giovedì 4 aprile 2013

Tutti studenti modello con la cioccomatica!

Ci sono dei pomeriggi in cui fare i compiti per casa provoca manifestazioni anomale di orticaria improvvisa. Docili bambini che fino ad un attimo prima sorridevano angelici, non appena si siedono di fronte ai quaderni si trasformano in scimmie urlatrici come se fossero stati punti da qualche ragno peloso.

E allora noi freghiamoli con la CIOCCOMATICA!

Prima bisogna preparare i ciocconumeri con lo stampo in silicone Tescoma e il cioccolato fondente. Per fondere il cioccolato in maniera ottimale possiamo servirci del pentolino Tescoma per bagnomaria e del termometro alimentare. Si mette lo stampo in frigo e si aspetta che il cioccolato solidifichi. Poi si fonde il cioccolato bianco, lo si mette nella penna decoratrice Tescoma e si riempiono i numeri. Si rimettono i cioccolatini in frigo e, una volta solidificato anche il cioccolato bianco,  si possono affrontare operazioni e tabelline: le scimmie urlatrici verranno subito conquistate dalla cioccomatica, somme e sottrazioni diventeranno dolci come mai prima… soprattutto se alla fine puoi mangiarti i risultati, gli addendi e l’uguale!


LE MIE OPINIONI DA TESTER

PENTOLINO PER BAGNOMARIA: è in acciaio inossidabile, ha la forma di semisfera ed è munito di due beccucci che agevolano il travaso della crema/cioccolata/burro fusi. Essendo una cuoca sbrigativa, finora fondevo tutto con il forno a microonde. Grazie a questo pentolino invece ho scoperto i pregi della fusione a bagnomaria, che ti permette di controllare costantemente la densità e la temperatura raggiunte e, mi sembra, mantiene i sapori più intatti. Trovo molto comodo il doppio beccuccio che permette di utilizzare il pentolino sia con la mano destra che con la sinistra. La forma stondata garantisce una distribuzione del calore uniforme e una fusione omogenea e graduale.

TERMOMETRO ALIMENTARE: l’uso è semplicissimo, basta togliere il tappino che protegge la punta,  premere il pulsante di accensione, selezionare se si desidera la misurazione in °C o °F ed immergere il termometro nell’alimento di cui si vuol conoscere la temperatura avendo prima l’accortezza di toglierlo dalla fonte di calore. Sul display ben leggibile i gradi cominciano subito a salire e dopo pochi secondi si stabilizzano alla temperatura raggiunta. Per spegnere si preme il tasto ON/OFF per 3 secondi. Il termometro comunque si spegne da solo dopo 3 minuti di inutilizzo.  Questo termometro è stato semplice e veloce da usare anche per me che non ne avevo mai adoperato uno.


STAMPO PER CIOCCOLATINI: non c’è bisogno di istruzioni per usare questo stampo, basta riempire le forme col cioccolato fuso stando attenti che non fuoriesca e metterlo in frigorifero a solidificare. Nella confezione ci sono anche due stampini per biscotti della misura giusta. Trovo l’idea intelligente perché io, che amo scegliere le materie prime (per esempio usare la farina integrale, prodotti biologici, cioccolato extrafondente) posso preparare questi biscotti+cioccolatini sfiziosi che tanto piacciono ai bambini controllandone gli ingredienti. E poi grazie a questo stampo ho inventato la cioccomatica!

