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lunedì 11 giugno 2012

Valentina si prende cura del suo materasso Simmons

Le istruzioni di uso e manutenzione dei materassi Simmons suggeriscono di rivoltare il materasso sottosopra spesso e in particolare, per i primi tre mesi, una volta alla settimana. Tantino in effetti… con i precedenti non l’ho mai fatto, ma qui stiamo parlando di un test e quindi ho seguito le istruzioni alla lettera.

E ho fatto l’operazione tutta da sola. Sappiate che ho scelto di utilizzare due materassi singoli per il letto matrimoniale, quindi risulta sicuramente più confortevole spostarli. Ebbene nonostante il volume, i materassi sono maneggevoli ed è stato relativamente facile rivoltarli come suggerito nelle istruzioni. Le maniglie in tessuto che hanno ai lati sono resistenti e facilmente impugnabili.


E quale occasione migliore per utilizzare il lenzuolo in lino bio di Zenoni & Colombi, abbinato al copripiumino, che non avevo ancora utilizzato? Il lenzuolo ha gli angoli, ma è una misura leggermente più grande e quindi non rimane perfettamente teso (il materasso è lungo 190 cm). Molto fresco e confortevole, è il rivestimento ideale per prendermi cura dei miei nuovi materassi!


mercoledì 6 giugno 2012

Lo specchio di Laura ritrova il sorriso con Spontex Microfibre Anticalcare!

La mia scelta sui prodotti di pulizia per la casa è dettata quasi sempre dall’abitudine. Sono portata ad utilizzare spesso gli stessi per l’efficacia constatata. Diffidente per natura, raramente sperimento. Infatti ancora non conoscevo i panni anticalcare due in uno della Spontex, mentre avevo già avuto modo di testare le conosciute spugnette per i piatti.


Che posso dire? Sono soddisfattissima, residui di calcare e incrostazioni vanno via velocemente. Il panno magico ha due lati differenti che garantiscono insieme un risultato perfetto. Basta inumidire la spugnetta dalla parte ruvida, meglio se ci si aiuta con un detersivo spray e, con un movimento circolare vigoroso, la si passa sulla superficie. Poi, un tocco finale con la parte di microfibra liscia, meglio se asciutta.


Che bello!!! I vetri della doccia sono tornati a nuova vita, ho finalmente trovato la giusta soluzione. Via i detersivi anticalcare che richiedono tempo per agire e lunghi risciacqui. Ecco una valida, efficace, ma soprattutto immediata alternativa, un tocco di bacchetta magica che fa risplendere senza graffiare le superfici.
Anch’io sono tanto raggiante e i vetri della mia doccia ringraziano sentitamente. E lo specchio, soddisfatto, sorride pure lui :-)

Le sorprese per Chiara non finiscono con Russell Hobbs!

"No dico... 3 metri 3! Un filo lunghissimo!!"
 

Eh sì... davvero una piacevole sorpresa! Basta lottare con fili corti, prolunghe pericolose, cavi che si attorcigliano, postazioni impensabili attaccati alla presa "a portata di mano" in corridoio. Grazie ai 3 metri di cavo girevole a 360° del ferro da stiro Precision Heat di Russell Hobbs Chiara ha la massima libertà di azione per la sua stiratura!

Così libera da farne un uso non-convenzionale, ma improprio e rischiosissimo :)
(ah, cosa non si farebbe per scattare foto originali per questo blog!)


Qui è d'obbligo un... "don't try this at home", non fatelo sul serio a casa vostra!!!!!!!


Precision Heat, molte qualità e pochi difetti per il ferro di Marielucie



Per scherzo lo chiamiamo Jeremy (Irons vuole dire "ferri") e solo questo lo rende più simpatico degli altri ferri da stiro! Certo non posso dire che sia sexy come l’attore inglese, ma ha comunque una bella linea, un elegante vestito nero e delle luci "psichedeliche" degne delle migliori discoteche... Seriamente Precision Heat di Russell Hobbs è un buon ferro da stiro con molte qualità e pochi difetti. 


Vediamo nel dettaglio …
La spia luminosa sulla punta cambia colore in funzione della temperatura scelta e smette di lampeggiare quando si raggiunge la temperatura selezionata: accessorio divertente, ma non indispensabile. Trovo molto più utile la trasparenza del serbatoio (molto capiente) che permette di tenere sottocontrollo il livello dell’acqua. L’impugnatura è comoda e la piastra è in ceramica ma l’aspetto che mi piace di più è senza dubbio il filo lungo 3 metri! Non c’è bisogno di prolunga e si lavora confortevolmente.


Ho messo Jeremy alla prova con jeans, camicie e lenzuola di cotone stropicciate e devo ammettere che se l’è cavata alla grande! Tutto liscio con poca fatica! L’emissione di vapore è costante e sulle pieghe difficili qualche colpo di “turbo” facilita la stiratura.
Un altro aspetto molto pratico è sicuramente l’autospegnimento: il telefono vi distrae e abbandonate il ferro? Si spegnerà da solo dopo pochi secondi se lo lasciate in posizione orizzontale, dopo qualche minuto in posizione verticale.


