti che si intendono stirare. Questo è molto utile soprattutto nel mio caso, visto che di norma stiro tessuti molto diversi provenienti da numerosi lavaggi diversi. Con questo sensore sono quindi in grado di sapere sempre se sto utilizzando la giusta temperatura, soprattutto nel caso in cui si abbassi per stirare capi più delicati. Questo conferisce al ferro, dal design già accattivante in nero e finiture cromate, un fascino particolare.

La piastra non è molto grande ed è in ceramica, con una finitura che sembra metallo. Utilizzando il ferro ho trovato una differenza sostanziale di rendimento tra la maglina di cotone e la tela di cotone. Per intenderci stirando una camicia il ferro funziona molto bene, è preciso e veloce mentre nel caso della maglina ho notato che scivola meno e spesso si formano pieghe più complicate da stirare. Forse dipende dal mio modo di stirare ma sicuramente utilizzando Precision Heat sulla maglina di cotone devo procedere più lentamente e su pezzi di stoffa meno estesi altrimenti rischio di formare pieghe.
Visto che l’80% del mio bucato è formato da abiti di cotone, soprattutto in questa stagione, devo dire che il ferro da stiro non ha migliorato la mia velocità nello stirare. E la precisione dipende, come vi spiegavo, anche dal fatto che devo rallentare le passate della piastra per non ottenere l’effetto opposto. Certo la prova era difficile viste le condizioni di partenza … la Torre di Pisa è pur sempre un caso difficile! (ps: la pila che vedete in fotografia è stata ridotta di circa un terzo perché non mi è stato proprio possibile mantenerla in equilibrio … capite la mia disperazione!)


Dimenticavo! Non poteva mancare il contributo di mio figlio, che ormai si considera a tutti gli effetti un tester! Solo che, dopo aver esaminato il ferro, ha pensato ad utilizzarlo come un peso per fare ginnastica … come il suo papà! Il ferro è robusto, non è particolarmente pesante tuttavia non leggero, quindi ha fatto un po’ di allenamento!

lunedì 11 giugno 2012

Valentina si prende cura del suo materasso Simmons

Le istruzioni di uso e manutenzione dei materassi Simmons suggeriscono di rivoltare il materasso sottosopra spesso e in particolare, per i primi tre mesi, una volta alla settimana. Tantino in effetti… con i precedenti non l’ho mai fatto, ma qui stiamo parlando di un test e quindi ho seguito le istruzioni alla lettera.

E ho fatto l’operazione tutta da sola. Sappiate che ho scelto di utilizzare due materassi singoli per il letto matrimoniale, quindi risulta sicuramente più confortevole spostarli. Ebbene nonostante il volume, i materassi sono maneggevoli ed è stato relativamente facile rivoltarli come suggerito nelle istruzioni. Le maniglie in tessuto che hanno ai lati sono resistenti e facilmente impugnabili.


E quale occasione migliore per utilizzare il lenzuolo in lino bio di Zenoni & Colombi, abbinato al copripiumino, che non avevo ancora utilizzato? Il lenzuolo ha gli angoli, ma è una misura leggermente più grande e quindi non rimane perfettamente teso (il materasso è lungo 190 cm). Molto fresco e confortevole, è il rivestimento ideale per prendermi cura dei miei nuovi materassi!


martedì 5 giugno 2012

Valentina prepara il pesto genovese con KitchenAid


Come promesso la scorsa volta oggi vi racconto come ho utilizzato il mio Food Processor Kitchen Aid per la preparazione di alcune ricette di una cena con amici.

Come vi dicevo il Food Processor è dotato di due ciotole, una dentro l’altra. Ho provato ad utilizzare quella più piccola per preparare il pesto genovese.Qui la prima nota dolente: a mio giudizio le lame contenute nella ciotola più piccola non sono sufficientemente adatte a triturare perfettamente gli ingredienti per il pesto che rimane piuttosto grossolano. Ora devo ammettere che sono piuttosto pignola in fatto di pesto, arrivo a mettere le lame del mixer in freezer, un trucco per far “riscaldare” il meno possibile gli ingredienti. Anche se non sufficiente è sempre meglio che fare il pesto come si dovrebbe, con mortaio e pestello… credetemi non è il massimo soprattutto se non si ha molto tempo!


Dopo alcuni tentativi sono arrivata alla conclusione che è meglio utilizzare la ciotola più grande, ho notato un buon risultato e la necessaria rapidità per amalgamare sia se si utilizza una quantità più piccola (1 mazzo di basilico) che una più grande (da 2 mazzi di basilico).

