Testare la macchina fotografica COOLPIX S01 della Nikon è stato uno dei più bei regali di Natale. E' davvero un gioiellino: ultracompatta, leggerissima (pesa solo 100gr.), grande quanto una carta di credito, racchiude una tecnologia avanzata, sensori da 10 megapixel, zoom 3x e tempi di avvio e messa a fuoco rapidissimi. Semplice ed intuitiva permette foto e filmati gradevolissimi anche a chi come me non ha tanta dimestichezza con le macchine fotografiche. Appena l’hanno vista, i ragazzi della mia famiglia (figli e nipoti) l’hanno voluta per la sua praticità e maneggevolezza.
Mi sono divertita a fare qualche scatto per il mio paese...
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martedì 5 febbraio 2013
venerdì 1 febbraio 2013
Elena e gli oggetti magici... che fanno imparare!
“…Allo scoccare della mezzanotte dovrai lasciare la festa prima che tutto ridiventi come prima, che la carrozza ridiventi zucca, che i cavalli topolini e i tuoi vestiti stracci…”
No, non è la fiaba di Cenerentola anche se ho incontrato fate e oggetti magici e, a parte la scadenza (anche se a 6 mesi e non il tempo di una festa), non ci sono altre somiglianze. Non ho lasciato scarpe in giro e anzi sono rimasti a me tutti gli oggetti che ho testato e, soprattutto, son rimaste le fate e le magie degli incontri. Regali favolosi mi avete fatto, dalla conoscenza delle fate: Giusi, Sara… Francesco (le fate, come gli angeli non hanno sesso), all’incontro con tante bellissime persone, i miei colleghi tester: Mayda, Lucilla, Vanietta, Michela, Valentina, Emilio e, perché negarlo? Agli oggetti magici che vivono con me e mi danno una mano notevole nella preparazione dei cibi e nella pulizia della casa. Regali di cui devo ringraziare soprattutto il nostro grande giornale, CasaFacile.
Bella esperienza questa di tester, bella e emozionante. Ho imparato tante cose: ho imparato a leggere le istruzioni prima di usare un oggetto (di solito delegavo qualcun altro), ho imparato a guardare bene per riconoscere differenze e somiglianze, ho imparato che non si finisce mai di imparare. Mi sono un po’ preoccupata cercando di essere chiara nelle mie recensioni e mi sono divertita con tutta la famiglia dei tester nel confronto quasi quotidiano. Ora ho già nostalgia di questo periodo, una nostalgia a cui, però, posso trovare rimedio con la frequentazione della nostra fan page e la lettura delle recensioni dei prossimi testers.
E’ arrivato il momento dei saluti e questo diventa per me sempre un problema e allora, come nella scenetta vista chissà quante volte in “Natale in casa Cupiello” vi dico “Vado via” ma resto ancora qui a bere uno, due, tre... caffè con voi.
No, non è la fiaba di Cenerentola anche se ho incontrato fate e oggetti magici e, a parte la scadenza (anche se a 6 mesi e non il tempo di una festa), non ci sono altre somiglianze. Non ho lasciato scarpe in giro e anzi sono rimasti a me tutti gli oggetti che ho testato e, soprattutto, son rimaste le fate e le magie degli incontri. Regali favolosi mi avete fatto, dalla conoscenza delle fate: Giusi, Sara… Francesco (le fate, come gli angeli non hanno sesso), all’incontro con tante bellissime persone, i miei colleghi tester: Mayda, Lucilla, Vanietta, Michela, Valentina, Emilio e, perché negarlo? Agli oggetti magici che vivono con me e mi danno una mano notevole nella preparazione dei cibi e nella pulizia della casa. Regali di cui devo ringraziare soprattutto il nostro grande giornale, CasaFacile.
Bella esperienza questa di tester, bella e emozionante. Ho imparato tante cose: ho imparato a leggere le istruzioni prima di usare un oggetto (di solito delegavo qualcun altro), ho imparato a guardare bene per riconoscere differenze e somiglianze, ho imparato che non si finisce mai di imparare. Mi sono un po’ preoccupata cercando di essere chiara nelle mie recensioni e mi sono divertita con tutta la famiglia dei tester nel confronto quasi quotidiano. Ora ho già nostalgia di questo periodo, una nostalgia a cui, però, posso trovare rimedio con la frequentazione della nostra fan page e la lettura delle recensioni dei prossimi testers.
