Ok, qui bisogna armarsi di santa pazienza, prendere la situazione di petto e darsi una mossa sennò non veniamo a capo di niente... Chi sono? Sono la nuova Coolpix S01 Nikon ed ho tolto "carta e penna" dalle mani di Emilio per presentarmi da sola... Ma come, a lui che già davanti ad un interruttore on/off della luce si pone dubbi amletici viene dato in prova un gioiellino elettronico come me? Non mi resta che sperare nella solidarietà femminile fra me e Lina (sua moglie) e partire all'avventura, come Thelma e Louise.
Detto, fatto: appena il tempo di arrivare in casa Teodori e mostrare le mie credenziali, che già riparto per Istanbul. Facciamo però un passo indietro: eccomi fuori dall'imballaggio. Mentre Emilio mi guarda con un'espressione che non è fra le sue più intelligenti, Lina ha invece gli occhi che brillano: apprezza le mie dimensioni ultracompatte che scivolano anche nella tasca di un jeans, il display touch con i suoi 230.000 pixel, la batteria integrata, la memoria efficiente che ho, lo stabilizzatore, la possibilità di realizzare video...
Sono la Betty Boop delle compatte, niente spigoli, contorni morbidi... non voglio competere con gli ordigni da studio fotografico -questo no-, ma la mia semplicità d'uso ed il fatto che son più piccola d'una carta di credito ingolosiscono dilettanti e professionisti. Il mio "cognome" -Nikon- è già una garanzia oltre la garanzia, credo di avere un buon rapporto qualità/prezzo, e mi piace considerarmi dinamica compagna di viaggio di chi vuole avere sempre con sé la possibilità di fermare un momento, un ricordo, un sorriso.
La mia taglia XXS è merito di chi ha saputo eliminare il superfluo dalla mia "carrozzeria", sostituire tasti e tastini col display touch, integrare batteria e memoria... Sono magra (peso meno di un etto) ma... punto i piedi per ridurre il più possibile l'effetto "mosso", ed offro effetti speciali, filtri, elaborazioni che mi regalano qualche punto in più rispetto alla fotocamera di un cellulare, alla quale sarebbe facile paragonarmi.
Ma ecco, sono in valigia, decollo, volo, atterro... e le mie sinapsi elettroniche entrano in pieno fermento davanti alle architetture ed ai colori che "vedo" e vi propongo: tanta era la voglia di darmi da fare che magari non ho sfruttato al meglio tutti i miei optional, ma ci sarà tempo di stringere rapporti più consapevoli ed appaganti con la mia nuova, cara amica. Siamo simili, noi due, sotto parecchi aspetti: piccole, piacevoli da accarezzare, senza fronzoli, dinamiche, curiose, sempre pronte a metterci in gioco. Chissà che Emilio non si innamori (anche!) di me? Io provo a strizzargli l'occhiolino, anzi... l'obiettivo: click!
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martedì 5 febbraio 2013
venerdì 1 febbraio 2013
Ciao da Emilio e... tante belle cose ;-)
Come si suol dire: "tante belle cose"! E' il saluto che ci si scambia quando si abbraccia e si saluta qualcuno con il quale si è condivisa un po' di strada insieme... Ma è anche una considerazione sugli oggetti che ho testato per CasaFacile. Ammetto di essere stato un po' il Pierino della situazione, quello che bisognava rincorrere, rimbrottare, stimolare perchè facesse "i compiti"... ma come tutti i Pierini credo (spero) di aver solleticato qualche sorriso in Sara (che pazienza, lei), in Francesco (sempre attento a mediare, a smussare gli spigoli), in Giusi (ok, capo - e non chiamarmi capo - va bene, capo), e in voi. Adesso non mi nego la fantastica sensazione di abbracciare in un sol colpo migliaia di persone, le mie compagne di viaggio ed i nuovi tester che son pronti ai blocchi di partenza. A tutti, con affetto, l'augurio sincero di trovare e diffondere sorrisi ogni giorno...
lunedì 7 gennaio 2013
Emilio, Lina e il "totem" Magimix: evviva i centrifugati!
Impressionante! Questo è stato il primo aggettivo che io e Lina, mia moglie, abbiamo pensato quando -tolto l'imballaggio- la centrifuga Magimix si è rivelata... Confesso che soprattutto io ho provato un attimo di smarrimento davanti alla sua presenza... "totemica".