Conclusione: Jeremy è l’uomo…. ehm, il ferro ideale? Qualche difetto gliel’ho trovato: non è particolarmente leggero e il tasto di selezione “stiratura con vapore”, trovandosi sotto l’impugnatura, può spostarsi inavvertitamente e ti ritrovi a stirare a secco senza volerlo. Promosso con poche riserve!

Precision Heat di Russell Hobbs: Chiara gioca a stirare!

La missione che si pone Russell Hobbs con i suoi ferri da stiro è quella di rendere la stiratura più semplice e confortevole. Ed è proprio questa la prima cosa che ha notato la nostra Chiara: le soluzioni tecniche ed innovative sviluppate da Russell Hobbs hanno trasformato il primo testing del ferro Precision Heat in un pretesto per giocare con la piccola Zoe!

martedì 5 giugno 2012

Valentina prepara il pesto genovese con KitchenAid


Come promesso la scorsa volta oggi vi racconto come ho utilizzato il mio Food Processor Kitchen Aid per la preparazione di alcune ricette di una cena con amici.

Come vi dicevo il Food Processor è dotato di due ciotole, una dentro l’altra. Ho provato ad utilizzare quella più piccola per preparare il pesto genovese.Qui la prima nota dolente: a mio giudizio le lame contenute nella ciotola più piccola non sono sufficientemente adatte a triturare perfettamente gli ingredienti per il pesto che rimane piuttosto grossolano. Ora devo ammettere che sono piuttosto pignola in fatto di pesto, arrivo a mettere le lame del mixer in freezer, un trucco per far “riscaldare” il meno possibile gli ingredienti. Anche se non sufficiente è sempre meglio che fare il pesto come si dovrebbe, con mortaio e pestello… credetemi non è il massimo soprattutto se non si ha molto tempo!


Dopo alcuni tentativi sono arrivata alla conclusione che è meglio utilizzare la ciotola più grande, ho notato un buon risultato e la necessaria rapidità per amalgamare sia se si utilizza una quantità più piccola (1 mazzo di basilico) che una più grande (da 2 mazzi di basilico).

Ora sarebbe molto bello potervi dare la mia ricetta... ma non sono assolutamente in grado. Rischierei di dare le stesse indicazioni che mi dava mia nonna per qualsiasi sua ricetta: un po’ di questo, una manciata di quello, questo quanto basta… Allora ho pensato di riportarvi la ricetta tradizionale pubblicata dal quotidiano ligure più autorevole, il Secolo XIX, nell’inserto Sapore di Liguria del 16 ottobre 2001 (…lo so…. Sono un gran conservatrice!).

6 mazzetti di basilico genovese (possibilmente di Genova Pra’)
3 spicchi d’aglio, 40 gr di pinoli, 50 gr di parmigiano e 30 gr di pecorino sardo grattugiato,7-8 cl di olio extravergine d’oliva (ovviamente ligure sarebbe meglio!). La ricetta tradizionale prevede anche sale grosso, io sconsiglio vivamente di metterlo.

Ora vi do un po’ di indicazioni: innanzi con questa quantità viene pesto per un reggimento! Potete preparalo senza l’aggiunta di olio e poi congelarlo ma il mio consiglio è di limitarsi a due mazzetti, 3 se siete oltre le 6-8 persone a cena. Inoltre riducete della metà la quantità di aglio perché a mio parere diventa troppo pesante. In ogni caso va a gusto personale! Il basilico va ben lavato e asciugato con cura. Si utilizzano solo le foglie, quindi armatevi di pazienza per prepararlo...

Veniamo al’utilizzo del Food Processor KA: per mixare gli ingredienti io preferisco tritare insieme formaggio, pinoli e aglio e poi aggiungere il basilico. Se avete il formaggio già grattugiato potete fare questa lavorazione in poco tempo; se non avete il formaggio grattugiato potete utilizzare la ciotola piccola inserendo la quantità necessaria (che sia però formaggio stagionato e non fresco) a pezzi, grattugiate e versate il tutto nella ciotola grande per continuare la preparazione del pesto.


Una volta preparato il trito di formaggio, pinoli, aglio e basilico, io mescolo a freddo, con un cucchiaio, l’olio extravergine perché diversamente il mixer scalderebbe il tutto rovinando irrimediabilmente il pesto (questo sempre a mio giudizio). Il tutto deve essere fatto con molta rapidità perché è vero che usando il mixer l’ossidazione delle foglie (e degli aromi!) è inevitabile, ma se l’amalgama è rapido si può raggiungere un buon compromesso. Yum!

lunedì 4 giugno 2012

Una domenica mattina da tester per Valentina


Domenica mattina: finalmente il sole e in programma una giornata al mare. Quale occasione migliore per testare un po’ di prodotti?

Mi sono alzata presto per preparare qualche prelibatezza firmata Saclà da portare in spiaggia. E’ stata dura alzarsi: mi succede tutte le mattine da quando dormo sui materassi Simmons! Ve l’ho già confessato: è come dormire su una nuvoletta soffice ed accogliente!

