martedì 19 giugno 2012

Alessandra non stira! Ma c'è sempre una prima volta...

Mission impossible

“Stirare oh-oh! Ma chi me lo fa fare oh-oh-oh-oh!”, questa è la canzoncina che intono quando appendo soddisfatta il bucato con tecnica degna di laurea ad honorem in ingegneria domestica.

Tutto nella norma, quindi, se all’esclamazione: “Testerete i ferri da stiro della Russel Hobbs!!” il mio unico commento è stato: “O-mio-dio” e alla domanda: “Quale preferite, il modello Precision Heat o il modello Easy Fill?” la mia risposta laconica: “Quello viola, perché ha l’avvolgicavo”, in previsione di un suo lungo riposo nello stipetto.


Breve preambolo, doveroso nei confronti dell’azienda Russell Hobbs, così entusiasta nel renderci partecipi dei suoi prodotti: io non stiro. Non perché sia un’ecologista convinta (no ferro, no consumo d’energia) o robe del genere, piuttosto perché anche solo immaginarmi con un ferro in mano nell’atto di… mi riempio di bolle! Malattia congenita? È probabile che sia rimasta scioccata a vita dalle donne di famiglia, che sparivano in lavanderia e ne riemergevano dopo ore grondanti di sudore e con occhi vorticosi. O, semplicemente, non comprendo come si possa passar del tempo in questa attività, quando basta una buona combinazione di sole e brezza e un po’ di carne attorno alle ossa per stirare naturalmente i panni ;-)


Ma qui, nonostante sia una fervida sostenitrice del movimento grunge e una cultrice dell’effetto stropicciato, sono prima di tutto una tester e stirare mi tocca. Ho fatto le cose per bene: spazio in lavanderia, mini asse da stiro in posizione, libretto delle istruzioni letto almeno tre volte e panni da stirare pronti da qualche mese (gli unici che - a volte - stiriamo sono federe colorate, tovaglioli, tovaglie e pantaloni di lino).

Tolgo adesivi e cartoncini di protezione, rivolgo a testa in giù il ferro, pigio l’apposito bottone e riempio il serbatoio d’acqua: per gli arruffamenti vecchi è meglio usare il vapore. Inserisco la spina e… via con le danze! Senz’acqua il mio violetto è leggero come un ballerino, con la pancia piena invece è bel pesante; ma scorre bene sui tessuti e la sua piastra bella grande copre in poco tempo tutta la superficie da stirare. La funzione vapore aiuta molto a sedare le pieghe bizzose, anche se il cotone pesante non si fa convincere facilmente (qualche ombra di spiegazzatura è rimasta). Fatto, ho stirato una mini pila di panni vecchi di mesi! E sono ancora viva :-)


Morale? Non so con precisione se sia meglio o peggio di altri ferri da stiro: non ho molti termini di paragone, perché fino ad ora ho usato sempre e solo il mio fido piccoletto da viaggio, raramente il ferro a caldaia regalatoci per il matrimonio (che m’incute un po’ di timore ed è ingombrante al massimo), senza prestare molta attenzione al risultato. Però sono soddisfatta: è un ferro grande ma compatto, il cavo lungo tre metri si avvolge sereno attorno ai fianchi e si blocca in un piccolo gancetto viola, è facile da usare (ha una manopola per la temperatura, due pulsanti per lo sbuffo di vapore e lo spruzzo d’acqua, una leva per la funzione con o senza vapore, un pulsante per aprire il serbatoio posteriore e una spia rossa che avvisa se l’apparecchio funziona e s’è scaldato a dovere). E a provarlo mi son divertita: incredibile, ma vero!


6 commenti:

  1. Leggerti è uno spasso, sempre!

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  2. Solo tu potevi rendere la solita vita da casalinga, tutta panni e ferro da stiro, divertente!!

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    1. il mio è un approccio trasversale: toccata e fuga!!

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  3. ahahahah che ridere che mi hai fatto Ale!!!:-)

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  4. Il pacioccone: che incubo! Ce l'ho anche io...e come te detesto stirare! Puntualmente ripiego sul ferretto da viaggio, il "piccoletto" come lo chiamiamo noi... chissà se la mia atavica allergia al ferro sarà guarita da uno di questi...

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