A molti di quelli che leggeranno è noto quanto io sia maldestro, e l'aspetto altamente professionale di questo oggetto mi ha creato un po' d'ansia, ma Lina -che s'incuriosisce davanti ad ogni novità, si è armata di istruzioni ed è entrata subito in confidenza con quello che per me era ancora un Ufo!
Una pulita per modo di dire, un tuffo nel frigorifero et voilà: ecco un bicchiere per uno d'arcobaleno: finocchio ed arancia lavorati singolarmente e poi mescolati: una freschezza piacevolissima, un nuovo sapore che gratifica incredibilmente il palato, la netta sensazione di farsi del bene evitando una bevanda industriale e scegliendo di prepararsela al momento, grazie alla centrifuga ed a ingredienti genuini, e la consapevolezza di mantenerne integre tutte le virtù.
Era da parecchio che pensavo di provare i centrifugati, di aiutare il mio fisico con un preparato ricco d'energia, di sali minerali, di vitamine... ed ecco qua che la pigrizia ("solito" mio ostacolo) nel provvedere è stata bypassata grazie ad una bella idea (una delle tante, tante) di CasaFacile. Allora, fortunato tester di questa centrifuga, Magimix, comincio ad informarmi in giro per il web e ...toh <per l'acidità di stomaco: patata, cavolo bianco, mela, limone e carota>. Che faccio, provo? provo! Naturalmente non tutti i sapori possono essere graditi (eh, già...) ma alla resa dei conti il mix funziona.
Torniamo all'appareccchio: via via che ci si prende confidenza, quando non devi più usare ossessivamente il manuale, allora si apprezzano la qualità del materiale, l'accuratezza dell'assemblaggio degli elementi, la solidità dell'insieme. E' evidente, come si legge in un cartoncino che accompagna la centrifuga, che l'azienda prima di rivolgersi al consumatore Emilio è patner affidabile presente molto spesso nelle cucine e dietro il bancone del bar dei ristoranti d'alto livello...
Non è un giocattolo approssimativamente realizzato, (magari con plastiche scadenti), messo insieme in fretta e furia e venduto a basso prezzo per affrettarsi a cavalcare l'onda di un salutismo approssimativo: mi ripeto, è una gran bella macchina, accuratamente studiata, solida, che lavora perfettamente.
L'unica mia preoccupazione è quella di essere incostante nel tempo, ma qualcosa mi fa pensare che non sarà così: i nuovi sapori che scopro, e le virtù di quello che regalo al mio organismo, insieme alla facilità di assunzione (bere rende meno "antipatico" anche un gusto non esattamente accattivante) mi motivano a continuare.
Mi rendo conto che -ogni tanto- parlo più dei centrifugati che della centrifuga Magimix per cui torno subito alla nostra nuova amica in cucina: è apprezzabile (dopo un minimo tirocinio) il montaggio e lo smontaggio delle sue componenti, in particolare per quel che riguarda la pulizia; il filtro trattiene perfettamente i residui; il blocco motore è assolutamente stabile; il livello di rumorosità quando è in azione non infastidisce; la velocità di rotazione (eh, sì, mi sono informato) non produce un calore tale da alterare le qualità organolettiche della frutta e della verdura scelta.
"Tante" delle mie amiche di CF sono già vegane convinte, o si stanno avvicinando a questo modo di nutrirsi, a questo concetto anche filosofico del cibo... mi rivolgo a loro, in questo momento: avrete certamente pensato ai centrifugati! Il bicchiere si riempie di colori, il corpo di natura: questo, grazie all'ottima proposta Magimix. Applausi!
A molti di quelli che leggeranno è noto quanto io sia maldestro, e l'aspetto altamente professionale di questo oggetto mi ha creato un po' d'ansia, ma Lina -che s'incuriosisce davanti ad ogni novità, si è armata di istruzioni ed è entrata subito in confidenza con quello che per me era ancora un Ufo!