Decido di preparare l’insalata di riso Saclà con pollo e qualche schiacciatina con i Peperoni grigliati e i Pomodori al forno con olive. Per l’insalata di riso ho utilizzato il condimento a cui ho aggiunto qualche pomodorino fresco tagliato a pezzetti e un po’ di tonno (lo so che non avrei dovuto mischiare i gusti ma il principino Alberto è stato tassativo!). L’insieme è molto gustoso e leggero, è piaciuto a tutta la famiglia!
Per le schiacciatine mi sono ovviamente inventata la ricetta. Ho utilizzato lo stesso impasto che utilizzo per la torta Pasqualina (ricetta qui), e per farlo ovviamente è venuto in aiuto il mio mitico e ormai inseparabile robot da cucina della Kitchen Aid. Ho steso l’impasto a mano, per lasciare un certo spessore, formando alcune schiacciatine e ho condito con i Pomodori al forno spezzettati e i Peperoni grigliati. Cottura in forno a 180-200° e le schiacciatine erano pronte!


Per trasportare il gustoso pranzetto non potevo che utilizzare i contenitori Press & Fresh di Spontex: per l’insalata di riso il pratico kit pranzo con posate, per la frutta fresca il contenitore sottovuoto più grande. L’utilizzo è semplice, per creare il sottovuoto basta premere sul coperchio del contenitore, facendo attenzione che la valvola sia ben chiusa. Ho scoperto, guardando le istruzioni, che si possono utilizzare anche con il forno a microonde: un punto in più! Io lo utilizzo spesso pertanto sono sicura che saranno molto utili!
Le schiacciatine hanno invece trovato posto nella praticissima e bellissima Lunch Bag allegata al numero di maggio di CasaFacile!

Preparato il tutto, siamo partiti alla volta della spiaggia. Una bellissima passeggiata in bicicletta sul lungo mare e poi finalmente mare!!!! …. Se non fosse che dopo poco il sole si è coperto e non è più tornato… Pazienza! Ci siamo consolati mangiando tutto quello che avevo preparato e le schiacciatine sono piaciute a tutti, amici compresi!

sabato 2 giugno 2012

Prova lavaggio per il lenzuolo di Zenoni & Colombi: promosso!


Attualmente il copri piumino della serie Corallo è sdraiato bello comodo sui materassi Simmons in camera mia mentre il lenzuolo con gli angoli ha fatto il suo primo bagno… in lavatrice, ovviamente.

Ho utilizzato un lavaggio delicati a 30° con centrifuga al minimo (che nel mio caso è 500 giri)…e ho incrociato le dita. I miei dubbi: si rovinerà? Si accorcerà? Si stropiccerà troppo?


Ebbene il risultato è stato quello sperato! Il lenzuolo è rimasto morbido, con una lieve stropicciatura per nulla spiacevole e non mi pare si sia accorciato. Per ora l’ho riposto così nell’armadio, senza stirarlo (e non sapete che sollievo). Vedremo se ci riuscirò anche con il copri piumino, vi farò sapere prossimamente!

venerdì 1 giugno 2012

Marielucie e il tortino firmato KitchenAid


Affettare! Mescolare! Montare! “En avant, marche!” Grandi manovre in cucina…

Ieri, ho grattugiato le carote per il contorno, oggi ho affettato le patate per il tortino e montato a neve gli albumi per il tiramisù e la velocità delle operazioni continua a sorprendermi! Guadagnare tempo in cucina è un regalo considerevole per chi ha tanti altri impegni o altri interessi! Il Food Processor Artisan è davvero il perfetto alleato!


Vi piace il mio tortino?

Nella ciotola grande, con il disco apposito (quello medio riduce in fette di 4mm; in dotazione c’è anche quello sottile per fette di circa 2mm) ho affettato le patate. Poi ho mescolato 200g di formaggio feta, 1 vasetto di yogurt bianco, 1 uovo, sale, pepe e noce moscata.

In uno stampo foderato di carta forno, ho fatto un primo strato di patate, ho versato un filo d’olio, ho salato, ho ricoperto con un po’del composto, poi un altro strato di patate e così via, si finisce con il composto.

Ho infornato nel forno caldo a 200°. Per la prima mezz’ora di cottura, copro il tortino con un foglio di alluminio poi lascio cuocere ancora 30 o 40 minuti.

Si gusta sia tiepido, che freddo. Buon appetito!

mercoledì 30 maggio 2012

I materassi Simmons soddisfano in pieno i figli di Marielucie!


Dall’arrivo dei materassi “Quietude Elegance” della Simmons è passata una settimana: basta dormire e oziare! È ora di rendere conto e tradurre a parole quel sorriso beato che illumina il viso dei miei figli quando si abbandonano all’abbraccio del loro letto rinnovato …

Mia figlia è la più loquace, a lei piace molto la nuova altezza del letto. Dice di sentirsi “coccolata” dal materasso che avvolge morbidamente le forme del suo corpo e insieme sostiene la schiena. Lei che aveva difficoltà a prendere sonno la sera, ora si addormenta senza problemi.

Mio figlio, di solito ipercritico, non ha trovato difetti di cui lamentarsi. Anche lui esalta la comodità, la rigidità “morbida”, la freschezza del nuovo supporto. Io ho osservato un cambiamento significativo: sono scomparsi gli attacchi di starnuti ripetuti che spesso lo assalivano di mattina, appena alzato.

In conclusione, la prova è assolutamente positiva. La qualità del sonno dei miei figli è migliorata in termini di comfort e di salute, non posso che esserne felice!