PENNA DECORATRICE: la prima prova con questa penna è stata abbastanza fallimentare, ma basta prendere un po’ la mano ed anche questo è uno strumento pratico e utile. Bisogna seguire bene le istruzioni riportate sulla confezione, si tratta di pochi passaggi per riempire correttamente la siringa. Il mio errore iniziale era stato usare un beccuccio troppo stretto in proporzione alla densità della crema che avevo preparato. Premevo premevo e la crema non usciva. Consiglio pertanto di fare qualche prova a parte prima di procedere alla decorazione definitiva. Con la penna vengono fornite infatti 5 punte di misure diverse adatte ad effetti decorativi dal più minuzioso al più spesso. C’è anche un sottilissimo bastoncino che permette di pulire i fori dei beccucci e di togliere eventuali grumi. Il corpo della penna è in morbido silicone perciò basta “scrivere” facendo pressione sul silicone e la crema esce dalla punta.  Basta un po’ di allenamento e ci si può sbizzarrire con le decorazioni! Tutti i pezzi poi si smontano e si possono lavare separatamente. 

mercoledì 3 aprile 2013

Antonella e Raffaella si alleano per la ricetta della blogger cake!

La vita da tester ha i suoi vantaggi: avere tante “colleghe” con cui condividere i pensieri o chiedere suggerimenti. Tester si è per sempre, anche se il “mandato” scade. Grazie a questo spirito di cooperazione che ci unisce, ho deciso saggiamente di chiedere aiuto ad un’ex tester per avere delle dritte circa il modo migliore con cui testare uno degli attrezzi Tescoma che desideravo di più: la penna decoratrice!

La tester in questione è Raffaella Di Gennaro, una cake blogger con i controfiocchi! Ho cercato sul suo blog di marzapane delle dritte circa la preparazione di una torta che potesse essere decorata con la penna. Ho scelto di fare una semplice base al pan di spagna al cacao con bagna di latte e crema di whisky e farcitura di crema al mascarpone e nutella. Per creare una base su cui sbizzarrirmi nel decoro ho rivestito il tutto con la PDZ (per chi, come me, navigasse nel buio la PDZ sarebbe la celeberrima pasta di zucchero!). Il tema della torta? I pois, ovviamente!


La parte più difficile per me è stata preparare la torta perché utilizzare la penna decoratrice per guarnirla e decorarla è stato davvero semplice, veloce e divertente! Il corpo della penna è in igienico silicone, morbido al tatto, e provvisto di scanalature per poterla impugnare saldamente durante l’utilizzo. A disposizione della mia fantasia ho trovato ben 5 beccucci decoratori in plastica con i quali ho potuto eseguire in modo preciso i decori per guarnire il mio HEART CAKE.

Per la decorazione ho scelto di fare una crema al cioccolato nero fondente che, grazie al pentolino per bagnomaria e al termometro per alimenti TESCOMA, è risultata perfettamente morbida e liscia. Caricare la penna con la crema al cioccolato è stato semplicissimo! Innanzitutto dopo aver scelto il beccuccio ho montato la penna avvitando il dado filettato al corpo in silicone della stessa.  Dopo di che, grazie alla pratica ventosa da tavolo alla quale ho agganciato la penna, ho avuto le mani libere di maneggiare il pentolino con il quale ho caricato di crema il corpo (operazione che è stata veloce e pulita: sta su che è una meraviglia!)

Finita l’operazione riempimento mi sono data alla decorazione, prima però ho fatto qualche prova sul tavolo perché volevo saggiare la consistenza e la temperatura della crema, provare i beccucci e la pressione da esercitare sul corpo in silicone per ottenere un buon tratto. La penna correva velocemente disegnando linee e pois a più non posso. Ad un certo punto ho notato che la penna non era più scorrevole: la crema al cioccolato si era raffreddata! Ho subito trovato la soluzione (Edi la Lampadina mi fa un baffo!). Essendo fatta in silicone e plastica resistente al calore, ho provato a riscaldare la penna una decina di secondi nel forno a microonde. OPERAZIONE RIUSCITA! La crema è ritornata alla giusta consistenza e ho potuto continuare a decorare la torta. Devo confessare che mi sono sentita la Raffaella della pasticceria (con buona pace sia di Raffaello Sanzio che della vera Raffaella!).

