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martedì 5 febbraio 2013

Fotomodelle messicane per la Nikon Coolpix S01

Dal momento che questo è il nostro ultimo appuntamento insieme, ormai mi sembra di essere in famiglia dopo sei mesi a raccontarvi le mie esperienze con i prodotti da testare. Quindi per parlarvi della strepitosa Nikon Coolpix S01 non potevo scegliere occasione migliore se non la visita a Roma delle mie tre sorelle! Più in famiglia di così!


Girare in questo splendido set fotografico con tre donne a cui piace apparire bene nelle foto è stato davvero uno spasso, con la mia piccolina allacciata al polso! Esteticamente è bellissima, leggera e semplice da utilizzare (...a prova di passanti!! Ai quali chiedevamo di scattarci foto che ritraessero tutte e quattro!! ;)

Promossa a pieni voti, compagna instancabile di lunghe passeggiate e testimone di tanti momenti divertenti!

venerdì 1 febbraio 2013

Muchas gracias da Mayda!

In questi mesi da tester per CasaFacile ho provato a fare tante cose che prima non avrei mai pensato di fare!

Ho cercato di fare fotografie "con un senso”, perché fossero estetiche e luminose: e invece quante volte le fotografie sono venute mosse, fuori fuoco e... da buttare! ;) Ma ci ho provato, e adesso rimane la voglia di imparare. (E queste foto mostrano subito come io sia la nemica dell'autoscatto!!!)

Ho provato a scrivere in italiano!!! Più che una email, o un commento in un social network... Stavolta mi sono buttata con il sogno di farmi capire, e trasmettere non solo l'opinione di un prodotto ma anche chi sono io: e invece ne è uscito un itagnolo stretto, ore al pc per due righe... e sicuramente grosse risate da parte dei “santi subito” Francesco e Sara della redazione CF.

Ho provato a parlare al telefono quando ho avuto qualche dubbio, ottenendo come risultato grosse risate mie e per contagio del centralinista, tecnico o pr in questione. Però mi rimane la forza di sapere che ce la posso fare nel futuro, che basta provare.

Il giorno in cui il direttore Giusi mi ha detto che potevo diventare tester, non avevo capito che questa avventura andava al di là di regali bellissimi: una costante opportunità per imparare, crescere e condividere, e siccome nella mia lingua mi viene meglio... GRACIAS, MUCHAS GRACIAS!!!  E tantissime cose belle ai tester entranti!



lunedì 7 gennaio 2013

Mayda ha un caricabatterie senza problemi di adattatori per l'estero!

Siamo una famiglia atipica: non comunichiamo mai con il cellulare, ci capita spesso di dimenticarlo scarico per settimane, e ovviamente il telefono è spento e senza vita quelle volte in cui qualcuno sta cercando di contattarci. Ed in verità la nostra risposta, "Scusa era scarico!" non sempre è presa bene.


D'altra parte non possiamo viaggare con Stef senza portare con noi il tablet per gli inevitabili momenti “morti”: è uno strumento indispensabile per le lunghe tratte, per non disturbare il resto dei viaggiatori. Immaginate un viaggio in Messico di almeno 12 ore con un bambino molto inquieto chiuso in aereoplano? Anche portando altre cose come giochi da tavola, libri.. l’effetto di un cartoon nei momenti piu difficili è un obbligo.


E se si scarica? E se arrivando in Messico non trovassimo una presa adatta alla corrente messicana, e se un giorno di fuoco dovessimo uscire di casa col telefonino scarico, e dovessimo aspettare una telefonata importante, o dare qualche notizia… E' come vivere sul filo del rasoio, sfidando l'elettronica e la probabilità….

Bene, questa vita di rischio è finita, con la nostra nuova tracolla e-mission, che per di più ha la misura giusta per essere utilizzata come bagaglio a mano! Essa ci permette, anche se non con la velocità di una presa elettrica, di caricare tutti i nostri gadget elettronici e ci dà la tranquillità di sapere che stiamo utilizzando energia pulita! Viaggiando poi a qualsiasi latitudine non si corre il rischio di arrivare sul posto e correre subito a cercare un adattore… ci si porta la tracolla, ed è fatto!


domenica 16 dicembre 2012

Mayda fa passeggiate che ricaricano cellulari e tablet...