Una pulita per modo di dire, un tuffo nel frigorifero et voilà: ecco un bicchiere per uno d'arcobaleno: finocchio ed arancia lavorati singolarmente e poi mescolati: una freschezza piacevolissima, un nuovo sapore che gratifica incredibilmente il palato, la netta sensazione di farsi del bene evitando una bevanda industriale e scegliendo di prepararsela al momento, grazie alla centrifuga ed a ingredienti genuini, e la consapevolezza di mantenerne integre tutte le virtù.
Era da parecchio che pensavo di provare i centrifugati, di aiutare il mio fisico con un preparato ricco d'energia, di sali minerali, di vitamine... ed ecco qua che la pigrizia ("solito" mio ostacolo) nel provvedere è stata bypassata grazie ad una bella idea (una delle tante, tante) di CasaFacile. Allora, fortunato tester di questa centrifuga, Magimix, comincio ad informarmi in giro per il web e ...toh <per l'acidità di stomaco: patata, cavolo bianco, mela, limone e carota>. Che faccio, provo? provo! Naturalmente non tutti i sapori possono essere graditi (eh, già...) ma alla resa dei conti il mix funziona.
Torniamo all'appareccchio: via via che ci si prende confidenza, quando non devi più usare ossessivamente il manuale, allora si apprezzano la qualità del materiale, l'accuratezza dell'assemblaggio degli elementi, la solidità dell'insieme. E' evidente, come si legge in un cartoncino che accompagna la centrifuga, che l'azienda prima di rivolgersi al consumatore Emilio è patner affidabile presente molto spesso nelle cucine e dietro il bancone del bar dei ristoranti d'alto livello...
Non è un giocattolo approssimativamente realizzato, (magari con plastiche scadenti), messo insieme in fretta e furia e venduto a basso prezzo per affrettarsi a cavalcare l'onda di un salutismo approssimativo: mi ripeto, è una gran bella macchina, accuratamente studiata, solida, che lavora perfettamente.
L'unica mia preoccupazione è quella di essere incostante nel tempo, ma qualcosa mi fa pensare che non sarà così: i nuovi sapori che scopro, e le virtù di quello che regalo al mio organismo, insieme alla facilità di assunzione (bere rende meno "antipatico" anche un gusto non esattamente accattivante) mi motivano a continuare.
Mi rendo conto che -ogni tanto- parlo più dei centrifugati che della centrifuga Magimix per cui torno subito alla nostra nuova amica in cucina: è apprezzabile (dopo un minimo tirocinio) il montaggio e lo smontaggio delle sue componenti, in particolare per quel che riguarda la pulizia; il filtro trattiene perfettamente i residui; il blocco motore è assolutamente stabile; il livello di rumorosità quando è in azione non infastidisce; la velocità di rotazione (eh, sì, mi sono informato) non produce un calore tale da alterare le qualità organolettiche della frutta e della verdura scelta.
"Tante" delle mie amiche di CF sono già vegane convinte, o si stanno avvicinando a questo modo di nutrirsi, a questo concetto anche filosofico del cibo... mi rivolgo a loro, in questo momento: avrete certamente pensato ai centrifugati! Il bicchiere si riempie di colori, il corpo di natura: questo, grazie all'ottima proposta Magimix. Applausi!
giovedì 20 dicembre 2012
Emilio e lo zaino, solare sì ma un po' pigro
Caro Zaino "E - Mission", cosa dire di te? E' nel mio stile di vita dare fiducia al prossimo, che sia una persona o il frutto di un pensiero, di una ricerca, come nel tuo caso... ma anche tu devi fare la tua parte per meritartela! Ti spiego: apprezzo moltissimo che un team di "cervelli" abbia lavorato per creare un oggetto che -alla luce della necessità che abbiamo di rispettare l'ambiente e di risparmiare energia elettrica e (perchè no?) denaro- sia utile ed ecologico allo stesso tempo, ma mi sembra che ci sia ancora da aggiustare un po' il tiro, nel tuo caso.
Sei un po' pigro? O fai da avanguardia a chi -della tua specie- verrà dopo di te, probabilmente perfezionato? Stammi a sentire: ho letto quel che c'era da leggere nelle (scarne) istruzioni per il tuo utilizzo, ti ho esposto sia alla luce diretta del sole che alla luce "casalinga" (naturale o di un lampadario acceso), ho controllato per benino quanta energia tu avresti dovuto accumulare per poi trasferirla all'oggetto a te collegato tramite il cordone ombelicale di uno dei cavetti in dotazione (nel mio caso, il cellulare)... beh: le ore approssimative di ricarica della tua batteria indicate dall'azienda sono molto approssimative...