SCHERZO! Ne ho di strada da fare per imparare ad avere una mano stabile e a mantenere una pressione constante sul corpo della penna! Pena eccessi di cioccolato o linee non omogenee. Ma non mi scoraggio, e penso che con la penna decora dolci TESCOMA scriverò i capitoli più dolci del diario della mia nuova passione: la pasticceria! (Tanto a lavarla ci vuole un attimo, è lavabile in lavastoviglie!)


I LOVE TESCOMA sembra gridare la mia Heart Cake, vero?

La pistola per caramellare sbuccia i pomodori di Antonella

Altro che la ragazza con la valigia! Tempi passati! Oggi mi sono sentita la ragazza con la PISTOLA! Perché? Semplice! E’ arrivato finalmente il momento di testare il Caramellatore TESCOMA.

La prima cosa che ho fatto è stata farmi insegnare da mio fratello come si caricano gli accendini. Che c’entrano gli accendini con il caramellatore? Semplice: la fiamma è alimentata a gas butano, lo stesso degli accendini e tra l’altro il caramellatore è venduto scarico per ragioni di sicurezza. Pensavo sarebbe stata un impresa titanica, invece l’operazione è stata semplice! Mi è bastato inserire il beccuccio erogatore della mini bomboletta nell’apposito buco, tenere saldamente tra le mani il caramellatore e spingere con una certa forza.

Mentre lo ricaricavo ho notato l’unico difetto, se così si può definire, della pistola: non ha una finestrella trasparente e/o graduata che mostri la quantità di gas presente nel serbatoio. Sono andata ad occhio, quindi non so bene quanto gas ci sia ancora all’interno.  Ma per il resto è stato una bomba (so che non è il caso di dirlo visto che si parla di un apparecchio alimentato a gas, ma è vero: il caramellatore è una bomba!)




Ho letto on line che la pistola per caramellare è ottima anche per pelare i pomodori. Non ci ho creduto sin quando non ho toccato con mano! Ho abbassato la leva di sicurezza e acceso il caramellatore pigiando un bottone. La fiamma era piuttosto alta e ho regolato l’intensità facilmente grazie al regolatore presente sul dorso della pistola. Appena avvicinata la fiamma al pomodoro ho notato che la pellicina ha iniziato a gonfiarsi e quasi a staccarsi da sola. Pelarlo è stato veloce e facile. Cosa farne di questo pomodoro perfettamente spellato? Vista la quantità industriale di dolci prodotti in questi ultimi giorni ho deciso di buttarmi sul salato. 

“MINI TARTELLETTE CON CREMA DI RICOTTA E ZUCCHINE”
Gli ingredienti sono pochi e semplici (come piace a me!): occorrono una zucchina tagliata a julienne, un po’ di ricotta, dello scalogno, origano e rosmarino tritati, un filo d’olio extravergine pugliese (si lo so, sono campanilista!), sale, pepe ed un rotolo di pasta brisée.


Occorre passare in padella tutti gli ingredienti che, una volta appassiti e freddi, devono essere aggiunti alla ricotta e mescolati sino a formare una crema omogenea (salatela e pepatela!). Ho utilizzato i 4 mini stampi da crostata TESCOMA in pratico materiale antiaderente perché detesto i cibi unti di olio. Rivestiti gli stampi di pasta brisée, ho posto due cucchiai di crema in ogni stampo ed ho infornato a 200°C per 15 minuti. Sfornate le tartellette, ho aspettato che gli stampi fossero tiepidi prima di sformarle. L’operazione è stata semplice e veloce grazie al fondo estraibile degli stampi.


Operazione caramellatore riuscita,
la ragazza con la pistola vi saluta
e vi aspetta al prossimo prodotto.

Irene decora le ciambelle con arte (e un'ottima penna)

Non so voi, ma noi le ciambelle fritte non le avevamo mai fatte, e personalmente pensavo fossero anche piuttosto laboriose. Il forma ciambelle di Tescoma è stata una bella sorpresa e, per la prima volta, ci siamo cimentate in quella che credevo sarebbe stata un’impresa titanica (in realtà non so nemmeno da dove nasca questa mia convinzione recondita).