Ora sarebbe molto bello potervi dare la mia ricetta... ma non sono assolutamente in grado. Rischierei di dare le stesse indicazioni che mi dava mia nonna per qualsiasi sua ricetta: un po’ di questo, una manciata di quello, questo quanto basta… Allora ho pensato di riportarvi la ricetta tradizionale pubblicata dal quotidiano ligure più autorevole, il Secolo XIX, nell’inserto Sapore di Liguria del 16 ottobre 2001 (…lo so…. Sono un gran conservatrice!).

6 mazzetti di basilico genovese (possibilmente di Genova Pra’)
3 spicchi d’aglio, 40 gr di pinoli, 50 gr di parmigiano e 30 gr di pecorino sardo grattugiato,7-8 cl di olio extravergine d’oliva (ovviamente ligure sarebbe meglio!). La ricetta tradizionale prevede anche sale grosso, io sconsiglio vivamente di metterlo.

Ora vi do un po’ di indicazioni: innanzi con questa quantità viene pesto per un reggimento! Potete preparalo senza l’aggiunta di olio e poi congelarlo ma il mio consiglio è di limitarsi a due mazzetti, 3 se siete oltre le 6-8 persone a cena. Inoltre riducete della metà la quantità di aglio perché a mio parere diventa troppo pesante. In ogni caso va a gusto personale! Il basilico va ben lavato e asciugato con cura. Si utilizzano solo le foglie, quindi armatevi di pazienza per prepararlo...

Veniamo al’utilizzo del Food Processor KA: per mixare gli ingredienti io preferisco tritare insieme formaggio, pinoli e aglio e poi aggiungere il basilico. Se avete il formaggio già grattugiato potete fare questa lavorazione in poco tempo; se non avete il formaggio grattugiato potete utilizzare la ciotola piccola inserendo la quantità necessaria (che sia però formaggio stagionato e non fresco) a pezzi, grattugiate e versate il tutto nella ciotola grande per continuare la preparazione del pesto.


Una volta preparato il trito di formaggio, pinoli, aglio e basilico, io mescolo a freddo, con un cucchiaio, l’olio extravergine perché diversamente il mixer scalderebbe il tutto rovinando irrimediabilmente il pesto (questo sempre a mio giudizio). Il tutto deve essere fatto con molta rapidità perché è vero che usando il mixer l’ossidazione delle foglie (e degli aromi!) è inevitabile, ma se l’amalgama è rapido si può raggiungere un buon compromesso. Yum!

lunedì 4 giugno 2012

Una domenica mattina da tester per Valentina


Domenica mattina: finalmente il sole e in programma una giornata al mare. Quale occasione migliore per testare un po’ di prodotti?

Mi sono alzata presto per preparare qualche prelibatezza firmata Saclà da portare in spiaggia. E’ stata dura alzarsi: mi succede tutte le mattine da quando dormo sui materassi Simmons! Ve l’ho già confessato: è come dormire su una nuvoletta soffice ed accogliente!

Decido di preparare l’insalata di riso Saclà con pollo e qualche schiacciatina con i Peperoni grigliati e i Pomodori al forno con olive. Per l’insalata di riso ho utilizzato il condimento a cui ho aggiunto qualche pomodorino fresco tagliato a pezzetti e un po’ di tonno (lo so che non avrei dovuto mischiare i gusti ma il principino Alberto è stato tassativo!). L’insieme è molto gustoso e leggero, è piaciuto a tutta la famiglia!
Per le schiacciatine mi sono ovviamente inventata la ricetta. Ho utilizzato lo stesso impasto che utilizzo per la torta Pasqualina (ricetta qui), e per farlo ovviamente è venuto in aiuto il mio mitico e ormai inseparabile robot da cucina della Kitchen Aid. Ho steso l’impasto a mano, per lasciare un certo spessore, formando alcune schiacciatine e ho condito con i Pomodori al forno spezzettati e i Peperoni grigliati. Cottura in forno a 180-200° e le schiacciatine erano pronte!


Per trasportare il gustoso pranzetto non potevo che utilizzare i contenitori Press & Fresh di Spontex: per l’insalata di riso il pratico kit pranzo con posate, per la frutta fresca il contenitore sottovuoto più grande. L’utilizzo è semplice, per creare il sottovuoto basta premere sul coperchio del contenitore, facendo attenzione che la valvola sia ben chiusa. Ho scoperto, guardando le istruzioni, che si possono utilizzare anche con il forno a microonde: un punto in più! Io lo utilizzo spesso pertanto sono sicura che saranno molto utili!
Le schiacciatine hanno invece trovato posto nella praticissima e bellissima Lunch Bag allegata al numero di maggio di CasaFacile!