Zenoni & Colombi indovina il colore perfetto per il copripiumino di Valentina

Quando ho aperto il pacco che conteneva il prodotto di Zenoni & Colombi la prima cosa che ho pensato è che non ci si abitua alla sorpresa, alla gratificazione e alla soddisfazione di partecipare all'iniziativa Family tester di Casa Facile. Ogni volta che arriva un prodotto è sempre gioia, è la consapevolezza di essere stata proprio fortunata ed è il piacere di venire a contatto con aziende che credono nei loro prodotti, che amano quello che fanno e che si mettono volentieri alla prova.

La seconda cosa che ho pensato è che non avevo mai avuto un copripiumino così raffinato, così rifinito, così bello! Sul mio letto non sono mai andata oltre ai copri piumini Ikea (che non rinnego per niente... certe fantasie sono adorabili!), ma quello in lino bio di Zenoni & Colombi è un’altra cosa: pregiato al tatto e alla vista.


A me è stato assegnato il modello Corallo e il ricamo è turchese, perfetto per la mia camera, perché riprende lo stesso colore utilizzato per altri accessori, come cuscini e una poltroncina.

Leggendo le caratteristiche scopro che il tessuto è trattato in modo da poter non essere stirato, perché mantiene un effetto stropicciato ma ordinato… una notizia splendida, soprattutto per me che odio stirare e mi riduco sempre in ore notturne! Vedremo al primo lavaggio se sarà davvero così! Vi farò sapere prossimamente!

lunedì 28 maggio 2012

Nivea Visage pure&natural: un segreto di famiglia

Amore a prima vista

Ho davanti a me la crema Nivea Visage pure & natural per pelli secche e sensibili, che mia figlia Alessandra mi ha portato da testare. Eh già: la mia pelle corrisponde in pieno. Aggiungiamoci l’età non più verde e il quadro risulterà completo. 
La confezione in cartoncino bianco è essenziale, su ogni lato sono scritte le notizie che riguardano il prodotto; il vasetto è in vetro. Bene ora lo apro e annuso (con cautela perché non amo le profumazioni troppo forti). Sorpresa! Questa crema sa di buono, di fresco, con un leggero sentore di camomilla che fa pensare ai prati. Beh! di solito non sono così sdolcinata ma, il primo impatto è stato positivo. 



Poi la spalmo sul viso e decolleté e, mentre viene assorbita, continua la sensazione di fresco e poi… poi la pelle cambia! A vista d’occhio! E, per essere sicura, inforco gli occhiali e mi scruto in uno specchio che ingrandisce cinque volte (sì, ogni tanto, noi donne ci vogliamo male). Tutto vero! Dopo qualche giorno la mia pelle è più elastica ma, soprattutto, è più compatta. Del cambiamento si sono accorte le mie amiche, le mie figlie e, perfino, mio marito (il che non è poco!). Prodotto ottimo!!!!

Dopo la cura!


Valentina & Simmons: come dormire su una nuvola


All’inizio non è stato amore … anche se quando ho ricevuto i materassi a molle rivestite di Simmons, modello Quietude Feeling con rivestimento in memory foam, sono rimasta stupita del fatto che fossero spessi quasi il doppio dei miei vecchi, ma comunque leggeri (forse più leggeri) e sicuramente più maneggevoli, anche grazie alle pratiche maniglie in tessuto ai lati.


Dicevo che non è stato amore, ma devo precisare che l’altezza e l’aspetto non c’entravano nulla con questo primissimo giudizio: ora ci arrivo. Va detto che i miei precedenti materassi erano in lattice ed erano decisamente arrivati a fine vita, pertanto ho accolto i nuovi materassi con entusiasmo. Mi era stato poi spiegato dal personale dell’azienda  che mi aveva contattato che il lattice non è adatto a climi caldi e umidi come qui in Liguria quindi la scelta migliore sarebbe stata orientarsi sulle molle.


Arrivo al dunque: la prima notte con i nuovi materassi è stata quasi terribile, sentivo dolori a braccia e schiena e non ho chiuso quasi occhio. Mi sembrava una reazione esagerata, sproporzionata rispetto al fatto che potessi aver bisogno di un po’ di adattamento dopo il cambio e ancor più sproporzionata visto che la reazione di mio marito è stata esattamente l’opposto: ha dormito perfettamente e alla mattina la schiena era rilassata e non dolorante. Fortunatamente è arrivato il giorno dopo ed è stato un sollievo quando ho capito: stavo covando l’influenza… un febbrone fulminante che mi ha messo a terra per tutta la giornata successiva e quella dopo, ossa rotte e tutto quelle che ne consegue.


Passata questa sfortunata coincidenza ho potuto veramente apprezzare la comodità dei nuovi materassi. Persino la lavorazione e il trapuntato del rivestimento che la notte prima mi sembrava così fastidioso, è diventato una superficie soffice e comodissima: ho pensato che, se fosse possibile, sia stato come dormire sopra una nuvola. E il riposo è diventato da allora anche conforto e benessere: la sensazione appena sveglia è quella di aver dormito bene e credetemi non è banale!

La "tecnologicamente antica" Darva vincerà la sfida con Alcatel?!