Tutto quello che abbiamo fatto è stato attenerci alla ricetta riportata sulla confezione Tescoma per realizzare l’impasto:
500 g. di farina, 300 ml di latte, 2 cucchiai di burro fuso, 2 tuorli d’uovo, 2 cucchiai di zucchero semolato, 1 cubetto di lievito, 1 cucchiaio di rum, un pizzico di sale.

Una volta impastato tutto, abbiamo steso la pasta col mattarello e tagliato le ciambelle con l’apposito taglia ciambelle. E’ stato velocissimo e pratico. Anche questo si pulisce in un’attimo e può andare in lavastoviglie.


Le abbiamo fritte in pochi minuti e, dopo aver sciolto il cioccolato, le abbiamo immerse per metà con l’apposita pinza in dotazione che permette di creare una copertura di cioccolato (o altri tipi di glassa) perfetta e senza antiestetiche sbavature… Incredbile, habemus ciambellem!

A questo punto, non appena il cioccolato si è raffreddato, mi sono sbizzarrita a sperimentare un’altro po’ la penna decorativa. Bisogna impratichirsi usandola più volte, ma è davvero divertente e già al secondo tentativo sono riuscita a creare dei disegnini senza sbavare troppo. Più la usavo più riuscivo a capire come regolare la pressione delle dita per far uscire la giusta quantità di cioccolato.



Un’altra cosa a cui fare attenzione in questa fase è la densità del liquido con cui si decora e, in questo caso quindi, anche la temperatura. E qui ci viene in soccorso il praticissimo termometro Tescoma.

Per realizzare questi disegni ho utilizzato la punta N° 1. Ma ce ne sono altre 4 che permettono linee, riempimenti e “ciuffetti” di diverso spessore. E’ bello quando uno strumento stimola anche la parte creativa che è in noi… sto già pensando a come potrei decorare alla prossima infornata!



martedì 2 aprile 2013

Il tagliapasta e la ricetta della tortina torre con fragole

Un incrocio tra Buddy il re delle torte e Maga Magò: ecco come mi sono sentita mentre testavo a più non posso gli attrezzi per pasticceria di Tescoma! Forse più la seconda, lo ammetto… al posto dei pentoloni ribollenti di pozioni magiche, la mia cucina è stata assediata per un paio di settimane da teglie, pentole, nuvole di farina e cascate di zucchero a velo da mescolare con uova fresche di giornata per creare, con un colpo di bacchetta magica, dolci, tortine, crostatine, panini fragranti e cioccolatini golosi…


Quando ho aperto il pacco gigante di Tescoma ho avuto la sensazione di trovarmi davanti ad una matrioska russa (sì, proprio quelle bamboline che, una volta aperte, al loro interno ne contengono un’altra, e poi un’altra, e un’altra ancora…): non finivo più di scartare e leggere le istruzioni ed i suggerimenti, tra un gridolino estatico e uno spalancar di occhi continuo! Ben presto il tavolo del soggiorno è stato ricoperto dal rullo tondoritondo, dal ciambellatore con il buco sicuro, dallo stampo per fare in un colpo solo biscotti in quantità industriali, dalla forma di silicone per cioccolatini numerici (per la prima volta ho amato la matematica: può anche essere dolce, non lo sapevo!)… e poi la pistola spara fiamme per caramellare e da tanti altri “aggeggi” che vi farò scoprire pian piano.

Il vero problema è stato “pianificare la battaglia”: da quale attrezzo comincio la prova? La scelta è stata davvero ardua… ma il tondoritondo mi incuriosiva talmente tanto che non potevo non iniziare da lui!

“Giocare” con il tondoritondo è di una semplicità unica: basta stendere l’impasto (qualsiasi: io ho provato con pasta lievitata per pane, pastafrolla, pasta sfoglia, briseé), quindi appoggiare sul bordo l’attrezzo e ruotarlo premendo leggermente: automaticamente si creeranno tanti cerchi perfetti e tutti uguali, pronti da essere delicatamente staccati ed utilizzati. Riuscite ad immaginarne gli innumerevoli utilizzi? A me vengono in mente i biscotti lasciati semplici o da arricchire con gocce di cioccolato o mandorle, pizzette, basi per mini tortine, gnocchi di semolino, decori in pasta di zucchero per guarnire torte!