E’ arrivato il momento dei saluti e questo diventa per me sempre un problema e allora, come nella scenetta vista chissà quante volte in “Natale in casa Cupiello” vi dico “Vado via” ma resto ancora qui a bere uno, due, tre... caffè con voi.
mercoledì 2 gennaio 2013
Elena e la borsa-nella-borsa che carica cellulare e tablet
Vi siete mai trovati in una situazione di panico perché il vostro telefonino era completamente scarico e voi non potevate comunicare con nessuno? Io sì e davvero mi son lasciata prendere dalla paura. Voi mi potete rispondere: “E quando non c’erano i telefonini?” Già, è vero! Quando non c’erano i telefonini, però, conoscevamo a memoria i due, tre numeri di telefono familiari: quello di casa, quello del lavoro e quello dell’ufficio del marito. Ora sarebbe un’impresa tenere a memoria i numeri della nostra rubrica telefonica ed ecco che in nostro aiuto sono arrivati le borse solari e-mission dotate di pannelli fotovoltaici che garantiscono una fonte di energia sempre a portata di mano. Io ho la pouch solare facile da infilare nella mia borsa.
Dopo aver letto le istruzioni finalmente ho messo alla prova questo piccolo pannello solare nato per permettere di caricare con una fonte di luce i nostri apparecchi elettronici durante gli spostamenti.
Ho collegato il cavo alla porta USB del pannello, ho acceso la batteria e ho messo i pannelli fuori, approfittando del bellissimo sole di questi giorni. Dopo le 6 ore di cui parlano le istruzioni, la batteria segnalava solo 2 led accesi, quindi ho pensato di continuare a tenere i pannelli fuori per caricarla del tutto. Ci son volute ben più di 6 ore ma comunque ho raggiunto l’obiettivo, ho caricato il mio telefonino e ora finalmente posso uscire tranquillamente!
Ho provato a caricare anche l’iPad e ci sono riuscita per un buon 15/20% nonostante nelle istruzioni è scritto che per caricare i tablet occorre una batteria da 5.000 mAh mentre quella che ho io in dotazione è di 2200 mAh.
Dopo aver letto le istruzioni finalmente ho messo alla prova questo piccolo pannello solare nato per permettere di caricare con una fonte di luce i nostri apparecchi elettronici durante gli spostamenti.
Ho collegato il cavo alla porta USB del pannello, ho acceso la batteria e ho messo i pannelli fuori, approfittando del bellissimo sole di questi giorni. Dopo le 6 ore di cui parlano le istruzioni, la batteria segnalava solo 2 led accesi, quindi ho pensato di continuare a tenere i pannelli fuori per caricarla del tutto. Ci son volute ben più di 6 ore ma comunque ho raggiunto l’obiettivo, ho caricato il mio telefonino e ora finalmente posso uscire tranquillamente!
Ho provato a caricare anche l’iPad e ci sono riuscita per un buon 15/20% nonostante nelle istruzioni è scritto che per caricare i tablet occorre una batteria da 5.000 mAh mentre quella che ho io in dotazione è di 2200 mAh.
giovedì 20 dicembre 2012
Magimix, uno per tutti e anche Elena si converte al robot
In attesa che il mio nuovo ospite (Compact 4200XL) arrivasse a casa, ho curiosato sul sito Magimix. Ero scettica e volevo studiare lo sconosciuto per conoscerne in anticipo "le mosse". Ho avuto altri robot da cucina ma li ho sempre usati poco: avevo l'impressione che fosse più impegnativo, in termini di tempo e fatica, cercare di capire il funzionamento di queste "macchine infernali" che non sbattere, tritare, impastare con tanta pazienza e olio di gomito.