Una premessa d’obbligo: prima di ricevere il cellulare Alcatel One Touch Dream avevo un vecchissimo cellulare con funzioni base tipo ricevo/faccio  telefonate, ricevo/invio sms. Stop!  Perché? Perché  ho una teoria, secondo la quale per fare le foto si usa la macchina fotografica, per stare su facebook il PC.
Dite che sono  tecnologicamente “antica”? Probabilmente si!
Ma io penso che la qualità del nostro tempo dipenda delle cose che facciamo e allora se sto lavorando lavoro, se ho dieci minuti liberi accendo il PC e mi rilasso su Facebook. E poi io amo fare fotografie, perché dovrei farle con un cellulare che ha una fotocamera da 2 Mpxl?

A questo punto quelli dell’ALCATEL penseranno che sono fuori target per questo prodotto (e si pentiranno di avermelo inviato) perché  ha troppe funzioni per me, devo imparare ad usarlo… ma io vado avanti: sono una tester e allora testo con serietà e impegno!


Il Dream è bello, molto bello, compatto, lucido, rosso fuoco, anzi Cherry Red per la precisione! Anche gli altri colori a disposizione per questo modello sono bellissimi e luccicanti. Il design è molto curato e studiato per un target  femminile… ti incanti a guardarlo! Deliziosa la funzione LED sul display che puoi personalizzare a piacere: la parte anteriore della scocca infatti può essere ulteriormente personalizzata grazie alla presenza di un sistema di lucine LED per formare un’immagine, un simbolo o ciò che mi viene in mente (ora ha un cuoricino rosso!).

Ho intuito da queste piccole cose che probabilmente  è stato disegnato da una donna; allora sono andata a vedere ed ho scoperto che il nuovo one touch DUET Dream è stato progettato da Paola Pinnavia, Design Director Alcatel, che ne parla come l’esempio perfetto del loro approccio creativo; lo Smiling Design!

Mi piace un sacco questa definizione:  il Design Sorridente!

Poi se lo apri, la prima cosa che salta agli occhi è che la tastiera è piccolissima, fitta fitta….e io mi chiedo: se è “dedicato” alle donne, come la mettiamo con le unghie lunghe?!? Però  è compatto e leggerissimo, sembra fatto appositamente per essere trasportato in tasca o in piccole borse o pochette. Pesa 93.8 grammi (batteria compresa) e misura 70 mm in altezza, 70 mm in larghezza. Una comodità!


La  tecnologia Dual Sim che permette di avere due diverse Sim attive contemporaneamente, mi ha permesso finalmente di avere un solo telefono e non più uno per il lavoro e uno privato! La batteria dura giorni e giorni (può infatti regalare fino a 750 ore di funzionamento in modalità standby e 900 minuti di conversazione telefonica continuata!). Altra funzione che mi piace un sacco è la RADIO, al lavoro è uno spasso ascoltarla ma il Dream può essere usato anche come lettore mp3.

Ma veniamo alla possibilità di usarlo per connettersi alla rete: lo schermo è piccolo (display da 2,4 pollici), le funzioni non sono sempre intuitive (o sono io a non esserlo?) ma perfezionerò le mie capacità giuro e imparerò ad usarlo, è una promessa!

venerdì 25 maggio 2012

Alessandra: La Bella Addormentata sul P FOAM


È arrivato! Lui è arrivato a casa nostra e io non ero lì ad accoglierlo. Ci hanno pensato Andrea (il marito) e Franco (l’autista) a farlo accomodare, mentre Baldo (il cane) l’annusava incuriosito saltellandogli intorno. Solo dopo trentasei ore gli ho prestato tutta la mia attenzione e, lo dico con estremo candore, tra di noi c’è stato subito feeling. Che sia un tipo davvero speciale, lo si capisce già dal nome: P FOAM 4000.

Ma come ogni storia d’amore, va raccontata dall’inizio, e il nostro inizio è stata una telefonata. Una mattina di marzo mi chiama Maria Luisa della ditta Formenti, per chiedere i miei gusti (le molle no!) e le mie abitudini (dormire finché posso!). Gliene parlo e intanto scopro mille sfumature sul mondo dei materassi: le nuove molle sono rivestite una ad una e collocate nei “posti giusti” all’interno dell’imbottitura; il lattice è un materiale d’origine vegetale e totalmente eco, ma col vizio di scaldare e trattenere l’umidità: ecco perché viene proposto bialveolato, cioè con fori passanti per dissiparla e allontanare il rischio di muffe; il P FOAM, invece, è una gomma traspirante e termosensibile, anallergica e antibatterica, elastica  - quindi ergonomica - e indeformabile. Pare che sia nato per agevolare il meraviglioso lavoro degli astronauti, e che i suoi miliardi di cellule aperte di forma sferica siano talmente intelligenti da adattarsi alla temperatura e al peso del corpo, spostandosi, risistemandosi e modellandosi secondo i suoi contorni esatti. 


Sospiro. Come si fa a non innamorarsi di lui? Che ti accompagna a un passo dalle stelle coccolandoti nel sonno? E infatti io, che a dodici anni sognavo di testare materassi, che ho da sempre invidiato la gran fortuna di Aurora e che ritengo il momento più bello della giornata la sera (perché si va a dormire), me ne sono innamorata perdutamente.