Non deprimerti, adesso: è logico che nessuno pretenda da te la velocità della luce (appunto!!!) ma non posso che dirti: "Sii orgoglioso di essere il capostipite di una generazione di oggetti utili e green, ma genera dei successori più... scattanti" ;-)
| photo Made in cijecam |
Sei un po' pigro? O fai da avanguardia a chi -della tua specie- verrà dopo di te, probabilmente perfezionato? Stammi a sentire: ho letto quel che c'era da leggere nelle (scarne) istruzioni per il tuo utilizzo, ti ho esposto sia alla luce diretta del sole che alla luce "casalinga" (naturale o di un lampadario acceso), ho controllato per benino quanta energia tu avresti dovuto accumulare per poi trasferirla all'oggetto a te collegato tramite il cordone ombelicale di uno dei cavetti in dotazione (nel mio caso, il cellulare)... beh: le ore approssimative di ricarica della tua batteria indicate dall'azienda sono molto approssimative...
| photo Made in cijecam |
Non deprimerti, adesso: è logico che nessuno pretenda da te la velocità della luce (appunto!!!) ma non posso che dirti: "Sii orgoglioso di essere il capostipite di una generazione di oggetti utili e green, ma genera dei successori più... scattanti" ;-)
martedì 4 dicembre 2012
Emilio alle prese con le grattugie e... la casalinga canadese
Ogni riccio un capriccio? No! Ogni riccio una carezza: è la sensazione che quasi tutti in casa (vale a dire io, Lina e nostro figlio Alessio, al primo anno di Istituto Alberghiero e quindi incuriosito dalla faccenda) abbiamo provato utilizzando le raffinatissime grattugie Microplane.
Allora: al primo sguardo il commento unanime è stato: "Cosa avranno mai di speciale? Oggetti perfetti, evidentemente di buona qualità, ma... cui prodest?". E allora prendi una carota, la prima verdura che hai a portata di mano, e ti meravigli: passarla sulle lame e avvertire fisicamente la scorrevolezza dell' utensile è una sorpresa. Da questo momento in poi, è stato tutto un divertimento o una sfida, se volete: ogni alimento grattugiabile è passato attraverso questi strumenti oserei dire "chirurgici", usati per di più seguendo la fantasia meglio che l'utilizzo specifico di ogni singolo oggetto, ed il risultato è stato sempre stupefacente...
Comete di cioccolato che volano a guarnire un dolce, bastoncini di verdure crude per una crudité croccante, riccioloni di parmigiano e pecorino che nevicano sulla pastasciutta, scaglie spesse di formaggio o di tartufo per profumare e nobilitare una pietanza... Tutto si ottiene con estrema facilità, senza nessuna fatica, e senza quella sensazione di "strappo" che caratterizza le grattugie di "ordinaria amministrazione".
E poi, l'ammetto, ho provato un'immediata simpatia per quella casalinga canadese che, alle prese con la cucina ed insoddisfatta dei suoi aggeggi è andata -determinata!- in falegnameria dal marito a prendere uno dei suoi utensili, dando così inizio alla nostra storia. La grattugia in assoluto più comoda per gli utilizzi di tutti i giorni è la "Zester", dal manico rosso: snella, veloce, precisa, comoda... ma le altre sue "colleghe" effettivamente non sono da meno: mantengono quel che promettono, con efficienza ed affidabilità. Con loro è davvero più facile realizzare ricette e decorazioni profumate ed invitanti.
Qualche dubbio lo riservo al macina formaggio: non è un oggetto esteticamente esaltante ed anche l'utilizzo mi sembra lasci un po' a desiderare: i pezzi di formaggio devono essere di "quella" dimensione altrimenti s'incastrano (e quindi li devi tagliare "a misura", vanificando la presunta comodità dell'attrezzo); se il prodotto è stagionato e quindi più duro non è agevole il grattugiare; una volta utilizzato, restano filamenti di parmigiano (oppure...) a penzolare dalla lama... dite che se ne avrà a male se lo lascio un po' da parte ed apprezzo di più le altre grattugie con cui è imparentato? Oggi grani, domani scaglie, dopodomani riccioli... ed anche la più normale delle paste "in bianco" riserva una sorpresa. ogni volta vicina al proprio gusto ed alla golosità del giorno.
