mercoledì 2 maggio 2012

Laura e i waffle salati: una vera delizia!!!

Dopo aver sperimentato le cialde dolci (un classico della cucina belga), provo a cimentarmi nella preparazione dei waffle salati. Una ricetta che si può arricchire con ingredienti vari e che costituisce un appetitoso antipasto o uno snack (alquanto sostanzioso però).

Per l’impasto consiglio di utilizzare la farina per focacce. Non ci sono grandi variazioni rispetto alla versione dolce per le quantità che preferisco seguire abbastanza fedelmente, correggendo un po’ con latte se l’impasto risulta eccessivamente denso. Differente è invece il tempo di cottura essendo i waffle più consistenti per l’aggiunta di patate e altri ingredienti


La mia prima prova è stata superata brillantemente. Apprezzata da tanti amici soprattutto la ricetta con l’aggiunta di acciughe in occasione del compleanno di mia sorella… Sono soddisfatta, molto!!! Grazie Waffle Baker Artisan di KitchenAid!

venerdì 30 marzo 2012

Muffin salati per Marielucie e KitchenAid

La domanda da porsi è: perché il Food Processor KitchenAid? Il mio personale punto di riferimento è il mio vecchio robot, compagno ormai da una vita e vedendoli l’uno accanto all’altro mi sono venuti in mente una “due Cavalli” e una fuoriserie!


La differenza estetica salta agli occhi, ma io posso testimoniare anche la differenza di peso! La base col motore pesantissima assicura una stabilità perfetta, non si corre il rischio di vedere il robot passeggiare sul piano da lavoro quando si mette in funzione! E nonostante la potenza notevole, l’apparecchio è relativamente silenzioso, anche quando si tratta di macinare la frutta secca per esempio. Un altro punto a suo favore è l’efficacia e la rapidità, ogni azione si risolve in pochi secondi, dal grattugiare le carote, al montare la panna o impastare la pasta frolla.

Conclusione: non c’è gara!

Ho provato a fare i miei Muffin Salati

Ingredienti:
100g di farina
1\2 sacchetto di lievito per torte salate
2 uova
125 g di ricotta
3 cucchiai d’olio
100g di pancetta affumicata
100g di grana macinato
Sale, pepe e noce moscata

Prima di tutto, macinare il grana nel contenitore piccolo con le lame universali.
Ritirare il contenitore piccolo e impastare tutti gli ingredienti compreso il formaggio nella ciotola grande con le lame universali.
Tutta la preparazione richiede pochissimi minuti.
Distribuire l’impasto nelle formine per muffins e cuocere in forno caldo (180°) per 20 minuti.

giovedì 29 marzo 2012

Valentina "assaggia" KitchenAid e la ciambella della mamma

Quando ho saputo che avremmo testato un prodotto Kitchen Aid ero felicissima per questi motivi: io adoro cucinare; io adoro il marchio Kitchen Aid; il mio robot da cucina era arrivato alla fine dei suoi giorni e da un po’ stavo programmando la spesa per sostituirlo.

Vado oltre e confesso che il prodotto che è nella mia wishlist personale da sempre (va bè diciamo da un po’ di anni) è l’impastatore KA. Lo ammetto immediatamente, la prima motivazione che mi ha portato ad apprezzare questo elettrodomestico è l’estetica, a cui io do un valore importante, soprattutto da quando la mia cucina è aperta sul living (ok… dovevo dire mini living). In secondo luogo devo dire che conosco diverse persone che lo possiedono e non ho mai sentito un parere negativo. Poi un giorno, in tempi non sospetti, ho visitato il sito web del marchio e ho appreso che:
  1. È nato a fine dell’Ottocento dall’idea di una donna, Josephine Garis Cochrane, che depositò il brevetto della prima lavastoviglie;
  2. la distribuzione, nata per il settore dei professionisti, si estende ben presto anche a quello domestico;
  3. nei primi anni del Novecento nasce la prima impastatrice domestica e il nome Kitchen Aid.
Quindi stiamo parlando di un marchio la cui filosofia si è basata e si basa sulla creazione di elettrodomestici in grado di fornire un valido aiuto in cucina e non solo ai professionisti.

Questo quindi sarà il mio punto di partenza; ma torniamo a noi cioè al prodotto che mi è stato assegnato per il Family Tester: il Food Processor Artisan, colore rosso imperiale. Esteticamente molto bello, solido, con la sua base in metallo, e super accessoriato. Questo robot da cucina permette di affettare, tritare, impastare, mixare tutti i preparati per la cucina, grazie a una serie di accessori che sono ben organizzati in una scatola studiata nei minimi particolari per riporli ordinatamente.