Preparato il tutto, siamo partiti alla volta della spiaggia. Una bellissima passeggiata in bicicletta sul lungo mare e poi finalmente mare!!!! …. Se non fosse che dopo poco il sole si è coperto e non è più tornato… Pazienza! Ci siamo consolati mangiando tutto quello che avevo preparato e le schiacciatine sono piaciute a tutti, amici compresi!

sabato 2 giugno 2012

Prova lavaggio per il lenzuolo di Zenoni & Colombi: promosso!


Attualmente il copri piumino della serie Corallo è sdraiato bello comodo sui materassi Simmons in camera mia mentre il lenzuolo con gli angoli ha fatto il suo primo bagno… in lavatrice, ovviamente.

Ho utilizzato un lavaggio delicati a 30° con centrifuga al minimo (che nel mio caso è 500 giri)…e ho incrociato le dita. I miei dubbi: si rovinerà? Si accorcerà? Si stropiccerà troppo?


Ebbene il risultato è stato quello sperato! Il lenzuolo è rimasto morbido, con una lieve stropicciatura per nulla spiacevole e non mi pare si sia accorciato. Per ora l’ho riposto così nell’armadio, senza stirarlo (e non sapete che sollievo). Vedremo se ci riuscirò anche con il copri piumino, vi farò sapere prossimamente!

mercoledì 30 maggio 2012

Zenoni & Colombi indovina il colore perfetto per il copripiumino di Valentina

Quando ho aperto il pacco che conteneva il prodotto di Zenoni & Colombi la prima cosa che ho pensato è che non ci si abitua alla sorpresa, alla gratificazione e alla soddisfazione di partecipare all'iniziativa Family tester di Casa Facile. Ogni volta che arriva un prodotto è sempre gioia, è la consapevolezza di essere stata proprio fortunata ed è il piacere di venire a contatto con aziende che credono nei loro prodotti, che amano quello che fanno e che si mettono volentieri alla prova.

La seconda cosa che ho pensato è che non avevo mai avuto un copripiumino così raffinato, così rifinito, così bello! Sul mio letto non sono mai andata oltre ai copri piumini Ikea (che non rinnego per niente... certe fantasie sono adorabili!), ma quello in lino bio di Zenoni & Colombi è un’altra cosa: pregiato al tatto e alla vista.


A me è stato assegnato il modello Corallo e il ricamo è turchese, perfetto per la mia camera, perché riprende lo stesso colore utilizzato per altri accessori, come cuscini e una poltroncina.

Leggendo le caratteristiche scopro che il tessuto è trattato in modo da poter non essere stirato, perché mantiene un effetto stropicciato ma ordinato… una notizia splendida, soprattutto per me che odio stirare e mi riduco sempre in ore notturne! Vedremo al primo lavaggio se sarà davvero così! Vi farò sapere prossimamente!

lunedì 28 maggio 2012

Valentina & Simmons: come dormire su una nuvola


All’inizio non è stato amore … anche se quando ho ricevuto i materassi a molle rivestite di Simmons, modello Quietude Feeling con rivestimento in memory foam, sono rimasta stupita del fatto che fossero spessi quasi il doppio dei miei vecchi, ma comunque leggeri (forse più leggeri) e sicuramente più maneggevoli, anche grazie alle pratiche maniglie in tessuto ai lati.


Dicevo che non è stato amore, ma devo precisare che l’altezza e l’aspetto non c’entravano nulla con questo primissimo giudizio: ora ci arrivo. Va detto che i miei precedenti materassi erano in lattice ed erano decisamente arrivati a fine vita, pertanto ho accolto i nuovi materassi con entusiasmo. Mi era stato poi spiegato dal personale dell’azienda  che mi aveva contattato che il lattice non è adatto a climi caldi e umidi come qui in Liguria quindi la scelta migliore sarebbe stata orientarsi sulle molle.