E finalmente arriva l’ora della nanna, io e il mio pigiama c’infiliamo sotto il piumino e testiamo. Meravigliosa sensazione di dormire su una nuvola! Davvero mi accompagna in tutti i movimenti, anche quando provo a “nuotare” e “volare”! E' un tipo morbido e al contempo robusto, e mi abbandono alla sua presa saldamente gentile e pian piano m’addormento sorridendo.Sopraggiunge il mattino, sempre troppo presto, e con gran dispiacere me ne devo andare. Mi siedo, mi stiro allungando le braccia sopra la testa e mi blocco: ehi, caspita, non ho più alcun indolenzimento alle spalle! P FOAM ti amo.

P.S. Aurora, sai che ti dico? Sono io la nuova bella addormentata nel bosco e non ho intenzione di svegliarmi nemmeno col bacio del principe :P


giovedì 24 maggio 2012

Testare materassi Simmons: un affare di famiglia


Da noi, il Family Tester di Casa Facile è davvero un affare di famiglia. Tutti hanno assaggiato le delizie di Saclà, mia figlia ci prepara dolci golosi con il Kitchen Aid, con lei condivido le creme Nivea, le lenzuola Zenoni e Colombi naturalmente avviluppano anche mio marito e persino la gatta è sempre la prima ad annusare ed ispezionare i pacchi appena consegnati …

Questa volta però saranno proprio i miei figli a doversi impegnare in prima persona. Hanno accetto di buon grado il gravoso incarico a loro assegnato e credo di potermi fidare ciecamente della loro incondizionata collaborazione …

I prodotti da testare sono due materassi a molle “Quietude Elegance” della Simmons. Sono arrivati stamattina mentre i ragazzi erano fuori casa. Prima del loro rientro,ho avuto tutto il tempo di sistemarli nelle rispettive camere e studiare un po' i nuovi arrivati.

Sono due materassi singoli, di notevole spessore (ben 20 cm), curati nei particolari. Fanno parte della serie “Beautyrest”, caratterizzata da un sistema a molle rivestite e indipendenti, procedimento brevettato dalla Simmons che “sostiene solo quei punti che lo necessitano e rispetta la linea naturale della schiena”, come recita il depliant. Hanno grado di rigidità personalizzabile, quello“medio” è toccato a Camilla, quello “rigido” a Luca. Inoltre sono dotati di un rivestimento sfoderabile e lavabile a 60° in un materiale soffice che garantisce una protezione permanente contro gli allergeni.

Quando ancora non avevo nascosto i materassi nuovi con lenzuola e coperte, li osservavo e mi sembravano nuvole rigonfie e leggere … stasera i miei figli dormiranno sulle nuvole!

mercoledì 23 maggio 2012

Laura testa la perfetta adattabilità al corpo del materasso Simmons


I materassi della Simmons mi hanno fatto subito un’ottima impressione. Credo che soddisferanno le mie esigenze. Abituata al materasso in lattice, ho optato per la tipologia a molle. La mia scelta è avvenuta grazie alla disponibilità e ai consigli della casa produttrice che ha chiarito i miei dubbi iniziali. Il lattice infatti non si addice tanto al clima della mia città, alquanto caldo e umido. L’avevo acquistato con convinzione alcuni anni fa spinta dalla sua attestata ipoallergenicità, ma mi sono resa conto che se può andar bene d’inverno, d’estate non si rivela pienamente confortevole a causa del caldo che trattiene e trasmette al corpo.

Il nuovo materasso al primo impatto sembra comodo. Il modello è Bioactive Supreme con cinque zone differenziate che garantiscono la perfetta adattabilità del corpo; è rivestito dal tessuto Amicor  che assicura una protezione perfetta contro batteri, funghi e acari. Il primo a testarlo è mio marito e mi dice che è avvolgente e ha una buona rigidità. Mi distendo anch’io e mi accorgo che il corpo si adagia perfettamente.


Sono le 20... non sarà un po’ presto per dormire? Già, dopo una giornata faticosa è bello sdraiarsi e coccolarsi per un po'. Ma che faccio? C’è la cena da preparare e con grande fatica mi rialzo abbandonando dolci sensazioni e una piacevole pausa… Sigh !!!!

martedì 22 maggio 2012

La torta Pasqualina e la pasta frolla di Valentina con KitchenAid

Non vi so dire se è la ricetta tradizionale, non credo proprio, ma è la ricetta di casa mia.

Ho lavato la ciotola grande del mio Food Processor KitchenAid, l’ho asciugata e ho inserito la lama per gli impasti. Questa operazione di lavare e asciugare pensavo mi “stufasse” di più invece, ora che ci sono abituata devo dire che non mi pesa assolutamente. Sempre meglio che avere sul bancone di cucina mille attrezzi semi usati, ciotole di varie misure e disordine ovunque!

La pasta è semplicissima e velocissima da preparare: 250 gr circa di farina 00, sale, 3 cucchiai di olio extravergine e se volete un cucchiaino di burro vegetale. A questo si aggiunge acqua tiepida in piccole quantità (usando il tappo dosatore di cui è dotato il Food Processor) fino a che l’impasto non forma una palla. Non so dirvi l’esatta quantità di acqua, diciamo intorno ai 100-120 ml ma vi consiglio di aggiungere poco alla volta finchè non avete trovato la giusta dose. Una volta preparata avvolgete la palla con una pellicola e lasciate riposare circa 30 minuti.