 

La prima prova affrontata dal tondoritondo è stata la preparazione delle mini pizzette rosse: nonostante in cottura abbiano perso la forma rotonda (causa pasta poco lavorata, ehm… era tanto che non mi cimentavo con i misteri del lievito), il tempo necessario per farle è stato drasticamente abbattuto a meno della metà rispetto al classico sistema (stendi la pasta, prendi il bicchiere, infarina di tanto in tanto il bordo, fai il primo cerchio, poi, il secondo…). In caso di necessità o di ospiti improvvisi, nulla vieta poi di utilizzare - per velocizzare ancor di più i tempi - una base per pizza già pronta: un po’ di pomodoro, origano, olio e mozzarelline e… l’aperitivo è pronto!

Non ho fatto in tempo ad organizzare il piano di lavoro (la mia cucina è lunga solo tre metri e per recuperare lo spazio per impastare ed intrugliare senza sporcare troppo ho l’abitudine di coprire uno dei lavabi con il tagliere) e ad iniziare che, quatto quatto come un gatto, si è affacciato il Franz: mai, mai!, lasciare incustodita la posizione quando c’è lui nei paraggi… nel giro di dieci secondi sono stata degradata dal ruolo di chef a quello di sciacqua piatti! Fruste, mixer, pentolini, mestoli sono velocemente passati di mano e il pasticcione di casa si è esibito nelle sue (eccelse?!?) capacità!

Quando cucina il Franz è meglio scappare dalla cucina e lasciargli campo libero… non vuole nessuno accanto, perché il genio viene colto da raptus creativi che non ammettono interferenze… Francesco appartiene alla scuola degli sperimentatori, ovvero è capace di stravolgere la più semplice delle ricette con ingredienti improbabili, anche se qualche volta esagera con il mettere la prima spezia che gli capita sottomano, come quando ha messo il rosmarino nella crema pasticcera! Per fortuna questa volta Mr. Chef non ha fatto troppi danni e si è limitato a fare una golosa tortina-torre di fragole che, grazie agli strumenti messi a disposizione dalla Linea Delicia Tescoma, aveva un buon sapore anche se l’aspetto era un po’sbilenco !


La carta forno riutilizzabile di Tescoma si è rivelata lo strumento perfetto per ottenere una cottura omogenea dei dischi di pastafrolla. Questo particolare foglio di materiale antiaderente si riutilizza a lungo semplicemente lavandolo ed evita il rischio che gli alimenti si appiccichino alle teglie. Si usa nel forno fino alla temperatura di 260° (e va anche in microonde) e mi è sembrato un prodotto molto utile e valido, sia per cotture di pasticceria (come in questo caso) che per far dorare cotolette panate o cuocere il pesce arrosto.


Ecco la ricetta della tortina-torre con fragole Francesco:
La tortina di fragole del Franz ha come base quattro cerchi di pastafrolla creati con il tondoritondo e posti a cuocere sulla carta forno riutilizzabile di Tescoma, intervallati da crema (preparata con cottura lenta a bagno-maria utilizzando 1 uovo, ½ bicchiere di latte intero, 1 cucchiaio di maizena ed 1 di zucchero) e ricoperti di panna montata. La torre è stata poi arricchita da fragole fresche guarnite con una ricca gelatina di fragole fatta al momento (facilissima: 200 gr. di fragole tagliare a pezzettini, ½ arancia spremuta, 100 gr. di zucchero semolato, 1 cucchiaino di fruttapec o ½ di agar agar. Far cuocere insieme zucchero, arancia e fragole per 10 minuti, aggiungere l’addensante e far addensare altri 5 minuti e spengere).