Inutile dire che mi sono ricreduta. Innanzitutto è bello. Più bello dal vivo, la foto non rende. Una base dalla linea compatta e pulita, sulla quale impilare i tre contenitori di diverse grandezze. E' questo che mi ha colpito di più: non è necessario cambiare il contenitore a seconda del tipo di alimento o della quantità; i contenitori sono sempre lì, e possono essere utilizzati autonomamente senza sporcare quelli sottostanti e senza dover risciacquare continuamente quello utilizzato. Non male per chi ha poco spazio e non saprebbe dove conservare le varie ciotole.
Questo ci riporta ad un altro problema: lo spazio. Il Cuisine Systèm 4200 XL è un po' ingombrante, ma è anche vero che con la varietà di accessori di cui è fornito si sostituisce a tritatutto, affettatrice, impastatore, grattugia, ecc. Un unico elettrodomestico si presta agli usi più svariati, conquistandosi il diritto di troneggiare da solo sul piano di lavoro.
Ma ora veniamo alla vera prova: avevo poco tempo, ma volevo preparare qualcosa di diverso. Mi sono cimentata con il pesto di radicchio e quello di rucola. Che dirvi? In pochi secondi è stato tutto pronto ed ho potuto fare una gran scorta di questi condimenti senza alcuna fatica e con prodotti genuini. E visto che mi trovavo e che era libera ancora la bacinella più grande, ho tagliato e tritato le mele cotogne oer farne un dolce.
Ah, mi raccomando: maneggiate con cura le lame, sono molto taglienti!
Inutile dire che mi sono ricreduta. Innanzitutto è bello. Più bello dal vivo, la foto non rende. Una base dalla linea compatta e pulita, sulla quale impilare i tre contenitori di diverse grandezze. E' questo che mi ha colpito di più: non è necessario cambiare il contenitore a seconda del tipo di alimento o della quantità; i contenitori sono sempre lì, e possono essere utilizzati autonomamente senza sporcare quelli sottostanti e senza dover risciacquare continuamente quello utilizzato. Non male per chi ha poco spazio e non saprebbe dove conservare le varie ciotole.
Questo ci riporta ad un altro problema: lo spazio. Il Cuisine Systèm 4200 XL è un po' ingombrante, ma è anche vero che con la varietà di accessori di cui è fornito si sostituisce a tritatutto, affettatrice, impastatore, grattugia, ecc. Un unico elettrodomestico si presta agli usi più svariati, conquistandosi il diritto di troneggiare da solo sul piano di lavoro.
Ma ora veniamo alla vera prova: avevo poco tempo, ma volevo preparare qualcosa di diverso. Mi sono cimentata con il pesto di radicchio e quello di rucola. Che dirvi? In pochi secondi è stato tutto pronto ed ho potuto fare una gran scorta di questi condimenti senza alcuna fatica e con prodotti genuini. E visto che mi trovavo e che era libera ancora la bacinella più grande, ho tagliato e tritato le mele cotogne oer farne un dolce.
Ah, mi raccomando: maneggiate con cura le lame, sono molto taglienti!
mercoledì 5 dicembre 2012
Le grattugie Microplane alla prova della mamma esigente
Mia madre è molto esigente in fatto di grattugie ed è sempre alla ricerca di effetti eccezionali che contribuiscano alla riuscita delle sue ricette preferite. Beh, oggi l’ho sorpresa io con le grattugie Microplane. A pranzo da lei, mi sono portata le mie grattugie preferite: la rossa per grattugiare la buccia d’arancia da mettere nelle cozze gratinate e la doppia lama per grattugiare il pecorino da aggiungere alle orecchiette con gli involtini.
Lei è rimasta colpita dalla maneggevolezza e dalla sicurezza. I manici soft-touch le hanno reso piacevole l’uso e per la prima volta non s’è lamentata che affidiamo sempre a lei questo compito.
Lei è rimasta colpita dalla maneggevolezza e dalla sicurezza. I manici soft-touch le hanno reso piacevole l’uso e per la prima volta non s’è lamentata che affidiamo sempre a lei questo compito.
| La banda della grattugia! |
martedì 4 dicembre 2012
Le grattugie Microplane a casa di Elena
Sapete che le grattugie di Microplane sono nate dall’idea di una donna?! Il fatto che l’azienda lo riconosca mi riempie di orgoglio! In effetti le idee più utili nascono proprio da chi ha necessità di usare un oggetto quotidianamente e si industria per rendere l’uso il più semplice ed efficace possibile. Proprio quello che è accaduto per le grattugie Microplane.