Allora: al primo sguardo il commento unanime è stato: "Cosa avranno mai di speciale? Oggetti perfetti, evidentemente di buona qualità, ma... cui prodest?". E allora prendi una carota, la prima verdura che hai a portata di mano, e ti meravigli: passarla sulle lame e avvertire fisicamente la scorrevolezza dell' utensile è una sorpresa. Da questo momento in poi, è stato tutto un divertimento o una sfida, se volete: ogni alimento grattugiabile è passato attraverso questi strumenti oserei dire "chirurgici", usati per di più seguendo la fantasia meglio che l'utilizzo specifico di ogni singolo oggetto, ed il risultato è stato sempre stupefacente...
| Natura morta con... lamaviva! |
Comete di cioccolato che volano a guarnire un dolce, bastoncini di verdure crude per una crudité croccante, riccioloni di parmigiano e pecorino che nevicano sulla pastasciutta, scaglie spesse di formaggio o di tartufo per profumare e nobilitare una pietanza... Tutto si ottiene con estrema facilità, senza nessuna fatica, e senza quella sensazione di "strappo" che caratterizza le grattugie di "ordinaria amministrazione".
E poi, l'ammetto, ho provato un'immediata simpatia per quella casalinga canadese che, alle prese con la cucina ed insoddisfatta dei suoi aggeggi è andata -determinata!- in falegnameria dal marito a prendere uno dei suoi utensili, dando così inizio alla nostra storia. La grattugia in assoluto più comoda per gli utilizzi di tutti i giorni è la "Zester", dal manico rosso: snella, veloce, precisa, comoda... ma le altre sue "colleghe" effettivamente non sono da meno: mantengono quel che promettono, con efficienza ed affidabilità. Con loro è davvero più facile realizzare ricette e decorazioni profumate ed invitanti.
Qualche dubbio lo riservo al macina formaggio: non è un oggetto esteticamente esaltante ed anche l'utilizzo mi sembra lasci un po' a desiderare: i pezzi di formaggio devono essere di "quella" dimensione altrimenti s'incastrano (e quindi li devi tagliare "a misura", vanificando la presunta comodità dell'attrezzo); se il prodotto è stagionato e quindi più duro non è agevole il grattugiare; una volta utilizzato, restano filamenti di parmigiano (oppure...) a penzolare dalla lama... dite che se ne avrà a male se lo lascio un po' da parte ed apprezzo di più le altre grattugie con cui è imparentato? Oggi grani, domani scaglie, dopodomani riccioli... ed anche la più normale delle paste "in bianco" riserva una sorpresa. ogni volta vicina al proprio gusto ed alla golosità del giorno.
mercoledì 7 novembre 2012
Bello, bravo, efficiente: Emilio promuove il ferro PerfectCare
"Non è possibile!" questa è l'esterrefatta considerazione che mia moglie ha entusiasticamente proferito dopo aver stirato un container di panni delle più svariate consistenze e composizioni con quest'eccezionale ferro da stiro Philips PerfectCare Aqua. Necessaria una premessa: Lina affronterebbe senza paura il Tribunale dell'Inquisizione piuttosto che munirsi di ferro e spaternostrare sbattendo un capo dopo l'altro sull'asse con un rassegnato odio...
Invece adesso scia con uno slalom leggero fra un pantalone ed una camicia, un lenzuolo ed un maglione. Io, da spettatore, garantisco che è innamorata persa: di come il nostro amico Philips vola sui tessuti, del fatto che ha una "testa pensante" per adeguare la sua forza alle diverse consistenze, del getto di vapore, della capacità della caldaia che non costringe a continui rabbocchi...
In più: non è che uno userebbe questo ferro da stiro come centrotavola, ma innegabilmente è un oggetto gradevole: aerodinamico, un po' "bolidista" nel suo design, evidentemente pensato all'insegna del se dev'essere, che sia bello. E' logico che per una poltrona si smuovano le "matite" più importanti, molto meno frequente che si pensi a rendere accattivante un piccolo (grande!!!) elettrodomestico; in questo caso, invece, si coglie la grande aspettativa -assolutamente ben riposta- che l'azienda ha nei confronti di questo suo prodotto: ottime performances in una veste piacevole che rilassa, oltre alla mano, anche l'occhio di chi lo sta usando.