Oggi è giorno di festa ed io, Diego e Stef abbiamo organizzato una "mission" a Villa Borghese... anzi una e-mission con la nostra fedele tracolla solare! Camminiamo e facciamo il pieno di energia per le batterie dei nostri dispositivi!


mercoledì 5 dicembre 2012

Mayda e i biscotti messicani di Natale

Los polvorones de Naranja è una ricetta che si fa a casa mia nel periodo natalizio:e proviene dal sud della Spagna, e mia nonna ce la preparava spesso, perche si crede che i polvorones portino bene. Dopo la delusione della torta di zucchine, ho deciso che non finiva lì, e che dovevo per forza dimostrare a me stessa che ce l'avrei fatta a portare qualcosa della mia tradizione.



Il mio primo problema per realizzarli era grattuggiare bene la buccia, solo quella arancione delle arancie: così ho provato la mia grattugia Zest e... MERAVIGLIA, polvere di arancia: veloce, pulita e semplice da impugnare!



Ingredienti: 500g di farina, 1 cucchiaino di lievito, 115g di zucchero, 250g di strutto (questa è l'unica parte della ricetta che non si può cambiare, e che fa la differenza: abbiamo provato con burro, margarina, ma non è la stessa cosa), 2 tuorli, il succo di 1 arancia e la scorza ben grattuggiata di 2 arance. Ricetta: sbattere i tuorli e lo strutto, aggiungere lo zucchero e omogeneizzare. Amalgamare anche le scorze e il succo, poi incorporare il tutto con farina e lievito. Stendere l’impasto a 0,5 cm e tagliare le forme dei dolcetti (oppure fare delle palline da appiattire con le mani). Infornare a 200° gradi per circa 15 minuti (regolarsi in base alla doratura). Passare i polvorones appena sfornati in un po’ di zucchero. E buon Natale!


lunedì 3 dicembre 2012

Mayda, le grattugie Microplane e la torta dolce di zucchine

Come mi capita spesso, mi dimentico delle cose: penso di aver avuto una amnesia globale che mi ha privato della capacità di cucinare, o forse semplicemente mi sono sempre sopravvalutata! Quando ho visto le grattugie Microplane, che fanno molto "chef di classe", mi sono sentita subito pronta per preparare qualunque cosa. Ho telefonato a mia mamma in Messico e le ho detto che mi doveva passare una ricetta dove dovessi grattugiare, cosi mi ha fornito le istruzioni per preparare la torta dolce di zucchine che cucinava mia nonna.



Ho comprato tutto, ho seguito ogni passo, facendo le rigorose fotografie... Che sogno: mi sentivo una foodwriter. Metto in forno, aspetto più o meno il tempo di cottura, faccio l'infallibile prova stuzzichino e poi la tiro fuori. La provo a girare per farla raffreddare, fiera come una vera cuoca, quando la sorte si accanisce contro di me: spezzata a metà.



Sono riuscita a salvare una piccola fetta per fare la foto e mostrarvi il lavoro finito. Comunque ho assaggiato la torta fatta a pezzi e mi sono ricordata che non mi è mai piaciuta: nonna la faceva per gli adulti e a noi piccoli preparava qualcosa di più goloso. Però mi sono sentita in Messico, con quegli odori e quei sapori della mia infanzia.


E le grattugie? Sono fantastiche (anche se sono capitate a me e anche se ho fatto la mia peggiore torta della storia), ho grattugiato mezzo kilo di zucchine in meno di un minuto, e ho ancora tutte e dieci le dite delle mani.


Mayda e le grattugie a prova di bimbo

Questione spazio: le grattugie hanno anche questa qualità, sono belle da vedere, professionali da utilizzare, e lo spazio che occupano è veramente poco. Mi sono piaciute così tanto che ho pensato il cassetto intorno a loro, facendo in modo di averle più a portata di mano. Si lavano in lavastoviglie e conviene conservare i protettori con cui vengono vendute, per salvare le eventuali manine curiose di un bimbo alla scoperta dei vostri cassetti. Ricordate però che i protettori non si possono lavare nella lavastoviglie!


lunedì 5 novembre 2012

Un ferro da stiro che ti fa venire voglia di stirare! Parola di Mayda di stirare fosse una questione di ferro!