Nate come utensili da falegnameria, negli anni ’90 l’azienda presenta un’intera linea di grattugie per alimenti che impiega un processo chimico particolare per creare lame ultra affilate a differenza delle lame prestampate che risultano smussate.
Fu subito un successo e queste grattugie fanno mostra di sè nelle cucine più prestigiose. Ora la serie Gourmet è arrivata anche nella mia e la loro vista mi riempie di allegria e di tante idee per usarle. Le grattugie sono eleganti, maneggevoli e hanno tutte un manico ergonomico soft-touch, dei piedini antiscivolo e una custodia protettiva.
Nate come utensili da falegnameria, negli anni ’90 l’azienda presenta un’intera linea di grattugie per alimenti che impiega un processo chimico particolare per creare lame ultra affilate a differenza delle lame prestampate che risultano smussate.
Fu subito un successo e queste grattugie fanno mostra di sè nelle cucine più prestigiose. Ora la serie Gourmet è arrivata anche nella mia e la loro vista mi riempie di allegria e di tante idee per usarle. Le grattugie sono eleganti, maneggevoli e hanno tutte un manico ergonomico soft-touch, dei piedini antiscivolo e una custodia protettiva.
domenica 4 novembre 2012
Elena stira in verticale (senza swampare il marito)
Con Philips PerfectCare posso stirare anche tenendo il ferro in posizione verticale per rimuovere le pieghe dai capi appesi e rinfrescare i tessuti. Ora lo faccio tutte le volte prima di indossare un capo che è stato stropicciato nell’armadio e per togliere anche la più piccola grinza dalle giacche di mio marito (Dio, quant’è fissato!).
Mi raccomando, però, non eseguite mai questa operazione su capi indossati da qualcuno… potrebbe fare SWAMP! Io l’ho fatto e mio marito è… swampato! ;-)
sabato 3 novembre 2012
Elena adora il ferro a caldaia più veloce che c'è...
Non è che non mi piaccia stirare (oddio, preferirei dedicarmi ad altro veramente!), ma non mi piacciono tutte le operazioni che precedono quella vera e propria della stiratura: riempire il serbatoio, aspettare un bel po’ che l’acqua arrivi alla giusta temperatura, regolare quest’ultima per stirare i vari tessuti. Tutte queste operazioni spesso mi fanno rimandare questo compito e rimanda oggi, rimanda domani, la pila di indumenti diventa sempre più alta.
Con il mio ferro precedente accadeva questo perché, pur avendo uno spazio dedicato, mi dava fastidio l’idea di lasciare tutto in mezzo in attesa che il generatore di vapore si riscaldasse. L’operazione diventava complicata soprattutto quando i panni erano tanti e mi si richiedeva un nuovo riempimento del serbatoio. E allora bisognava spegnere il ferro, attendere che si raffreddasse prima di aprire il serbatoio, procedere al nuovo riempimento e poi dedicarsi di nuovo alla stiratura. Che noia!
Quando è arrivato il ferro Philips GC8600 PerfectCare Aqua ed ho letto il libretto di istruzioni, mi son detta: finalmente un ferro adatto a me. Innanzitutto il serbatoio trasparente e perlustrabile dall’esterno ha una linea aerodinamica e si riempie e si chiude facilmente, il ferro è maneggevole e leggero e si muove quasi da solo sui capi da stirare.
Con Philips PerfectCare i tempi di attesa per cominciare a stirare si riducono ad una manciata di secondi, (ho calcolato meno di un minuto) ma la cosa più sensazionale è che con la tecnologia “OptimalTemp” posso stirare i miei capi senza regolare manualmente la manopola che appunto non c’è. In qualsiasi ordine io voglia cominciare a stirare, dal cotone alla seta, passando per il lino o viceversa, il mio ferro è sempre pronto e rispetta il tessuto. Che sollievo, quindi, stirare senza la preoccupazione di aspettare che il ferro si raffreddi un po’ per stirare la seta e poi magari s’è raffreddato troppo e gocciola proprio su quella bella blusa a cui tenevo tanto! Via, via, niente più tutto questo.