Arrivo al dunque: la prima notte con i nuovi materassi è stata quasi terribile, sentivo dolori a braccia e schiena e non ho chiuso quasi occhio. Mi sembrava una reazione esagerata, sproporzionata rispetto al fatto che potessi aver bisogno di un po’ di adattamento dopo il cambio e ancor più sproporzionata visto che la reazione di mio marito è stata esattamente l’opposto: ha dormito perfettamente e alla mattina la schiena era rilassata e non dolorante. Fortunatamente è arrivato il giorno dopo ed è stato un sollievo quando ho capito: stavo covando l’influenza… un febbrone fulminante che mi ha messo a terra per tutta la giornata successiva e quella dopo, ossa rotte e tutto quelle che ne consegue.


Passata questa sfortunata coincidenza ho potuto veramente apprezzare la comodità dei nuovi materassi. Persino la lavorazione e il trapuntato del rivestimento che la notte prima mi sembrava così fastidioso, è diventato una superficie soffice e comodissima: ho pensato che, se fosse possibile, sia stato come dormire sopra una nuvola. E il riposo è diventato da allora anche conforto e benessere: la sensazione appena sveglia è quella di aver dormito bene e credetemi non è banale!

martedì 22 maggio 2012

La torta Pasqualina e la pasta frolla di Valentina con KitchenAid

Non vi so dire se è la ricetta tradizionale, non credo proprio, ma è la ricetta di casa mia.

Ho lavato la ciotola grande del mio Food Processor KitchenAid, l’ho asciugata e ho inserito la lama per gli impasti. Questa operazione di lavare e asciugare pensavo mi “stufasse” di più invece, ora che ci sono abituata devo dire che non mi pesa assolutamente. Sempre meglio che avere sul bancone di cucina mille attrezzi semi usati, ciotole di varie misure e disordine ovunque!

La pasta è semplicissima e velocissima da preparare: 250 gr circa di farina 00, sale, 3 cucchiai di olio extravergine e se volete un cucchiaino di burro vegetale. A questo si aggiunge acqua tiepida in piccole quantità (usando il tappo dosatore di cui è dotato il Food Processor) fino a che l’impasto non forma una palla. Non so dirvi l’esatta quantità di acqua, diciamo intorno ai 100-120 ml ma vi consiglio di aggiungere poco alla volta finchè non avete trovato la giusta dose. Una volta preparata avvolgete la palla con una pellicola e lasciate riposare circa 30 minuti.

Per il ripieno io utilizzo carciofi tagliati e soffritti in padella (circa 5) e un mazzo di bietole (le bietole a foglia piccola che si usano qui in Liguria) lessate unite al soffritto di carciofi (utilizzate una cipolla e/o uno spicchio d’aglio). Amalgamo il tutto con uova (io ne utilizzo 2), parmigiano grattuggiato, ricotta, maggiorana, sale.

A questo punto dividere l’impasto a metà, stendere due dischi sottilissimi (io li tiro un po’ con il mattarello e poi a mano), ungere una teglia (possibilmente di alluminio), foderare con un disco di pasta, facendola debordare un po’, stendere il ripieno (c’è chi forma uno o più incavi al centro del ripieno e mette per ciascuno un uovo), cospargere con un po’ di parmigiano e poi coprire con il secondo disco di pasta ripiegando a treccia l’impasto sottostante con quello steso sopra. Ungete la superficie con olio extravergine e mettete in forno a 180° C per 45-60 minuti finché la superficie non è ben dorata.


Dopo la preparazione della torta Pasqualina ho preparato la pasta frolla per la crostata. Anche in questo caso ho lavato tutti gli accessori del Food Processor e riutilizzato la lama per l’impasto. Ho amalgamato farina, burro, zucchero e tuorli d’uovo. Poi ho lavorato velocemente a mano l’impasto, un po’ di marmellata di arance amare e voilà anche la crostata è stata fatta.

In definitiva sono rimasta molto soddisfatta del risultato. Sono riuscita a preparare tutto in tempi veloci, nonostante fosse la prima volta che utilizzavo il robot per quelle preparazioni. Anche in questo caso il Food Processor si è dimostrato un valido aiuto in cucina!

giovedì 29 marzo 2012

Valentina "assaggia" KitchenAid e la ciambella della mamma

Quando ho saputo che avremmo testato un prodotto Kitchen Aid ero felicissima per questi motivi: io adoro cucinare; io adoro il marchio Kitchen Aid; il mio robot da cucina era arrivato alla fine dei suoi giorni e da un po’ stavo programmando la spesa per sostituirlo.