Detto questo la prima cosa che ho fatto è consultare la guida. Sinceramente pensavo che, come molte case produttrici fanno, sarebbe stato disponibile il libretto solo in italiano, invece la guida multi lingue è assemblata insieme quindi ci si vede costretti a conservare il "tomo" così com’è.


Scopro, leggendo la guida, che il robot ha in dotazione fino a 3 ciotole, ma il modello che ci è stato inviato ne possiede solo due, quella standard per la maggior parte delle preparazioni e una più piccola, con una mini lama, per piccole dosi. La terza ciotola, quella che non c’è, si chiama ciotola dello chef e in pratica viene utilizzata quando è necessario utilizzare il robot in più passaggi, ma solo con le lame per affettare e tritare. Francamente lo trovo un accessorio utile ma non indispensabile. Molto utile sicuramente è concepire un robot che ha la possibilità di inserire (e utilizzare!) una dentro l’altra le ciotole, intanto perché occorre meno spazio in cucina per conservare tutti gli accessori e poi perché il funzionamento del robot è unico e sempre sicuro.

La posizione che assegno al mio nuovo “aiuto chef” è il bancone della cucina, proprio in bella vista perché voglio evitare di riporlo nella dispensa, come facevo con quello precedente. D’altronde non devo fare più a patti con il mio senso estetico, questo elettrodomestico sta benissimo dov’è, non stona.
Decido di provare la prima ricetta, una torta che sforno frequentemente per la colazione degli ometti di casa (…ok, la mangio anch’io qualche volta ma non sempre … altrimenti il programma “Nivea -pelle rassodata” viene inficiato). Se deve essere un valido aiuto vediamo se l’impasto viene bene, senza intoppi…
Si tratta di quella che io chiamo “la ciambella della mamma”, perché la ricetta me l’ha data lei:


L’impasto è venuto molto bene, non posso dire meglio che con le fruste tradizionali, non sarei onesta, ma altrettanto bene. Francamente non pensavo fosse scontato. Inizialmente il mio dubbio era: verrà cremoso senza utilizzare le fruste tradizionali? Risposta: sì.

Ora però vi dico esattamente quello che mi è piaciuto: utilizzare un elettrodomestico che è a portata di mano perché già posizionato in cucina. Mi è piaciuta la velocità con cui ho realizzato il tutto. Mi è piaciuto azionare il robot per montare uova e zucchero senza avere la necessità di star ferma a tenere le fruste perché la robustezza della base consentono al robot, certo per pochi minuti, di essere autonomo e nel frattempo ho potuto pesare gli altri ingredienti.

Quello che non mi è piaciuto è legato ad un dettaglio, cioè al tastierino dei comandi (cautelativamente dico per ora, visto che ho testato poco): innanzi tutto perché la fessura intorno al tastierino raccoglie un po’ di polvere (e anche farina e altri scarti provenienti dall’uso del robot) e poi perché la copertura dei tasti è piuttosto “leggera” e in alcuni punti pare parzialmente già scollata. Passando il dito ri-aderisce ma non ho idea se è da considerare una situazione permanente o meno. In un robot che si presenta robusto e affidabile e dal prezzo non economico penso sia necessario badare anche ai dettagli.

Il robot si è dimostrato un valido aiuto in cucina e c’è di più: dopo questa prima prova ho utilizzato il mio KitchenAid per preparare gran parte dei piatti di una cena con amici. Insomma ho provato ad usarlo testando un po’ più di funzioni e modalità.
Vi svelerò tutto nella prossima puntata!

Marielucie, KitchenAid e la crostata di mandorle

Come promesso, ho sottoposto il Food Processor KitchenAid alla prova della mia crostata alle mandorle... e il risultato ha accontentato tutti i golosi di casa!


Uno degli aspetti più pratici del robot è la doppia ciotola, un contenitore piccolo s’incastra all’interno del contenitore più grande. Nella ciotola piccola ho preparato la farcitura: occorre macinare le mandorle e sbriciolare gli amaretti, 2 operazioni perfettamente eseguite dalle lame universali in acciaio. In seguito ho unito lo zucchero, l’uovo e la ricotta e mescolato il tutto.


A questo punto, ho ritirato la ciotola piccola e sistemato la lama per l’impasto. Ho versato tutti gli ingredienti  per la base della crostata e attivato l’apparecchio. In pochi secondo la pasta è pronta!
Infine ho steso la pasta con le dita in una teglia foderata di carta da forno, ho versato il ripieno su questa base e ho decorato con strisce di pasta.


La crostata deve cuocere per circa 45 minuti in forno preriscaldato a 180° e poi va cosparsa di zucchero a velo una volta raffreddata.