Con il mio ferro precedente accadeva questo perché, pur avendo uno spazio dedicato, mi dava fastidio l’idea di lasciare tutto in mezzo in attesa che il generatore di vapore si riscaldasse. L’operazione diventava complicata soprattutto quando i panni erano tanti e mi si richiedeva un nuovo riempimento del serbatoio. E allora bisognava spegnere il ferro, attendere che si raffreddasse prima di aprire il serbatoio, procedere al nuovo riempimento e poi dedicarsi di nuovo alla stiratura. Che noia!
Quando è arrivato il ferro Philips GC8600 PerfectCare Aqua ed ho letto il libretto di istruzioni, mi son detta: finalmente un ferro adatto a me. Innanzitutto il serbatoio trasparente e perlustrabile dall’esterno ha una linea aerodinamica e si riempie e si chiude facilmente, il ferro è maneggevole e leggero e si muove quasi da solo sui capi da stirare.
Con Philips PerfectCare i tempi di attesa per cominciare a stirare si riducono ad una manciata di secondi, (ho calcolato meno di un minuto) ma la cosa più sensazionale è che con la tecnologia “OptimalTemp” posso stirare i miei capi senza regolare manualmente la manopola che appunto non c’è. In qualsiasi ordine io voglia cominciare a stirare, dal cotone alla seta, passando per il lino o viceversa, il mio ferro è sempre pronto e rispetta il tessuto. Che sollievo, quindi, stirare senza la preoccupazione di aspettare che il ferro si raffreddi un po’ per stirare la seta e poi magari s’è raffreddato troppo e gocciola proprio su quella bella blusa a cui tenevo tanto! Via, via, niente più tutto questo.
lunedì 8 ottobre 2012
La veranda di Elena si trasforma con Osram
Appena è arrivata la lampada Tresol Trio di Osram, in alluminio satinato, con
i led regolabili e molto leggera, mi sono innamorata della sua linea pulita,
del design elegante e moderno. Ho subito deciso che poteva essere l’ideale per
illuminare la mia veranda da poco adibita a craft room e palestra che fino a
quel momento aveva solo una lampada laterale che non riusciva ad illuminare
tutto l’ambiente.
Notiamo subito che le istruzioni di montaggio sono chiare per cui l’installazione risulta molto semplice. L’unica difficoltà è mettere “in bolla” (termine tecnico che significa in parallelo col soffitto) l’apparecchio perché troppo leggero, ma questo non è un difetto, anzi!
La cosa che mi ha favorevolmente colpito è che anche se le istruzioni consigliano di posizionarla da un massimo di 2 mt a un minimo di 1mt di altezza, io l’ho sistemata un po’ più in alto per ottenere la luce su una superficie maggiore (tanto le sospensioni che lo reggono possono essere regolate all’altezza che si vuole con una semplice pressione e i morsetti si bloccano automaticamente).
Un ulteriore punto a favore è il bassissimo consumo di energia elettrica (4,5 W ogni faretto), nonostante la buona capacità d’illuminazione.
Ora il mio piano di lavoro è ben illuminato e se sposto con un semplice movimento i tre faretti, la luce arriva fino al lato opposto dell’ambiente. Sono davvero contenta di questo prodotto ed è proprio quello che cercavo per dare anche a questo locale un tono elegante e non farlo sembrare un locale di servizio con le solite plafoniere.
Notiamo subito che le istruzioni di montaggio sono chiare per cui l’installazione risulta molto semplice. L’unica difficoltà è mettere “in bolla” (termine tecnico che significa in parallelo col soffitto) l’apparecchio perché troppo leggero, ma questo non è un difetto, anzi!
La cosa che mi ha favorevolmente colpito è che anche se le istruzioni consigliano di posizionarla da un massimo di 2 mt a un minimo di 1mt di altezza, io l’ho sistemata un po’ più in alto per ottenere la luce su una superficie maggiore (tanto le sospensioni che lo reggono possono essere regolate all’altezza che si vuole con una semplice pressione e i morsetti si bloccano automaticamente).