Vado oltre e confesso che il prodotto che è nella mia wishlist personale da sempre (va bè diciamo da un po’ di anni) è l’impastatore KA. Lo ammetto immediatamente, la prima motivazione che mi ha portato ad apprezzare questo elettrodomestico è l’estetica, a cui io do un valore importante, soprattutto da quando la mia cucina è aperta sul living (ok… dovevo dire mini living). In secondo luogo devo dire che conosco diverse persone che lo possiedono e non ho mai sentito un parere negativo. Poi un giorno, in tempi non sospetti, ho visitato il sito web del marchio e ho appreso che:
  1. È nato a fine dell’Ottocento dall’idea di una donna, Josephine Garis Cochrane, che depositò il brevetto della prima lavastoviglie;
  2. la distribuzione, nata per il settore dei professionisti, si estende ben presto anche a quello domestico;
  3. nei primi anni del Novecento nasce la prima impastatrice domestica e il nome Kitchen Aid.
Quindi stiamo parlando di un marchio la cui filosofia si è basata e si basa sulla creazione di elettrodomestici in grado di fornire un valido aiuto in cucina e non solo ai professionisti.

Questo quindi sarà il mio punto di partenza; ma torniamo a noi cioè al prodotto che mi è stato assegnato per il Family Tester: il Food Processor Artisan, colore rosso imperiale. Esteticamente molto bello, solido, con la sua base in metallo, e super accessoriato. Questo robot da cucina permette di affettare, tritare, impastare, mixare tutti i preparati per la cucina, grazie a una serie di accessori che sono ben organizzati in una scatola studiata nei minimi particolari per riporli ordinatamente.

Detto questo la prima cosa che ho fatto è consultare la guida. Sinceramente pensavo che, come molte case produttrici fanno, sarebbe stato disponibile il libretto solo in italiano, invece la guida multi lingue è assemblata insieme quindi ci si vede costretti a conservare il "tomo" così com’è.


Scopro, leggendo la guida, che il robot ha in dotazione fino a 3 ciotole, ma il modello che ci è stato inviato ne possiede solo due, quella standard per la maggior parte delle preparazioni e una più piccola, con una mini lama, per piccole dosi. La terza ciotola, quella che non c’è, si chiama ciotola dello chef e in pratica viene utilizzata quando è necessario utilizzare il robot in più passaggi, ma solo con le lame per affettare e tritare. Francamente lo trovo un accessorio utile ma non indispensabile. Molto utile sicuramente è concepire un robot che ha la possibilità di inserire (e utilizzare!) una dentro l’altra le ciotole, intanto perché occorre meno spazio in cucina per conservare tutti gli accessori e poi perché il funzionamento del robot è unico e sempre sicuro.

La posizione che assegno al mio nuovo “aiuto chef” è il bancone della cucina, proprio in bella vista perché voglio evitare di riporlo nella dispensa, come facevo con quello precedente. D’altronde non devo fare più a patti con il mio senso estetico, questo elettrodomestico sta benissimo dov’è, non stona.
Decido di provare la prima ricetta, una torta che sforno frequentemente per la colazione degli ometti di casa (…ok, la mangio anch’io qualche volta ma non sempre … altrimenti il programma “Nivea -pelle rassodata” viene inficiato). Se deve essere un valido aiuto vediamo se l’impasto viene bene, senza intoppi…
Si tratta di quella che io chiamo “la ciambella della mamma”, perché la ricetta me l’ha data lei:


L’impasto è venuto molto bene, non posso dire meglio che con le fruste tradizionali, non sarei onesta, ma altrettanto bene. Francamente non pensavo fosse scontato. Inizialmente il mio dubbio era: verrà cremoso senza utilizzare le fruste tradizionali? Risposta: sì.

Ora però vi dico esattamente quello che mi è piaciuto: utilizzare un elettrodomestico che è a portata di mano perché già posizionato in cucina. Mi è piaciuta la velocità con cui ho realizzato il tutto. Mi è piaciuto azionare il robot per montare uova e zucchero senza avere la necessità di star ferma a tenere le fruste perché la robustezza della base consentono al robot, certo per pochi minuti, di essere autonomo e nel frattempo ho potuto pesare gli altri ingredienti.

Quello che non mi è piaciuto è legato ad un dettaglio, cioè al tastierino dei comandi (cautelativamente dico per ora, visto che ho testato poco): innanzi tutto perché la fessura intorno al tastierino raccoglie un po’ di polvere (e anche farina e altri scarti provenienti dall’uso del robot) e poi perché la copertura dei tasti è piuttosto “leggera” e in alcuni punti pare parzialmente già scollata. Passando il dito ri-aderisce ma non ho idea se è da considerare una situazione permanente o meno. In un robot che si presenta robusto e affidabile e dal prezzo non economico penso sia necessario badare anche ai dettagli.