Non ci voleva molto per migliorare la dura prova-stiro in questa casa: il mio ferro (RIP) stava già dando qualche inquietante e sinistro problema di contatto (da qualche giorno si sentiva un beffardo psssssss dei cavi che mi suggeriva di non essere proprio a posto...) e poi i tempi: ogni volta lunghi, lunghissimi tempi, una volta che mi persuadevo a stirare iniziava una interminabile preparazione; tavolo, vestiti, postazione… poi a metà della tortura (ohh nooo!!!) finiva puntualmente l’acqua della caldaia, così dovevo aspettare un po' per ricominciare. Nel frattempo la voglia era decisamente già sparita.

Poi un giorno arriva lui: bianco, leggero, veloce… Philips PerfectCare Aqua sembra quasi di non stirare, ed invece lo fa eccome! L’acqua non finisce mai, appena ho preparato la postazione di tortura, lui è gia pronto per fare il suo lavoro come i grandi. Non pensavo che la voglia di stirare fosse una questione di ferro!


Senza dimenticare che per una pasticciona come me è un grande aiuto: sapete quante fodere del tavolo da stiro ho bruciato?? Tutte. Con questo ferro no, neanche volendo e impegnandosi a fondo! Non devi regolare la temperatura e puoi passare con tranquillità da un tessuto all'altro. E' un vero gentiluomo, leggiadro ed elegante come un paso doble.

domenica 7 ottobre 2012

Mayda, dal neon "messicano" ai led di Osram...

Quando avevo esattamente 15 anni, mio padre decise che era il momento di imbarcarsi in un nuovo business: vendere luci al neon per auto, che aveva visto a Miami! Fece così richiesta al produttore... e fu così che le prime lampade al neon in assoluto a varcare il confine degli Stati Uniti verso il Messico furono quelle viola sotto la nostra macchina bianca, che nella notte sembrava volare! Io e le mie sorelle ci siamo guadagnate tutte i nomignoli del mondo: morivo di vergogna ogni volta che veniva a prenderci con la macchina "spaziale" (Lucero Jetson vive ancora in me, tanti anni dopo quei momenti nella macchina-UFO mi viene da ridere: in qualche modo papà era un trendsetter!)…


Ed ecco che un giorno arrivano i LEDs DECO FLEX e mi ricordano in un sol colpo tutta la mia adolescenza, il mio divertimento e soprattutto quello degli altri! La grande differenza è che queste luci, però, sono stupende! Si montano subito, sono delicate, risparmiano energia elettrica, hanno mille possibilità per essere messe proprio ovunque: la sera quando serve solo un po’ di luce per vedere la tv, o per utilizzare la testiera per esempio. Sono ottime e non riscaldano la casa..

giovedì 4 ottobre 2012

Mayda fa progetti in stile CasaFacile con i led Osram

Sì, sì SIIIII! Ma soprattutto sì! Ho trovato i LEDs DECO FLEX di Osram stupendi, facilissimi da montare, flessibili... e poi mi vengono in mente mille progetti per poterle utilizzare: per donare una luce morbida a qualsiasi zona della casa, sotto una mensola, dentro un pensile, per creare tantissimi progetti in stile CF, per illuminare un angolo tv, per arredare discretamente, o per far risaltare un angolo speciale. E poi il telecomando della luce è carinissimo: piccolo e facile da utilizzare.


Svantaggio: siccome mi sono innamorata della versatilità di questo prodotto sono andata alla ricerca della "prolunga" (sì! una volta che si acquista il pacchetto base si possono semplicemente aggiungere più pezzi!), ma non l'ho trovata in giro. Ho contattato il servizio clienti e sono stati molto gentili: mi hanno subito fornito una lista di posti dove vendono il kit "DecoFlex Add-on"! Ma non l'ho ancora acquistato...


Comunque conservo il mio sogno nel cassetto fino alla prossima gita: metterò una striscia decoflex anche sotto all'altro monitor. Quello che utilizziamo come computer ci piace tantissimo: illumina la testiera, dà una illuminazione d’ambiente soft e delicata, e non dà fastidio agli occhi.


mercoledì 29 agosto 2012

Mayda: sulle piastrelle Scooba batte mocho 2 a zero


Quando ho capito che sarebbe arrivato nella nostra famiglia questo nuovo "compagno domestico", ero così felice da iniziare a costruire nella mia immaginazione le più struggenti favole, in cui io, novella eroina uscita dalla penna dei fratelli Grimm, venivo finalmente salvata dalle malvagie grinfie della pulizia del pavimento. 

Così, appena Scooba è arrivato e ha bussato alla mia porta, è stato l'oggetto del mio abbraccio più sincero e appassionato: l'ho messo subito in carica e aspettato trepidante, ammirando il prodigio di un oggetto così piccolo in grado di fare tutto ciò .