Ehi: perchè mia moglie mi si avvicina, con un sorriso che mi da i brividi, armata del nostro amico Philips, avvolta in una nuvola di vapore, con un lampo azzurro che saetta, sussurrandomi a denti stretti <amore, secondo me stai prendendo una brutta piega>?
Invece adesso scia con uno slalom leggero fra un pantalone ed una camicia, un lenzuolo ed un maglione. Io, da spettatore, garantisco che è innamorata persa: di come il nostro amico Philips vola sui tessuti, del fatto che ha una "testa pensante" per adeguare la sua forza alle diverse consistenze, del getto di vapore, della capacità della caldaia che non costringe a continui rabbocchi...
In più: non è che uno userebbe questo ferro da stiro come centrotavola, ma innegabilmente è un oggetto gradevole: aerodinamico, un po' "bolidista" nel suo design, evidentemente pensato all'insegna del se dev'essere, che sia bello. E' logico che per una poltrona si smuovano le "matite" più importanti, molto meno frequente che si pensi a rendere accattivante un piccolo (grande!!!) elettrodomestico; in questo caso, invece, si coglie la grande aspettativa -assolutamente ben riposta- che l'azienda ha nei confronti di questo suo prodotto: ottime performances in una veste piacevole che rilassa, oltre alla mano, anche l'occhio di chi lo sta usando.
La famiglia Teodori lo promuove a pieni voti!
Ehi: perchè mia moglie mi si avvicina, con un sorriso che mi da i brividi, armata del nostro amico Philips, avvolta in una nuvola di vapore, con un lampo azzurro che saetta, sussurrandomi a denti stretti <amore, secondo me stai prendendo una brutta piega>?
domenica 7 ottobre 2012
Emilio mette alla prova i led Osram
Eh, beh... eccomi, a girarmi fra le mani una macchinetta fotografica che dopo aver fermato colori, momenti, impressioni... ora vede solo nero, povera piccola. Ma non è questo l'argomento di cui parlare, per cui bando a sentimentalismi animistici e arriviamo al dunque. I LEDs DECO FLEX della Osram...
E' necessaria una premessa: detesto la luce prodotta dai led (cara, vecchia lampadina ad incandescenza...) e non mi piace l'effetto puntiforme che l'occhio percepisce... ma ho voluto mettermi alla prova come tester e perciò ho scelto proprio loro. Innanzitutto, un plauso alla confezione: dinamica, compatta, comoda, moderna. E un apprezzamento alla possibilità offerta dall'azienda di poter avere un'idea di quel che presumibilmente si ha intenzione di comprare tramite il tastino di prova.
Riguardo alle istruzioni: come quasi sempre succede, troppo "stitiche", due parole in più oltre a chiarire meglio potenzialità e caratteristiche dell'oggetto in questione creerebbero un rapporto più "amichevole"...qui addirittura di parole non ce ne sono!
Passando alla "mise en scene": senza fissare definitivamente le strisce alle varie superfici dove ho provato a sistemarle (uhm, quanti dubbi rispetto alla tenuta del biadesivo), e senza neanche prendere in considerazione l'effetto "lucine di Natale", ho provato a creare qualche effetto "wall-washing" sfruttando la complicità delle antiche pietre di casa: l'effetto non è niente male, davvero, avendo cura di nascondere il più possibile la sorgente della luce; gelare o infiammare le pareti coi colori dei led evoca -un po'- stati d'animo che ben si accompagnano a musiche, letture, pensieri in sintonia col colore scelto in quel determinato momento.
Credo che ci siano due opzioni da considerare per godere appieno di questa particolare fonte di luce: la modalità "gioco", più vivace veloce, colorata... o la teatralità di una luce che sottolinei uno scorcio, evidenzi un oggetto, sorprenda con la sua tonalità. Staremo a vedere, aspettando un'idea che si accenda come i led Osram.