Un ulteriore punto a favore è il bassissimo consumo di energia elettrica (4,5 W ogni faretto), nonostante la buona capacità d’illuminazione.
Ora il mio piano di lavoro è ben illuminato e se sposto con un semplice movimento i tre faretti, la luce arriva fino al lato opposto dell’ambiente. Sono davvero contenta di questo prodotto ed è proprio quello che cercavo per dare anche a questo locale un tono elegante e non farlo sembrare un locale di servizio con le solite plafoniere.
giovedì 30 agosto 2012
Elena e lo Scooba che risparmia acqua
Oggi ho voluto provare
lo Scooba nel mio soggiorno che è di 16mq circa. Ho chiuso tutte le
porte e l’ho lasciato libero di lavorare davanti al punto più sporco. Appena
acceso, ha fatto un giro su se stesso
come a voler ispezionare la zona, poi ha proceduto nel suo percorso circolare,
cercando di coprire tutto lo spazio. Non ho spostato le sedie ma lui è passato
sotto ed ha tranquillamente fatto il suo lavoro, strusciandosi attorno alle
loro gambe. Alla fine ha lasciato delle striature sul pavimento in grès
porcellanato (è di quelli lucidi, che ci volete fare), ma mi è bastato passare il panno di lana per toglierle.
Sono soddisfatta perché mentre Pippo (lo chiamo così) lavava il pavimento, io
mi sono dedicata al mio hobby del momento: infilare coralli, perle ecc. per
farne collane e bracciali. Sembra incredibile: fa un gran lavoro con così poca acqua!
Elena prova anche il servizio clienti iRobot
Pulendo e rimettendo a posto il mio Pippo (ho ribattezzato così il mio Scooba 230), mi sono accorta che
dai bordi si intravedevano dei cavetti.
Mi sono un po' preoccupata e ho inviato una
mail al servizio assistenza. A stretto giro di posta (elettronica), ho ricevuto una risposta
rassicurante: il circuito elettrico è a posto lì e non mi devo agitare.
Nella stessa mail avevo chiesto dove potessi procurarmi il detergente specifico
ed ho ricevuto la lista dei fornitori. Ho scoperto che ce n’è uno a pochi passi da casa mia.
Wow, sette più al servizio veloce e puntuale!
martedì 28 agosto 2012
Elena dà il benvenuto a Scooba 230 e lo mette al lavoro
E’ arrivato finalmente! E’ stata una gara con mio marito
tra scartare l’imballo (anzi, strapparlo) e ammirarlo in tutto il suo splendore.
Sembra un giocattolo: compatto, solido, piccolo che può stare sulla mano di
Pino.
Leggiamo le istruzioni e vorremmo metterlo subito all’opera ma non
si può, bisogna caricarlo e allora lo lasciamo ad ambientarsi qui da noi per
tutta la notte.
Il libretto dice che Scooba ha un sistema di pulizia
automatica in tre fasi: lava, strofina, asciuga ma questo lo dice il libretto
di istruzioni che naturalmente è di parte. Va testato con imparzialità, ci siamo noi Family Tester per questo! Dopo la ricarica necessaria, l’ho messo alla prova nei
due bagni di casa. Il fatto che sia piccolo e maneggevole mi lascia perplessa
sulle sue performances: riuscirà a svolgere il suo lavoro?
L’ho messo in funzione e l’ho lasciato lì da solo, anche
se ogni tanto andavo a guardare. Ha seguito un suo percorso ed è passato e
ripassato soprattutto dietro i sanitari, come
se si fosse intestardito a dimostrarmi tutte le sue possibilità. Passava e ripassava, passava e ripassava lasciando una
scia che si vedeva solo in alcuni punti. Mi sono accorta anche che il pavimento
non era perfettamente pulito (in queste giornate calde, con le finestre aperte,
la polvere la fa da padrona) e lo Scooba 230 che lava, ma non aspira, ha trascinato
lo sporco bagnato da una parte all’altra (come avrei fatto anch'io con uno straccio bagnato, per altro). Colpa mia, dovevo spazzare/aspirare prima! Oppure comprarmi lo Scooba 390, il "fratello maggiore" del mio scoobino, che prima di lavare il pavimento aspira polvere e residui leggeri.