Il robot si è dimostrato un valido aiuto in cucina e c’è di più: dopo questa prima prova ho utilizzato il mio KitchenAid per preparare gran parte dei piatti di una cena con amici. Insomma ho provato ad usarlo testando un po’ più di funzioni e modalità.
Vi svelerò tutto nella prossima puntata!

martedì 13 marzo 2012

Valentina in trasferta sulla neve con Nivea!

Sabato scorso tutta la famiglia in trasferta per una giornata sulla neve. La temperatura primaverile e il sole erano troppo invitanti per farsi sfuggire questa occasione. Così siamo partiti. La sera prima il delirio della preparazione, perché anche se si parte per un giorno occorre portarsi dietro la stessa attrezzatura che servirebbe per un’intera settimana! All’appello tute da sci, scarponi, calze, occhiali… In bagno inizio a cercare la crema solare … eppure c’era … non la trovo però lo sguardo mi cade sulle mie creme Nivea tutte in bella vista sulla mensola. D’impulso afferro la Crema lenitiva per pelli sensibili. In un momento di lucidità penso alla lenta cottura della pelle sulla neve in una giornata di sole e così mi pare la soluzione più giusta. In compenso della crema solare nessuna traccia; penso: “la comprerò strada facendo”.

La mattina si parte e mentre a Genova il tempo è a dir poco deprimente man mano che ci dirigiamo verso il Piemonte il cielo si apre e il sole è sempre più luminoso. Perfetto la giornata inizia bene. Ho comprato la crema solare sulle piste e mi è preso un colpo quando mi hanno detto il prezzo… per lo meno ho preso la protezione 50, mi proteggerà benissimo. Io ho la pelle color latte, se non la proteggo divento rossa come un peperone…


A mezzogiorno la temperatura quasi estiva ha reso pressoché impossibile sciare oltre. Ne abbiamo approfittato per crogiolare al sole… finchè verso le due inizio a sentire un “leggero” bruciore su guance e fronte… forse è il caso di ripassare uno strato di crema protettiva. Mi guardo allo specchio e ormai la frittata (termine veramente appropriato) è fatta: sono rossa come un peperone. Ma non mi scoraggio, penso, ho portato la crema lenitiva della Nivea: vediamo se funziona!

Appena la spalmo sulla pelle mi sento già meglio: è come se ogni cellula della mia epidermide avesse bevuto un bel bicchierone d’acqua, ringraziandomi di cuore! Rilassata per questa mini oasi di benessere mi accorgo che nel frattempo mio marito mi ha preso l’Alcatel e lo sta “esplorando”. Lo capisco, è proprio divertente. Mi accorgo che anche la sua fronte va a fuoco, meglio spalmare la crema lenitiva anche lì, molto meglio. E già che ci sono una bella spalmata anche sul faccino di Albi, che mi sorride e mi dice: “che buon profumo mamma!”.

La gita sulla neve è piaciuta a tutti e grazie alla Nivea Crema Lenitiva Pelli Sensibili abbiamo riparato ad un inizio di scottatura! E al ritorno, in macchina, Alberto non si è fatto mancare un nuovo giochino scaricato gratuitamente sull’Alcatel attraverso la funzione “Market”… prima di sprofondare in un dolce sonno per la giornata intensa ma divertente!

mercoledì 7 marzo 2012

Effetto Nivea: anche gli uomini apprezzano! Parola di Vale

I prodotti Nivea sono davvero tanti, tantissimi! Non me l’aspettavo. Sono stata solo leggermente “contrariata” quando ho letto crema viso antirughe... per me???? Ma no dai, sto scherzando! L'ho provata di corsa, altroché. Con il freddo e il vento di questi giorni la mia pelle ne aveva bisogno. Il profumo è molto gradevole. Insomma parte l’operazione pelle giovane, fresca, luminosa e rassodata… ce la farò?