Per il ripieno io utilizzo carciofi tagliati e soffritti in padella (circa 5) e un mazzo di bietole (le bietole a foglia piccola che si usano qui in Liguria) lessate unite al soffritto di carciofi (utilizzate una cipolla e/o uno spicchio d’aglio). Amalgamo il tutto con uova (io ne utilizzo 2), parmigiano grattuggiato, ricotta, maggiorana, sale.

A questo punto dividere l’impasto a metà, stendere due dischi sottilissimi (io li tiro un po’ con il mattarello e poi a mano), ungere una teglia (possibilmente di alluminio), foderare con un disco di pasta, facendola debordare un po’, stendere il ripieno (c’è chi forma uno o più incavi al centro del ripieno e mette per ciascuno un uovo), cospargere con un po’ di parmigiano e poi coprire con il secondo disco di pasta ripiegando a treccia l’impasto sottostante con quello steso sopra. Ungete la superficie con olio extravergine e mettete in forno a 180° C per 45-60 minuti finché la superficie non è ben dorata.


Dopo la preparazione della torta Pasqualina ho preparato la pasta frolla per la crostata. Anche in questo caso ho lavato tutti gli accessori del Food Processor e riutilizzato la lama per l’impasto. Ho amalgamato farina, burro, zucchero e tuorli d’uovo. Poi ho lavorato velocemente a mano l’impasto, un po’ di marmellata di arance amare e voilà anche la crostata è stata fatta.

In definitiva sono rimasta molto soddisfatta del risultato. Sono riuscita a preparare tutto in tempi veloci, nonostante fosse la prima volta che utilizzavo il robot per quelle preparazioni. Anche in questo caso il Food Processor si è dimostrato un valido aiuto in cucina!

Angela ha un nuovo angelo custode durante i suoi sonni: il materasso Pirelli!


Il mio vecchio materasso, prodotto da un noto artigiano della mia città, cominciava a dimostrare i suoi anni. Anche per questo con il materasso Pirelli PL18 in lattice 100% è stato amore a prima... prova! I miei risvegli sono diventati sereni e rilassati e di prima mattina, sfogliato CasaFacile sono subito pronta per partire!


L'azienda stessa, che mi ha contattata per conoscere le mie abitudini nel riposo e suggerirmi la soluzione più adatta alle mie esigenze, mi ha spiegato che la struttura ad alveoli del mio Pirelli PL18 serve a fornire un buon sostegno al corpo e che i fori passanti aumentano la traspirazione. In più ho notato che il rivestimento in tessuto è sfoderabile su 4 lati: ottimo per quando dovrò lavarlo!

Sono passati quindici giorni dall'arrivo del materasso Pirelli, sono davvero entusiasta per la sua ottima qualità... Grazie Pirelli, ormai sei il mio angelo custode nel sonno!

lunedì 14 maggio 2012

Alessandra: piccoli passi alla conquista di Alcatel One Touch Dream


Nei panni di una ventenne

L’ho detto e l’ho fatto. O perlomeno ci ho provato, a cambiare prospettiva: per testare al meglio il mio Alcatel One Touch Duet Dream ho bisogno d’identificarmi nel target di riferimento. Decido, quindi, di mettermi nei panni di una giovane donna tra i venti e i trent’anni, alla moda, con tanti amici e tecnologicamente sveglia. Sarà una passeggiata!


Col primo passo mi appropinquo. Complici ignare del mio testing sono le compagne del lungo viaggio intrapreso quest’anno: come se nulla fosse, estraggo il mio Dream dalla custodia bianca, apro il flip per accenderlo di luce propria e osservo le reazioni. Inizialmente sono molto positive: “Che carino!”, “Ma si illumina!”, “Si può cambiare il disegno?”.  Lo riconoscono subito e soprattutto apprezzano la dualsim; poi, trovano qualche pecca: non è  touch screen*, non è smart phone, la forma è inusuale e scomoda…

Il secondo passo mi porta in un negozio di telefonia. Grande rivoluzione, ho deciso di cambiare il piano tariffario per poter accedere alle funzioni internet: mai come in questo periodo di lontananza dal mio modem, infatti, mi accorgo di quanto mi manchi la connessione facile al web. Provo subito tutto quanto: entrando in  Opera Mini trovo già salvate alcune pagine (Google, Gmail, Google news, My Opera, Facebook, Il Corriere, Opera Mobile Store) e posso aggiungerne di nuove  – fatto! La funzione Wap, invece, è una specie di scorciatoia per raggiungere i segnalibri, l’ultimo indirizzo, le pagine recenti, le pagine offline  – fatto! L’E-mail dovrebbe consentirmi di ricevere e inviare direttamente la posta elettronica impostando il mio account – fatto, ma devo aver sbagliato qualcosa perché è perennemente vuoto…

Cliccando sull’icona di Java accedo alle sue impostazioni: “Evviva, finalmente i giochi!” penso, e invece trovo Facebook (di nuovo), mTweet e Parlingo – non fatto! Entro in News, che mi par di capire sia una specie di archivio di ultime notizie dal web (mai utilizzato nemmeno sul pc, ergo…) – non fatto! Oh, poi provo il Meteo, una funzione molto carina con cui posso controllare se dalle mie parti nei prossimi giorni nevicherà – fatto, ma… scopro che per connettersi utilizza il browser AccuWeather.com che non rientra nel mio piano tariffario (ohi, ohi)!