Dopo circa otto ore di ricarica l'ho quindi messo all'opera in bagno, per dargli il benvenuto nella sua nuova casa: utilizza acqua e un detersivo enzimatico (e soltanto quello, altrimenti, assicura, si può danneggiare seriamente). Purtroppo ho capito quasi subito che Scooba a casa mia può esercitare i suoi servigi soltanto in bagno! Perché il parquet laminato non è adatto al tipo di lavaggio che fa, e si rischia di creare dei rigonfiamenti per l'umidità nelle sottili spaziature tra un pezzo e l'altro del laminato.

Scooba non è adatto all’uso su pavimenti grezzi, non sigillati o laminati, i quali potrebbero subire danni causati dall’acqua (un pavimento non sigillato è privo del rivestimento in poliuretano che protegge il sottofondo dai danni causati dall'acqua): va benissimo invece se in casa avete pavimentazioni in piastrelle, linoleum, vinile, marmo, ardesia/pietra o parquet sigillati.


E fu così che, dopo le prime ore, il mio sogno è rimasto limitato al bagno. Peccato, perché facendo una lista di tutto quello che bisogna fare per pulire il pavimento garantendo una pulizia del 97% dei batteri, lo Scooba batte, anzi, direi straccia il mocho senza alcun appello! Mi dispiace soltanto che nel mio caso l'utilizzo sia limitato a questo piccolo locale... altrimenti l'avrei usato ovunque!



Mocho:
- prendere il secchio
- riempirlo d'acqua (più litri)
- mettere il detersivo
- prendere il mocho
- bagnarlo, spremere, lavare, sciacquare
- fare tanta (ma tanta) fatica
- ogni volta prendere il secchio per cambiare l’acqua sporca (usando altri litri)
- lavare il mocho e mettere tutto a posto

Scooba:
- prendere Scooba
- riempirlo di acqua (un litro scarso)
- aggiungere detersivo ecologico speciale
- premere "clean"
- mentre lui lavora, fare quello che ti pare (per esempio leggere sul divano!)
- sciacquarlo bene, togliere l’acqua e metterlo in carica




venerdì 27 luglio 2012

MAYDA: mix esplosivo dal Messico




Sono una messicana che vive e ama Roma, figlia di un cantante rock psichedelico e di una mamma casalinga piena di doti per cucire, cucinare, crochettare, lavorare ai ferri… (eh sì, un mix esplosivo), la maggiore di quattro sorelle, di cui vado fierissima, tutte piene di talenti e progetti. Dal mio paese porto con me tanti colori, sapori e ricordi che provo, giorno dopo giorno, a far convivere in armonia con le bellezze che trovo in questo paese.





Sono arrivata in Italia sette anni fa perché un giorno la vita ha voluto che in mezzo alle alpi austriache conoscessi Diego. Dopo due anni di amore a distanza ci siamo sposati e adesso siamo pazzamente innamorati del nostro progetto in comune: Stefano, che è arrivato al mondo per rivoluzionare la nostra vita col suo sorriso. 


In Messico ero insegnate al Liceo e coordinatrice del Dipartimento Psicopedagogico, ho insegnato anche all'Università Panamericana sui temi della pedagogia sociale e ho partecipato a tante associazioni di volontariato. 

Da sempre ho ammirato la capacità delle persone di produrre la bellezza, di procurare anche con poco degli spazi pieni di amore da condividere con la famiglia e con gli amici, ed è proprio questo che mi piace di CasaFacile, che in parte è soltanto un giornale di arredamento, ma che è anche popolato da persone meravigliose che mettono insieme il loro talento, gusto e colore al servizio delle persone amate.


Dopo mesi a leggere i commenti su facebook ho deciso di fare "outing", mi sono presentata, e la mia vita in Italia è praticamente cambiata: da una vita bella ma un po' chiusa e concentrata in un piccolissimo mondo, ho sentito come se una porta gigante si aprisse per permettermi di entrare e conoscere a pieno tanti veri amici e tante culture, sentendomi ospite in tante case, per prendere il caffè, parlare di letteratura, arredamento, cinema, cucina, piante, figli! Insoma mi sento veramente fortunata di aver ricevuto all'improvviso così tante possibilità di crescere e di imparare, di stringere amicizie che con il tempo sono diventate non solo virtuali ma anche reali e profonde.