Per creme, trucchi e barbatrucchi ho sempre avuto un debole: difficilmente entro in una profumeria ed esco a mani vuote. Dall’estetica della confezione, alle varietà delle profumazioni, alle mille tipologie… ho sempre trovato qualcosa per cui valesse la pena provarle. Immaginate la mia felicità quando ho ricevuto il dono della Nivea: tutta la serie pure &natural al completo! La Nivea tra l’altro per me ha sempre rappresentato la crema “rassicurante”, una ricorrente presenza a partire da quando ero bambina e si partiva con mia mamma e mia sorella per la montagna e la sera si prendeva quella crema pannosa dal barattolo blu per lenire un po’ la pelle strapazzata dal vento gelido, dalla neve e dal sole; al mare dopo una giornata passata in spiaggia ad abbrustolire sotto il sole, in palestra dopo le lezioni di danza.

La prima confezione che ho aperto è la crema da giorno antirughe. Mi è piaciuto subito il profumo fresco e delicato e poi la consistenza, morbida senza essere però untuosa. Da molti giorni uso latte detergente, crema giorno e crema notte antirughe e devo ammettere che la mia pelle è più compatta e luminosa. La pelle del mio viso è piuttosto delicata visto che in passato ha subito diversi trattamenti per un problema dermatologico, e patisce quasi immediatamente creme con componenti grassi e siliconati. Posso affermare che la reazione è stata totalmente positiva, il che per me non è trascurabile!


Ho iniziato ad usare la crema rassodante corpo: si assorbe facilmente e questa è un’altra nota positiva visto che sono sempre di corsa! Certo in questo caso la base di partenza non è ottimale, mi sa che ci vuole qualche giorno in più per notare risultati consistenti ma uno c’è stato da subito: pelle vellutata e piacevolmente profumata! Lo hanno notato anche gli uomini di casa… il che non è poco!

martedì 21 febbraio 2012

Alcatel per tecnomaniaci? Valentina prova il wi-fi e Alberto si dedica al flipper...

Il cellulare per i tecnomaniaci... ecco se c’è una persona che è tutto l’opposto quella sono io. In tema di cellulari ho sempre avuto questa opinione: mi basta fare l’unica cosa per cui sono stati concepiti, cioè telefonare. Per cui non sono stata mai attratta né impegnata a capire tutte le possibilità degli smartphone e simili. Solo recentemente e per motivi di lavoro ho stipulato un abbonamento con incluso cellulare, appunto, supertecnologico, e mi sono applicata un po’ di più ma senza eccessivo successo anche per alcuni limiti dovuti al mio account di posta elettronica che non permette l’accesso diretto alla posta se non con i cellulari della stessa compagnia. Quest’ultimo punto ricordatevelo bene perché è un punto importante e capirete perché.


Quando è arrivato il primo prodotto lì per lì ho pensato: o mamma… ora mi devo applicare veramente e visto il periodo di super impegni ho avuto un leggero smarrimento, così ho proceduto (e sto procedendo) per gradi che sintetizzo perché rischio di essere un po’ prolissa!

Ho iniziato a testare il nuovo cellulare esclusivamente come telefono, ho copiato i contatti sul telefono, organizzato la rubrica, provato a mandare messaggi… insomma le operazioni base. Il voto è assolutamente positivo.  I comandi e i vari passaggi sono semplici e intuitivi, il menù completo e facile da usare. L’uso dello schermo (il famoso touchscreen) è semplice e divertente. L’unico problema che ho riscontrato all’inizio è l’uso della tastiera per scrivere i messaggi: non sempre prendo la lettera alla prima e questo ovviamente rallenta la scrittura.. Per questo preferisco usarlo in orizzontale piuttosto che nella consueta posizione verticale, perché i tasti sono un po’ più estesi e riesco a digitarli meglio. Sto superando questo problema di volta in volta ma ovviamente, nel mio caso (disperato?) ci vuole un po’ di pratica.


Essendo una maniaca (questa volta si..) dell’estetica ho esplorato le varie possibilità offerte. Innanzitutto il cellulare è arrivato con due cover, una azzurra e una rossa, e la cosa mi è piaciuta. Attualmente lo sto utilizzando in versione azzurra ma il fatto di poter cambiare mi piace. Lo schermo è grande e si vede molto bene e ci sono sfondi animati molto carini. Io ho utilizzato quello dello specchio d’acqua con tanto di riflesso dei rami di un albero e foglie che navigano libere.

Il cellulare ha un sistema operativo Android sviluppato da Google: è veramente semplice, veloce e consente in pochi passaggi di usare tutte le applicazioni al meglio. Ad esempio la connessione internet tramite wi-fi: ieri sera ho provato ed è stata immediata, mentre con il mio precedente cellulare ci sono mille vincoli, mille sbarramenti e bisogna sempre documentarsi o consultare le guide. Insomma una rottura. Tra l’altro ho scoperto ora che questo sistema operativo è basato su Linux... mio cognato sarà contentissimo visto che ne è un fan sfegatato!