Poi incontro per la terza volta Facebook e se vi accedo un messaggio mi avverte che: “Questa applicazione basata su rete, gratuita per Alcatel, potrebbe causare l’addebito sia di costi di rete del flusso dati per la fornitura del servizio che di spese aggiuntive in caso di uso in roaming. Avviare l’applicazione comunque?” – non fatto! Ritrovo mTweet (stesso messaggio di prima) – non fatto! – e Miei amici (idem) – non fatto!
Curiosando tra le altre funzioni, scopro per caso che entrando in Servizi posso accedere in Mio One Touch (wap. my-onetouch.com), che mi dice: “Siamo spiacenti, ma non ci sono giochi per il tuo cellulare. Se stai usando un browser web, prova a connetterti con il tuo browser WAP.”  Grrr


Il terzo passo è più che altro un tuffo nel web, per gustarmi gli aggiornamenti dei miei blog preferiti e per tenermi in contatto con gli amici di Facebook (passando da Opera, senza fermarmi all’applicazione diretta!). Il telefono prende bene, a volte devo ritentare la connessione, ma nel complesso mi pare piuttosto veloce. Lo schermo è ampio e le pagine, ingrandite con lo zoom, si leggono chiaramente. Invece del mouse utilizzo il tasto direzionale come un cursore e mi sposto velocemente sulle pagine pigiando i tasti 2 (su), 8 (giù), 6 (destra) e 4 (sinistra).  Mi guardo attorno nel vagone del treno e penso che ho scoperto l’ingrediente segreto della nuova gioventù: la connessione internet in tasca, fonte di sorrisi, arrabbiature, spalle e colli d’avvoltoio, dita frenetiche su mini tastiere cliccanti o virtuali, sguardo vitreo, bubble zone impermeabile! Mi sto mimetizzando! Mi sto identificando!

Il quarto passo, ahimè, mi riporta spedito alla cruda realtà: dopo tutto questo testare, un sms mi avvisa che il mio credito è insufficiente per effettuare l’operazione richiesta. Ma come, son sicura di aver chiuso tutte le applicazioni, soprattutto le extra wap! Riapro e ricontrollo di aver spento ogni possibile connessione. Niente da fare, un altro sms m’avverte dello stesso problema. Ma io non ho più richiesto nessuna operazione! Il nuovo piano tariffario mi permette di navigare per ben 500 MB e dubito fortemente di averli già evaporati in dieci minuti. Per essere sicura, controllo quanto credito m’è rimasto (poco, ma esiste) e quanti MB di connessione mi rimangono (tantissimi). C’è qualcosa che non va. Beeep! Altro identico messaggio. E un altro. E un altro!
Il quinto passo? Tolgo la sim dal Dream e la ricolloco nel vecchio telefono. Tutto torna nella norma: nessun messaggio intimidatorio. Ma un borbottio ostile di sottofondo: cosa credevo?, son nata agli inizi degli anni Settanta, non ho mai giocato ai videogiochi, sono una preistorica convinta che l’evoluzione tecnologica raggiunga il massimo con la scoperta della siderurgia! Non c’è speranza per me, o per lo meno non in tempi così brevi: ho un gap di qualche millennio da recuperare…

* Ho scoperto che il mondo è diviso in due, da una parte gli amanti del touch screen e dall’altra gli adoratori della tastiera qwerty. A me non dispiace nemmeno la cara vecchia tastiera “ridotta”.

Aggiornamento: dopo un paio di settimane ho ripreso in mano la situazione, ricollocando la sim nel Dream. Il solito messaggio continua ad assillarmi, come un disco rotto che ogni tanto s’inceppa (in media sei o sette volte al dì). Ma l’altro giorno me ne sono arrivati centodieci, praticamente uno ogni quattro/cinque minuti! Per la quiete mentale dell’intera famiglia, ho deciso di chiamare l’assistenza Alcatel. Dopo qualche minuto di musica e il tentativo di trovare un linguaggio comune tra il mio italiano e lo spagnolo italianizzato dell’operatore, mi viene assicurato che, se aggiorno il telefono, questo problema sparirà. Ma come faccio ad aggiornare il Dream? Si scarica il programma dal sito dell’Alcatel. Non lo trovo! Perché bisogna cercarlo non nella versione italiana del sito, ma in quella globale, cosmopolita (eh, siamo nel 2012!). Trovato, scaricato, salutato e ringraziato l’operatore. Avvio l’aggiornamento: ATTENZIONE! prima di iniziare l’aggiornamento salvate tutti i vostri file e le vostre informazioni personali con l’aiuto del Pc Suite Alcatel: l’aggiornamento riporterà il vostro telefono in configurazione standard (parametri default di uscita dalla fabbrica) e cancellerà tutti i dati personali archiviati sul telefono! Mi metto a piangere?