Ingredienti per il ripieno:
50g mandorle
100g amaretti
100g zucchero
1 uovo
300g ricotta

Ingredienti per la base:
300g farina
100g burro ammorbidito
150g zucchero
2 uova
1 bustina di lievito

mercoledì 28 marzo 2012

Il primo miracolo di KitchenAid: Chiara vuole cucinare

Ok, il food processor KitchenAid è arrivato … ed è pesantissimo!

Nella scatola ogni lama, ogni accessorio è protetto da una pellicola o da polistirolo; lo spazio è studiato in modo da essere sfruttato al massimo (è uno shangai di pezzi di robot!): già da questo capisci di avere a che fare con gente che ci tiene a fare bene il proprio lavoro, e perciò si preoccupa che arrivi a casa il prodotto integro. Per me questo è sinonimo di serietà e professionalità.
Prima impressione? Ben fatto gente!

Inizio con una banale spremuta di arancio, anzi di mandarino, perché con lo spremiagrumi ci sono in dotazione 2 tipi di beccuccio! Si leggono sempre le istruzioni prima! Sempre e prima!!! Lo dico a voi , ma solo per ridirlo a me, ehm. Leggi le istruzioni e ti aprirà un mondo... facile!

In ogni caso lo spremi agrumi è efficientissimo, rapido, dalla potenza di una trivella per carotaggio lunare! E mi chiedo… Come mai così tanta potenza?
Sul sito trovo subito la risposta alla mia domanda: “Ka si spinge oltre i limiti dell'unione perfetta tra tecnologia e design , incarnando un'arte di vita fatta di piacere, condivisione e, soprattutto, di passione” … La passione: ah, io a questi li adoro!

Ora cominciamo col capire chi è Bartolo (così ho chiamato il mio KitchenAid!) e cosa farà da noi visto che le mie prodezze di cuoca si concentrano in: “Cucino io? Bene! Che pizza ti devo ordinare?”: con lui posso impastare (torte, pasta frolla, pizza), posso tritare (il soffritto ad esempio!). E poi ha contenitori di diverse misure: un bicchiere per mettere le cose da tritare di due dimensioni, una “piccola” dove infili comodamente carote, zucchine e una seconda dove puoi mettere melanzane, patate, che puoi affettare a seconda della lama e del tipo di taglio che ti serve. Ha bacinelle che possono essere contenute una dentro l’altra e che puoi utilizzare a seconda della grandezza delle porzioni.


Sì, il mio robot Bartolo-KA è un elettrodomestico che consiglierei a tutti, perché ha tutto, dal tritatutto allo spremiagrumi per differenti misure di agrumi, è bello, bello e bello da guardare, da toccare ed ha una potenza che lo rende velocissimo per l’uso quotidiano e forte per resistere nel tempo: il Food Processor KitchenAid ha proprio l'aria di quello che durerà un bel po'.

E qui sta la risposta anche all’altra domanda che mi sono posta: il prezzo! Giustificato dalla durata del mio Bartolo, dalla perizia nei dettagli, dalla bellezza del design. Sì ho fiducia nel KitchenAid - Bartolo, molto! Lo guardo con ammirazione, adesso capisco perché il mio capo che cucina tutti i giorni ha tutta la linea della KitchenAid.

Benvenuto tra noi Bartolo e grazie d'esser qui! Questa cosa del metterci Passione mi ha fatto venir voglia di cucinare... no, non di ordinare la pizza al telefono, di cucinare, bene con passione. Promesso!

Laura alle prese con il Waffle Baker: evviva le cialde!

Kitchen Aid tra design e dolcezza.

Il Waffle Baker della Kitchenaid ha già trovato la sua collocazione nella mia cucina. Solido e compatto, nel bel colore rosso imperiale ha un design attraente che richiama le linee dei piccoli elettrodomestici anni '50.

Potrò realizzare cialde dolci e salate (all'interno del libretto delle istruzioni c'è anche un ricettario  che sicuramente mi tornerà utile). I dolci non sono mai stati il mio forte, ma questo apparecchio mi spronerà a sperimentare per la gioia del marito goloso...

Il suo utilizzo è semplice e divertente. Mi cimento con la ricetta 4/4 waffle avendo già gli ingredienti a mia disposizione: farina, zucchero, margarina, uova. Le dosi indicate sono molto abbondanti, non so se utilizzerò tutto il composto perché so già che in poco tempo i dolcetti saranno destinate a sparire...