E' necessaria una premessa: detesto la luce prodotta dai led (cara, vecchia lampadina ad incandescenza...) e non mi piace l'effetto puntiforme che l'occhio percepisce... ma ho voluto mettermi alla prova come tester e perciò ho scelto proprio loro. Innanzitutto, un plauso alla confezione: dinamica, compatta, comoda, moderna. E un apprezzamento alla possibilità offerta dall'azienda di poter avere un'idea di quel che presumibilmente si ha intenzione di comprare tramite il tastino di prova.
Riguardo alle istruzioni: come quasi sempre succede, troppo "stitiche", due parole in più oltre a chiarire meglio potenzialità e caratteristiche dell'oggetto in questione creerebbero un rapporto più "amichevole"...qui addirittura di parole non ce ne sono!
Passando alla "mise en scene": senza fissare definitivamente le strisce alle varie superfici dove ho provato a sistemarle (uhm, quanti dubbi rispetto alla tenuta del biadesivo), e senza neanche prendere in considerazione l'effetto "lucine di Natale", ho provato a creare qualche effetto "wall-washing" sfruttando la complicità delle antiche pietre di casa: l'effetto non è niente male, davvero, avendo cura di nascondere il più possibile la sorgente della luce; gelare o infiammare le pareti coi colori dei led evoca -un po'- stati d'animo che ben si accompagnano a musiche, letture, pensieri in sintonia col colore scelto in quel determinato momento.
Credo che ci siano due opzioni da considerare per godere appieno di questa particolare fonte di luce: la modalità "gioco", più vivace veloce, colorata... o la teatralità di una luce che sottolinei uno scorcio, evidenzi un oggetto, sorprenda con la sua tonalità. Staremo a vedere, aspettando un'idea che si accenda come i led Osram.
giovedì 30 agosto 2012
Emilio e lo Scoobino "innamorato"
Appena arrivato, com'era abbattuto Scoobino: una casa sconosciuta, con spazi tutti da scoprire... allora l'ho portato subito dai nonni (Spazzolone di Setola Dura e ScoPINA), che ha immediatamente abbracciato col suo filo.
L'ho lasciato lì per un po', a farsi raccontare storie di stracci da pavimento e olio di gomito, e a far tesoro dei consigli che l'esperienza di secoli sa dare. Poi la notte a rigenerarsi con un buon sonno (e ricaricarsi con la spina nella presa), per affrontare la sua prima prova: il bagno. Uhm... mi sembra di sentire i miei prof. di quand'ero al liceo: "Si applica, potrebbe fare di più".
Altre avventure lo aspettano ma, benchè si affanni zigzagando compulsivamente, il buongiorno si vede dal mattino, e i pavimenti in casa son tutti uguali: un gres porcellanato "lappato", da esterni, che noi abbiamo voluto in casa perchè era delle dimensioni (60 x 60) e di quel particolare tono di colore (sabbia chiarissimo) che avevamo in testa. La sua particolarità è di essere appena appena corrugato in superficie: un'impercettibile "buccia d'arancia". Sarà questo il motivo per cui il solerte Scoobino passa e ripassa avanti e indrè come un innamorato che aspetta nervosamente la sua morosa, ma non riesce a farsi onore? A lavori terminati resta un velo di (presumo) prodotto detergente che opacizza la ceramica, rimangono evidenti le traiettorie seguite dall'apparecchio e, se prima non si è provveduto a spazzare e aspirare maniacalmente, le spazzoline portano a spasso fosse anche un unico capello, o un batuffolino di polvere, per poi abbandonarlo qui o là...
Dunque: sarà un po' di mancata collaborazione da parte del pavimento? Ma allora: questo genere di pavimento non è adatto (nostra costatazione), così come - si legge - lo Scoobino non lavora bene su svariate altre superfici... Un po' troppi limiti, secondo me. A questo, aggiungiamo il prezzo delle ricariche di detergente, non propriamente economico.
C'è ancora da dire che quel che in teoria si dovrebbe risparmiare in tempo e fatica lo si spende nella preparazione dell'ambiente dove il robottino andrà a lavorare (ok, i tappeti si tolgono in ogni caso). Tirando le (prime) somme: avendo avuto la possibilità di testarlo, e pur riconoscendogli un'innata simpatia, non comprerei lo Scoobino. Comunque repetita iuvant, perciò continueremo a mettere alla prova il nostro amico: visto mai che dopo un po' di tirocinio impari a dosare meglio forze ed impegno?