Ah, dimenticavo: mentre ero sul divano a leggere ho
sentito un ronzio ed ho visto che era uscito dal bagno e cercava di fare le
fusa ai miei piedi. Era riuscito a passare dalla porta lasciata socchiusa ed
era venuto a spettegolare. Eh, peggio della mia Maura che vuole sempre
attaccare bottone. Senza toccarlo, l’ho accompagnato pazientemente al suo posto e gli
ho intimato di starsene lì. Se però voi
non volete che esca dalla sua zona, non fate come me. Chiudete la porta o
mettetegli di fronte il suo comodo virtual wall.
venerdì 27 luglio 2012
ELENA: la Circe degli artigiani
Sono Elena, vivo dalla nascita in un paesino tra il mare
del Salento e le colline della Murgia. Sono sposata con Pino da una vita, ho due figli: Michele
che vive a Pisa e Maria Elena che vive a Bologna col marito Ciro.
Abito in un appartamento composto da 5 stanze, 2 bagni e grandi balconi al 2° piano di una villetta bifamiliare con vista su un maestoso uliveto che è stato dichiarato patrimonio dell’Unesco. Sono un’insegnante in pensione con gli occhi sempre rivolti ai giovani, una mamma e una moglie come tante altre. Amo leggere, viaggiare, scrivere. Mi piace raccontare perché raccontando mi riapproprio dei ricordi ma mi piace anche ascoltare e spesso i miei racconti attingono dai ricordi degli altri.
Amo occuparmi della casa e interessarmi dell’arredamento e, come i grandi pittori, ho i periodi di colore: azzurro, arancio, rosso. Quando non oso cambiare i mobili, mi accontento di spostarli e sorprendere così gli altri abitanti della casa. Ho la passione per le piante “antiche”, quelle che mi ricordano la mia infanzia e tento di riprodurle sui miei balconi e nel mio piccolo giardino.
Abito in un appartamento composto da 5 stanze, 2 bagni e grandi balconi al 2° piano di una villetta bifamiliare con vista su un maestoso uliveto che è stato dichiarato patrimonio dell’Unesco. Sono un’insegnante in pensione con gli occhi sempre rivolti ai giovani, una mamma e una moglie come tante altre. Amo leggere, viaggiare, scrivere. Mi piace raccontare perché raccontando mi riapproprio dei ricordi ma mi piace anche ascoltare e spesso i miei racconti attingono dai ricordi degli altri.
Amo occuparmi della casa e interessarmi dell’arredamento e, come i grandi pittori, ho i periodi di colore: azzurro, arancio, rosso. Quando non oso cambiare i mobili, mi accontento di spostarli e sorprendere così gli altri abitanti della casa. Ho la passione per le piante “antiche”, quelle che mi ricordano la mia infanzia e tento di riprodurle sui miei balconi e nel mio piccolo giardino.
Mi piace girare
per mercatini e per botteghe di artigianato tra le ceramiche di Grottaglie e i
capocolli (grande artigianato pure questo) di Martina Franca. Sono molto curiosa, mi piace imparare cose nuove passando
da quelle tecnologiche ai lavori all’uncinetto, alla realizzazione di collane.
Attingo idee da CasaFacile che conosco da sempre e che è
diventata la mia rivista preferita. Seguo con assiduità le “vicende” di questa
casa su facebook e sono considerata una delle lettrici storiche. Dimenticavo, ho una caratteristica particolare che si è
affinata nel tempo: ho un intuito che mi permette di “vedere” e quasi “prevedere” le cose e gli eventi e mi fa
scoprire tutto quello che è falso, dai rapporti umani agli oggetti spacciati
per antichi. Per questa caratteristica i miei amici, soprattutto quelli di
CasaFacile, mi chiamano Circe prendendo
spunto anche dal mio cognome (Circelli, in nomen omen).
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