Mi fermo qui. Ovviamente non ho esplorato tutte le possibilità. Vi farò sapere alla prossima!


Ah visto che si parla di family tester, il piccolo di casa ha già fatto il suo test: il flipper. Il mio nuovo Alcatel si è aggiudicato un "A" (che poi vuol dire 10 ma i cartoni animati gli hanno insegnato il sistema di votazione americano, ahimè la globalizzazione...).

lunedì 13 febbraio 2012

Valentina inizia a provare lo smartphone Alcatel One Touch 918D

Sto provando lo smartphone Alcatel ONETOUCH 918D dual sim.
Prima nota positiva: non ho mai posseduto un cellulare touch e volevo proprio provarlo. Seconda nota positiva: ha due cover, una rossa e una azzurra, bellissime. Per ora ho scelto quella azzurra!
Prima nota dolente: ho inserito la mia SIM e il telefono non funzionava... poi mio marito ha inserito la sua... e funzionava! Ho pensato: "è una cospirazione": lui rompe cellulari alla velocità della luce e l’ultimo è giusto partito qualche settimana fa, pensava già di avere la meglio e "rubarmi" il giocattolo nuovo!. E invece no... è MIO! E la tester sono IO! Poi ho capito... avevo inserito male la SIM, ops! Alcatel (/Antonio) 1- Vale 0! Ma è solo il primo round.

Albi ha voluto fare un regalo al nuovo arrivato: un dinosauro. In questo periodo disegna solo dinosauri, per tutti... non poteva mancare al nostro nuovo inquilino tecnologico!

E dalle prime prove posso dire di aver trovato più aspetti positivi che negativi! I comandi sono intuitivi, si sente molto bene, prende in galleria, ha una bellissima grafica, ha molta memoria (ma io non faccio proprio testo perché non sono fanatica né di applicazioni, né di video, quindi per me va benissimo). Le foto vengono abbastanza bene, del resto è un cellulare e il suo compito è permettere di fare e ricevere telefonate. Non ho ancora provato musica e connessione internet… Ci aggiorniamo prossimamente!

lunedì 6 febbraio 2012

VALENTINA: appunti di (mini)casa

Mi chiamo Valentina, ho 37 anni e vivo ad Arenzano, in provincia di Genova. Sono laureata in scienze ambientali e da più di 10 anni svolgo l’attività di libera professione nel campo delle consulenze in materie ambientali. Sono sposata da 7 anni con Antonio e ho un meraviglioso e vispissimo bimbo di 5 anni di nome Alberto. Abito in un appartamento di circa 65mq, composto da sala e cucina open space, due camere e bagno. Non ho spazi aperti, né giardino né balconi.


Ho sempre avuto una passione sfrenata per l’arredamento e la decorazione… è un po’ una cosa di famiglia: da mia mamma ho ereditato il gusto per i dettagli e la voglia di cambiare (disposizione dei mobili, complementi d’arredo, ecc.), da mio papà ho acquisito la passione del fai-da-te e dell’ingegnarsi (o provare a farlo) per cercare la soluzione giusta. La mia casa, anzi la mia mini casa, è il risultato di tutto questo… ed è sempre in divenire, per la disperazione (o rassegnazione) di mio marito!


Da quando ho acquistato la casa in cui viviamo, piccola e per niente facile da arredare, ho iniziato a collezionare riviste di arredamento e in effetti ora sono accatastate ovunque (ma ci sto lavorando...)! Il colpo di fulmine con CasaFacile è avvenuto circa un anno e mezzo fa. Appena ho sfogliato la rivista, grazie a mia sorella, ho capito che era quella giusta per me! E tramite CasaFacile ho iniziato timidamente ad avvicinarmi al mondo della comunicazione web (io, così diffidente in merito…) finché ne sono stata coinvolta totalmente e ho aperto il mio blog! Da allora ho conosciuto, anche personalmente, tantissime brave e belle persone, ho partecipato ad alcuni incontri di CasaFacile e ne sono rimasta entusiasta. Ho conosciuto il direttore (grande Giusi!) e tutta la redazione e sono rimasta affascinata dalla loro passione e dalla loro capacità di rinnovare e di essere più vicino ai lettori di chiunque altro.

Accolgo quindi l'invito a partecipare
a questa iniziativa con la consapevolezza
che sarà una bellissima avventura!