Dopo aver preriscaldato le piastre, verso l'impasto su entrambi i lati e aziono il timer di cottura. Il profumo inizia a farsi intenso e invitante, ma le indicazioni consigliano di buttare le prime cialde... Meno male perchè il risultato non è eccellente :((  Che sbadata, ho impostato il tempo, dimenticando la cosa più importante: azionare il tasto START, dunque non è scattato il segnale acustico e  le cialde sono uscite bruciacchiate.. Ehm, ritenta, sarai più fortunata. 

Seguo passo a passo le istruzioni. Adesso scelgo una ricetta un po' più leggera, il composto della precedente era più consistente. Preparo i waffle alla belga con meno burro e farina e con l'aggiunta di un po' di latte e panna. L'aspetto e la fragranza sono stuzzicanti. Li spolverizzo con un po' di zucchero a velo e ne assaggio uno: finalmente ci siamo, sembrano commestibili e il sapore è gustoso. Li gradisce anche mio marito che dopo pranzo ne addenta uno!


Di pomeriggio accompagnano una piacevole pausa tè con mia sorella, che, entusiasta del risultato ne prende un po' per la colazione del giorno dopo. Li riempirà con la confettura di ciliegie!

martedì 27 marzo 2012

Alessandra e il Blenderosaurus KitchenAid

“I don’t care what you call it, it’s the best kitchen aid I’ve ever had!”

Ommamma! Ma allora è vero?! Dovrò testare un frullatore KitchenAid! Salti di gioia scomposti: avere un KitchenAid è un sogno vero e proprio, l’ho ammirato in vari colori e sfumature in bella mostra nelle cucine di vetrine, riviste, blog e siti d’arredamento e ora sarà nella MIA :-)

Appena ho tra le mani il mio blender (quanto mi piace chiamarlo all’inglese!), gli trovo un posticino dove possa spiccare. A toglierlo dalla scatola faccio fatica: è pesante ben 4,5 Kg e alto più di 38 cm!
La base è in metallo pressofuso e la caraffa in vetro temprato (per resistere meglio!), il collare di blocco in plastica con le lame in acciaio inossidabile (per miscelare meglio!), il coperchio in gomma con tappo dosatore trasparente (per aderire meglio!). E, gran cosa, il pannello comandi è integrato nella base senza fessure né scanalature (per pulirlo meglio!).


Il motore è potente, trita addirittura il ghiaccio e gli alimenti congelati, ma si comporta come un diesel: lento in partenza e rapido e costante in accelerazione, per miscelare i cibi perfettamente e in maniera omogenea. Sulla confezione, una ricostruzione grafica molto illuminante, spiega come: le lame, disposte due in su e due in giù a quattro diverse altezze – mai visto prima – scatenano ben due movimenti opposti, un vortice centrale che sale stretto e in senso antiorario, e uno esterno che sale lasco in senso orario fino in cima, per poi ricadere verso il centro. Sono molto colpita: altro che piccolo elettrodomestico! Io, nota non-chef che fino ad ora ha solo usato una volta sì e cento no un frullatore a immersione, credo che il nome Blenderosaurus gli sia dovuto ;-)

Do un’occhiata veloce al sito internet e scopro come l’azienda sia profondamente legata al mondo femminile: è una donna, Josephine Garis Cochrane, a brevettare la prima lavastoviglie nel 1886, adattandola poi all’uso domestico; è sempre una donna a inventare il nome del marchio nel 1919, quando, testando la prima impastatrice elettronica, esclamò: “Non m’importa come lo chiamate, è il miglior aiuto in cucina che io abbia mai avuto!”; è ancora una donna, la designer di fama mondiale Egmont Arens, a progettare nel 1936 i modelli più eleganti, tra cui il mitico K (a cui s’ispira l’impastatrice di oggi); ed è alle donne che si rivolge l’azienda dal 2001 con l’edizione speciale color rosa pallido dei suoi piccoli elettrodomestici, devolvendo parte del ricavato a fondazioni e associazioni impegnate nella lotta contro il cancro al seno.

Mi piace, e mi piace come KitchenAid descrive se stessa, un’impresa che “si spinge oltre l’unione perfetta tra design e tecnologia, incarnando un’arte di vivere fatta di piacere, condivisione e, soprattutto, passione”.
Se Andrea apprezza l’aspetto tecnologico, io ne ammiro la forma: effettivamente, conosco il blender KitchenAid solo come oggetto di design e non come strumento culinario. Ora che ci penso, la cosa mi preoccupa un po’, perché Andrea, ottimo cuoco, persegue la sua tradizione gastronomica veneto-emiliana del “fatto a mano” e storce il naso davanti a tutto ciò che possiede un cavo elettrico; e io, be’, io sono una frana in cucina! Forse, testandolo, è la volta buona che incomincio ad apprezzare quell’aspetto della vita che passa attraverso piatti, pentole e frullatori :-)