L'ho lasciato lì per un po', a farsi raccontare storie di stracci da pavimento e olio di gomito, e a far tesoro dei consigli che l'esperienza di secoli sa dare. Poi la notte a rigenerarsi con un buon sonno (e ricaricarsi con la spina nella presa), per affrontare la sua prima prova: il bagno. Uhm... mi sembra di sentire i miei prof. di quand'ero al liceo: "Si applica, potrebbe fare di più".
Altre avventure lo aspettano ma, benchè si affanni zigzagando compulsivamente, il buongiorno si vede dal mattino, e i pavimenti in casa son tutti uguali: un gres porcellanato "lappato", da esterni, che noi abbiamo voluto in casa perchè era delle dimensioni (60 x 60) e di quel particolare tono di colore (sabbia chiarissimo) che avevamo in testa. La sua particolarità è di essere appena appena corrugato in superficie: un'impercettibile "buccia d'arancia". Sarà questo il motivo per cui il solerte Scoobino passa e ripassa avanti e indrè come un innamorato che aspetta nervosamente la sua morosa, ma non riesce a farsi onore? A lavori terminati resta un velo di (presumo) prodotto detergente che opacizza la ceramica, rimangono evidenti le traiettorie seguite dall'apparecchio e, se prima non si è provveduto a spazzare e aspirare maniacalmente, le spazzoline portano a spasso fosse anche un unico capello, o un batuffolino di polvere, per poi abbandonarlo qui o là...
Dunque: sarà un po' di mancata collaborazione da parte del pavimento? Ma allora: questo genere di pavimento non è adatto (nostra costatazione), così come - si legge - lo Scoobino non lavora bene su svariate altre superfici... Un po' troppi limiti, secondo me. A questo, aggiungiamo il prezzo delle ricariche di detergente, non propriamente economico.
C'è ancora da dire che quel che in teoria si dovrebbe risparmiare in tempo e fatica lo si spende nella preparazione dell'ambiente dove il robottino andrà a lavorare (ok, i tappeti si tolgono in ogni caso). Tirando le (prime) somme: avendo avuto la possibilità di testarlo, e pur riconoscendogli un'innata simpatia, non comprerei lo Scoobino. Comunque repetita iuvant, perciò continueremo a mettere alla prova il nostro amico: visto mai che dopo un po' di tirocinio impari a dosare meglio forze ed impegno?
venerdì 27 luglio 2012
EMILIO: il diavolo buono
Chi sono?...Chi sono ?!?!? Vuoi vedere che CF mi aiuterà a mettere un po’ d'ordine nel caos? Comunque, tentar non nuoce: orgogliosamente italiano, 52enne maschio di (fu) bella presenza, buono e inferocito sempre e contemporaneamente (mi sento un po' come Geppo, il diavolo buono, chi se lo ricorda?), impiegato contento di avere un lavoro ma non di questo lavoro.
Innamorato della sua famiglia (in ordine cronologico Lina, Flavia e Alessio), degli amici e - mbeh! - di casa sua (che metterei nello stato di famiglia).
Da qualche anno però si è creato un "menage a trois" fra me, la casa e CF........diciamolo: c'è qualche altra bella rivista, come no, ma solo CasaFacile ha un soffio di vita che ne sfoglia le pagine con te... La sua peculiarità? Che qualunque idea, ogni scelta, tutte le proposte nascono da un imput "sine qua non": la casa deve accogliere chi ci abita, chi la frequenta con amicizia e chi curiosa un po' in giro per le stanze, grazie alla nostra pagina virtuale.
Nessuno show-room, la capacità di cercare la bellezza
nelle imperfezioni, una serena eleganza che non dev'essere necessariamente alla
moda, ma desiderabile. Nel tempo puoi non ricordare questo o quel servizio, ma
resta intatta la percezione della positività che pervade le case proposte,
anche quelle di altre latitudini.
Ok, basta, chi mi conosce sa che occorre spararmi per
farmi smettere di chiacchierare... e poi, tanto, ne avremo di cose da dirci e
da leggere... Ah! Mi piace abbracciare, trovo sia una vera e propria
terapia --> posso abbracciarvi tutti?
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