Penna decoratrice o sac à poche?

Devo ammettere che questo strumento è stato quello che mi ha messo più in crisi: l’ho trovato meno intuitivo degli altri attrezzi Tescoma e non così pratico. Pensavo fosse l’evoluzione della classica sac à poche, ma personalmente non ci siamo trovate molto in sintonia, io e lei. Farò ancora dei tentativi, a volte l’amore non sboccia al primo incontro.


Meglio carrybag o meglio la classica shopper? Sentiamo Stefania

I prodotti Reisenthel li ho scoperti qualche anno fa in una cartoleria di Bolzano. Mi hanno subito colpito per il design, i colori e l'utilità... e anche per il prezzo, purtroppo. Ho continuato ad ammirarli sugli scaffali e a curiosare tra i vari modelli sul sito internet, senza mai acquistare... Sono quegli oggetti che speri sempre che qualcuno ti regali, ma non ci ha mai pensato nessuno... prima di CasaFacile! Immaginate quindi la gioia con cui ho accolto l'arrivo del mio carrybag a pois!

Il mio primo pensiero, vedendolo ripiegato nella confezione, è stato: che bello, è pieghevole! Nella nostra casa-ufficio siamo sempre in lotta contro la mancanza di spazio, quindi il fatto di poterla appiattire e riporre è un importante punto a favore. L'entusiasmo è un po' calato quando, al momento di assemblarlo, ho scoperto che vanno inserite quattro stecche rigide per tenerlo in forma. Stecche che ovviamente vanno sfilate ogni volta per ripiegarlo. Si può fare, ma non è proprio immediato. E io mi conosco: sono pigra. Avrei preferito un sistema che permettesse al carrybag di ripiegarsi e riaprirsi senza dover togliere pezzi.

Ma passiamo a carrybag in azione... Io combatto da tempo la mia lotta contro i sacchetti di plastica e sono un'accanita sostenitrice delle shopper riutilizzabili, di stoffa o altri materiali. Che sono pure esteticamente più carine, tant'è che ne ho praticamente una collezione... Il carrybag Reisenthel è al 100% in sintonia con questo mio spirito ecologico, ma come se la caverà nel confronto con le mie borsine?


Lo inauguro per andare al supermercato a comperare gli ingredienti per "la missione ciambelle". Ci vado a piedi passando per il parco e mi sento una simpatica Cappuccetto Rosso con il suo cestino... fortunatamente, niente lupi sul mio percorso.

Al supermercato lo infilo nel carrello e poi lo riempio con i miei acquisti alla cassa. E' molto capiente, tanto che una volta pieno faccio un po' di fatica a portarlo per il peso (ho comprato olio, farina, latte, burro...). Le mie mani apprezzano ancora di più il manico ricoperto da uno spesso strato di gomma morbidosa.
Arrivata a casa, lascio gli ingredienti nel carrybag (tranne quelli che vanno in frigorifero, ovviamente) e il giorno dopo lo uso per portarli a casa della mia amica, dove cucineremo. Carico il cestino in auto e via.


Com'è andato il confronto carrybag VS shopper? Direi che non ci sono né vincitori né vinti. Il cestino Reisenthel non solo è "stiloso", ma è funzionale quando si esce appositamente per la spesa di tutti i giorni, al supermercato vicino a casa o magari al mercato. Rispetto alle shopper, non ha la praticità di poter essere infilato nella borsa per averlo sempre a disposizione, ma ha il pregio di contenere i prodotti bene in ordine, senza che si rovescino. Ho apprezzato molto anche la taschina interna con cerniera, della misura giusta per infilarci le chiavi di casa, il cellulare e magari anche un piccolo borsellino con i soldi per la spesa... così non occorre nemmeno portarsi un'altra borsa! Insomma, credo che continuerò a usare entrambi i metodi a seconda dell'occasione.

E appena smette di piovere, porterò il carrybag a fare un giro al mercato e vi racconterò com'è andata...